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In Liguria arrivano gli incentivi per le Staff house, case per i lavoratori del turismo
In Liguria arriva il primo milione di euro per il piano della Staff house, la casa per i lavoratori nel settore del turismo.
I primi benificiari dell’incentivo per sostenere le spese di alloggio dei lavoratori, secondo gli ultimi decreti, pubblicati qualche giorno fa dal ministero del Turismo, nella regione sono il Grand Hotel Spiaggia di Alassio (645.101,40 euro), R.G.T. srl, il Grand Hotel Bristol di Zoagli (373 mila euro), l’Hotel Tigullio Royal di Rapallo (90 mila euro) e il complesso turistico Borgo dei Gabbiani a Magliolo, nel savonese (39 mila euro).
A livello nazionale lo stanziamento è di 120 milioni di euro, con l’obiettivo di creare 63 mila posti letto per i lavoratori del turismo. A gestire la partita è Invitalia, l’Agenzia nazionale per lo sviluppo. “È una misura strutturale, che migliora la qualità della vita, rafforza la capacità delle imprese di attrarre personale e rende più competitivo l’intero sistema turistico”, ha commentato giorni fa il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
Due le linee di intervento: gli incentivi dati alle imprese per realizzare o riqualificare alloggi da destinare ai lavoratori del settore turistico-ricettivo e i contributi per sostenere i costi di locazione del personale.
Questo perché i lavoratori, che spesso arrivano da fuori località lavorativa, hanno sempre più difficoltà a trovare un alloggio, tra affitti brevi e case tenute sfitte.
Il presidente di Federalberghi Imperia Davide Trevia è fra quelli che hanno caldeggiato il tema, a più riprese. “Nella provincia di Imperia il 70% degli immobili affittati sono destinati a locazioni turistiche brevi e siamo arrivati al punto che i proprietari vanno a vivere nell’entroterra per lasciare le case al mare ai turisti in arrivo.Iin una situazione del genere trovare case per i lavoratori del turismo è quasi impossibile – ha detto Trevia -
In più, se l’offerta sul mercato è scarsa, i prezzi salgono. E se più di un terzo della busta paga va a finire nell’affitto, giustamente uno fa i suoi conti e sceglie altro”. Trevia fa un esempio concreto sull’emergenza del tema: “Fra Diano Marina e San Bartolomeo al Mare abbiamo 65 alberghi e tutti i lavoratori abitano fuori, come minimo nell’entroterra, con tutti i problemi di spostamento conseguenti”.
Nel contratto collettivo nazionale del turismo un’apposita convenzione, firmata da Federalberghi, Faita e dalle principali sigle sindacali dei lavoratori, per il vitto e l’alloggio dei lavoratori come, ad esempio, delle stanze in albergo destinate in parte al personale. Il lavoratore, in questo caso, ha una trattenuta nello stipendio per il vitto e l’alloggio.
Dal primo gennaio 2026 la cifra è di 1,17 euro a pernottamento, di 1,05 euro per pranzo (stessa cifra per la cena) e di 0,19 euro per la colazione. Una soluzione, però, applicabile in casi ridotti: poche strutture, in Liguria e non solo, hanno la possibilità di avere spazi per tutti i dipendenti.
“Servirebbe fare una riflessione più ampia, in parte iniziata ora dal ministero del Turismo, ci sono alberghi non più utilizzati lasciati decadere in attesa di uno svincolo di destinazione d’uso – ha osservato il presidente di Federalberghi Liguria Aldo Werdin –Perché non usare quelle strutture per i dipendenti del turismo piuttosto che per nuove case?
Il problema è urgente: agli Its, gli istituti tecnici superiori, le iscrizioni nel settore alberghiero sono state quattro volte tante rispetto alle previsioni del ministero guidato da Valditara. I turisti arrivano, la volontà delle ragazze e dei ragazzi di formarsi per il settore anche. Dare risposte abitative ai lavoratori è fondamentale”.
"Le staff house rispondono a una delle esigenze più sentite dalle imprese del settore e a una richiesta che le stesse categorie, a partire da Federalberghi, avevano posto: garantire soluzioni abitative accessibili e condizioni dignitose e stabili ai lavoratori, soprattutto nelle località turistiche dove il costo degli alloggi può diventare un ostacolo al reperimento e alla permanenza del personale – la dichiarazione dell’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi - Si tratta di uno strumento importante per sostenere concretamente imprese e lavoratori e rafforzare la capacità del comparto di attrarre e trattenere personale qualificato. È una misura che si integra con le politiche regionali sul lavoro nel turismo e che può contribuire a rendere il settore più competitivo, stabile e capace di offrire opportunità occupazionali durante tutto l’anno, accompagnando anche il percorso di destagionalizzazione dell’offerta turistica ligure”.
Federalberghi Garda Veneto festeggia 50 anni di ospitalità con il ministro del Turismo Mazzi
A Torri del Benaco, il 17 ottobre, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, insieme alla presidente della Comunità del Garda Mariastella Gelmini, ha partecipato ai festeggiamenti per i 50 anni di Federalberghi Garda Veneto.
Sono intervenuti, in video messaggio, anche il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e il presidente del Veneto Alberto Stefani. Presenti il sindaco di Torri Stefano Nicotra, la presidente di Garda Unico Stefania Lorenzoni e il presidente di Federalberghi Veneto Massimiliano Schiavon.
