Da Goethe alla Street Art
Dedicati a poeti e regine o luoghi pieni di atmosfere anche contemporanee,
questo tipo di hotel piace a una clientela ricercata e molto varia
In Italia sono molti gli alberghi ispirati a personaggi famosi o che conservano, dopo decenni, certe atmosfere retrò capaci di portarci indietro nel tempo, testimoni di un déjà-vu che ci emoziona e ci intriga. E non si tratta solo di strutture antiche, ma anche di hotel appena nati. Vediamone alcuni.
The Goethe Hotel, Roma
Nel centro storico di Roma, il The Goethe Hotel è chiaramente ispirato allo scrittore tedesco protagonista dell’Italienische Reise, da noi noto come Grand Tour. Il fine di questo boutique hotel di Pacini Group è quello di portare gli ospiti dentro la filosofia di Goethe, dall’accoglienza della “libreria infinita”, installazione all’ingresso che richiama la cultura, o attraverso una tavola cromatica ispirata proprio alla teoria dei colori dello scrittore, insieme all’architettura che ricorda le tappe più significative del viaggio in Italia: la suite Medici dedicata al Rinascimento fiorentino, la Borbonica che ci porta a Napoli o la suite Doge che si ispira a Venezia. Tutto, qui, parla di Goethe: libri, lampadari d’epoca, carta da parati, bauli antichi nelle camere e anche il ristorante, dedicato al romanzo Le affinità elettive.
Il Muraless Art Hotel, Verona
Per trasformare l’ex hotel Cristallo nel Muraless Art Hotel, primo albergo in Italia dedicato all’arte urbana, alle porte di Verona, sono stati coinvolti 50 artisti italiani e internazionali.
Qui l’arte urbana non è solo citata, come accade altrove, ma interamente performante, in tutte le superfici, con soffitti e pavimenti che riportano murales dedicati all’italianità, dalla moda all’architettura, dal design al cibo. Gli ospiti all’ingresso sono accolti da un’opera del famoso Mr. Brainwash. Nell’hotel, ognuna delle 90 camere è una vera e propria opera d’arte, dove gli artisti hanno usato tecniche differenti per ogni concept. L’albergo si chiama Mura-less, perché “i muri non sono confini, ma tele senza limiti”.
Aman Venice, Venezia
All’interno di palazzo Papadopoli, sul Canal Grande, l’Aman Venice è un viaggio d’arte: qui camere e suite hanno opere di grandi artisti italiani, come Jacopo Sansovino e Giovanni Battista Tiepolo, dove lampadari originali e chinoiserie si sposano perfettamente con il contemporaneo. Opere di altissimo valore si trovano nel palazzo completato nel 1570 dall’architetto Gian Giacomo de’ Grigi e acquistato dalla famiglia Tiepolo nel 1748: a loro si devono gli affreschi di molte stanze e la costruzione della biblioteca.
Nel 1864 fu comprato dalla famiglia Papadopoli, ristrutturato dall’architetto Girolamo Levi e affidata a Michelangelo Guggenheim la decorazione interna del piano nobile. Oggi è di proprietà del conte Giberto Arrivabene Valenti Gonzaga. Nel 2013 è stato ribattezzato Aman Venice.
Maalot, Roma
Sulle orme di un grandissimo musicista, Gaetano Donizetti, è il Maalot di Roma, in quel palazzo che è stato residenza per molto tempo dell’autore di Elisir d’Amore, Don Pasquale, Maria Stuarda, Lucia di Lammermoor. Nel cuore della Città Eterna, lo stile eclettico dell’albergo si nota sia nell’architettura che nelle stanze tra opere d’arte, mobili su misura e colori assemblati in modo decisamente particolare. All’interno si trovano una collezione d’arte dedicata ai cappelli e un ulteriore riferimento a Donizetti nel Don Pasquale, il ristorante dell’hotel.
Royal Victoria Hotel, Pisa
Lungo le rive pisane dell’Arno, il Royal Victoria Hotel è considerato l’albergo più antico d’Italia: un documento del 1050 ne attesta l’esistenza come locanda, sede della Corporazione dei Vinajoli.
Nel 1837 è acquisito da Pasquale Piegaja, erede di una ricca famiglia lucchese che, dopo la laurea e diversi anni in Inghilterra, decide di tornare in Italia e trasformare la struttura nell’hotel più moderno del tempo. Per l’incoronazione della regina Victoria d’Inghilterra, ne cambia il nome in Royal Victoria Hotel. Anche qui c’è di mezzo il Grand Tour, perché il proprietario voleva attrarre i viaggiatori inglesi amanti della Toscana e del clima mite.
