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4 June 2026
Autonomia in Azione, a Mesagne presentato il progetto di inclusione lavorativa

Si è tenuta al Palazzo di Città di Mesagne la conferenza di presentazione del progetto “Autonomia in Azione – Modelli diffusi per la vita indipendente”, promosso dall’Ambito territoriale sociale BR4 (ATS BR4), il consorzio che rappresenta l’ambito socio-sanitario comprendente i comuni di Mesagne (capofila), Cellino San Marco, Erchie, Latiano, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torre Santa Susanna e Torchiarolo.

L’iniziativa è finanziata pubblicamente attraverso i fondi del Pnrr, Missione 5 “Inclusione e Coesione”, Componente 2, Sub-investimento 1.2, dedicato ai percorsi di autonomia per persone con disabilità.

La conferenza stampa ha ufficializzato “un percorso dedicato all’autonomia personale, sociale e lavorativa di persone con disabilità, attraverso esperienze educative individualizzate, attività pratiche e azioni di accompagnamento al lavoro tra Mesagne, nella sede di Apulia Tourism & Food APS, e Torre Santa Susanna, presso l’Azienda Agricola Stasi”.

Il programma coinvolge 24 beneficiari dei territori di Mesagne e Torre Santa Susanna, presenti alla conferenza stampa, impegnati in laboratori educativi, attività formative ed esperienze pratiche seguite da figure professionali specializzate, educatrici e psicologiche, in preparazione a un possibile ingresso nel mondo del lavoro.

L’organico dei soggetti privati costituiti in ATS (Associazione Temporanea di Scopo) per la gestione del progetto è composto da: Cooperativa Sociale “Il Giglio” (ente capofila), Cooperativa Sociale San Bernardo, Associazione Apulia Tourism and Food, AIPD (Associazione Italiana Persone Down) sezione di Brindisi e Consorzio Leader.

A fare gli onori di casa è stato il neo eletto sindaco di Mesagne, Francesco Rogoli, che si è detto “orgoglioso di ospitare il progetto di Autonomia in Azione nel territorio di Mesagne”.

All’incontro ha preso parte il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Toni Matarrelli: “È un’azione meritoria dell’Ambito di Mesagne. Mette al centro l’autonomia attraverso l’indipendenza, esperienze di co-housing e opportunità lavorative future per soggetti con difficoltà. I Comuni, l’Ambito e la Regione Puglia hanno il dovere di sostenere queste iniziative”, ha commentato.

Tra i tanti relatori anche Pierangelo Argentieri, presidente di Federalberghi Brindisi, in rappresentanza del comparto ricettivo locale che ha già fissato un legame di collaborazione con il progetto socio-sanitario.



4 June 2026
L’edizione 2026 di CapriStars tra cultura e inclusione

Si parte il 20 giugno con Giovanni Allevi. 

L’edizione 2026 di CapriStars, il progetto, alla terza edizione, che si propone di valorizzare personalità che rappresentano l’eccellenza italiana attraverso il loro contributo nel campo artistico, culturale e umano, sarà dedicata ai temi di rinascita e inclusione, con l’obiettivo “di affiancare al momento culturale una serie di iniziative concrete a favore del territorio e della qualità dell’accoglienza sull’isola”.

Tra le novità più significative, quest’anno ci sarà il lancio di Capri – l’isola che non isola, un progetto sviluppato insieme a Link@ut, realtà specializzata in percorsi formativi dedicati all’inclusione delle persone neurodivergenti.

L’iniziativa punta a coinvolgere strutture ricettive, operatori turistici e attività commerciali in un percorso di sensibilizzazione e formazione volto a promuovere modelli di accoglienza sempre più consapevoli e inclusivi. L’obiettivo è trasformare Capri in un esempio virtuoso di ospitalità accessibile, capace di rispondere alle esigenze di tutte le persone e di valorizzare la diversità come elemento di crescita per la comunità.

