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2 July 2024
ITHIC 2024

 

La VI edizione di ITHIC (Italian Hospitality Investment Conference), organizzata da Teamwork e patrocinata da Federalberghi, si svolgerà a Roma presso l’hotel Villa Pamphili il 17 e il 18 ottobre 2024.

 

 

Il tema di questa edizione, "Showing You the Future", mira a fornire approfondimenti sul settore dell'ospitalità, in particolare sulle tendenze emergenti e sulle strategie di investimento, essenziali per affrontare le sfide future e cogliere nuove opportunità nel settore.

 

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet www.ithic.it.

 

I soci del sistema Federalberghi possono acquistare il biglietto di ingresso a ITHIC usufruendo di una tariffa scontata del 30%, collegandosi alla pagina https://teamwork.swoogo.com/ithic e digitando nel campo “promo code” il codice sconto “30DSCFEDAL”.

 



4 May 2024
L’albergo e l’intelligenza artificiale

Cos’è l’intelligenza artificiale?

 

In che modo può contribuire a rendere più efficienti le imprese dell’ospitalità e a migliorare il servizio offerto, senza snaturarne l’anima?

 

Federalberghi e il Centro di formazione management del terziario, con l’aiuto di Thomas Bialas, propongono un percorso di riflessione sull’impatto dell’intelligenza artificiale all’interno degli hotel.

 

L'IA può essere un alleato formidabile per l’albergatore.

 

Ad esempio, può aiutarci a parlare in tutte le lingue del mondo, offrire servizi personalizzati, ottimizzare i processi aziendali e aumentare la sicurezza.

 

 

Ma occorre saperla utilizzare, saper mettere la macchina al servizio dell’uomo.

 

Dobbiamo imparare a formulare le domande giuste, per ottenere risposte che creano valore.

 

Perché solo un uso “intelligente” della tecnologia ci pone al riparo da un’anonima standardizzazione.

 

Né possiamo sottovalutare il rischio che si ripropongano, su scala amplificata, le asimmetrie che si sono già verificate nel rapporto tra le strutture ricettive e le grandi online travel agencies.

 

L’IA può aiutarci a farci scegliere dai clienti, ma potrebbe anche essere utilizzata per condizionare le loro decisioni, limitandone la libertà di scelta.

 

Inoltre, occorre sempre tener presente quanto sia fondamentale garantire la protezione dei dati e della privacy degli ospiti.

 

Il manuale contiene, oltre all’analisi di scenario, anche una rassegna concreta di applicazioni che possono aiutare le imprese a migliorare le proprie performances.

 

Alcune di esse sono futuribili. Altre sono già disponibili sul mercato.

 

Ma la nostra bussola rimane sempre l’intelligenza umana, emotiva e relazionale, grazie alla quale continuare a garantire l’essenza del servizio alberghiero, fatto dalle persone per le persone.

 

Per dirla con le parole dell’autore, se saremo capaci di mantenere la nostra identità, di rimanere “speciali”, l’intelligenza artificiale farà cose speciali per noi.

 

Altrimenti farà cose uguali per tutti. Semplice automazione.



15 March 2024
We are the glitch

L'intelligenza artificiale quanto può impattare in un settore economico importante come quello dell’accoglienza turistica? Si parla sempre più spesso di A.I., metaverso, ChatGPT e di quanto stiano cambiando le nostre vite, del problema etico che pongono e se tutta questa innovazione tecnologica ci renderà più liberi o più schiavi, ancora padroni o futuri prigionieri delle macchine. La rivoluzione web è iniziata decenni fa, anche prima del suo debutto ufficiale, nel 1989, quando “Berners-Lee stava creando il World Wide Web, il primo satellite GPS veniva lanciato, nasceva il GameBoy e Intel presentava l’i486, avanzamento talmente significativo nel campo dei micro-processori che ne venne interrotta la produzione soltanto una decina d’anni fa...”. Chi ricorda questi dati è Simone Puorto con We are the Glitch, Flaccovio Editore, prefazione di Giorgio Triani, sociologo e futurologo con cattedra all’Università di Parma.

Il libro s’interroga sulla possibile fusione tra esseri umani e intelligenze artificiali, sulla tecnoetica e sulle realtà sempre nuove di un mondo in continua, velocissima evoluzione. Esplora su come le ultime frontiere dell’innovazione, quali l’A.I., il Web3 e lo spatial computing, stiano forgiando una realtà sempre più "figitale", un nuovo concetto di esistenza che sfida ogni precedente definizione di realtà e identità, spingendo il lettore oltre, in una riflessione filosofica sul futuro che stiamo plasmando.

