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8 July 2026
Turismo motore di sviluppo, non di consumo del territorio

                                           Turismo motore di sviluppo, non di consumo del territorio

Il turismo non consuma semplicemente risorse territoriali, ma genera crescita economica e sociale, rigenerando comunità e territori che altrimenti rischierebbero l’abbandono, come avviene per molti comuni montani non turistici

 di Antonio Preiti

C’è un’idea diffusa, spesso presentata come verità incontestabile, secondo cui il turismo rappresenta un semplice “sfruttamento” delle risorse naturali e che abbia un peso negativo crescente sulle infrastrutture pubbliche. Questa visione nasce dalla convinzione che lo sviluppo turistico imponga un sacrificio ai territori: più turisti significa più consumo del suolo, più inquinamento e un sovraccarico dei servizi pubblici.

In sostanza, si presume che il turismo operi in un sistema a somma zero, in cui il vantaggio economico derivato dall’aumento di visitatori corrisponde a una perdita netta per le comunità locali, sotto forma di degrado ambientale, stress infrastrutturale e impoverimento del capitale naturale.

In realtà, questa narrazione è fuorviante e non tiene conto dei meccanismi che rendono il turismo uno dei motori di crescita più efficaci per le comunità locali, soprattutto per le aree interne e quelle al di fuori delle principali direttrici.

Le risorse naturali non sono “consumate” dal turismo, ma possono essere valorizzate, protette e, in molti casi, rigenerate proprio grazie agli investimenti che il turismo attira. Invece di impoverire il territorio, il turismo ha il potenziale di generare benefici diffusi e duraturi.

A differenza delle attività economiche che esauriscono progressivamente le risorse (come l’estrazione mineraria o la deforestazione intensiva), il turismo opera su un modello che è, o può essere, rigenerativo. I territori che diventano destinazioni turistiche tendono a ricevere investimenti finalizzati alla conservazione del patrimonio naturale e culturale, alla riqualificazione urbana e all’ampliamento delle competenze locali. L’attrattiva di un luogo per i turisti dipende infatti dalla sua bellezza, dal suo patrimonio stori-

co e dalla qualità dei servizi offerti: elementi che, per essere mantenuti nel tempo, richiedono un’attenzione costante e un approccio sostenibile. Questa logica spinge le comunità a migliorare e preservare ciò che possiedono, trasformando l’ambiente circostante in una risorsa sempre più ricca, piuttosto che in un elemento destinato al deterioramento.

Uno degli effetti più importanti del turismo è la capacità di attrarre investimenti. Quando un territorio diventa una meta desiderata, si creano opportunità per nuovi alberghi, ristoranti, attività ricreative, servizi di trasporto e centri culturali. Questi investimenti non solo generano posti di lavoro, ma stimolano la crescita di competenze professionali in settori come l’ospitalità, il marketing, la gestione degli eventi e la tutela del patrimonio. Le competenze acquisite da chi lavora nel turismo si trasferiscono poi ad altri ambiti economici, rendendo il tessuto sociale ed economico più resiliente e innovativo.

Inoltre, la presenza di turisti spinge molte comunità a diversificare la propria offerta economica. Laddove un tempo il reddito locale poteva dipendere esclusivamente da agricoltura o industrie tradizionali, il turismo introduce nuovi flussi di reddito e stimola lo sviluppo di settori collegati: artigianato, prodotti locali, enogastronomia e attività culturali. Questa diversificazione aumenta la stabilità economica, riduce la dipendenza da un’unica fonte di reddito e rende il territorio più capace di affrontare eventuali crisi future.

Un caso emblematico è rappresentato dai comuni montani. In molte regioni di montagna, lo sviluppo turistico ha segnato la differenza tra il declino e la rinascita.
I comuni che hanno investito nel turismo mostrano tassi di crescita demografica e redditi medi nettamente superiori rispetto a quelli che hanno mantenuto un’economia tradizionale senza apertura ai visitatori. Nelle aree dove il turismo si è radicato, si osservano infrastrutture migliori, servizi più efficienti e una maggiore attrattività per i giovani. Al contrario, nei comuni montani che non hanno abbracciato il turismo, predomina lo spopolamento: le giovani generazioni abbandonano il territorio in cerca di opportunità altrove, le attività economiche diminuiscono e il tessuto sociale s’impoverisce.

Se consideriamo la totalità della popola- zione dei comuni montani (2.487 comu- ni), negli ultimi dieci anni è diminuita del 5% e ancora di più se estendiamo la ricerca agli ultimi 20 e ancora maggiore se la estendiamo agli ultimi 30 anni.

Se guardiamo ai comuni montani con sviluppo turistico, notiamo due fenomeni ampiamente correlati: la popolazione cresce in tanti casi, o almeno rimane stabile, mentre il reddito complessivo è molto più alto rispetto a quello dei comuni non turistici. È evidente che, senza uno sviluppo del turismo, questi comuni, solitamente di poche migliaia di abitanti, sarebbero destinati alla marginalizzazione, allo spopolamento e, infine, all’abbandono.

Un discorso nella stessa direzione va fatto per i comuni meridionali costieri, quasi sempre turistici, rispetto a quelli che si trovano nelle zone interne e montane: sistematicamente i comuni marittimi, o comunque turistici, hanno un reddito più alto, spesso decisamente più alto, rispetto a quelli che si trovano nelle aree interne. Quindi, si può affermare proprio il contrario: dove prospera l’economia del turismo si creano occupazione, investimenti e la popolazione resta dove è nata; dove questo non si verifica, avviene l’opposto, soprattutto al sud, dove il turismo rappresenta una voce importante del reddito collettivo.