 “L’evento porterà a Capri uno degli artisti più iconici del panorama pianistico mondiale, capace di donare non soltanto arte sublime, ma anche una straordinaria umanità. Questo appuntamento si inserisce nel programma degli eventi estivi con l’obiettivo di proporre una Capri sempre più legata all’arte, alla cultura e alle emozioni autentiche”, ha dichiarato il sindaco Paolo Falco.

 “Nell’ampio programma di eventi culturali e turistici di quest’anno non poteva mancare la presenza di un grande maestro della musica, apprezzato da tutti per la sua bravura, il suo modo innovativo di interpretare la musica e, soprattutto, per la resilienza che continua a trasmettere al suo pubblico. Nella terza edizione di CapriStars ci sarà Giovanni Allevi, che saprà regalare forti emozioni attraverso le sue melodie di classica contemporanea, come lui stesso ama definirla, creando un’atmosfera magica nella splendida cornice della Certosa di San Giacomo. Anche quest’anno, come nella precedente edizione, l’organizzazione dell’evento si  concentrerà su un importante messaggio sociale, attraverso un progetto dedicato alle persone neurodivergenti”, ha dichiarato l’assessore ai Grandi Eventi Salvatore Ciuccio.

 “Come Federalberghi Isola di Capri desideriamo esprimere il nostro più sentito ringraziamento all’organizzazione di CapriStars e, in particolare, a Massimo Turturro, che da anni contribuisce in modo straordinario a valorizzare la nostra isola come meta di
assoluto spessore internazionale, sapendo coniugare intrattenimento di alto livello e profonde tematiche sociali e di accessibilità.

Siamo profondamente orgogliosi di poter ospitare un maestro d’arte, e forse ancor più di vita, come Giovanni Allevi. Al tempo stesso, la possibilità di formare i nostri collaboratori all’assistenza delle persone neurodivergenti rappresenta una preziosa opportunità di crescita, che si tradurrà in un reale valore aggiunto per tutta la nostra comunità ospitante”, il commento del presidente di Federalberghi Capri Lorenzo Coppola.

E per Massimo Turturro, Ceo di 7Events, “CapriStars vuole essere molto più di un evento culturale. Sono profondamente grato a Capri, che dal 2007 mi accoglie con emozione e mi spinge ogni anno a lavorare con entusiasmo. Desidero fortemente che ogni edizione lasci un segno concreto, creando valore per il territorio, per la comunità e per le persone”.

 



2 June 2026
Turismo e trasporto locale

                                                                    Turismo e trasporto locale

La Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha avviato un’indagine conoscitiva sul trasporto pubblico locale non di linea

di Federica Bonafaccia

Nel mondo del trasporto pubblico locale non di linea convivono diversi modelli organizzativi e modalità di accesso: il servizio taxi, fruibile su strada, presso posteggi, mediante radiotaxi o applicazioni digitali, e il servizio NCC, erogato su prenotazione, con logiche operative e vincoli di esercizio specifici.

La complementarità rispetto al trasporto di linea è particolarmente evidente nei collegamenti di primo e ultimo miglio, negli spostamenti notturni e nelle aree a domanda rarefatta o variabile nel tempo e nello spazio.

Il settore riveste un ruolo strategico nei collegamenti con i principali nodi della mobilità (stazioni ferroviarie, aeroporti, porti e nodi urbani) e nei contesti interessati da flussi turistici, grandi eventi e picchi stagionali di domanda. In tali situazioni, la capacità di risposta e la trasparenza economica incidono sulla qualità complessiva dell’esperienza di viaggio, sulla competitività dei territori e sulla gestione della congestione urbana e della sicurezza nelle aree di accesso ai nodi infrastrutturali.

I fornitori di servizi taxi e NCC sono partner indispensabili per le imprese ricettive rappresentate, specialmente per il turismo di qualità, gli eventi business e il turismo sostenibile delle aree interne, nei tanti borghi e centri minori.

Federalberghi, nel corso di un’audizione presso la Commissione Trasporti, ha però evidenziato come il settore risulti interessato da un processo di progressivo irrigidimento normativo, che tende a mantenere, o addirittura a rafforzare, ingiustificate restrizioni concorrenziali, che finiscono per danneggiare sia i turisti sia i residenti.

