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Roma solidale, anche Federalberghi nel protocollo per il recupero delle eccedenze alimentari
Lunedì 23 marzo , presso la Centrale Montemartini di Roma, è in programma la firma del protocollo d’intesa tra Roma Capitale – tramite l’assessorato ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda e l’assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti –, le Acli di Roma e provincia e le associazioni di categoria per il recupero delle eccedenze alimentari nelle strutture alberghiere di Roma, da destinare a finalità sociali.
Si inizia alle 11, con gli incontri moderati dalla giornalista Isabella Di Chio.
Interverranno Alessandro Onorato, assessore Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Sabrina Alfonsi, assessora Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Lidia Borzì, vicepresidente delegata Acli di Roma e rappresentanti di Federalberghi Roma, Unindustria Roma e Lazio, Confcommercio Roma e Lazio, Assohotel, Cna Roma e Lazio Turismo, Confesercenti, Assoturismo Roma e Lazio.
Nella stessa mattinata verrà presentata anche la campagna di sensibilizzazione “The Art of Saving Food”, un’iniziativa di comunicazione sociale promossa e realizzata dalle Acli di Roma e Bbdo Italy che prevede, tra l’altro, “la messa in onda di uno spot tv su reti nazionali, una campagna social, un podcast e la pubblicazione di un volume che propone la rilettura di 10 opere d’arte in chiave contemporanea legandole al tema del cibo e dello spreco alimentare”.
Interverranno anche Massimo Ciampa, segretario generale Mediafriends, Vittorio Maria De Bonis, critico d’arte e Monia D’Ottavi, responsabile comunicazione Acli Roma.
Cesena, il 19 marzo un convegno per la sicurezza sul lavoro nelle aziende
“Sicurezza sul lavoro: nuovi obblighi e responsabilità”, è il convegno in programma giovedì 19 marzo alle 15 a Cesena Fiera.
L’iniziativa è promossa da E.Bi.Ter., Ente bilaterale per il terziario del comprensorio cesenate, E.Bi.Ter. del comprensorio di Forlì ed Eburt – Turismo Emilia-Romagna (Cst Cesena e Cst Forlì), con il coinvolgimento delle organizzazioni del territorio e “con l’obiettivo di approfondire le novità normative e le responsabilità legate alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Apriranno i lavori Augusto Patrignani, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Forlì-Cesena e Gianluca Bagnolini, presidente dell’Ente Bilaterale E.Bi.Ter. Cesena.
“La sicurezza sul lavoro rappresenta una priorità assoluta per le imprese e per tutto il sistema economico. È fondamentale continuare a investire nella prevenzione, nella formazione e nella diffusione di una cultura della sicurezza che coinvolga imprenditori e lavoratori. Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, enti di controllo e imprese è possibile migliorare concretamente le condizioni di lavoro e ridurre i rischi”, il commento di Patrignani.
All’incontro parteciperanno rappresentanti delle istituzioni e professionisti di settore, tra i quali Raffaele Covino, direttore dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Rimini-Forlì-Cesena; Iacopo Tassi, responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Rimini-Forlì-Cesena; Michelangelo Borino, comandante dei Vigili del Fuoco di Cesena; Camilla Bracciaroli, responsabile One up safety – Sicurezza sul lavoro; e Cristina Borghesi, responsabile Iscom Formazione per le Imprese Cesena.
A trarre le conclusioni, a fine convegno, il presidente Adac Federalberghi Cesenatico Alfonso Maini.
L’evento è valido ai fini della formazione continua obbligatoria dei consulenti del lavoro con il riconoscimento di 3 crediti formativi.
La registrazione dei partecipanti è prevista a partire dalle 14.30.
Se Fido prenota l’hotel
Se Fido prenota l’hotel
Le strutture turistiche pet friendly, in Italia, sono una tendenza recente, ma già capace di far crescere turisti e ricavi
Ormai cani, gatti e non solo non sono più semplici animali domestici. E siamo andati ben oltre la definizione di animali da compagnia. Oggi i nostri amici a quattro zampe sono parte integrante della famiglia e, non è un caso, i tempi sono stati maturi per la Legge 6 giugno 2025, n. 82, in materia di reati contro gli animali, che inasprisce le pene per chi li abbandona o maltratta.
E che la loro compagnia faccia bene, non solo per alleviare la solitudine, lo dice anche la scienza: per citare un solo studio, ma ce ne sono vari, un rapporto Assoalco Zoomark dedica un’intera sezione al ruolo dei pet come beneficio per la salute, tra benessere e inclusione sociale.