La riflessione è profonda e avviene attraverso le voci internazionali che l’autore ha voluto ascoltare, per dare al lettore chiavi di comprensione il più possibile varie. Tra i tanti contributi, quello del direttore generale di Federalberghi Alessandro Massimo Nucara, la conversazione con il filosofo Leonardo Caffo, le interviste a personaggi come Louis Rosenberg, pioniere della realtà aumentata per l'Air Force Research Laboratory o Zoltan Istvan, candidato alla presidenza americana con il partito Transumanista e il nesso tra arte e tecnologia con Sasha Stiles, poetessa e ricercatrice A.I. con opere esposte al Kunstmuseum Bern e a Times Square. L’argomento sembra semplice ma non lo è, almeno non per tutti, e un dettagliato glossario aiuta la comprensione. La scrittura è snella, a tratti ironica e quindi il libro riesce a farsi leggere nonostante la materia ostica, è multitasking come la rete e fruibile anche iniziando dal capitolo finale.

Simone Puorto ha una carriera di oltre un quarto di secolo, che va dalla consulenza aziendale alla ricerca accademica, è stato keynote speaker e autore di una dozzina di testi sul rapporto tra tecnologia e travel. È noto, tra le varie cose, per l’organizzazione di Polybius, un evento avanguardistico di 24 ore nel metaverso. Quindi, sa cosa dice e cosa fa, anche quando invita i lettori a non considerare questo libro solo con gli occhi del pragmatismo e nemmeno un manuale di istruzioni, ma di distruzione.

Racconta che a volte è più opportuno fidarsi dei cosiddetti inesperti, quelli che da outsider hanno riscritto le regole del settore e tra gli altri cita Joe Gebbia, co-fondatore di Airbnb, che era un designer per Chronicle Books. Cambiare la prospettiva e guardare in senso sia fisico che metafisico. Et voilà: la provocazione è servita, ma è uno stimolo intelligente, che pone delle domande a tutti noi e a cui bisognerà trovare il coraggio di rispondere. Perché se il futuro è già qui, dovremo capire dove vogliamo andare, se il nostro futuro lo decidiamo noi o una macchina, in che termini e con quali tempistiche. Dovremo rifletterci tutti. Compreso il mondo del turismo.

 



15 March 2024
Un robot come maggiordomo

Sempre più digital friendly. Con i robot che ci ricevono e ci accompagnano in camera. Nel corso dei decenni, l’interazione tra uomo e macchina, o soltanto il chiudere e aprire una porta con un battito di mani, era appannaggio dei libri di fantascienza o di film futuristici, drammatici o commedia che fossero. Era il 1980, quando Alberto Sordi, ad esempio, portò sugli schermi Io e Caterina, film di cui era anche regista. È la storia di un uomo, Enrico che, negli States, si lascia convincere da un amico ad acquistare un robot dalle fattezze femminili, la Caterina del titolo. Robot efficientissimo in cucina e a fare pulizie ma che poi, complice anche la televisione, acquisisce sempre più consapevolezza fino ad arrivare a scenate di gelosia verso il malcapitato padrone, pretendendone il rispetto come se fosse una donna vera. Oppure varie pellicole sulle rivolte dei robot, quelle che ti lasciavano un amaro in bocca quando il termine distopico non esisteva o, ancora, quel film poetico e bellissimo che è L’Uomo Bicentenario, dove l’automa acquisisce coscienza, s’innamora e decide di morire solo quando gli viene concessa la qualità di umano, basato sull’omonimo racconto di Isaac Asimov e con uno strepitoso Robin Williams. Né possiamo poi non citare il top del top, Blade Runner.

Non sappiano se i robot di ultimissima generazione prenderanno "confidenza" come la Caterina del film di Sordi, è però innegabile che l’informatica sforna intelligenze artificiali sempre più raffinate. Per ora ce ne serviamo, poi si vedrà.

In Italia, la robotica negli hotel è ancora ai primi passi nella ricezione degli ospiti, ma è innegabile che, anche nel nostro Paese, la tecnologia ormai fa parte, quando non invade, quasi ogni aspetto delle nostre vite. È quindi normale che anche le strutture ricettive si dotino di sistemi operativi sempre più connessi e interattivi, cosa gradita e spesso richiesta dalla clientela e che contribuisce al business dell’albergo. E se è vero che ogni struttura tende a fare tendenza per se stessa, a offrire quel plus che gli altri non danno per fidelizzare l'utente finale che poi farà conoscere quell’hotel anche con il passaparola, è anche vero che esiste un fil rouge che accomuna le strategie per offrire servizi dedicati agli ospiti, nell’ottica di chi deve mantenere competitività in un settore che è in continua evoluzione. E la tecnologia, coniugata in varie forme, è sicuramente una delle nuove tendenze, intesa anche come sostenibilità.