“Il lago di Garda è conosciuto da tutti, all’estero è visto come un’unica realtà senza divisioni regionali o provinciali ed è un modello”, ha dichiarato il ministro Mazzi.
“Dalle ostilità all’ospitalità: una strada che parte proprio dalla capacità di accogliere, perché ospitalità significa incontro, dialogo, rispetto e condivisione. Valori oggi più che mai importanti, che il nostro lago sa esprimere ogni giorno. Un grazie speciale al presidente Ivan De Beni e a tutta Federalberghi Garda Veneto per questi 50 anni di impegno, professionalità e valorizzazione del territorio”, ha detto la presidente Gelmini.
Presenti anche diverse realtà territoriali, chiamate a confrontarsi su questioni che incidono direttamente sulla destinazione o che la riguardano molto da vicino, da Ags-Azienda Gardesana Servizi a Navigazione Laghi, da Atv Verona a Funivie del Baldo, da Ulss 9 Scaligera ad Autostrada A4: mobilità e collegamenti, accessibilità, sostenibilità, infrastrutture e servizi, rapporto tra costa, entroterra e Monte Baldo, formazione e lavoro, qualità dell’ospitalità.
Temi che negli anni hanno progressivamente allargato anche il campo d’azione di Federalberghi Garda Veneto, con il presidente Ivan De Beni, sempre più attenta a essere un interlocutore del territorio a tutto tondo.
“Siamo a disposizione, coinvolgeteci”, ha commentato De Beni. “Abbiamo scelto di utilizzare questo anniversario per mettere insieme le persone e le realtà che, con ruoli diversi, contribuiscono ogni giorno alla vita della destinazione”.
A raccontare il mezzo secolo dell’associazione anche due progetti pensati appositamente per il cinquantesimo: l’esposizione curata da L’Arena nella chiesetta della Santissima Trinità, che ricostruisce la storia di Federalberghi Garda Veneto attraverso le pagine del quotidiano e le notizie che, nel corso dei decenni, ne hanno accompagnato l’evoluzione. E la pubblicazione “Federalberghi Garda Veneto dalla A alla Z”.
Bernabò Bocca, Chiediamo incentivi, riqualificazione e semplificazione delle regole
“Le imprese del settore alberghiero chiedono, ovviamente, incentivi sul tema della riqualificazione e una semplificazione delle regole. Troppe volte magari ci sono delle leggi, degli incentivi, che però non si riescono a utilizzare perché l'Italia vive, purtroppo, sempre della burocrazia.
Quindi poche regole, che siano semplici, e un contrasto serio all'abusivismo che è cresciuto negli ultimi anni".
È la dichiarazione del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, a margine dell'incontro di Intesa Sanpaolo per le piccole imprese. "In Italia – ha aggiunto Bocca -ci sono 32mila alberghi, è il Paese europeo con il maggior numero di strutture alberghiere.
La dimensione media delle strutture in Italia è più piccola di quella degli altri Paesi europei. E quindi le piccole e medie imprese hanno bisogno di accesso al credito per reggere una sfida di competitività che si fa sempre più agguerrita e che si basa, ovviamente, sulla riqualificazione delle strutture”.
Protocollo d’intesa tra Adava e Its Turismo Liguria per attività congiunte di formazione e inserimento lavorativo dei giovani
È stato sottoscritto a Santa Margherita Ligure un protocollo d’intesa tra Adava e Its Turismo Liguria per promuovere attività congiunte di orientamento, formazione e inserimento lavorativo dei giovani nel settore dell’Ospitalità.
L’accordo, promosso e sostenuto sin dalle prime fasi da Federalberghi Liguria, nasce con l’obiettivo di accompagnare i giovani orientati al mondo hospitality nella scelta del proprio percorso professionale e di creare un collegamento concreto tra la formazione e le opportunità offerte dalle imprese turistiche della Liguria e della Valle d’Aosta.
L’Its rappresenta, infatti, un’importante opportunità per i neodiplomati che desiderano proseguire la propria formazione attraverso un percorso alternativo a quello universitario. I corsi, altamente professionalizzanti, si caratterizzano per un approccio prevalentemente pratico e per uno stretto collegamento con il mondo delle imprese, consentendo agli studenti di acquisire competenze specialistiche e immediatamente spendibili e di entrare più agevolmente e con una preparazione qualificata nel mercato del lavoro.
Al centro della collaborazione, in cui è coinvolta direttamente anche Federalberghi Liguria, vi è lo sviluppo di competenze tecniche e professionali applicabili all’intera filiera turistica. La proposta formativa dell’Istituto integra attività laboratoriali, tecnologie e metodologie didattiche innovative, con l’obiettivo di rispondere alle reali esigenze delle aziende del settore.
Adava, Its Turismo Liguria e Federalberghi Liguria lavoreranno inoltre per favorire il dialogo tra studenti, istituzioni formative e tessuto imprenditoriale dei due territori, anche in vista dell’attivazione di tirocini e di futuri inserimenti lavorativi.
Il protocollo avrà una durata di due anni dalla data della sottoscrizione, con rinnovo tacito per un periodo equivalente. Le iniziative saranno coordinate da referenti individuati da entrambe le parti e promosse attraverso i rispettivi canali istituzionali, contribuendo così alla creazione di una rete tra formazione, istituzioni e imprese estesa ai territori ligure e valdostano.