Ci sono quasi 65 milioni di animali nelle case degli italiani, di cui 20 milioni si distribuiscono tra cani e gatti. Il rapporto di cui sopra entra nel dettaglio, citando le riduzioni delle visite mediche per gli anziani che hanno a che fare con un animale, fino all’aiuto nel supporto emotivo di tutti i giorni e, va da sé, la conseguenza logica è che anche sempre più aziende seguono la tendenza di politiche “animaliste”.
Essendo considerati parte della famiglia, è normale e naturale che sempre più persone, quando pianificano una vacanza, vogliano portarsi dietro i loro amici “pelosetti”.
E il mondo ricettivo italiano si sta adeguando, con villaggi turistici e hotel pet friendly. Si tratta di un settore turistico già avviato in vari Paesi, soprattutto europei, Spagna e Francia in primo luogo, mentre in Italia siamo ancora all’inizio, in un potenziale che non è ancora stato espresso completamente e che, però, sta prendendo piede, con numeri interessanti, sia per l’economia nazionale in generale che per il mondo dell’ospitalità in particolare.
Da noi è ancora un fenomeno sottovalutato, eppure, già così, sta incidendo moltissimo nella crescita del Pil italiano generato dal turismo. Secondo un rapporto di un anno fa dell’Ente nazionale del Turismo (Enit), nell’estate del 2024 si è avuto un aumento del 15% dei turisti che hanno trascorso le vacanze con i propri animali domestici.
Il che si traduce, anche, in una maggiore propensione alla spesa, fino a un 20% in più per strutture e servizi vari per i pet. E, di conseguenza, anche secondo i dati di Federalberghi, un +12% di occupazione nelle strutture ricettive pet friendly e un +8% nei ristoranti che permettono l’ingresso agli animali.
Quando si parla di strutture ricettive si intende l’intero settore: dagli agriturismi alle case vacanze, dagli hotel ai b&b. Ed è conseguenza logica, quindi, per chi lavora a vario titolo nel turismo, pensare a investire in quella che è sempre meno una nicchia e sempre più un’opportunità, come rileva uno studio Censis, secondo il quale “il potenziale di crescita di questo segmento potrebbe generare ulteriori 2 miliardi di euro entro il 2025”.
Il che potrebbe voler dire, ancora, usufruire
di incentivi e vari benefit fiscali, oltre a un aumento dei visitatori a seguito degli investimenti, e dunque delle offerte, nel settore pet.
Non solo, quindi, guinzagli, cappottini, giocattoli o ciotole personalizzate: tutto questo si sposa, più che altrove, con l’accoglienza e i servizi dedicati. Come un serpente che si morde la coda, ma nel senso positivo del modo di dire, investire in questo settore significa ingrandirsi e, di conseguenza, creare posti di lavoro, nell’hôtellerie – e quindi nell’accoglienza e ristorazione in primis – ma anche in tutto quello che ruota attorno al mondo animale: dai servizi veterinari, ai dog sitter e a chi gestisce, ad esempio, i percorsi agility.
Secondo alcune stime, nei prossimi tre anni si potrebbero creare fino a 25mila posti di lavoro. E qualcuno ha rilevato che “un turismo pet friendly ben gestito può contribuire alla tutela dell’ambiente e al benessere animale, promuovendo comportamenti responsabili tra i proprietari e stimolando investimenti in infrastrutture ecocompatibili. Questo approccio sarebbe in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, a cui l’Italia ha aderito”.
Qual è il problema, allora? In primo luogo, la legislazione italiana, visto che la regolamentazione sull’argomento è appannaggio regionale e quindi non uniforme. Di conseguenza, ogni ente locale adotta norme diverse, che rischiano di creare confusione e che non aiutano i turisti, i quali scelgono altra destinazione con regole più chiare e uguali per tutti. Sarebbe un peccato perdere l’occasione, perché l’Italia ha tutte le carte in regola per crescere nel segmento e posizionarsi molto in alto, in un’eventuale graduatoria di offerta turistica nel settore.
Fin qui, abbiamo elencato quello che gli esperti suggeriscono per incrementare il settore e aumentare la clientela. Ma va anche detto che la vacanza e l’accoglienza con gli animali è, comunque, una tendenza in crescita e le strutture che offrono servizi dedicati agli amici a quattro zampe mettono a disposizione una fruibilità del territorio a 360°. E integrata, sia dalla parte dell’umano, che dalla parte del quadrupede.