Per far fronte alla cronica carenza nell’offerta di trasporto locale, le imprese ricettive fanno sempre più spesso ricorso alla possibilità, riconosciuta dal Ministero delle Infrastrutture, di effettuare per i propri clienti un servizio gratuito di navetta per il trasporto da e verso aeroporti, stazioni e porti. Poiché tale possibilità è frutto di una interpretazione del Codice della strada, per prevenire contenziosi abbiamo chiesto di integrare la normativa, prevedendo espressamente la possibilità per le imprese ricettive di effettuare tale servizio per i propri clienti.

Si tratta di un servizio, in molti casi, essenziale per i clienti d’albergo, considerato dalla normativa europea sui pacchetti turistici come “integrativo” del servizio di alloggio, indispensabile soprattutto nelle città in cui, in determinate fascie orarie, risulta quasi impossibile trovare un taxi disponibile.

Inoltre, in considerazione della necessità di fornire il servizio in modo non occasionale ma strutturato, e dei costi connessi non compatibili con la fruizione gratuita, Federalberghi ha chiesto di consentire agli alberghi di fornire il servizio anche dietro corrispettivo, previo rilascio di una specifica autorizzazione non soggetta a pubblico concorso.

L’impresa ricettiva, intestataria di tale specifica autorizzazione, dovrebbe poter fornire il servizio con veicoli nella propria disponibilità, esclusivamente per i clienti alloggiati o da alloggiare nella struttura ricettiva, le cui generalità, come noto, vengono comunicate alle questure competenti entro 24 ore dall’arrivo.



1 June 2026
IL Paese che conta, il saggio di Linda Laura Sabbadini

Troppo spesso si pensa ai numeri come a qualcosa di freddo, astratto e alieno. Quando si parla di statistiche, in tanti reagiscono dicendo: “Per carità, non fanno per me”.

Un bel saggio di Linda Laura Sabbadini, pioniera nella statistica sociale e di genere, ribalta questo pregiudizio e ci porta dentro il mondo affascinante dei dati, svelandone il ruolo cruciale nella nostra società.

I numeri possono brillare, irradiare luce su aspetti rilevanti e oscuri della nostra vita e di quella del nostro Paese.

Eppure, quando si parla di statistiche, molti si ritraggono impauriti, immaginando tabelle sterili e grafici indecifrabili.

Inoltre, la scienza dei numeri è di importanza vitale per le decisioni politiche e istituzionali.
I numeri non sono mai neutrali: possono rendere visibile l’invisibile, rivelare ingiustizie, smascherare luoghi comuni.

Il decisore pubblico ha bisogno di dati per poter basare le proprie scelte su elementi concreti. E chi intende perorare una causa deve a sua volta fornire dati a supporto delle proprie istanze.

“Misurare significa riconoscere – scrive Sabbadini – e ciò che non si misura, spesso non esiste nel dibattito pubblico. Non entra nelle agende politiche. Non viene visto, non viene ascoltato. Ho creduto, ogni giorno, che la statistica dovesse essere uno strumento di giustizia, cittadinanza e democrazia”.

Con scrittura brillante e coinvolgente, l’autrice – che è stata direttrice dell’Istituto Nazionale di Statistica – ricostruisce la storia recente dell’Italia da una prospettiva unica, restituendoci il ritratto di un Paese per molti aspetti diverso da quello che immaginavamo di conoscere: dove gli uomini si dilettano nel ricamo e le donne preferiscono l’enigmistica, ma anche dove più di sei milioni di italiane hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita.

Percentuali alla mano, ci mostra come la statistica non sia affatto una fredda disciplina, ma una bussola per orientarsi nel presente, un’arma per tutelare i diritti dei più deboli, il pilastro di una democrazia da difendere contro chi utilizza “fake numbers” per piegare la verità ai propri interessi.