“Trovare un punto in comune con una regione ad altissima vocazione turistica come la Valle d’Aosta è stato semplice. La visione condivisa, proattiva e orientata a una crescita più tecnologica e strutturata del comparto, consentirà, attraverso questo protocollo d’intesa, di migliorare i servizi e le professionalità nei punti chiave delle aziende e delle strutture appartenenti all’indotto turistico”, ha dichiarato Aldo Werdin, presidente della Fondazione Its Turismo Liguria e di Federalberghi Liguria.
“Come grande “azienda turismo” ligure abbiamo bisogno di costruire vere e proprie carriere professionali e di formare personale capace di inserirsi in ambiti specifici e strategici. Occorre investire non soltanto nei servizi, ma anche nelle persone, affinché possano diventare risorse per il territorio e per le attività ricettive. Le attuali condizioni geopolitiche e finanziarie ci impongono di puntare su professionalità elevate, in grado di contribuire alla costruzione di un’offerta turistica 4.0”.
“Questo accordo nasce dal particolare legame che unisce la Valle d’Aosta e la Liguria, due territori accomunati da una forte vocazione turistica, e si fonda sulla consolidata collaborazione e sulle ottime relazioni esistenti tra ADAVA e Federalberghi Liguria”, ha sottolineato Luigi Fosson, presidente di Adava–Federalberghi Valle d’Aosta.
“Il nostro obiettivo è duplice: da una parte, offrire ai giovani valdostani nuove opportunità di crescita, favorendo, al termine del percorso formativo, il loro rientro sul territorio e l’inserimento nelle nostre imprese con un patrimonio più ampio di conoscenze, capacità ed esperienze; dall’altra, far conoscere a tutti gli studenti dell’ITS le opportunità di lavoro e di crescita professionale che il settore turistico-alberghiero può offrire anche in Valle d’Aosta”.
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Rome Future Week si apre con Humans-as-Luxury di Simone Puorto, il valore umano nell’era dell’AI. Federalberghi tra i relatori
La Rome Future Week, il festival diffuso dedicato all’innovazione, alla tecnologia e al futuro, ha inaugurato l’edizione 2026 con centinaia di eventi organizzati in tutta la capitale.
Nel giorno di apertura del festival, rappresentanti del settore alberghiero, hotelier ed esperti di tecnologia si sono riuniti presso Villa Spalletti Trivelli, a pochi passi dal palazzo del Quirinale.
In questo scenario particolarmente evocativo, “Humans-as-Luxury: Il valore umano nell’era dell’AI” ha affrontato una delle domande fondamentali per il futuro dell’ospitalità nell’epoca dell’intelligenza artificiale: quando le macchine saranno in grado di fare quasi tutto, che cosa resterà di esclusivamente umano e quanto varrà?
L’evento è stato sponsorizzato da Hoxell, una piattaforma intuitiva per la gestione delle operazioni alberghiere, che collega in tempo reale i diversi reparti dell’hotel, semplifica i flussi di lavoro quotidiani e consente al personale di dedicare più tempo alla creazione di esperienze personalizzate per gli ospiti.
L’incontro si è aperto con un keynote di Simone Puorto, techno-filosofo, consulente strategico nel settore dell’ospitalità, autore, Head of Emerging Trends & Strategic Innovation di Hospitality Net e fondatore di Travel Singularity ed Elegia.
Puorto ha presentato la sua tesi Humans-as-Luxury: in un mondo in cui un numero crescente di attività operative può essere automatizzato, l’interazione umana autentica potrebbe diventare così rara da acquisire un nuovo valore economico e simbolico.
Anziché considerare la completa automazione come un destino inevitabile, Puorto ha proposto tre modelli possibili per il futuro dell’ospitalità:
1) Gli hotel tecnocentrici adotteranno un’automazione estesa e soluzioni self-service, riducendo al minimo l’interazione umana e competendo principalmente sul terreno dell’efficienza, della convenienza e del prezzo.
2) Gli hotel ibridi, destinati probabilmente a rappresentare una parte significativa del settore, utilizzeranno l’intelligenza artificiale e l’automazione per le attività ripetitive, amministrative e operative, consentendo ai dipendenti di dedicare più tempo alle interazioni significative con gli ospiti.
3) Gli hotel antropocentrici compiranno una scelta radicalmente diversa: preservare la presenza umana anche quando l’automazione sarebbe tecnicamente in grado di svolgere lo stesso compito in modo più efficiente. In questo modello, l’interazione umana diventa parte integrante della proposta di lusso.
Al keynote è seguito un panel moderato da Puorto, al quale hanno partecipato Alessandro Massimo Nucara, direttore generale di Federalberghi; Davide Bernasconi, co-founder e CEO di Hoxell; Michela Mola, proprietaria del Singer Palace Hotel e Andrea Spalletti Trivelli di Villa Spalletti Trivelli.
Alessandro Massimo Nucara, direttore generale di Federalberghi, ha ampliato il dibattito affrontando le implicazioni istituzionali, etiche e sociali dell’intelligenza artificiale.
La discussione ha toccato i temi dell’occupazione, della regolamentazione, della responsabilità e del rischio di delegare ai sistemi di intelligenza artificiale non soltanto le attività, ma anche il pensiero stesso.