Il turismo, quindi, non è uno “spreco” di risorse naturali, ma una forma di sviluppo che stimola la conservazione attiva del patrimonio naturale e culturale. Gli investimenti legati al turismo spesso includono progetti di recupero ambientale, come il ripristino di sentieri escursionistici, la protezione di habitat locali e la promozione di pratiche sostenibili. Questo model-

lo di gestione integrata delle risorse consente di mantenerle accessibili e fruibili per le generazioni future.

Infine, uno degli argomenti più forti a favore del turismo è che i miglioramenti apportati per rendere una destinazione attrattiva per i turisti si riflettono positivamente sulla qualità della vita dei residenti. Strade riqualificate, trasporti pubblici potenziati, infrastrutture culturali migliorate e una più ampia gamma di servizi non sono vantaggi riservati ai visitatori: diventano risorse per l’intera comunità. Una città che diventa più pulita, vivace e ben collegata grazie al turismo offre un ambiente di vita migliore ai suoi abitanti. Questo si traduce in un circolo virtuoso: i residenti apprezzano le migliorie, l’attrattività della città aumenta e il turismo continua a sostenere la crescita.

Contrariamente al luogo comune che dipinge il turismo come uno “sfruttamento” delle risorse naturali e un peso per le comunità locali, la realtà dimostra che esso è un potente moltiplicatore di risorse. Il turismo attira investimenti, stimola l’innovazione e la formazione di competenze, crea opportunità economiche diversificate e contribuisce alla conservazione e al miglioramento del territorio. Invece di impoverire, il turismo arricchisce; invece di sottrarre, aggiunge valore. Riconoscere e promuovere questo modello virtuoso è fondamentale per sfatare il falso mito e valorizzare il potenziale rigenerativo del turismo.



3 July 2026
La ritenuta sulle provvigioni

                                                                            La ritenuta sulle provvigioni

Dal primo maggio è obbligatorio operare la ritenuta d’acconto sulle provvigioni corrisposte alle agenzie di viaggio: un nuovo adempimento a carico delle strutture ricettive

di Federica Bonafaccia

La Legge di bilancio per l’anno 2026 ha previsto l’applicazione di una ritenuta d’acconto sulle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggio e turismo, incluse quelle corrisposte dalle strutture ricettive. L’obbligo è entrato in vigore il 1° maggio scorso.

In attesa di eventuali indicazioni che l’Agenzia delle Entrate potrebbe formulare sull’argomento, è utile fornire alcuni chiarimenti, assumendo a riferimento le norme e i documenti di prassi attualmente disponibili.

ambito soggettivo

Si ritiene che, oltre alle agenzie di viaggio e turismo e ai tour operator, vadano ricompresi nell’ambito di applicazione della normativa tutti i soggetti che agiscono nella veste d’intermediari dediti alla vendita di servizi turistici, senza alcun tipo di distinzione basata sulla forma giuridica adottata.

è da ritenere, inoltre, che rientrino nell’ambito applicativo della normativa anche altri soggetti intermediari, seppur non formalmente denominati “agenzie di viaggi e turismo”, quali, ad esempio, i portali attraverso cui vengono effettuate prenotazioni di servizi ricettivi e turistici.

soggetti non residenti

La ritenuta si applica anche alle provvigioni corrisposte a stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti.

In questo caso, il committente deve acquisire la documentazione necessaria dal soggetto non residente (ad esempio: certificazione di residenza fiscale o eventuali dichiarazioni sul regime fiscale applicato), così da poter valutare se la provvigione rientra nell’ambito della normativa italiana o se è esclusa per effetto di regimi speciali o convenzioni internazionali sul divieto della doppia imposizione.

Il committente potrà quindi farsi rilasciare dal fornitore non residente una dichiarazione resa in forma libera, preferibilmente su carta intestata, con indicazione esplicita dell’assenza di stabile organizzazione in Italia.

È opportuno che la dichiarazione sia datata, firmata e conservata agli atti dal committente italiano per eventuali controlli fiscali. In assenza di tale documentazione, il rischio di contestazioni in sede di verifica fiscale rimane elevato.

Per semplificare gli adempimenti a carico delle imprese associate, Federalberghi ha fornito alle associazioni territoriali degli albergatori le dichiarazioni rese dai principali portali stranieri, quali Booking.com, Travelscape (Expedia) e Hrs.

base imponibile

La ritenuta è commisurata al 50% dell’ammontare delle provvigioni. Se i percipienti comunicano al committente che si avvalgono in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi, la ritenuta è ridotta al 20% dell’ammontare delle provvigioni.

aliquota

L’aliquota applicabile è fissata indirettamente mediante richiamo a quella applicabile per il primo scaglione IRPEF, che attualmente è pari al 23%.

L’aliquota effettiva è, conseguentemente, pari all’11,5% in via ordinaria (23% da calcolarsi sul 50% delle provvigioni) riducibile al 4,6% (23% sul 20%) nei casi in cui il percipiente si avvalga in via continuativa dell’opera di dipendenti o di terzi.

provvigioni trattenute dai percipienti

Se le provvigioni, per disposizioni normative o accordi contrattuali, sono direttamente trattenute sull’ammontare delle somme riscosse, i percipienti sono tenuti a rimettere ai committenti, preponenti o mandanti, l’importo corrispondente alla ritenuta.