è il racconto, visto dall’interno, di una delle più autorevoli istituzioni del Paese, l’ISTAT; è la testimonianza di una vita dedicata a dare voce alla realtà che si scopre con i dati; è un invito a superare le diffidenze e a comprendere che dietro ogni numero c’è una storia che merita di essere conosciuta. Perché i numeri sono il riflesso di chi siamo e di chi possiamo diventare.

Tra le tante storie raccontate ce n’è anche una che ci riguarda da vicino, iniziata negli anni Sessanta: quella delle grandi trasformazioni nel campo delle vacanze, inizialmente un lusso riservato ai ricchi, poi diventato accessibile anche al ceto medio, con una crescita continua del numero di italiani che hanno avuto accesso al mercato del turismo e una progressiva riduzione dei divari tra il Nord e il Sud del Paese.



14 May 2026
Il nuovo sistema degli incentivi per le imprese

                                                    Il nuovo sistema degli incentivi per le imprese

L’ultima Legge di bilancio contiene un ampio ventaglio di misure agevolative per le imprese turistico-ricettive e termali

di  Antonio Griesi

Il settore turistico rappresenta uno dei principali motori dell’economia nazionale, sia in termini di contributo al prodotto interno lordo sia per l’impatto occupazionale e territoriale.

Negli ultimi anni, il comparto ha evidenziato la necessità di un rafforzamento strutturale degli strumenti di sostegno agli investimenti, in grado di favorire non solo la ripresa quantitativa dei flussi turistici, ma anche un’evoluzione qualitativa dell’offerta, orientata alla destagionalizzazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.

In tale contesto, sono molteplici gli interventi sul fronte delle agevolazioni previsti dalla manovra finanziaria per l’anno 2026. Scopriamoli.

Bonus edilizi

Per quanto riguarda i bonus edilizi, nello specifico ecobonus e sismabonus (anche per gli acquisti), sono confermate per il 2026 le aliquote di detrazione del 50% in vigore nel 2025.

Nel 2026, pertanto, non ci sarà nessun taglio delle percentuali agevolative, come invece previsto dalla precedente Legge di bilancio. La riduzione slitta al 2027.

Iperammortamento

è stato, inoltre, reintrodotto l’iperammortamento per gli investimenti in nuovi beni strumentali, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, in sostituzione dei crediti di imposta 4.0 e Transizione 5.0.

La maggiorazione è riconosciuta in relazione agli investimenti per beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, effettuati dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Zes unica mezzogiorno

Vengono estesi il credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno (che comprende le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e le zone assistite delle regioni Abruzzo, Umbria e Marche) e il credito di imposta ZLS agli investimenti realizzati dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.

La nuova Sabatini

Il rifinanziamento della Nuova Sabatini, con 200 milioni di euro per l’anno 2026 e 450 milioni di euro per l’anno 2027, assicura continuità a uno dei principali strumenti agevolativi nazionali, che si è rivelato efficace, anche in chiave anticongiunturale, per la crescita e il rilancio degli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese.

Le altre novità

- rifinanziamento dei contratti di sviluppo;

- incremento delle risorse per il credito di imposta 4.0.

- nuovo Conto Termico 3.0: è già attivo il portale GSE per la richiesta dei contributi per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili;

- fondo di garanzia per le PMI, le cui modalità di funzionamento in vigore nel 2025 sono prorogate per tutto il 2026.



4 May 2026
I rischi del dumping contrattuale

I rischi del dumping contrattuale

Alle aziende che applicano “contratti pirata”, sanzioni per oltre 40mila euro annui

Da tempo si discute della crescita patologica del numero dei contratti collettivi in Italia. Anche il settore turistico è esposto a questo problema: sono oltre 70 i contratti collettivi per le imprese turistiche depositati nell’archivio nazionale istituito presso il CNEL.

Eppure, gran parte di questi, oltre a essere sottoscritti da organizzazioni scarsamente o per nulla rappresentative, non trova applicazione se non a un numero limitato di aziende e datori di lavoro. Si tratta di contratti che stabiliscono trattamenti retributivi e normativi peggiorativi per i lavoratori rispetto a quelli definiti dal CCNL leader del settore, sottoscritto da Federalberghi, Faita e dalle organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, identificato dal codice ufficiale H052.