Con l’accelerazione dell’adozione di queste tecnologie, le istituzioni e le associazioni di categoria avranno un ruolo sempre più importante nell’aiutare il settore a sviluppare modelli responsabili per il loro utilizzo.
A Ferrara dal 2 al 7 novembre l’Annual Conference AEHT, evento internazionale di formazione turistica e alberghiera
Da lunedì 2 a sabato 7 novembre la città di Ferrara ospiterà, per la prima volta, la 39ª edizione dell’Annual Conference AEHT, importante evento internazionale dedicato agli istituti alberghieri e turistici europei ed extraeuropei.
AEHT (Association of European Hotel and Tourism Schools) ha affidato l’organizzazione all’Istituto di Istruzione Superiore Vergani – Navarra, storica realtà formativa estense, che mette in campo tutta la sua energia per dare vita a un evento importante, diffuso, aperto alla partecipazione della comunità e, soprattutto, formativo per i quasi 900 partecipanti attesi, studenti e docenti provenienti da 122 istituti. Saranno 23 i Paesi coinvolti, non solo europei ma anche, per la prima volta, anche delegazioni da Stati Uniti e Cina.
L’edizione 2026 dell’Annual Conference AEHT, sostenuta da istituzioni e organizzazioni del territorio e da numerosi sponsor privati, ha un duplice obiettivo.
“Da una parte, mettere in luce i talenti e dare visibilità alle esperienze formative più innovative e alle opportunità professionali del settore; dall’altra, avviare un percorso più ampio, che faccia di Ferrara una “capitale dell’ospitalità giovane”: un laboratorio aperto in cui i saperi dell’accoglienza, della ristorazione, del turismo e della sostenibilità si incontrano, si intrecciano e si rigenerano, dando forma al futuro del settore”.
La novità di questa edizione è il formato: per la prima volta l’Annual Conference AEHT “sarà un evento diffuso, che dagli spazi dell’Istituto si estenderà ai luoghi più significativi della città, dai teatri alle piazze del centro storico, fino alla Fiera”.
Il cuore dell’Annual Conference AEHT resterà la scuola, nella storica sede di palazzo Pendaglia in via Sogari, ma le attività si estenderanno a molti altri spazi della città. Il centro storico sarà la scenografia viva dell’evento, che coinvolgerà il Teatro Comunale, il Chiostro di San Paolo, la Sala Estense, piazza Trento e Trieste, piazza Municipale, la Sala ex Borsa, la Fiera e altri luoghi. Ferrara diventerà così un palcoscenico aperto: alcune competizioni si svolgeranno sotto gli occhi dei cittadini, rafforzando il legame tra la comunità e i giovani partecipanti.
L’Annual Conference AEHT rende visibile “il valore della formazione tecnica e professionale e il suo legame con il sistema delle imprese e racconta l’istruzione alberghiera come un percorso contemporaneo, internazionale e ricco di prospettive. Gli studenti non sono semplici partecipanti: si presentano come professionisti di una ristorazione, di un’accoglienza e di un turismo che guardano lontano”.
Sito web Annual Conference AEHT: https://www.aehtferrara2026.it
In vacanza camminando
In vacanza camminando
All’insegna del turismo lento, i cammini su antichi sentieri diventano sempre più esperienza multisensoriale tra borghi riscoperti, ospitalità diffusa, gastronomia locale e natura incontaminata
Quello dei cammini è un fenomeno che da nicchia diventa sempre più di tendenza. Tra i più noti c’è quello di Santiago di Compostela, in Galizia, con le vie per raggiungerlo suddivise tra Francia, Portogallo e Spagna. Poi, negli ultimi vent’anni, anche in Italia abbiamo riscoperto gli antichi cammini dei pellegrini, in primis la Via Francigena, detta anche Romea, e dal nome si capisce che la destinazione finale era la Città Eterna. Nel nostro Paese, zaino in spalla e scarponcini da trekking, queste “passeggiate” sono parecchie e ogni tanto se ne aggiunge qualcuna: a oggi se ne contano oltre centocinquanta. Itinerari alla scoperta dei borghi meno conosciuti del territorio, della natura, dei luoghi della memoria o, semplicemente, della vita all’aria aperta e di quel senso di libertà che ci permette la disconnessione non solo da internet, ma dalla routine di tutti i giorni.
Cammini ormai non più solo spirituali e pauperistici: oggi parliamo di un viaggiatore che può disporre di varie opzioni per soggiornare una o più notti, che sia per riprendere la via o perché è arrivato a destinazione. E non sarà un caso se è nata persino una Fiera dei Grandi Cammini, un padiglione ad hoc inserito nella manifestazione nazionale “Fa’ la cosa giusta” a Milano Rho, dedicata agli stili di vita sostenibili e giunta, nel 2026, alla 22a edizione.
Del resto, come ha detto qualcuno, sebbene sul sentiero il passo sia lento, “i cammini corrono”, perché aumentano le proposte da parte di amministrazioni e associazioni, grazie anche ai sostegni governativi per le realtà locali. E così crescono gli utenti e, di conseguenza, l’indotto economico. I numeri sono abbastanza eloquenti: da stime di settore, nel 2025 oltre 300mila persone hanno percorso i cammini italiani, in tutto il territorio, un aumento del 56% sul 2024, con una spesa complessiva che supera i 336,4 milioni di euro. La media dei giorni impiegati su un itinerario, negli ultimi due anni, è la stessa, tra i cinque e i sette. Ma ad aumentare sono stati i viaggiatori e dunque sono cresciuti i pernottamenti, poco meno di 2 milioni e 500mila un anno fa.