Ai fini del computo dei termini per il relativo versamento da parte dei committenti, preponenti o mandanti, la ritenuta si considera operata nel mese successivo a quello in cui le provvigioni sono state trattenute dai percipienti.

I committenti, preponenti o mandanti possono tener conto di eventuali errori nella determinazione dell’importo della ritenuta anche in occasione di successivi versamenti, non oltre il terzo mese dell’anno successivo a quello in cui le provvigioni sono state trattenute dai percipienti.

momento impositivo

La ritenuta deve essere effettuata all’atto del pagamento delle provvigioni.

In analogia con quanto affermato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 7/E del 21 marzo 2024, si ritiene che rilevino i pagamenti delle provvigioni effettuati a decorrere dal 1° maggio 2026, a prescindere dal momento della loro maturazione.

versamento della ritenuta

Il versamento della ritenuta deve essere effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello del pagamento della provvigione, utilizzando il modello di pagamento unificato F24.

ritenuta effettuata ma non versata

Il sostituto d’imposta che ritarda o omette di versare la somma trattenuta in favore dell’Erario è soggetto a una sanzione amministrativa pari al 25% dell’importo non versato. Se il versamento avviene con un ritardo non superiore a 90 giorni, la sanzione è ridotta al 12,5%. In caso di omessa presentazione della dichiarazione annuale del sostituto d’imposta con ritenute non versate, si applica una sanzione amministrativa pari al 120% dell’ammontare delle ritenute non versate, con un minimo di 250 euro. Inoltre, se la violazione riguarda ritenute certificate, può configurarsi il reato di omesso versamento di ritenute certificate, punibile penalmente se l’importo supera 150mila euro.

ritenuta non effettuata

Chi non esegue, in tutto o in parte, le ritenute alla fonte è soggetto a una sanzione amministrativa pari al 20% dell’ammontare non trattenuto.

La violazione si configura quando il sostituto corrisponde al sostituito l’intera somma, senza trattenere la ritenuta, anche se poi versa comunque l’importo all’Erario.

Il sostituto può tentare di recuperare dal sostituito le somme versate all’erario, ma resta comunque soggetto alla sanzione per l’omessa ritenuta.

scomputo dalle imposte

La ritenuta è effettuata a titolo di acconto dell’imposta sul reddito delle persone fisiche o dell’imposta sul reddito delle società dovuta dal soggetto che percepisce le commissioni. Viene scomputata dall’imposta relativa al periodo di imposta di competenza, purché già operata al momento della presentazione della dichiarazione annuale, o, alternativamente, dall’imposta relativa al periodo di imposta nel quale è stata operata. Qualora la ritenuta sia operata successivamente, la stessa è scomputata dall’imposta relativa al periodo di imposta in cui è stata effettuata.

 certificazione unica

I sostituti d’imposta che operano ritenute sui redditi di lavoro dipendente, assimilati, di lavoro autonomo, di provvigioni e redditi diversi sono tenuti al rilascio al percipiente della Certificazione Unica e alla conseguente trasmissione della stessa all’Agenzia delle Entrate.



23 June 2026
Arriva la Garda Veneto Guest Card, sistema integrato tra servizi turistici e trasporto pubblico

Arriva la “Garda Veneto Guest Card”, sistema integrato tra servizi turistici e trasporto pubblico, promosso da Destination Verona & Garda Foundation e sviluppato in sinergia con Atv.

Il progetto è stato presentato il 22 giugno alla Camera di Commercio di Verona dal presidente della Fondazione Paolo Artelio, dall’ad di Atv Massimo Bettarello e dal presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni.

La nuova card nasce per connettere musei, attrazioni culturali o percorsi naturalistici con la rete di trasporto pubblico del territorio, trasformando autobus e collegamenti locali in uno strumento di scoperta turistica. Il fine è quello di incentivare una mobilità sostenibile, quindi ridurre l’utilizzo dell'auto privata e offrire ai visitatori nuove opportunità per conoscere luoghi meno noti ma ricchi di storia e cultura.

 È finanziata dal Bando per l'evoluzione delle destinazioni turistiche venete in “Smart Tourism Destination”, nell’ambito dell’iniziativa “Integrazioni con il Veneto, the Land of Venice Card”.  È completamente digitale e basata su Qr code.        

La Garda Veneto Guest Card sarà disponibile nelle formule da 3 e 7 giorni e consentirà di accedere a servizi e attrazioni attraverso un unico pass digitale.

Insieme alla Card sarà venduto il “Pass Atv”, ossia il titolo di viaggio che consente di muoversi sull'intera rete dei bus per il periodo di validità della card stessa, inizialmente acquistabile online attraverso i canali di Destination Verona & Garda Foundation e presso gli uffici Iat gestiti dalla Fondazione. L’obiettivo è quello di estenderne la distribuzione, progressivamente, all’intero territorio.



20 June 2026
Ristoranti stellati in hotel

                                                                                Ristoranti stellati in hotel

                  Cucina d’autore durante un soggiorno al top. Per una clientela sempre più preparata ed esigente

È sempre più di tendenza concedersi una cena, come clientela esterna ma soprattutto come graditi ospiti, in una struttura up level che, al suo interno, dispone anche di un ristorante stellato con uno chef famoso a livello internazionale.

Non si tratta solo del cibo fine a sé stesso, ma dell’esperienza multisensoriale che il cliente cerca e l’hotel offre: gustare un menu ad hoc in un contesto curato e accogliente, magari dopo un massaggio con oli essenziali o una gita alla scoperta del territorio. E non solo nelle grandi città: la tendenza, ormai, riguarda anche i centri più piccoli. La valorizzazione dei borghi, di cui si parla da tempo, parte anche da qui.