Il rapporto “Il dumping contrattuale nel settore turismo: quali rischi per le imprese?”, realizzato da Federalberghi in collaborazione con l’Ente bilaterale nazionale del settore turismo e con ADAPT, l’Associazione per gli studi sul diritto del lavoro fondata dal professor Marco Biagi, evidenzia concretamente i rischi economici e contabili a cui le imprese si espongono applicando la contrattazione pirata, attraverso una simulazione su oltre venti figure professionali del settore.

Secondo la ricerca, che si basa sui dati dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro del CNEL, sull’analisi approfondita della normativa vigente e della giurisprudenza, i rischi connessi all’utilizzo di contratti collettivi di lavoro stipulati da soggetti non rappresentativi sono quantificabili in diverse decine di migliaia di euro annui.

Infatti, il costo per un’impresa alberghiera di medie dimensioni (14 dipendenti) che si veda contestata l’applicazione di un “contratto pirata” può facilmente superare i 40mila euro annui, cui si aggiungono le ricadute in termini d’impossibilità di ricorrere agli istituti contrattuali (contratti a termine, apprendistato, flessibilità dell’orario di lavoro, ecc.), ai benefici contributivi e agli incentivi occupazionali che il legislatore riserva ai cosiddetti contratti leader, come il CCNL Turismo sottoscritto da Federalberghi, applicato da oltre l’80% delle imprese e dei dipendenti del settore.

Secondo Giuseppe Roscioli, vicepresidente vicario di Federalberghi e presidente della Commissione sindacale della stessa organizzazione: “Lo studio chiarisce una volta per tutte quali siano i rischi che le imprese corrono affidandosi a soggetti privi di ogni legittimazione e rappresentatività, esponendosi a ricadute economiche, normative e di immagine assai gravi. Oltre al maggior costo dovuto al recupero dei crediti retributivi e dei contributi non versati, si pensi al contenzioso e alla perdita di incentivi e benefici: uno scenario da incubo che giustifica la massima prudenza. Inoltre, la contrattazione pirata rappresenta un ostacolo allo sviluppo economico, poiché mina i presupposti della competitività del sistema sotto l’aspetto della capacità di attrarre, trattenere e remunerare risorse professionali in grado di sostenerne la crescita”.  A.C.



29 April 2026
Da giugno i corsi gratuiti, 60 posti, per management del turismo di Universitas Mercatorum e Federalberghi

Partiranno tra giugno e settembre 2026 i primi corsi di formazione per il management del turismo, dedicati ai profili più richiesti dal mercato ma che ancora non ci sono: sono “commis di cucina” e “revenue manager” nel marketing management.

Come riportato anche da Ansa, sono stati messi a punto da Universitas Mercatorum, ateneo digitale fondato dal sistema delle camere di commercio, in collaborazione con Federalberghi e Campus Principe di Napoli. Sono 60 i posti disponibili gratuiti e che sono finanziati con i fondi del ministero del Turismo.

I corsi sono rivolti a occupati e disoccupati su scala nazionale, diplomati o laureati, con attività di didattica a distanza e in presenza e residenza presso il campus stesso.

"Il progetto risponde in modo strutturato al crescente bisogno di figure professionali qualificate favorendo un allineamento tra offerta formativa, domanda di lavoro e vocazione dei territori", ha spiegato Giovanni Cannata, rettore di Universitas Mercatorum, alla conferenza di presentazione dei corsi di formazione svoltasi il 28 aprile a Roma.   

"Con il progetto "formazione per il management nel turismo", Universitas Mercatorum riafferma la propria missione di ponte tra l'alta formazione e le reali esigenze del mercato del lavoro, - ha proseguito Cannata - Siamo l'unico progetto ammesso al finanziamento ministeriale e ciò testimonia la qualità della nostra offerta.