Da statistiche sui camminatori, l’età media si aggira intorno ai 50 anni, ma stanno crescendo gli under 30; la maggior parte ha un lavoro, ma aumentano anche i pensionati, ben sopra il 20%. Molti i laureati e i diplomati.
Difficilmente ci si affida all’improvvisazione: prima di muoversi c’è chi consulta una guida oppure una startup, o si informa sui siti web delle località, a cui magari è arrivato attraverso il passaparola con chi c’è già stato. Altri, ancora, fanno la prima esperienza rivolgendosi ad associazioni o attraverso forme di volontariato. E non si va solo a piedi, ma anche in bicicletta o a cavallo.
Tra le principali motivazioni che spingono le persone a intraprendere un cammino, c’è la ricerca di spiritualità, circa il 28%, e sono quelli che partono con la Credenziale, di cui l’80% degli under 25 ha ritirato il Testimonium, l’attestazione religiosa del percorso ultimato. Seguono il desiderio del contatto con la natura e quello di vivere un’esperienza che possa essere anche una crescita personale. In gran parte ci si muove in gruppi, ma crescono le coppie e anche chi viaggia da solo. Tra coloro che arrivano alla meta, circa il 60% decide di prolungare il viaggio con qualche giorno di vacanza in più.
Di questa tendenza, che può contribuire persino, se ben organizzata, a evitare lo spopolamento di molti piccoli borghi d’Italia, oltre che a generare un indotto economico che rimane in loco, si è accorto anche il Parlamento che, sui cammini, ha approvato la Legge 13 febbraio 2026, n. 24.
L’Italia si dota, quindi, di un quadro normativo organico che promuove la valorizzazione del territorio, riconoscendo che i cammini sono vere e proprie “infrastrutture culturali e turistiche di valore strategico”: non soltanto percorsi naturalistici o vie spirituali, ma anche l’opportunità sia di sviluppare e valorizzare il patrimonio culturale locale, sia di sostenerne le economie. Uno strumento dunque che, se ben applicato, riuscirà a coniugare cultura, ambiente, enogastronomia e, nella ricerca costante di esperienze totalizzanti, anche il benessere personale dei turisti.
La legge prevede anche la nascita di un Registro nazionale dei cammini, cioé una banca dati per coordinarli e stabilire criteri comuni come accessibilità o sicurezza. E un tavolo permanente del turismo lento, dove istituzioni, operatori del settore e associazioni possano confrontarsi. I cammini sono tanti, disseminati in tutta Italia e ognuno è un unicum. È impossibile elencarli tutti, pertanto, ne abbiamo citati, come esempio, i più noti. Gi.Fe.
La sicurezza che interviene da sola
La sicurezza che interviene da sola
di Gioacchino Giomi
La sicurezza antincendio rappresenta uno degli aspetti più delicati e strategici nella gestione di una struttura alberghiera. Un hotel, infatti, ospita quotidianamente un numero elevato di persone che, nella maggior parte dei casi, non conoscono gli ambienti né le vie di fuga. Questa condizione aumenta inevitabilmente il livello di rischio in caso di emergenza e rende ancora più importante adottare misure di prevenzione e protezione realmente efficaci.
In questo contesto, i sistemi di estinzione automatica degli incendi non devono essere considerati solo come uno dei possibili obblighi normativi, ma come un investimento concreto nella sicurezza degli ospiti, del personale e dell’intera attività.
Un incendio può svilupparsi e propagarsi in tempi estremamente rapidi, spesso nell’arco di pochi minuti. Basta un guasto elettrico, una disattenzione o un malfunzionamento di un’apparecchiatura per generare un principio d’incendio che, se non controllato immediatamente, può evolvere in un evento grave.
Le conseguenze possono essere rilevanti non solo dal punto di vista umano, ma anche economico e reputazionale.
I sistemi di estinzione automatica sono progettati proprio per intervenire nelle fasi iniziali dell’incendio, spesso prima ancora che gli ospiti o il personale incaricato della sorveglianza antincendio si rendano conto della situazione. Questo consente di limitare i danni, ridurre drasticamente i tempi di inattività e garantire una maggiore continuità operativa, con effetti benefici anche nei rapporti con le compagnie assicurative.
Gli sprinkler
Tra le soluzioni più diffuse nel settore alberghiero ci sono gli impianti “sprinkler”, basati sull’utilizzo dell’acqua. Si tratta di sistemi ampiamente collaudati e affidabili, costituiti da una rete di tubazioni dotate di erogatori, le cosiddette “testine”, che si attivano automaticamente al raggiungimento di una determinata temperatura. Contrariamente a quanto si pensa, non entrano in funzione tutte insieme, ma solo quelle interessate dal calore dell’incendio. Gli sprinkler sono particolarmente adatti per camere, corridoi e aree comuni, dove garantiscono una protezione continua e diffusa.