I clienti che cercano un’esperienza stellata si affidano spesso alla Guida Michelin, della cui autorità in materia si fidano.

Detta anche “la rossa” dal colore della copertina, la guida è nata in Francia nel 1900 come semplice vademecum per viaggiatori – l’editore è lo stesso dei famosi pneumatici – ma in Italia è apparsa per la prima volta nel 1956, molto diversa da come è strutturata ora. 

Il nostro Paese oggi è al secondo posto nel mondo, dopo la Francia, per numero di stelle:  per il 2026 ne conta 394, una in più rispetto al 2025. Di questi, i ristoranti stellati all’interno di hotel a cinque, ma anche a quattro stelle, sono circa 160, il 40% dei  locali che hanno ottenuto da uno a tre macaron, altro nome del premio Michelin.

Sono tutti locali di alto livello, per location e cucina, diversi tra loro, apprezzati anche da ospiti stranieri.

Oggi un albergo non è solo un luogo dove ci si ritira per dormire, ma un presidio del territorio, tra natura, cultura, servizi aggiuntivi e, non ultima, la gastronomia con i prodotti freschi e locali. È un dialogo costruttivo e continuo tra hotel, ristorante, produttori locali e, naturalmente, clienti.

In molte strutture ricettive c’è la possibilità di provare più ristoranti, con cucina locale o internazionale, per una maggiore libertà di scelta.

L’attivazione di un ristorante stellato dentro un hotel, per vari motivi, può prestarsi meglio di altre location alla sperimentazione, alla ricerca e all’innovazione. Ma proprio per questo niente è lasciato al caso: ogni dettaglio è curato con precisione  millimetrica, dagli ingredienti di prima scelta alla cucina con le infrastrutture ad hoc e i criteri di igiene rispettati al massimo, insieme alla capacità di soddisfare le esigenze degli ospiti.

Innalzare la qualità fa diventare il ristorante stellato quasi un brand a sé stante, l’attrazione principale che diventa anche una strategia di marketing per tutto l’hotel.

Ma cosa cerca quel cliente che vuole provare un’esperienza letteralmente immersiva in un ristorante stellato, all’interno di un hotel nel quale usufruisce anche di altri servizi up level?

In realtà non esiste una risposta univoca, richieste e aspettative sono variegate, così come lo sono le proposte delle varie strutture alberghiere. Dipende dal territorio e dalla percezione che ognuno ha del buon relax, dal contesto naturale al piccolo borgo al centro città.

Le stelle si guadagnano, si perdono, si mantengono o si raddoppiano. Quel che non cambia è il fatto che si tratta di strutture ricettive e ristoranti che, seppure diversi per tipologia, investono continuamente per un’offerta sempre al top, tra tradizione e innovazione. Qualunque sia il numero di macaron, dietro la sua conquista c’è sempre un grande lavoro di squadra e una visione lungimirante.

In tutta Italia si parte dal territorio per esplorare nuovi mondi sensoriali, dei quali l’alta cucina di un albergo è un veicolo importante. Parliamo di strutture di livello molto alto di cui sarebbe difficile fare un elenco completo, ne citiamo qualcuna quale esempio per contestualizzare i vari tipi di offerta a una clientela sempre più alla ricerca di emozioni integrate.

Partiamo da I Portici Hotel di Bologna, l’ex Palazzo Maccaferri di fine Ottocento, dove dopo un attento restauro sono tornati alla luce oltre 1.500 mq di pitture Liberty nei saloni e sui soffitti dei cinque piani dell’edificio. Oggi il ristorante Portici, una stella Michelin, ha al comando lo chef Nicola Annunziata. Oltre ai “menu esperienza”, con l’iniziativa “Bologna in Natura” Annunziata, insieme all’etnobotanico Carmine Lupia, propone il foraging, ossia la ricerca intorno alla città di erbe, foglie e frutti spontanei da raccogliere e reinterpretare: un percorso che, dalle colline bolognesi, unisce natura e cucina, sapere antico e tecniche contemporanee.

Altro esempio è la stella conquistata nel 2026 dal ristorante Ineo all’interno dell’Anantara Palazzo Naiadi, affacciato su piazza della Repubblica a Roma. L’hotel, architettura in marmo risalente a fine Ottocento, sorge su quelle che erano le terme di Diocleziano, III sec. d.C., le cui fondamenta con mosaici e piscine sono visibili al piano inferiore. Qui lo chef Heros De Agostinis propone agli ospiti il menu degustazione “Roma e dintorni”, antiche ricette romane rivisitate e realizzate partendo dai prodotti del territorio.

Ristoranti stellati si trovano anche dentro ottimi alberghi a quattro stelle.

Un caso per tutti: Milano Verticale di Una Esperienze, dallo stile architettonico elegantemente urban-design. Uno dei suoi ristoranti, Anima, aperto da Enrico Bartolini e gestito dallo chef Michele Cobuzzi, detiene una stella Michelin. Cobuzzi è pugliese, cresciuto in campagna, e reinventa con il suo staff la cucina italiana con due percorsi di degustazione, attraverso la stagionalità degli ingredienti, tra sapori nostrani e incursioni in Oriente. 

Oltre alle rosse, Michelin conferisce anche le stelle verdi, il premio alla sostenibilità per quei ristoranti che pongono particolare attenzione all’ambiente. Nella premiazione 2026, per il terzo anno, è tornato anche Passion Dessert, riconoscimento per quei ristoranti che propongono dolci di altissima qualità. 