Attraverso il rilascio di crediti formativi, i cfu, e la collaborazione con Federalberghi, offriamo competenze d'avanguardia e una reale garanzia di occupabilità, contribuendo a innalzare la competitività del turismo italiano in un'ottica di sviluppo sostenibile".

“Il mercato del settore turistico alberghiero è cambiato profondamente e in Italia c'è carenza di molte figure professionali mentre la richiesta da parte del mercato è alta", ha spiegato il vice presidente di Federalberghi nazionale Giuseppe Roscioli. 

"L'Italia fornisce anche all'estero alcune professionalità d'eccellenza, mi riferisco ad esempio ai direttori di alberghi o ai capitani di navi, dove abbiamo una grande tradizione, poi però ci sono delle figure emergenti e che saranno sempre più necessarie ma che non abbiamo e per le quali ancora non c'è un percorso professionale storico.

Mi riferisco al “revenue manager” alberghiero che include quelle figure che gestiscono la domanda di camere, massimizzandole e facendo da  punto di congiunzione con le piattaforme online come booking, expedia, eccetera. Inoltre, mancano i “food and beverage manager”, che coordinano e gestiscono la qualità e i servizi della ristorazione.

Manca anche il personale di front desk e la manodopera non specializzata ma a contatto col pubblico. Mi riferisco alle cameriere ai piani e gli addetti alle pulizie delle camere, i facchini che accompagnano i clienti con le valigie. Si fa molta fatica a trovare personale qualificato, che oggi deve parlare almeno 2 o 3 lingue a tutti i livelli.

Gli italiani non ci sono, ci rivolgiamo così agli stranieri ma anche in questo caso non sempre sono figure professionali. Anche nelle figure tradizionali del campo turistico alberghiero non abbiamo l'eccellenza”, la conclusione di Roscioli. 

 Informazioni sul bando e domanda per partecipare su:

https://www.unimercatorum.it/progetto-formazione-per-il-management-nel-turismo

 



24 April 2026
Crans-Montana, una lezione da ricordare

                                                           Crans-Montana: una lezione da ricordare

                                                                       di Gioacchino Giomi

La tragedia di Crans-Montana, che ha causato la morte di 41 giovani e ha coinvolto circa 110 feriti, rappresenta un evento di eccezionale gravità che impone una riflessione seria e duratura sul tema della sicurezza nei luoghi aperti al pubblico, comprese le strutture ricettive.

Cominciamo col dire che non si è trattato di un evento imprevedibile. Un episodio analogo si era infatti già verificato, nel 2024 in un locale similare situato a Lens, ma l’assenza di conseguenze per le persone presenti aveva impedito che venissero tratti i dovuti insegnamenti.

Il drammatico incendio di Capodanno ha, quindi,  riportato il tema all’attenzione generale, ma il rischio è che l’interesse si esaurisca rapidamente. L’attenzione mediatica verso grandi incidenti è generalmente intensa, ma di breve durata, soprattutto per chi non è coinvolto direttamente. L’esperienza indiretta tende a dissolversi velocemente e difficilmente si traduce in una consapevolezza stabile del rischio. Per questo è fondamentale che eventi di tale portata diventino occasione di crescita collettiva e di rafforzamento della cultura della prevenzione, coinvolgendo istituzioni, operatori economici, associazioni di categoria e cittadini. La sicurezza non è mai acquisita una volta per tutte: richiede attenzione continua, aggiornamento e responsabilità condivisa.

Nel settore dell’ospitalità, la sicurezza rappresenta un elemento essenziale della qualità del servizio. Le scelte dell’imprenditore – dalla progettazione degli spazi all’organizzazione della gestione, dalla manutenzione degli impianti alla formazione del personale – hanno un impatto diretto sulla tutela degli ospiti e dei lavoratori.

La protezione della vita e dell’incolumità delle persone deve essere considerata un valore prioritario, che precede e accompagna ogni valutazione economica. In questo senso, la sicurezza non è un costo, ma un investimento strutturale nella reputazione e nella sostenibilità dell’impresa.