I clean agent
Accanto agli sprinkler, negli ultimi anni si stanno diffondendo sistemi più evoluti, come quelli a gas “clean agent”. Questi impianti utilizzano sostanze estinguenti che non lasciano residui e non danneggiano le apparecchiature elettroniche, rendendoli particolarmente indicati per ambienti come sale server, locali tecnici, quadri elettrici o spazi con arredi di pregio.
Il loro funzionamento si basa sulla riduzione della concentrazione di ossigeno o sull’interruzione delle reazioni chimiche della combustione. Offrono un’elevata efficacia, ma richiedono ambienti adeguatamente sigillati per garantire la corretta concentrazione del gas e comportano costi di installazione e gestione più elevati rispetto ai sistemi tradizionali.
I water mist
Un’altra tecnologia che sta trovando sempre maggiore applicazione è quella dei sistemi a nebulizzazione d’acqua, noti come “water mist”. In questo caso l’acqua viene erogata sotto forma di microgocce, che aumentano notevolmente la superficie di scambio termico. Questo permette di raffreddare rapidamente l’ambiente e ridurre la quantità di ossigeno disponibile per la combustione. Il vantaggio principale è rappresentato dall’elevata efficacia, con un consumo d’acqua significativamente inferiore rispetto agli sprinkler tradizionali, con una conseguente riduzione dei danni da bagnamento. Si tratta quindi di una soluzione interessante per strutture che desiderano coniugare sicurezza e tutela dei materiali presenti negli ambienti.
In contesti particolari, come le cucine professionali o le aree in cui sono presenti liquidi infiammabili, possono essere adottati sistemi a schiuma. Questi impianti sono progettati per coprire le superfici con uno strato che soffoca le fiamme e impedisce la riaccensione, risultando particolarmente efficaci in presenza di oli e grassi. Anche in questo caso, la scelta della tecnologia più adatta deve derivare da un’attenta analisi del rischio incendio, che tenga conto delle caratteristiche dell’edificio, della destinazione d’uso dei diversi ambienti e dei materiali presenti.
Integrazione e manutenzione
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda l’integrazione tra i diversi sistemi di sicurezza presenti nelle strutture. I sistemi di estinzione automatica devono dialogare con i rilevatori di fumo e calore, gli impianti di allarme, l’illuminazione di emergenza e i piani di evacuazione. Solo un approccio integrato consente di attivare una risposta coordinata, riducendo i tempi di intervento e migliorando la gestione complessiva dell’emergenza. Questo è particolarmente importante in un contesto come quello alberghiero, dove la presenza di ospiti rende più complessa l’organizzazione delle operazioni di evacuazione.
La manutenzione rappresenta un altro elemento fondamentale. Anche il sistema più avanzato, se non adeguatamente mantenuto, può risultare inefficace nel momento del bisogno. Le verifiche periodiche sono obbligatorie per legge e devono essere eseguite da tecnici qualificati, con competenze specifiche sul tipo di impianto installato. Parallelamente, è importante investire nella formazione del personale, affinché sia in grado di riconoscere eventuali anomalie, comprendere il funzionamento degli impianti e intervenire in modo appropriato in caso di emergenza.
Investire in sistemi di estinzione automatica significa proteggere non solo l’edificio, ma soprattutto le persone che lo vivono, garantendo un ambiente sicuro, affidabile e all’altezza delle aspettative degli ospiti.
Paralimpiadi, quando l’ospitalità diventa consapevolmente inclusiva
Le Paralimpiadi cambieranno il mercato alberghiero?
di Roberto Vitali
Le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 hanno rappresentato un momento di straordinaria trasformazione per il turismo italiano. Non solo per gli investimenti, le infrastrutture o la visibilità internazionale, ma per qualcosa di più profondo: la certificazione che l’accessibilità e l’ospitalità accessibile non sono vincoli esterni, ma leve strategiche di qualità e competitività.
Questo cambio di paradigma non è stato improvviso. È il risultato di tre anni di lavoro intenso, di investimenti consapevoli e di una scelta culturale precisa: reinterpretare l’accessibilità come una chiave di lettura della qualità complessiva dell’ospitalità. Una leva che beneficia tutti i clienti, non solo le persone con esigenze di accessibilità.
Quando l’ospitalità diventa consapevolmente inclusiva
Il progetto Destination4All®, sviluppato a Cortina negli ultimi tre anni, ha rappresentato il primo vero test di questa ipotesi. Il Comune di Cortina e le imprese del territorio hanno scelto una strada poco comune: non si è trattato di imposizioni normative, ma di un coinvolgimento sistematico di tutti gli imprenditori della filiera dell’ospitalità e della ristorazione. Albergatori, ristoratori, gestori di impianti, operatori commerciali, amministratori e politici sono stati coinvolti in un percorso di consapevolezza e progettazione.
Non è stata una formazione passiva, ma un vero ripensamento del servizio: come si accoglie? Come si comunica l’accessibilità? Come si integra l’inclusione nella qualità percepita? Questo ha prodotto un effetto a cascata. Gli imprenditori non hanno subito un obbligo: hanno scoperto un’opportunità.