Va anche detto che tutto questo si è accentuato dopo la pandemia da Covid-19: ci siamo abituati al non contatto, a fare ogni tipo di richiesta attraverso uno schermo e ad apprezzare chi ci ha permesso di poter usufruire di questo tipo di opzioni, che sia una cena ordinata in camera tramite un tablet ad altri servizi prenotati con tecnologia senza contatto e che sono, allo stesso tempo, personalizzati. Già da tempo si può pagare in contactless, oppure interagire con app vocali, ma ormai, ad esempio, molti hotel non usano più le chiavi perché basta un codice memorizzato sullo smartphone per aprire la porta della camera. Check-in più veloci, quindi, compresi quelli tramite riconoscimento facciale. Oggi, tramite apposite app, è possibile chiedere quasi tutto, come la temperatura e il controllo delle luci in camera. Tutto cambia. O forse, per dirla con il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nulla cambia, solo la modalità, non certo la voglia di emozione o la curiosità: se eravamo abituati a muoverci di persona nell’albergo, oggi è possibile farlo sempre più tramite la realtà aumentata, che permette la stessa visita alla struttura ma virtuale e interattiva.

La frontiera del digital friendly va oltre, con i clienti che possono interagire con i chatbot sempre, ogni ora del giorno e della notte. I chatbot, quelli che noi chiamiamo più semplicemente assistenti virtuali, sono quei programmi che usano sia l’intelligenza artificiale sia quella che in gergo tecnico viene chiamato il natural language processing, NLP e, simulando la voce umana, rispondono alle domande dei clienti in forma automatizzata.

Non sempre ce ne rendiamo conto, ma oggi il chatbot è usato praticamente ovunque, dai gestori di telefonia ai messaggi di lavoro. Interagiamo con loro attraverso i nostri telefoni cellulari: Siri di Apple, Alexa di Amazon o Google Assistant i più famosi.

Per quanto riguarda gli alberghi, attraverso il chatbot si può fare check-in e check- out, si può prenotare un ristorante, una gita o una qualsiasi attività. E, vista la velocità di risposta, alcuni siti specializzati ritengono che usando questi programmi la clientela potrebbe essere portata a prenotare di più, generando quindi un maggiore guadagno per la struttura ricettiva e anche un aiuto per il personale, che può sapere in tempo reale se ci sono prenotazioni o se le camere sono a posto.

Il problema che può presentarsi e da tenere presente quando si ha a che fare con un'intelligenza artificiale è quello della privacy, che può essere aggirato distribuendo i chatbot in modo completamente privato. Per entrare nel concreto, abbiamo dimenticato lo spazzolino da denti? Oppure, vogliamo conoscere la distanza dall’hotel di un monumento che vorremmo visitare? Basta chiedere ad Alexa di Amazon che, secondo un sondaggio pubblicato dal gigante dell’e-commerce, è usato dal 75% dei turisti in hotel. Alexa Smart Properties Hospitality è il servizio del chatbot dedicato all’ospitalità e che, si prevede, entro la fine del 2024 avrà un milione di interazioni. L’Italia, del resto, è il secondo Paese dopo gli Stati Uniti per l’adozione di questo sistema vocale, che permette di accedere alla palestra o di conoscere gli orari e le possibilità di un check out, di interagire con il personale dell’hotel o di avere la musica in camera.

Oggi solo due alberghi, in Italia, hanno integrato la domotica ad Alexa: il Best Western Plus Hotel De’ Capuleti di Verona e l’Omama Hotel di Aosta. Grazie alla tecnologia, gli ospiti delle strutture vivono nuove esperienze a portata di voce, con servizi non solo veloci ma anche e soprattutto personalizzati. E, per le strutture ricettive, è un modo per crescere di livello, fare tendenza e accontentare sorprendendola, quindi fidelizzandola, la sempre più esigente clientela italiana e straniera. Benché sia un fenomeno ormai sdoganato in Asia e nelle maggiori città degli Stati Uniti, anche in Italia da qualche anno, accanto ai vari sistemi virtuali e interattivi, negli hotel sono entrati i robot, che sembrano riscuotere molta simpatia da parte della clientela. I robot, secondo la tipologia, accolgono gli ospiti all’ingresso, sono impiegati come maggiordomi, offrono servizio in camera o al ristorante.