Negli anni, il Royal Victoria Hotel è diventato un punto di riferimento per nobiltà e viaggiatori provenienti da tutta Europa e dalle Americhe. Ancora oggi appartiene alla famiglia Piegaja.
Grand Hotel et de Milan, Milano
Il calore di una casa milanese dell’Ottocento, di quelle dove passavano personaggi noti a fare “cenacolo”: è il Grand Hotel et de Milan, meta ancora oggi di artisti e imprenditori.
Inaugurato nel 1863, ha ospitato nomi illustri come Giuseppe Verdi, Maria Callas, Ernest Hemingway. Verdi vi soggiornò per anni, alternandolo con casa mentre lavorava ad alcuni suoi capolavori, visto anche il trovarsi a due passi dal teatro alla Scala. E il ristorante, Don Carlos, ospita ai muri scene del museo della stessa Scala, con le opere del Maestro di Busseto come sottofondo musicale.
Progettato dal famoso architetto Andrea Pizzala, l’albergo ha molti lineamenti neogotici e, all’epoca, era scelto da uomini d’affari e da diplomatici perché l’unica struttura del genere con servizi telegrafici e postali.
Villa Crespi, lago d’Orta
Una villa in stile moresco porta nell’ambiente delle Mille e una Notte, immersa in un parco che guarda le sponde del lago d’Orta. Nasce così Villa Crespi, nel 1879, in origine Villa Pia e dedicata alla moglie, voluta da Cristoforo Benigno Crespi, imprenditore dell’industria del cotone, per sentirsi ancora a Bagdad e in quel Medio Oriente visitato a lungo, con lavori e libertà d’espressione affidati all’architetto Angelo Colla.
Negli anni Trenta la villa è acquistata dai marchesi Fracassi di Torre Rossano, divenendo luogo di soggiorno anche per il re Umberto di Savoia. Dopo un’attenta ristrutturazione da parte di Cinzia e Antonino Cannavacciuolo, dal 1999 ha ritrovato le sue atmosfere mediorientali: archi intrecciati e cupole, colonne di marmo, dorature e dipinti, ci riportano in un mondo arabo fiabesco, dove il minareto è diventato peculiarità e persino un simbolo del lago d’Orta.
Grand Hotel Gardone, Gardone Riviera
L’austriaco Luigi Wimmer, nel 1875, era a Gardone Riviera per curarsi e si innamorò dei luoghi, decidendo di stabilirsi qui e facendo costruire un piccolo albergo in riva al lago. Nasce così il Grand Hotel Gardone, che diventò la più celebre stazione climatica invernale dell’epoca, attraendo da subito artisti e nobili da tutta Europa. Ed è a Gardone Riviera che Gabriele D’Annunzio fece innalzare il suo Vittoriale degli Italiani. Per celebrare quello che è stato un legame indissolubile tra l’albergo e il Vate, che qui soggiornò in attesa che la sua dimora fosse pronta, il Grand Hotel ha voluto dedicargli una junior suite che richiama il poeta e la sua casa-museo. Ed ecco quindi le cineserie, il baule da viaggio che rimanda al lussuoso guardaroba di D’Annunzio, la Sala della Cheli ricordata dalle abat-jour stile Déco sui comodini e tanto altro: le atmosfere incantate del Vittoriale in una camera.
Villa Igiea, Palermo
Un palazzo nobiliare in stile Liberty sul golfo di Palermo, dove tutto parla dei Florio, all’epoca una delle famiglie più ricche e influenti e di Donna Franca, famosa e bellissima: è Villa Igiea.
Costruita dall’ammiraglio inglese William Cecil, nel 1899 venne acquistata dai Florio, che decisero di renderla un hotel di lusso affidando il progetto a Ernesto Basile, pioniere del Liberty in Sicilia e famosissimo architetto.
In quel periodo, chi non veniva ricevuto a Villa Igiea non era nessuno: quindi reali, intellettuali, sportivi e poeti facevano di tutto per entrare a casa Florio. Tra gli ospiti re Edoardo VII d’Inghilterra con la regina Alexandra, la principessa Victoria e la zarina Maria Feodorovna.
Negli anni Cinquanta Villa Igiea fu scoperta dal cinema, De Sica e Rossellini la scelsero come set dei loro film. Qui, durante le riprese de Il Gattopardo, soggiornarono Claudia Cardinale, Alain Delon e Burt Lancaster.
Nel 2019 è stata acquistata da Rocco Forte Hotels e ristrutturata. Gi.Fe.