Due storie che cambiano il racconto
Prendete l’Hotel des Alpes. Quando la struttura ha deciso di riqualificare le proprie camere mettendo l’accessibilità al centro del progetto – non come adempimento normativo, ma come accessibilità trasparente, integrata nella qualità generale – i numeri hanno parlato da soli: incrementi di fatturato e occupazione a doppia cifra. Ma c’è un dato ancora più significativo: il miglioramento qualitativo dell’accessibilità ha influito sulla percezione della qualità dell’ospitalità da parte di tutti i clienti, non solo di quelli con esigenze specifiche.
Questo è un cambio di scenario importante: l’accessibilità non è più una sezione separata del servizio riservata “a una categoria a parte”, ma è parte stessa della qualità del prodotto offerto.
Ancora più emblematico è quanto accaduto all’Hotel Villa Argentina, un 3 stelle di Cortina. Il progetto iniziale prevedeva una nuova ala con 22 camere standard e un’area wellness, con 2 camere dotate dei requisiti di accessibilità previsti dalla legge. Poi, in seguito alla partecipazione a un importante evento di formazione organizzato dalla Regione Veneto, Comune di Cortina e Fondazione Mi-Co, è arrivato il ripensamento, che ha condotto a una revisione integrale del layout: 20 camere sono diventate accessibili, 2 friendly e l’intera area wellness accessibile. Il 100% dell’offerta, non una quota separata: la nuova ala è stata interessata integralmente dall’universal design.
Il risultato? Durante le Paralimpiadi, questo hotel è stato scelto da una nazionale paralimpica per ospitare i tecnici e persino i dignitari del Paese, nonostante non fosse un 5 stelle, categoria prevista dalle linee guida tradizionali per l’ospitalità di delegazioni d’élite. L’eccellenza dell’accessibilità trasparente ha superato la categoria della struttura stessa, dimostrando che la qualità del servizio inclusivo vale più di una stella sulla carta.
Questo è ciò che succede quando l’accessibilità diventa un elemento strutturale della qualità, non un’aggiunta.
Le linee guida del Veneto
La Regione ha colto questo momento di trasformazione e ha reso disponibile uno strumento concreto: le linee guida per l’accessibilità e l’inclusione. Non documenti teorici rivolti a tecnici e progettisti, ma una guida operativa pensata per i decisori della filiera: imprenditori, direttori di strutture, catene alberghiere, dirigenti, amministratori. Una novità assoluta!
Le linee guida abbracciano l’intera catena del valore: ospitalità, ristorazione, commercio, impianti sportivi, trasporti e organizzazione di eventi. Ma vanno oltre la dimensione infrastrutturale: affrontano la relazione con le persone con esigenze di accessibilità, la comunicazione oggettiva, la formazione interna, gli atteggiamenti.
Sono gratuite e scaricabili da chiunque voglia comprendere come avvicinarsi all’ospitalità accessibile e all’accessibilità trasparente, integrandole nel proprio modello di business.
Accessibilità trasparente
Per gli albergatori, gli imprenditori e i direttori il messaggio è semplice ma radicale: il cambio di paradigma verso l’ospitalità accessibile produce valore solo se coniugato con la qualità. Non è una questione di norme da rispettare. È una scelta strategica di posizionamento.
L’ospitalità accessibile – quella che comunica chiaramente ciò che offre e che include la qualità dell’accessibilità trasparente nella percezione complessiva del servizio – è diventata una chiave competitiva. Le Paralimpiadi di Cortina non l’hanno inventata: l’hanno semplicemente resa visibile.
Gli ospiti di oggi, chiunque siano, cercano strutture che offrano qualità complessiva. Quando quella qualità include un’accessibilità trasparente, il valore percepito aumenta. Le due case history di Cortina lo dimostrano: non si tratta di una nicchia, ma di mercato.
Destination4All® ha coinvolto tutti gli imprenditori della filiera dell’ospitalità del territorio non per caso. Perché questo non è un progetto per le persone con disabilità. È un progetto per la competitività dell’ospitalità italiana nel contesto turistico internazionale.
Se questa storia vi parla, il vostro prossimo passo è uno solo: approfondire gli strumenti concreti che il Veneto ha messo a disposizione. Le linee guida sono pensate per essere applicate, non lette passivamente, e sono disponibili gratuitamente.
Perché il cambio di paradigma non avviene dal decreto, ma dalle scelte consapevoli di imprenditori, gestori e decisori che hanno compreso una cosa semplice: ospitalità e accessibilità non sono in conflitto, sono la stessa cosa.
Le Paralimpiadi di Milano Cortina ne hanno dato prova. Ora tocca a noi trasformare l’esperienza in un vantaggio competitivo.
Il volo dell’Aquila
L’Aquila è la Capitale italiana della Cultura 2026. E non si tratta solo di una delle magnifiche città che, ogni anno, vengono elevate a rappresentare il territorio nazionale.
Qui si va oltre, perché L’Aquila rappresenta una scommessa vinta non solo dal punto di vista della ricostruzione delle case crollate, ma anche sotto il profilo della completa rinascita sociale, storica, ambientale, economica e anche psicologica, dopo il devastante terremoto del 2009, ancora vivo nella memoria collettiva. Ed è un simbolo, di speranza e voglia di farcela, anche per altri luoghi colpiti da sismi e non ancora ricostruiti del tutto.