A Siracusa, ad esempio, dal 2023 l’albergo One del gruppo Una Hotels ha inserito nello staff i due robot Keenon Dinerbot T5 e Butlerbot W3, alias Lola e Leonard, grazie alla collaborazione con un’azienda specializzata in intelligenza artificiale e tecnologie avanzate dedicate agli hotel. Lola è stata "assunta" per assistere il cameriere, che a sua volta può fornire al cliente un servizio più personalizzato e veloce. Una volta impostato, il robot, secondo le necessità, aiuta anche a sparecchiare il tavolo una volta che gli ospiti hanno terminato il pasto.

Leonard è invece settato per svolgere le funzioni di butler, ossia di maggiordomo ed è in grado di attraversare e percorrere i corridoi, chiamare l’ascensore e affacciarsi in camera, può contattare il cliente o mandargli un messaggio attraverso il telefono e, se ha bisogno di qualcosa, avvisare la reception in tempo reale. Compiendo un rapido volo di gabbiano in giro per il mondo, allo Sheraton san Gabriel di Los Angeles i robot accolgono gli ospiti, li accompagnano a destinazione e smistano i bagagli, mentre all’hotel Jen a Singapore troviamo Jeno e Jen, camerieri esemplari. Altrove cucinano, oppure forniscono biancheria pulita.

Chi vuole proporsi come prototipo per l’albergo del futuro è Alibaba, la piattaforma cinese dell’e-commerce che ad Hangzhou ha aperto FlyZoo Future Hotel, dove un enorme numero di servizi è svolto da intelligenza artificiale e i robot hanno sostituito i camerieri e servono cocktail. In cucina o come addetti alle pulizie ci sono ancora umani in carne e ossa, ma non se ne conosce il numero. Certo, i robot sono attivi sempre, non soffrono fame, sete o sonno, non chiedono aiuto ai sindacati perché non hanno bisogno di stipendio. Sono efficienti, pressoché perfetti. Ma è la bellezza dell’imperfezione umana che fa la differenza. Riusciremo a coniugare la collaborazione tra uomo e robot senza perdere né umanità né posti di lavoro? La nostra natura è socializzare, quindi è probabile.



15 March 2024
Booking, l’antitrust avvia istruttoria per abuso di posizione dominante

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, su segnalazione di Federalberghi, ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Booking.com (Italia) Srl, Booking.com B.V. e Booking.com International B.V. per accertare un presunto abuso di posizione dominante nel mercato dei servizi online d’intermediazione e prenotazione di strutture alberghiere, in violazione dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

 

Secondo l’Antitrust italiana, Booking attuerebbe una strategia per ridurre l’autonomia delle strutture alberghiere italiane nel definire i prezzi tra i canali di vendita online. Ne deriverebbero effetti escludenti nel mercato dei servizi online d’intermediazione e di prenotazione.

In particolare, Booking conferirebbe alle strutture alberghiere che fanno parte del Programma Partner Preferiti (e della sua estensione Preferiti Plus) vantaggi in termini di visibilità della propria offerta nei risultati di ricerca, a fronte di commissioni più elevate e dell’impegno a offrire su Booking.com prezzi “competitivi”, ovvero non più elevati di quelli che le strutture applicano sul proprio sito o sulle piattaforme di altre agenzie di viaggio online (il cosiddetto OTA).

 

 

Allo stesso tempo, quando il portale riscontra, all’esito di un monitoraggio capillare e sofisticato, che una struttura offre prezzi migliori su altri siti online, Booking si riserva la possibilità di applicare, senza il consenso delle strutture, uno sconto (il cosiddetto Booking Sponsored Benefit) per allineare l'offerta di Booking.com alla migliore tra quelle disponibili online.

 

Nel suo insieme, secondo l’Autorità, questa strategia sembra idonea a ostacolare lo svolgimento di una concorrenza effettiva nel mercato, quantomeno nazionale, dei servizi online d’intermediazione e prenotazione alberghiera, a danno di altre online travel agencies, con effetti negativi sulle strutture ricettive e, in ultima analisi, sui consumatori in termini di maggiori prezzi e minore scelta nei servizi di intermediazione e prenotazione online. Booking ha dichiarato che sta pienamente collaborando con la Guardia di Finanza e l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che hanno svolto ispezioni nelle sedi di Booking.com (Italia) Srl.