Oggi, esistono varie aggregazioni di hotel e villaggi-vacanze che accolgono animali, ognuna con pagine web che presentano i servizi dedicati a viaggiatori con pet al seguito: alcune strutture li accolgono tutti, cani e gatti, altre solo cani, altre ancora cani ma di piccola taglia e così via; dipende dal tipo di realtà territoriale e, di conseguenza, turistica.
La tendenza sta prendendo piede in tutta Italia, a cominciare da Emilia-Romagna e Toscana e, via via, percorrendo tutta la Penisola, dal Veneto alla Sicilia passando per il Lazio. Se parliamo di vacanze, viene subito in mente l’estate, dunque le spiagge con le loro dog beach, anche se molti alberghi accolgono gli animali per tutto l’anno, all’aperto come al chiuso, in luoghi dedicati. Chi accoglie animali, in genere, mette a disposizione una dog area, spiaggia recintata con ombrelloni e stuoiette. In alcune strutture si trova un dog bar o, in altre, il dog menu e persino un “ice bau”, gelato da cani tutt’altro che in senso dispregiativo.
Ovviamente si parte dai servizi base, a cominciare dalle ciotole per l’acqua, dalle lettiere e dai sacchetti igienici, dai servizi veterinari e da quelli di dog walking ed educatore cinofilo. E poi la toelettatura, le doccette per rinfrescare il cane o ulteriori aree per farlo giocare.
Quella con animale al seguito è una vacanza che riguarda una tipologia di clientela varia, dal single alla famiglia con bambini. In strutture che, secondo il territorio dove si trovano, potranno garantire una fruizione differente, che sia mare, montagna, campagna.
Naturalmente, è ovvio che ci siano delle zone, in un hotel, off-limits per gli animali, se non altro perché qualche ospite potrebbe avere paura dei cani o essere allergico al pelo dei gatti. O, semplicemente, voler dormire senza latrati oltre la parete. Ed è altrettanto chiaro che i padroni dovranno seguire delle regole igieniche, come accompagnare sempre gli animali al guinzaglio mentre si va in camera; lasciare i pet fuori dalle aree comuni come ristorante, salvo diversamente indicato, piscina o area wellness; non lasciarli mai da soli e soprattutto in camera: potrebbero fare rumore e disturbare gli altri ospiti. E, va da sé, avere cura della stanza e della pulizia.
Se, come sembra, quello con gli animali è un tipo di turismo sostenibile e inclusivo, non possiamo non citare quelle strutture che, oltre a spazi per cani e gatti, offrono anche servizi di pet therapy, in particolare con i cavalli. L’ippoterapia è ormai un metodo medicalmente riconosciuto per curare la persona con difficoltà motorie e cognitive, soprattutto bambini e ragazzi, ma anche sugli adulti ha dato risultati significativi.
Quello della cura con gli equini è un mondo meraviglioso, come lo sono questi animali, e sono molte le strutture turistiche che la propongono, ormai in tutta Italia, con bambini dai 6 anni in poi. La scienza ha visto che il rapporto uomo-cavallo, che implica un certo tipo di legame affettivo, oltre al prendersi cura dell’animale, porta miglioramenti sia motori che psichici, fino al reinserimento sociale in quei soggetti che, grazie proprio all’ippoterapia, riescono a risolvere i deficit originari.
La disciplina è rivolta, soprattutto, ai disturbi dello spettro autistico, alla sindrome di Down, alle paralisi cerebrali infantili, disabilità intellettive in genere, difficoltà relazionali ed emotive e deficit di coordinazione, ma è risultata utile anche per la cura di problemi psicologici e motori derivanti da amputazioni o ustioni.
Quella dell’ospitalità pet friendly è una tendenza che continuerà a consolidarsi sempre più. Un hotel che sarà in grado di offrire servizi integrati per ogni target, dalle famiglie con bambini alle coppie, dai singoli ai disabili con proposte ad hoc, oltre che, naturalmente, agli animali, probabilmente sarà la struttura turistica che farà la differenza, perché sarà davvero inclusiva. Gi.Fe.
Bologna, accordo tra Federalberghi ed il Sant’Orsola per ospitalità solidale
Grazie a un accordo tra Federalberghi e Fondazione Sant’Orsola, a Bologna nasce un’iniziativa di accoglienza solidale che mette a disposizione camere d’albergo gratuite per chi deve rimanere in città per urgenti motivi sanitari. I familiari dei pazienti potranno usufruire di pernottamento e colazione senza costi.