Il centro storico è tornato vivibile, pieno di attività e di turisti che si godono un gelato seduti ai tavoli fuori di un bar o di bambini che danno qualche calcio a un pallone, mentre stanno riaprendo anche i musei danneggiati dalle scosse. E, naturalmente, non è solo la città, ma sono L’Aquila e il suo territorio a essere interessati dai numerosi eventi preparati ad hoc, territorio inteso non solo come provincia ma, in senso più ampio, come un continuum ambientale e fisico con l’area appenninica.
“Essere designata Capitale italiana della Cultura 2026 è un riconoscimento molto importante per questo luogo – commenta la presidente di Federalberghi L’Aquila Mariadora Santacroce – che ha affrontato un percorso di rinascita. è una città che si è saputa ricostruire e chi la visita oggi la trova rinnovata anche dal punto di vista culturale, turistico e urbanistico.
Poi, dal punto di vista alberghiero, i primi mesi sono stati un po’ di consolidamento, ma adesso, nella seconda parte dell’anno, ci aspettiamo sicuramente un ottimo recupero delle presenze, complici anche gli eventi in calendario, che stanno aumentando in vista dell’estate.
E credo sia un’opportunità anche per il nostro settore – aggiunge Santacroce – perché il messaggio che dobbiamo far passare è che dall’Aquila si può partire per visitare il resto del territorio abruzzese, che ha mille sfaccettature. Noi abbiamo il Parco nazionale d’Abruzzo, il Parco nazionale della Maiella, un entroterra fantastico che ha moltissimo da offrire. Lo scopo è quello di far soggiornare i viaggiatori e prolungare la permanenza media degli ospiti, perché le nostre zone meritano di essere conosciute. Da Sulmona a Pescasseroli, fino a Castel di Sangro, il territorio è molto eterogeneo: ce n’è per tutti i gusti, dalla cultura agli itinerari di fede, fino ai trekking immersi nella natura. E non dimentichiamo gli impianti sciistici, alcuni con le piste tra le più lunghe del Centro-Sud Italia come Roccaraso-Aremogna, oltre a quelli del Gran Sasso”.
Gli eventi in cartellone sono molti e vari, alcuni creati per l’occasione e altri già consolidati e che ogni anno, in estate, richiamano molti turisti. Dai Cantieri dell’Immaginario, la cui edizione 2026 partirà il 4 luglio con l’étoile Roberto Bolle, alla Perdonanza, il primo Giubileo della storia, istituito da Papa Celestino V nel 1294 e che da sempre, il 28 e 29 agosto, concede l’indulgenza plenaria a chi attraversa la Porta Santa della basilica di Santa Maria di Collemaggio, un altro grande simbolo di rinascita.
“Il fatto che L’Aquila, oggi, possa fregiarsi di questo importante riconoscimento – osserva il presidente di Federalberghi Abruzzo Gianmarco Giovannelli – è un elemento importante sia come immagine che come comunicazione verso i turisti che hanno visitato la città, che risplende nel post-terremoto, grazie anche all’impegno di tutti coloro che hanno investito risorse e tempo per arrivare a questo punto.
Gli operatori e le attività produttive sono molto sensibili a questo appuntamento di L’Aquila Capitale della Cultura 2026. Certamente c’è un interesse crescente anche verso gli eventi e le manifestazioni che questo grande evento riserva ai turisti, ai cittadini ma anche alle attività produttive che, informate in tempo, possono inserire nei nuovi progetti comunicativi queste opportunità, rappresentando sicuramente un ulteriore plus per i soggiorni non solo dei visitatori provenienti da fuori Abruzzo, ma anche per il turismo di prossimità.
È una realtà che è molto sviluppata come servizi integrati all’offerta di accoglienza turistica, che permette esperienze come i cammini, ma anche in tutte le attività legate ad alcune opportunità, come ad esempio l’agricoltura, l’artigianato e anche l’osservazione e la contemplazione dei panorami”.
Del resto, l’Abruzzo offre tanto, tra cultura e natura. Si tratta di un percorso che parte da lontano, da quando, nel 2019, proprio nella città abruzzese è stata firmata la “Carta dell’Aquila”, ossia il “Manifesto delle città delle aree interne italiane”, che chiede a Governo e Istituzioni di valorizzare questi luoghi del territorio italiano e che, tra le strategie di rilancio, vede anche condivisioni di esperienze.
È anche in questo senso che L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 va oltre i confini regionali e collabora con Rieti, nel Lazio, per una “capitale diffusa” o, se si preferisce, con un’impostazione di macroregione che promuove lo sviluppo sostenibile e mette al centro le comunità. L’obiettivo è anche quello di vivere il rapporto con il centro storico e, da lì, espandersi verso i borghi più o meno vicini e le aree interne. È così che L’Aquila diventa una “Città Multiverso”, un’intensa realtà di appartenenza capace, però, di coinvolgere altri luoghi.
“Sul territorio, certamente, si può lavorare in modi diversi, anche con interventi di macroregione come in questo caso. Noi auspichiamo, come categoria, la possibilità di poter partecipare sempre più a queste iniziative. E, soprattutto – conclude Giovannelli – potendo conoscerle in tempo utile, si può organizzare al meglio una campagna di promozione e marketing del territorio, in modo che, chi sceglierà l’Abruzzo e, in particolar modo, L’Aquila, possa essere stimolato ulteriormente da integrazioni e offerte che, sicuramente, ne rappresentano il valore aggiunto”. Gi.Fe.