E visto che parliamo di strutture stellate negli alberghi, va ricordato che Michelin premia questi ultimi con le chiavi, da una a tre, per quegli hotel che offrono soggiorni al top. Anche qui gli ispettori in incognito valutano secondo cinque criteri: l’hotel come porta d’accesso alla destinazione; l’eccellenza nel design e nell’architettura; qualità e coerenza del servizio, comfort e manutenzione; coerenza tra livello dell’esperienza e prezzo pagato; unicità, autenticità e personalità.

Nel mondo gli hotel con chiavi sono oltre 7mila, di cui 2.457 in Italia: oggi nel nostro Paese gli alberghi che hanno ricevuto una chiave sono 1.742, 572 due chiavi e 143 tre chiavi. Al momento ci sono quattro hotel italiani con tre chiavi che ospitano un ristorante stellato, undici con due chiavi e ventidue con una chiave.

Un mondo variegato, in continua evoluzione: c’è chi ha solo stelle, chi solo chiavi, chi entrambi.

Sull’isola di Ischia, ad esempio, il Botania Relais & Spa offre ai clienti un percorso relax tra erbe officinali, alberi da frutto e olivi. La struttura è stata insignita di una chiave Michelin nel 2024.
L’anno prima un suo ristorante, il Mirto, con cucina prettamente vegetariana e vegana, ha ottenuto la stella verde Michelin grazie allo chef Tommaso Luongo. Il resort è stato realizzato dagli stessi imprenditori del Therasia Resort Sea & Spa che, alle Eolie, sull’isola di Vulcano, vanta ben due ristoranti stellati: il Cappero con una stella e i Tenerumi, con due stelle Michelin rosse e una verde. La cucina vegetale è curata dallo chef Davide Guidara, che segue il motto: “Cook More Plants”, verdure in tavola con drink fermentati e analcolici.

A Serralunga d’Alba, nel cuore delle Langhe patrimonio Unesco, il Boscareto Resort, immerso tra i vigneti, ospita il ristorante La Rei Natura, la new entry tre stelle Michelin del 2026, guidato da Michelangelo Mammoliti. Un percorso nel territorio attraverso spezie, radici, erbe aromatiche e vegetali coltivate personalmente dallo chef insieme al suo staff nell’orto e nella serra. Il fine è far rivivere, attraverso la natura, una memoria gustativa lontana, un ricordo da rielaborare.

Sul lago d’Orta, nello stile moresco unico di Villa Crespi, tre stelle confermate per lo chef Antonino Cannavacciuolo, che nel ristorante dell’hotel combina odori e sapori dal nord al sud, dal Piemonte alla Campania, proponendo ai clienti, tra innovazione e tradizione, un viaggio in Italia come fosse un Gran Tour.

Altra tipologia è l’hotel Eala a Limone del Garda, che nel 2026 ha ottenuto due chiavi Michelin e il cui ristorante Senso, gestito dallo chef Alfio Ghezzi, sempre quest’anno è stato insignito di una stella e del premio Passion Dessert per la pasticceria.

E, per terminare la panoramica con un solo altro esempio, tre chiavi per il San Domenico Palace di Taormina, un ex convento restaurato che detiene anche una stella con il ristorante Principe Cerami, dove lo chef Massimo Mantarro  rielabora piatti della tradizione siciliana con tecniche avanguardistiche.

Tante le tipologie proposte, per tutte le sensibilità, ma un solo fine: tra soggiorno e cibo, quello dell’esperienza assoluta. Gi.Fe.



4 June 2026
Autonomia in Azione, a Mesagne presentato il progetto di inclusione lavorativa

Si è tenuta al Palazzo di Città di Mesagne la conferenza di presentazione del progetto “Autonomia in Azione – Modelli diffusi per la vita indipendente”, promosso dall’Ambito territoriale sociale BR4 (ATS BR4), il consorzio che rappresenta l’ambito socio-sanitario comprendente i comuni di Mesagne (capofila), Cellino San Marco, Erchie, Latiano, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torre Santa Susanna e Torchiarolo.

L’iniziativa è finanziata pubblicamente attraverso i fondi del Pnrr, Missione 5 “Inclusione e Coesione”, Componente 2, Sub-investimento 1.2, dedicato ai percorsi di autonomia per persone con disabilità.

La conferenza stampa ha ufficializzato “un percorso dedicato all’autonomia personale, sociale e lavorativa di persone con disabilità, attraverso esperienze educative individualizzate, attività pratiche e azioni di accompagnamento al lavoro tra Mesagne, nella sede di Apulia Tourism & Food APS, e Torre Santa Susanna, presso l’Azienda Agricola Stasi”.

Il programma coinvolge 24 beneficiari dei territori di Mesagne e Torre Santa Susanna, presenti alla conferenza stampa, impegnati in laboratori educativi, attività formative ed esperienze pratiche seguite da figure professionali specializzate, educatrici e psicologiche, in preparazione a un possibile ingresso nel mondo del lavoro.

L’organico dei soggetti privati costituiti in ATS (Associazione Temporanea di Scopo) per la gestione del progetto è composto da: Cooperativa Sociale “Il Giglio” (ente capofila), Cooperativa Sociale San Bernardo, Associazione Apulia Tourism and Food, AIPD (Associazione Italiana Persone Down) sezione di Brindisi e Consorzio Leader.