L’iniziativa si inserisce nel solco delle collaborazioni nate durante l’emergenza Covid, quando le strutture alberghiere avevano messo a disposizione camere per medici e infermieri impegnati in prima linea.
Ora questa nuova forma di collaborazione punta a sostenere direttamente i familiari dei pazienti, offrendo un’accoglienza basata sulla solidarietà e sulla collaborazione tra settore sanitario e turistico.
Il progetto si basa anche sulla disponibilità di camere negli alberghi cittadini, nei periodi al di fuori dei grandi eventi fieristici e dei momenti di maggiore affluenza turistica.
Secondo i dati relativi ai primi dieci mesi del 2025, l’area metropolitana di Bologna ha registrato circa sei milioni di pernottamenti. Nonostante questi numeri elevati, l’occupazione media delle strutture indica la presenza di una capacità ricettiva ancora utilizzabile, soprattutto lontano dai periodi di picco legati a fiere e viaggi d’affari.
L’iniziativa rappresenta un esempio di collaborazione tra mondo alberghiero e sistema sanitario, con l’obiettivo di trasformare la disponibilità di camere in un servizio di solidarietà.
Presentato il manuale per il turismo accessibile di Federalberghi Garda Veneto
Il manuale “Turismo accessibile e inclusività sociale – Regole e buone pratiche per le imprese turistiche”, è stato presentato all’Hotel Caesius Terme di Bardolino da Federalberghi Garda Veneto, alla presenza del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli.
È il primo manuale realizzato da un’associazione del sistema Federalberghi e nasce con il preciso obiettivo di offrire agli operatori turistici una guida pratica, fatta di indicazioni semplici e facilmente applicabili nelle strutture ricettive.
Il punto di partenza è, o dovrebbe essere, chiaro a tutti, ossia che l’accessibilità non è un dettaglio tecnico, ma il primo gesto di ospitalità. Piccoli dettagli, che in realtà non sono né piccoli, né insignificanti.
Ad esempio, con i parcheggi. O con le porte vetrate che dovrebbero essere ben visibili con decori ad hoc, permettendone la percezione, ad esempio, agli ipovedenti. E poi una reception abbassata per permettere a chi entra di poter colloquiare sullo stesso piano visivo per chi è in sedia a rotelle. La stessa sedia che potrebbe essere sistemata allargando i piani per consentire una colazione adeguata. E così via.
Il manuale vuole essere una guida operativa che accompagna gli imprenditori “spazio per spazio”, con indicazioni concrete per migliorare l’accessibilità delle strutture.
Un approccio che non riguarda solo le persone con disabilità, ma anche anziani, famiglie con passeggini o ospiti con difficoltà temporanee.
“Questo manuale nasce proprio per far crescere una cultura dell’attenzione. Non parliamo solo di grandi investimenti o di ristrutturazioni radicali. Parliamo anche di piccoli accorgimenti, di scelte intelligenti che possono essere inserite gradualmente e che migliorano l’esperienza per tutti”, ha sottolineato il presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni.
Il progetto arriva alla vigilia dei Giochi Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026, “un appuntamento che riporta al centro il tema dell’accessibilità nel turismo”.
“Abbiamo voluto dare un segnale concreto. L’inclusione non è uno slogan ma un metodo di lavoro. Significa formare il personale, curare il linguaggio e progettare gli spazi con maggiore attenzione. Anche un piccolo accorgimento può fare la differenza”, ha spiegato il direttore di Federalberghi Garda Veneto Mattia Boschelli. “
Il turismo accessibile non è più una nicchia. In Italia muove già circa 5,3 miliardi di euro e a livello europeo il giro d’affari sfiora i 400 miliardi, circa il 3 per cento del Pil.
Anche sul Lago di Garda i numeri sono significativi. Su circa 24-25 milioni di presenze turistiche annue, si stima che 2 milioni possano essere legate al turismo accessibile, con 400-500 mila arrivi spesso accompagnati da familiari o caregiver.
“Stiamo parlando di un segmento che genera valore economico ma anche qualità dell’accoglienza per tutto il territorio”, ha dichiarato Boschelli.
Presenti all’incontro, tra gli altri, il direttore dell’Unità operativa sociale dell’Ulss 9 Maurizio Facincani, l’europarlamentare Paolo Borchia, i consiglieri regionali Matteo Pressi e Filippo Rigo, il consigliere provinciale Alberto Mazzurana e il sindaco di Bardolino Daniele Bertasi.