Le associazioni di categoria svolgono un ruolo strategico nel promuovere una cultura della prevenzione che vada oltre il semplice rispetto formale delle norme. Informazione, formazione continua e diffusione delle buone pratiche sono strumenti fondamentali per supportare gli operatori del settore. Parallelamente, è importante che anche gli ospiti, in particolare i più giovani, siano informati sui comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza, affinché la sicurezza diventi un obiettivo condiviso.

All’indomani dell’incendio di Crans-Montana si è diffusa l’idea che un evento simile non avrebbe potuto verificarsi nel nostro Paese, grazie a un quadro normativo avanzato e a controlli rigorosi. Pur riconoscendo l’elevato livello del sistema italiano di prevenzione incendi, questa convinzione rischia di essere fuorviante e potrebbe portare ad abbassare il livello di attenzione.

In questo contesto è da valutare positivamente l’intervento del Ministero dell’Interno, che ha richiamato gli organi di controllo – Prefetture, Questure e Comandi dei Vigili del Fuoco – a una rigorosa applicazione delle norme di sicurezza, non solo nei locali di pubblico spettacolo ma anche negli esercizi pubblici. Infatti, norme efficaci e controlli rigorosi funzionano solo se accompagnati da una reale cultura della sicurezza.

Nei giorni successivi alla tragedia, termini come flash-over, reazione al fuoco dei materiali, tossicità dei fumi di combustione, vie di esodo e addetti antincendio sono entrati, seppur temporaneamente, nel linguaggio comune.

Il rischio è che, con il passare del tempo, anche queste conoscenze tornino nell’oblio. È invece importante, quindi necessario, che l’attenzione generata da eventi drammatici come quest’ultimo venga trasformata in conoscenza stabile e in comportamenti concreti.

Le più recenti direttive del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in materia di locali di pubblico spettacolo e di esercizi aperti al pubblico offrono indicazioni di grande interesse anche per le strutture turistico-alberghiere, pur essendo queste disciplinate da una normativa specifica.

Richiamare e valorizzare tali indicazioni significa rafforzare un approccio proattivo alla sicurezza, orientato al miglioramento continuo degli standard e alla piena tutela di ospiti e operatori.

 



20 April 2026
Il barometro del Turismo. Analisi dei dati provvisori ISTAT del 2025

Il barometro del Turismo. Analisi dei dati provvisori dell’ISTAT per il 2025

di Anna Chiara Olini

Secondo le rilevazioni provvisorie dell’ISTAT, nel 2025 ci sono state 476,9 milioni di presenze, con un aumento del 2,3% rispetto al 2024. Tale variazione costituisce la risultante di una stabilità (0,0%) dei turisti italiani e di un incremento del 4,3% di quelli stranieri.

Nel complesso, i dati provvisori evidenziano una prevalenza delle presenze dei turisti stranieri, che rappresentano il 55,5% del totale delle presenze.

Allo stesso tempo, gli arrivi sono stati 138,4 milioni, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente (-0,9%). Quanto alla provenienza, gli arrivi degli stranieri sono aumentati dell’1,4%, mentre quelli dei connazionali sono diminuiti del 3,5%.

La combinazione tra l’aumento delle presenze e la diminuzione degli arrivi ha portato a un leggero allungamento della permanenza media, passata da 3,3 a 3,4 giorni (3,5 giorni per gli stranieri e 3,3 per gli italiani).

Andando a vedere cos’è successo nei diversi comparti, nel 2025 negli esercizi alberghieri ci sono stati 288 milioni di pernottamenti (l’1,4% in più rispetto al 2024) e invece l’extralberghiero è aumentato del 3,6% che, in termini assoluti, equivale a oltre 6,5 milioni di pernottamenti aggiuntivi.

Non si tratta solo di un cambio di preferenze nella scelta dell’alloggio. A cambiare, nel 2025, è stata la legislazione: è stato introdotto il codice identificativo nazionale (CIN) per le strutture ricettive e questo ha favorito l’emersione di attività che prima operavano nell’ombra.