A fare gli onori di casa è stato il neo eletto sindaco di Mesagne, Francesco Rogoli, che si è detto “orgoglioso di ospitare il progetto di Autonomia in Azione nel territorio di Mesagne”.

All’incontro ha preso parte il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Toni Matarrelli: “È un’azione meritoria dell’Ambito di Mesagne. Mette al centro l’autonomia attraverso l’indipendenza, esperienze di co-housing e opportunità lavorative future per soggetti con difficoltà. I Comuni, l’Ambito e la Regione Puglia hanno il dovere di sostenere queste iniziative”, ha commentato.

Tra i tanti relatori anche Pierangelo Argentieri, presidente di Federalberghi Brindisi, in rappresentanza del comparto ricettivo locale che ha già fissato un legame di collaborazione con il progetto socio-sanitario.



4 June 2026
L’edizione 2026 di CapriStars tra cultura e inclusione

Si parte il 20 giugno con Giovanni Allevi. 

L’edizione 2026 di CapriStars, il progetto, alla terza edizione, che si propone di valorizzare personalità che rappresentano l’eccellenza italiana attraverso il loro contributo nel campo artistico, culturale e umano, sarà dedicata ai temi di rinascita e inclusione, con l’obiettivo “di affiancare al momento culturale una serie di iniziative concrete a favore del territorio e della qualità dell’accoglienza sull’isola”.

Tra le novità più significative, quest’anno ci sarà il lancio di Capri – l’isola che non isola, un progetto sviluppato insieme a Link@ut, realtà specializzata in percorsi formativi dedicati all’inclusione delle persone neurodivergenti.

L’iniziativa punta a coinvolgere strutture ricettive, operatori turistici e attività commerciali in un percorso di sensibilizzazione e formazione volto a promuovere modelli di accoglienza sempre più consapevoli e inclusivi. L’obiettivo è trasformare Capri in un esempio virtuoso di ospitalità accessibile, capace di rispondere alle esigenze di tutte le persone e di valorizzare la diversità come elemento di crescita per la comunità.

 “L’evento porterà a Capri uno degli artisti più iconici del panorama pianistico mondiale, capace di donare non soltanto arte sublime, ma anche una straordinaria umanità. Questo appuntamento si inserisce nel programma degli eventi estivi con l’obiettivo di proporre una Capri sempre più legata all’arte, alla cultura e alle emozioni autentiche”, ha dichiarato il sindaco Paolo Falco.

 “Nell’ampio programma di eventi culturali e turistici di quest’anno non poteva mancare la presenza di un grande maestro della musica, apprezzato da tutti per la sua bravura, il suo modo innovativo di interpretare la musica e, soprattutto, per la resilienza che continua a trasmettere al suo pubblico. Nella terza edizione di CapriStars ci sarà Giovanni Allevi, che saprà regalare forti emozioni attraverso le sue melodie di classica contemporanea, come lui stesso ama definirla, creando un’atmosfera magica nella splendida cornice della Certosa di San Giacomo. Anche quest’anno, come nella precedente edizione, l’organizzazione dell’evento si  concentrerà su un importante messaggio sociale, attraverso un progetto dedicato alle persone neurodivergenti”, ha dichiarato l’assessore ai Grandi Eventi Salvatore Ciuccio.

 “Come Federalberghi Isola di Capri desideriamo esprimere il nostro più sentito ringraziamento all’organizzazione di CapriStars e, in particolare, a Massimo Turturro, che da anni contribuisce in modo straordinario a valorizzare la nostra isola come meta di
assoluto spessore internazionale, sapendo coniugare intrattenimento di alto livello e profonde tematiche sociali e di accessibilità.

Siamo profondamente orgogliosi di poter ospitare un maestro d’arte, e forse ancor più di vita, come Giovanni Allevi. Al tempo stesso, la possibilità di formare i nostri collaboratori all’assistenza delle persone neurodivergenti rappresenta una preziosa opportunità di crescita, che si tradurrà in un reale valore aggiunto per tutta la nostra comunità ospitante”, il commento del presidente di Federalberghi Capri Lorenzo Coppola.

E per Massimo Turturro, Ceo di 7Events, “CapriStars vuole essere molto più di un evento culturale. Sono profondamente grato a Capri, che dal 2007 mi accoglie con emozione e mi spinge ogni anno a lavorare con entusiasmo. Desidero fortemente che ogni edizione lasci un segno concreto, creando valore per il territorio, per la comunità e per le persone”.

 



2 June 2026
Turismo e trasporto locale

                                                                    Turismo e trasporto locale

La Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha avviato un’indagine conoscitiva sul trasporto pubblico locale non di linea

di Federica Bonafaccia

Nel mondo del trasporto pubblico locale non di linea convivono diversi modelli organizzativi e modalità di accesso: il servizio taxi, fruibile su strada, presso posteggi, mediante radiotaxi o applicazioni digitali, e il servizio NCC, erogato su prenotazione, con logiche operative e vincoli di esercizio specifici.

La complementarità rispetto al trasporto di linea è particolarmente evidente nei collegamenti di primo e ultimo miglio, negli spostamenti notturni e nelle aree a domanda rarefatta o variabile nel tempo e nello spazio.

Il settore riveste un ruolo strategico nei collegamenti con i principali nodi della mobilità (stazioni ferroviarie, aeroporti, porti e nodi urbani) e nei contesti interessati da flussi turistici, grandi eventi e picchi stagionali di domanda. In tali situazioni, la capacità di risposta e la trasparenza economica incidono sulla qualità complessiva dell’esperienza di viaggio, sulla competitività dei territori e sulla gestione della congestione urbana e della sicurezza nelle aree di accesso ai nodi infrastrutturali.