Il manuale è stato illustrato, oltre che dal direttore Boschelli, dall’avvocato Giorgia Tessari per i riferimenti normativi. E, inoltre, Fabio Lotti, fondatore della cooperativa Yeah!, l’architetto Matteo Mosconale, esperto di accessibilità, e Nikki Leonetti, educatore e attivista sui temi della disabilità.
Il manuale rientra nel progetto Turismo sociale e onnicomprensivo nel Veneto ed è stato realizzato con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Verona, Comunità del Garda, Garda Unico e Ulss 9 Scaligera.
Durante la presentazione si è esibita Katia Ricciarelli con la sua Accademia internazionale di canto lirico.
Federalberghi con Labcam, formazione gratuita sulla sicurezza ad Albenga il 25 marzo
Ad Albenga il 25 marzo si terrà un incontro di formazione gratuita con Labcam, il laboratorio chimico merceologico della
Camera di commercio Riviere di Liguria.
Le iscrizioni sono già aperte. L’evento, dal titolo “Sicurezza nelle strutture ricettive: obblighi normativi, controlli e responsabilità del gestore”, si terrà presso l’aula formativa di Labcam.
È organizzato in collaborazione con Asl2 e le principali associazioni di categoria, Federalberghi SV e UPA SV e nasce con l’obiettivo di fornire un supporto pratico e autorevole nella gestione dei rischi quotidiani del settore.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Federalberghi al meeting giovani albergatori, da qui Tavoli per incontri tra aziende e scuole
Il 4 febbraio, nell’ambito del meeting invernale del Comitato nazionale Giovani Albergatori, si è svolto un appuntamento del Tavolo nazionale dell'istruzione turistica animato da Federalberghi, Fipe, Renaia (la rete degli istituti alberghieri) e Unioncamere, che è una sede stabile di confronto per realizzare attività di incontro tra aziende e scuole.
Obiettivo dell'incontro era l’illustrazione dei compiti del Tavolo nazionale ai responsabili del Coordinamento nazionale degli ITS Turismo e ufficializzare l'adesione del Coordinamento ITS al Tavolo.
Con l'ingresso degli ITS, il Tavolo nazionale ora rappresenta tutta la filiera dell'istruzione legata al turismo.
Su proposta di Federalberghi e del Comitato dei giovani albergatori, si stanno attivando anche dei Tavoli territoriali, quali luoghi di incontro per realizzare concretamente le progettualità condivise.
Il primo appuntamento si è svolto il 23 febbraio a Genova, per l'istituzione del Tavolo ligure.
In questa occasione, si è svolto un convegno, denominato “Dalla scuola al lavoro: promuoviamo la filiera dell’istruzione turistica”, introdotto da Fabio Raimondo, Presidente CNGA, il quale ha illustrato il senso e gli obiettivi dell’iniziativa alla quale hanno portato i propri saluti Tiziana Beghin, assessora al Turismo del comune di Genova; Luigi Attanasio, presidente della CCIA di Genova; Aldo Werdin, presidente Federalberghi Liguria; Alessandro Cavo, presidente Fipe Confcommercio Genova.
Il convegno si è diviso in due panel moderati dal dr. Serra del servizio sindacale di Federalberghi.
Il primo, era costituito dalli rappresentanti nazionali: Vito Pecoraro, presidente di Renaia; Alessandro Nucara, direttore di Federalberghi; Andrea Chiriatti, responsabile sindacale di FIPE; Marco Damiano di Unioncamere; Gabriele Marchetti della Rete ITS Turismo.
Il secondo focus, introdotto da Pasquale Iervolino, vice presidente nazionale del CNGA, ha visto la partecipazione degli attori del Tavolo ligure: Aldo Werdin, in qualità di presidente Fondazione ITS; Andrea Boccardi per i Giovani Albergatori Liguria; Fabio Parodi di FIPE Giovani; Giorgia Chionna dell’istituto alberghiero Bergese di Genova; Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Commercio di Genova, Marco Casarino, segretario generale della Camera di Commercio Riviere di Liguria.
Seguiranno gli incontri del 12 marzo a Firenze per il Tavolo toscano e il 25 maggio a Palermo per la Sicilia. Sono in fase di programmazione anche iniziative per i Tavoli di Emilia-Romagna, Marche, Veneto, Piemonte e Campania.