Stiamo parlando, quindi, non di nuovi strabilianti risultati, ma del conteggio di ciò che c’era anche prima. Basti pensare che già nel “Quattordicesimo rapporto sul turismo italiano” venivano stimate, per il 2003, oltre 729 milioni di presenze in case di proprietà e in affitto, che si andavano ad aggiungere alle 344,4 milioni nelle strutture ufficiali.

Andando ancora più indietro nel tempo, se si analizzano le statistiche Istat sulle presenze extralberghiere si vede che, tra il 1986 e il 1987, queste sono diminuite di 99 milioni, tra l’altro quasi tutte tra gli italiani (86,7 milioni). Non si tratta di un’annata particolarmente negativa, ma di un semplice e netto taglio nelle strutture censite dall’Istituto Nazionale di Statistica: dal 1987, dalla voce di struttura extralberghiera “alloggi in affitto” vengono esclusi gli “alloggi privati in affitto non iscritti al Rec” (Registro degli esercenti il commercio), ossia non gestiti in forma imprenditoriale. Ciò non vuol dire che il fenomeno sia scomparso, ma che semplicemente non è stato più rilevato.

Dal 1987 a oggi la storia è la stessa: ciò che è cambiato è stata la riemersione di un fenomeno apparentemente sparito da tutti i radar e che il CIN ha permesso di ricominciare a rilevare.



20 April 2026
Hospitality Cyber Security

                                                                          Hospitality Cyber Security

                                                                                 di Laura Coppola

 Federalberghi Penisola Sorrentina, in collaborazione con Meginet, ha organizzato il secondo corso di sensibilizzazione “Hospitality Cyber Security”. Un appuntamento che ha richiamato albergatori, direttori d’hotel, manager e responsabili IT del territorio, confermando quanto la sicurezza informatica sia ormai una priorità strategica per il comparto turistico-ricettivo.

L’iniziativa s’inserisce in un momento particolarmente significativo per il territorio: proprio a Sorrento è stato aperto il primo Security Operation Center dedicato esclusivamente al mondo dell’hospitality, realizzato in convenzione con l’associazione. Un presidio innovativo che offrirà monitoraggio continuo, rilevamento avanzato delle minacce e risposta agli incidenti, con soluzioni modellate sulle specificità operative di hotel e resort.

“Il successo di questa strategia – commenta Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Penisola Sorrentina – è testimoniato dal cambiamento delle persone: più attenzione, più responsabilità, più capacità di riconoscere situazioni a rischio. Le simulazioni di phishing e i test pratici hanno reso la formazione immediatamente applicabile nella quotidianità delle strutture ricettive. Un passo decisivo verso un ecosistema turistico più sicuro e resiliente, in cui la tutela dei dati e la continuità operativa diventano elementi centrali della qualità dell’accoglienza.”

Nell’aprire i lavori, Iaccarino ha sottolineato come “oggi la sicurezza digitale sia parte integrante della qualità del servizio: proteggere i dati dei clienti significa tutelare la loro fiducia”. Un concetto ribadito più volte nel corso dell’evento: “La tecnologia, da sola, non basta se non è accompagnata da una solida cultura della sicurezza condivisa da tutto il personale”.

I relatori hanno evidenziato come il settore dell’ospitalità, sempre più digitalizzato – tra gestionali, piattaforme di prenotazione, pagamenti elettronici e reti Wi-Fi per gli ospiti – sia diventato un obiettivo sensibile per gli attacchi informatici.
Da qui la necessità di strumenti operativi adeguati e monitoraggio costante.

Il coordinamento scientifico è stato affidato a Vittorio Acampora, professionista con oltre quarant’anni di esperienza nel settore ICT e autore del volume “Framework AEIOU for IT Hospitality”, che propone un modello operativo per la gestione sicura delle reti nel settore alberghiero, in linea con gli standard ISO/IEC 27001:2022, il GDPR e la direttiva NIS2.

Accanto ad Acampora sono intervenuti Irina Artioli, Verando Zappi, Andrea Corbino e Giuliano De Luca, approfondendo scenari di rischio, buone pratiche e casi concreti legati alla protezione dei dati e delle infrastrutture digitali.