I fornitori di servizi taxi e NCC sono partner indispensabili per le imprese ricettive rappresentate, specialmente per il turismo di qualità, gli eventi business e il turismo sostenibile delle aree interne, nei tanti borghi e centri minori.

Federalberghi, nel corso di un’audizione presso la Commissione Trasporti, ha però evidenziato come il settore risulti interessato da un processo di progressivo irrigidimento normativo, che tende a mantenere, o addirittura a rafforzare, ingiustificate restrizioni concorrenziali, che finiscono per danneggiare sia i turisti sia i residenti.

Per far fronte alla cronica carenza nell’offerta di trasporto locale, le imprese ricettive fanno sempre più spesso ricorso alla possibilità, riconosciuta dal Ministero delle Infrastrutture, di effettuare per i propri clienti un servizio gratuito di navetta per il trasporto da e verso aeroporti, stazioni e porti. Poiché tale possibilità è frutto di una interpretazione del Codice della strada, per prevenire contenziosi abbiamo chiesto di integrare la normativa, prevedendo espressamente la possibilità per le imprese ricettive di effettuare tale servizio per i propri clienti.

Si tratta di un servizio, in molti casi, essenziale per i clienti d’albergo, considerato dalla normativa europea sui pacchetti turistici come “integrativo” del servizio di alloggio, indispensabile soprattutto nelle città in cui, in determinate fascie orarie, risulta quasi impossibile trovare un taxi disponibile.

Inoltre, in considerazione della necessità di fornire il servizio in modo non occasionale ma strutturato, e dei costi connessi non compatibili con la fruizione gratuita, Federalberghi ha chiesto di consentire agli alberghi di fornire il servizio anche dietro corrispettivo, previo rilascio di una specifica autorizzazione non soggetta a pubblico concorso.

L’impresa ricettiva, intestataria di tale specifica autorizzazione, dovrebbe poter fornire il servizio con veicoli nella propria disponibilità, esclusivamente per i clienti alloggiati o da alloggiare nella struttura ricettiva, le cui generalità, come noto, vengono comunicate alle questure competenti entro 24 ore dall’arrivo.



1 June 2026
IL Paese che conta, il saggio di Linda Laura Sabbadini

Troppo spesso si pensa ai numeri come a qualcosa di freddo, astratto e alieno. Quando si parla di statistiche, in tanti reagiscono dicendo: “Per carità, non fanno per me”.

Un bel saggio di Linda Laura Sabbadini, pioniera nella statistica sociale e di genere, ribalta questo pregiudizio e ci porta dentro il mondo affascinante dei dati, svelandone il ruolo cruciale nella nostra società.

I numeri possono brillare, irradiare luce su aspetti rilevanti e oscuri della nostra vita e di quella del nostro Paese.

Eppure, quando si parla di statistiche, molti si ritraggono impauriti, immaginando tabelle sterili e grafici indecifrabili.

Inoltre, la scienza dei numeri è di importanza vitale per le decisioni politiche e istituzionali.
I numeri non sono mai neutrali: possono rendere visibile l’invisibile, rivelare ingiustizie, smascherare luoghi comuni.

Il decisore pubblico ha bisogno di dati per poter basare le proprie scelte su elementi concreti. E chi intende perorare una causa deve a sua volta fornire dati a supporto delle proprie istanze.

“Misurare significa riconoscere – scrive Sabbadini – e ciò che non si misura, spesso non esiste nel dibattito pubblico. Non entra nelle agende politiche. Non viene visto, non viene ascoltato. Ho creduto, ogni giorno, che la statistica dovesse essere uno strumento di giustizia, cittadinanza e democrazia”.

Con scrittura brillante e coinvolgente, l’autrice – che è stata direttrice dell’Istituto Nazionale di Statistica – ricostruisce la storia recente dell’Italia da una prospettiva unica, restituendoci il ritratto di un Paese per molti aspetti diverso da quello che immaginavamo di conoscere: dove gli uomini si dilettano nel ricamo e le donne preferiscono l’enigmistica, ma anche dove più di sei milioni di italiane hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita.

Percentuali alla mano, ci mostra come la statistica non sia affatto una fredda disciplina, ma una bussola per orientarsi nel presente, un’arma per tutelare i diritti dei più deboli, il pilastro di una democrazia da difendere contro chi utilizza “fake numbers” per piegare la verità ai propri interessi.

è il racconto, visto dall’interno, di una delle più autorevoli istituzioni del Paese, l’ISTAT; è la testimonianza di una vita dedicata a dare voce alla realtà che si scopre con i dati; è un invito a superare le diffidenze e a comprendere che dietro ogni numero c’è una storia che merita di essere conosciuta. Perché i numeri sono il riflesso di chi siamo e di chi possiamo diventare.

Tra le tante storie raccontate ce n’è anche una che ci riguarda da vicino, iniziata negli anni Sessanta: quella delle grandi trasformazioni nel campo delle vacanze, inizialmente un lusso riservato ai ricchi, poi diventato accessibile anche al ceto medio, con una crescita continua del numero di italiani che hanno avuto accesso al mercato del turismo e una progressiva riduzione dei divari tra il Nord e il Sud del Paese.