Ascensori e incendi
Ascensori e incendi: alleati o nemici?
di Gioacchino Giomi
Alessandro era al quinto piano di un elegante albergo sul mare.
Aveva appena finito una riunione e stava preparando la valigia quando sentì un suono acuto, intermittente. Un attimo dopo, una voce calma, ma ferma, proveniente dagli altoparlanti annunciò: “Allarme incendio. Si prega di non utilizzare gli ascensori e di raggiungere immediatamente le uscite di emergenza”. Il cuore di Alessandro cominciò a battere più forte. Aprì la porta della camera: nel corridoio, un leggero odore di fumo si faceva strada. Davanti a lui, alcuni ospiti correvano verso gli ascensori. L’istinto gli suggerì di fare lo stesso, ma poi ricordò un corso sulla sicurezza che aveva seguito in azienda: gli ascensori non vanno mai usati in caso d’incendio. Fece un respiro profondo e, seguendo le indicazioni luminose verdi, si diresse verso la scala di emergenza. Al secondo piano incontrò una signora anziana impaurita, ferma vicino alla ringhiera. Alessandro la prese per mano e la aiutò a scendere piano piano, incoraggiandola a ogni passo. Dopo qualche minuto, raggiunsero l’uscita sul retro, dove i Vigili del Fuoco stavano già coordinando l’evacuazione.
Poco dopo, l’incendio fu domato: era partito da una cucina al piano terra e non si era esteso grazie ai sistemi antincendio automatici. Seduto sul marciapiede, Alessandro guardò l’hotel fumante e pensò con sollievo: “Se avessi preso quell’ascensore, forse non sarei qui”. La signora che aveva aiutato gli sorrise e gli disse piano: “A volte, ricordare la regola giusta vale più del coraggio”. E in quel sorriso, Alessandro trovò il suo lieto fine.
Ma gli ascensori negli alberghi sono alleati o nemici del fuoco? Spesso li usiamo senza pensarci, eppure gli ascensori negli alberghi giocano un ruolo decisivo quando si parla di sicurezza antincendio. Se progettati e gestiti in modo corretto, possono diventare strumenti preziosi per garantire rapidità e ordine nei movimenti. Ma senza regole chiare e manutenzione costante, rischiano di trasformarsi in un serio fattore di pericolo.
Quindi, cerchiamo di chiarire come gli ascensori interagiscono con la sicurezza antincendio, quali rischi comportano e quali accorgimenti rendono un hotel più sicuro.
In un albergo, la mobilità verticale è tutto: ospiti, dipendenti, persone con ridotta capacità motoria, bagagli, servizi. L’ascensore è sinonimo di comfort e funzionalità. Ma in caso di incendio, può trasformarsi in una trappola. Il fumo può insinuarsi nei vani, il calore può danneggiare i sistemi di chiusura e bloccare le porte. Per questo, gli ascensori comuni vengono esclusi dall’uso non appena scatta l’allarme di incendio. Tuttavia, se gestiti in modo integrato con le vie di fuga e i piani di evacuazione, possono agevolare i soccorsi e ridurre il rischio di congestione sulle scale.
Nel contesto alberghiero, gli ascensori non sono tutti uguali. Ecco i principali:
- ascensori comuni: usati quotidianamente dagli ospiti, vengono automaticamente bloccati in caso d’incendio per prevenire rischi legati a fumo, calore o guasti elettrici;
- ascensori antincendio: installati principalmente per uso degli occupanti, muniti di ulteriori protezioni, comandi e segnalazioni che li rendono in grado di essere impiegati, sotto il controllo delle squadre di soccorso, anche in caso d’incendio. Ad esempio, per l’evacuazione assistita di occupanti con ridotte o impedite capacità motorie;
- ascensori di soccorso: utilizzabili in caso d’incendio, installati esclusivamente per il trasporto delle attrezzature di servizio antincendio e, eventualmente, per l’evacuazione di emergenza degli occupanti.
Ogni tipologia richiede specifici accorgimenti progettuali e gestionali, in linea con le prescrizioni delle norme tradizionali o del Codice di prevenzione incendi e delle norme UNI EN 81-72 e UNI EN 81-73.
Il Codice di prevenzione incendi classifica i vani degli ascensori in vani aperti (SA), vani protetti (SB), vani a prova di fumo (SC), vani per ascensori antincendio (SD) e vani per ascensori di soccorso (SE).