14 May 2026
Il nuovo sistema degli incentivi per le imprese

                                                    Il nuovo sistema degli incentivi per le imprese

L’ultima Legge di bilancio contiene un ampio ventaglio di misure agevolative per le imprese turistico-ricettive e termali

di  Antonio Griesi

Il settore turistico rappresenta uno dei principali motori dell’economia nazionale, sia in termini di contributo al prodotto interno lordo sia per l’impatto occupazionale e territoriale.

Negli ultimi anni, il comparto ha evidenziato la necessità di un rafforzamento strutturale degli strumenti di sostegno agli investimenti, in grado di favorire non solo la ripresa quantitativa dei flussi turistici, ma anche un’evoluzione qualitativa dell’offerta, orientata alla destagionalizzazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.

In tale contesto, sono molteplici gli interventi sul fronte delle agevolazioni previsti dalla manovra finanziaria per l’anno 2026. Scopriamoli.

Bonus edilizi

Per quanto riguarda i bonus edilizi, nello specifico ecobonus e sismabonus (anche per gli acquisti), sono confermate per il 2026 le aliquote di detrazione del 50% in vigore nel 2025.

Nel 2026, pertanto, non ci sarà nessun taglio delle percentuali agevolative, come invece previsto dalla precedente Legge di bilancio. La riduzione slitta al 2027.

Iperammortamento

è stato, inoltre, reintrodotto l’iperammortamento per gli investimenti in nuovi beni strumentali, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, in sostituzione dei crediti di imposta 4.0 e Transizione 5.0.

La maggiorazione è riconosciuta in relazione agli investimenti per beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, effettuati dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Zes unica mezzogiorno

Vengono estesi il credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno (che comprende le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e le zone assistite delle regioni Abruzzo, Umbria e Marche) e il credito di imposta ZLS agli investimenti realizzati dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.

La nuova Sabatini

Il rifinanziamento della Nuova Sabatini, con 200 milioni di euro per l’anno 2026 e 450 milioni di euro per l’anno 2027, assicura continuità a uno dei principali strumenti agevolativi nazionali, che si è rivelato efficace, anche in chiave anticongiunturale, per la crescita e il rilancio degli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese.

Le altre novità

- rifinanziamento dei contratti di sviluppo;

- incremento delle risorse per il credito di imposta 4.0.

- nuovo Conto Termico 3.0: è già attivo il portale GSE per la richiesta dei contributi per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili;

- fondo di garanzia per le PMI, le cui modalità di funzionamento in vigore nel 2025 sono prorogate per tutto il 2026.



4 May 2026
I rischi del dumping contrattuale

I rischi del dumping contrattuale

Alle aziende che applicano “contratti pirata”, sanzioni per oltre 40mila euro annui

Da tempo si discute della crescita patologica del numero dei contratti collettivi in Italia. Anche il settore turistico è esposto a questo problema: sono oltre 70 i contratti collettivi per le imprese turistiche depositati nell’archivio nazionale istituito presso il CNEL.

Eppure, gran parte di questi, oltre a essere sottoscritti da organizzazioni scarsamente o per nulla rappresentative, non trova applicazione se non a un numero limitato di aziende e datori di lavoro. Si tratta di contratti che stabiliscono trattamenti retributivi e normativi peggiorativi per i lavoratori rispetto a quelli definiti dal CCNL leader del settore, sottoscritto da Federalberghi, Faita e dalle organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, identificato dal codice ufficiale H052.

Il rapporto “Il dumping contrattuale nel settore turismo: quali rischi per le imprese?”, realizzato da Federalberghi in collaborazione con l’Ente bilaterale nazionale del settore turismo e con ADAPT, l’Associazione per gli studi sul diritto del lavoro fondata dal professor Marco Biagi, evidenzia concretamente i rischi economici e contabili a cui le imprese si espongono applicando la contrattazione pirata, attraverso una simulazione su oltre venti figure professionali del settore.

Secondo la ricerca, che si basa sui dati dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro del CNEL, sull’analisi approfondita della normativa vigente e della giurisprudenza, i rischi connessi all’utilizzo di contratti collettivi di lavoro stipulati da soggetti non rappresentativi sono quantificabili in diverse decine di migliaia di euro annui.

Infatti, il costo per un’impresa alberghiera di medie dimensioni (14 dipendenti) che si veda contestata l’applicazione di un “contratto pirata” può facilmente superare i 40mila euro annui, cui si aggiungono le ricadute in termini d’impossibilità di ricorrere agli istituti contrattuali (contratti a termine, apprendistato, flessibilità dell’orario di lavoro, ecc.), ai benefici contributivi e agli incentivi occupazionali che il legislatore riserva ai cosiddetti contratti leader, come il CCNL Turismo sottoscritto da Federalberghi, applicato da oltre l’80% delle imprese e dei dipendenti del settore.

Secondo Giuseppe Roscioli, vicepresidente vicario di Federalberghi e presidente della Commissione sindacale della stessa organizzazione: “Lo studio chiarisce una volta per tutte quali siano i rischi che le imprese corrono affidandosi a soggetti privi di ogni legittimazione e rappresentatività, esponendosi a ricadute economiche, normative e di immagine assai gravi. Oltre al maggior costo dovuto al recupero dei crediti retributivi e dei contributi non versati, si pensi al contenzioso e alla perdita di incentivi e benefici: uno scenario da incubo che giustifica la massima prudenza. Inoltre, la contrattazione pirata rappresenta un ostacolo allo sviluppo economico, poiché mina i presupposti della competitività del sistema sotto l’aspetto della capacità di attrarre, trattenere e remunerare risorse professionali in grado di sostenerne la crescita”.  A.C.