Durante un incendio, la gestione degli ascensori diventa una sfida tecnica e organizzativa. Il fumo tende a salire lungo le guide, infiltrandosi nei vani. In queste condizioni, gli ascensori comuni devono essere disattivati automaticamente per evitare che le persone vi restino intrappolate. Gli ascensori di soccorso, invece, sono progettati per rimanere operativi grazie a una alimentazione di emergenza autonoma, porte resistenti al fuoco e sistemi di ventilazione controllata. Questi impianti rappresentano un presidio fondamentale per il lavoro dei Vigili del Fuoco e per il trasporto di persone in difficoltà.
Un ascensore può diventare un vero alleato nella gestione dell’emergenza solo se progettato, installato e gestito in modo integrato. In sintesi, la sicurezza passa da una sinergia tra progettazione, tecnologia e gestione operativa.
Durante un’emergenza per incendio, il fattore umano è decisivo: al suono dell’allarme, gli ascensori comuni devono essere disattivati e gli ospiti indirizzati verso le scale di sicurezza, mentre l’ascensore di antincendio e/o di soccorso è riservato esclusivamente al personale formato e autorizzato.
Le esercitazioni periodiche, le prove di evacuazione e la manutenzione documentata degli impianti sono elementi imprescindibili per una gestione antincendio efficace e certificabile che, oltre a conferire il necessario grado di sicurezza all’albergo, consente all’albergatore di porsi al riparo da responsabilità di tipo civile e penale.
Tra i rischi più comuni in caso d’incendio figurano:
- assembramenti presso gli ascensori durante l’allarme;
- mancanza di coordinamento tra sistemi di allarme e comandi ascensore;
- infiltrazioni di fumo nei vani tecnici;
- assenza di manutenzione o aggiornamento alle norme più recenti.
Per prevenirli, ogni struttura alberghiera deve disporre di un piano di emergenza aggiornato, che includa l’uso controllato degli ascensori, la segnaletica dedicata e la formazione del personale. La manutenzione programmata – con controlli periodici su porte, alimentazioni di emergenza e connessioni alla centrale antincendio – è un pilastro imprescindibile della sicurezza.
E non va dimenticato l’aspetto descrittivo: informare gli ospiti in modo chiaro e rassicurante sulle procedure di emergenza è una buona pratica che può salvare vite.
In conclusione, gli ascensori negli alberghi rappresentano una risorsa preziosa ma complessa: se progettati e gestiti con cura, possono facilitare l’evacuazione e migliorare la sicurezza complessiva dell’edificio. Il segreto è l’equilibrio tra tecnologia, manutenzione e formazione: ascensori di soccorso ben progettati, sistemi di controllo integrati e personale addestrato sono la chiave per garantire sicurezza e tranquillità a tutti, anche nelle situazioni più critiche.
Un pilastro per il futuro dei giovani
Un pilastro per il futuro
Il Fondo per il credito ai giovani rappresenta, per i più meritevoli, un’opportunità per accedere al credito bancario, così da affrontare autonomamente il percorso formativo e, successivamente, entrare nel mondo del lavoro
Il fondo per il credito ai giovani, nato nel 2010 per iniziativa dell’allora Ministro per le politiche giovanili, Giorgia Meloni, ha l’obiettivo di abbattere le barriere economiche all’accesso e alla prosecuzione degli studi, offrendo ai più meritevoli un’opportunità per accedere al credito, così da affrontare autonomamente il percorso formativo e, successivamente, entrare nel mondo del lavoro.
Il funzionamento è relativamente semplice: gli studenti o le loro famiglie possono richiedere un prestito a istituti bancari che hanno aderito alla convenzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il soggetto gestore del Fondo, la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici.
Nei mesi scorsi è stato approvato un nuovo decreto del Ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, che è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il decreto ha potenziato le caratteristiche dell’istituto, prevedendo, tra l’altro, che gli impegni assunti dal Fondo siano assistiti da una garanzia di ultima istanza dello Stato.
L’importo del finanziamento potrà arrivare sino a 50mila euro per i percorsi di studio da effettuare in Italia e sino a 70mila euro per i percorsi di studio da effettuare all’estero. Grazie alla garanzia pubblica, i tassi d’interesse sono più bassi rispetto ai prestiti personali standard. Inoltre, i piani di rimborso sono strutturati per iniziare solo dopo il completamento degli studi e l’ingresso nel mondo del lavoro.
L’erogazione delle rate di finanziamento successive alla prima avviene previa presentazione al finanziatore dell’iscrizione alle annualità successive e a seguito del superamento di almeno la metà degli esami previsti dal piano di studi relativo agli anni precedenti.
Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha manifestato grande apprezzamento per il nuovo impulso conferito al fondo: “Si tratta di un sostegno molto interessante per le nuove leve che lavorano nelle imprese turistico-ricettive, in cui il 49% degli occupati ha meno di quarant’anni. Possono accedere al prestito d’onore – ricorda Bocca – anche i lavoratori autonomi e quindi potranno beneficiarne anche i giovani albergatori che desiderino perfezionare le proprie competenze”.
Il Fondo può sostenere la partecipazione a una vasta gamma di percorsi formativi, inclusi corsi di laurea (triennale, magistrale, a ciclo unico), master universitari di primo e secondo livello, scuole di specializzazione e dottorati di ricerca. Tra i beneficiari rientrano per la prima volta anche gli studenti degli Istituti Tecnologici Superiori (ITS).
Alessandro Mele, referente istituzionale della rete delle fondazioni ITS Turismo, saluta con favore la decisione di sostenere “percorsi che rispondono con efficacia alle esigenze dei giovani e delle imprese, in quanto favoriscono l’apprendimento concreto, lavorando su casi e situazioni reali, in cui si fanno esperienze pratiche, si incontrano professionisti del settore e viene dedicato grande spazio ai tirocini. L’educazione ha bisogno di ripartire dal rapporto con la realtà per salvare il nostro patrimonio culturale”. A.G.
È online il Portale operatori
È online il Portale operatori
Il nuovo Portale operatori del ministero del Turismo è online. La piattaforma, realizzata per sostenere e connettere gli operatori del settore e sviluppata con il supporto del PNRR, rappresenta un passo decisivo verso la digitalizzazione del turismo italiano, offrendo strumenti concreti, gratuiti e accessibili a imprese, associazioni e professionisti.
GLI STRUMENTI DIGITALI DEL PORTALE
All’interno del portale, gli operatori turistici possono accedere a strumenti digitali intuitivi, personalizzati e gratuiti, pensati per supportare le attività delle imprese, aumentarne la visibilità e accompagnarle nella trasformazione digitale.
Tra i principali servizi offerti vi sono:
- Data Journal, spazio dedicato a dati, analisi e approfondimenti sul turismo, pensato per supportare decisioni strategiche e promuovere uno sviluppo consapevole;
- Finestra su Italia.it, una fonte costante di contenuti editoriali aggiornati e di qualità, facilmente integrabili nei siti degli operatori per valorizzare il territorio e mettere in evidenza i punti di forza della propria attività;
- Bandi e Opportunità, un archivio sempre aggiornato di incentivi, finanziamenti e bandi dedicati al settore turistico;
- Kit Social, che mette a disposizione contenuti grafici e testuali pronti all’uso per i principali canali digitali, accompagnati da tutorial per creare uno storytelling efficace e coinvolgente;
- Startup, uno spazio concepito per favorire l’incontro tra operatori e nuove realtà emergenti, incentivando l’adozione di tecnologie avanzate e la crescita dell’ecosistema dell’innovazione;
- Infografiche, una raccolta di rappresentazioni visive e testuali dei principali dati del settore turistico in Italia, utile per offrire una lettura immediata e accessibile delle tendenze e dei fenomeni che caratterizzano il comparto.
- Formazione, dedicata alla crescita professionale, con corsi gratuiti su comunicazione, sostenibilità, digitalizzazione e gestione operativa, pensati per supportare gli operatori del settore in un percorso di aggiornamento continuo.
LE NOVITÀ IN ARRIVO
Nell’ottica di garantire una costante evoluzione tecnologica, il Portale operatori italia.it continuerà ad arricchirsi periodicamente di nuovi strumenti e funzionalità.
Tra le prossime implementazioni sono previste:
- Experience Planner, un’applicazione dedicata alla pianificazione di escursioni ed esperienze all’aperto, che consentirà di creare itinerari direttamente su mappa ed esportarli in modo semplice e immediato;
- Digital Concierge, uno strumento pensato per creare in modo semplice un manuale digitale in formato PDF, utile a presentare una struttura ricettiva ai potenziali clienti e a fornire loro tutte le informazioni necessarie per vivere al meglio il soggiorno;
- Dashboard, uno strumento che integra dati provenienti da fonti istituzionali e private e li restituisce in modo chiaro, intuitivo e dinamico, consentendo di monitorare in tempo reale l’andamento del turismo, confrontare territori e stagionalità e orientare le strategie di promo