• Federalberghi

    Federalberghi è la principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Italia.

     

    L'associazione rappresenta le istanze e gli interessi degli albergatori nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali.

     

    Aderiscono a Federalberghi più di 27.000 alberghi su un totale di circa 33.000, attraverso 126 Associazioni territoriali.

     

    È socio fondatore di Hotrec, la Confederazione europea degli hotel, dei ristoranti e dei bar ed aderisce a Confcommercio, ove ha dato vita a Confturismo.

     

    Il Presidente è Bernabò Bocca, il Direttore Generale è Alessandro Massimo Nucara.

  • La partnership con Intesa Sanpaolo

    Intesa Sanpaolo, al fine di rispondere nel più breve tempo possibile alla situazione di emergenza dovuta agli eventi alluvionali che hanno colpito diversi territori della Regione Valle d’Aosta, ha stanziato un plafond di 500 milioni di euro a sostegno delle famiglie e delle imprese che hanno subito danni a seguito del grave evento calamitoso.

     

    Il 20% del plafond è riservato al settore Turistico, comparto trainante dell’economia della Regione, pesantemente colpito nell’avvio della stagione estiva.

     

    I destinatari sono famiglie, imprese, piccoli artigiani e commercianti, aziende del settore turistico, agribusiness ed enti del Terzo Settore che hanno subito danni, per dare loro un sostegno finanziario immediato mediante nuovi finanziamenti a condizioni dedicate.

     

    Il Gruppo Intesa Sanpaolo prevede inoltre la possibilità di richiedere la sospensione fino a 18 mesi della quota capitale delle rate dei finanziamenti in essere per famiglie e imprese residenti nelle zone colpite dall’alluvione.

     

    Sono infine previsti sia l’azzeramento delle commissioni sui pagamenti POS per transazioni fino a 30 euro sia la gratuità del canone di POS mobile e virtuali per la durata di un anno.

     

    La Banca mette a disposizione la Filiale digitale (800.303.303 e dall’app Intesa Sanpaolo Mobile) per un’assistenza immediata e tutte le filiali presenti sul territorio per informazioni e consulenza.

     

    Stefano Cappellari, Direttore regionale Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna di Intesa Sanpaolo ha detto: “Desidero esprimere vicinanza e solidarietà a tutto il territorio e alle persone colpite. Con questo intervento di emergenza intendiamo dare un contributo immediato alle aziende e a tutti i clienti in difficoltà. Siamo storicamente una Banca di riferimento in Valle d’Aosta ed anche oggi vogliamo far sentire la nostra presenza”.

     

  • incentivi

    Alberghi e stabilimenti termali sono costantemente impegnati nella riqualificazione della propria offerta, per rispondere con efficacia alle sempre nuove richieste dei turisti, per cogliere tutte le opportunità connesse allo sviluppo dei mercati e per reagire tempestivamente ai mutamenti socioeconomici. Con la legge di bilancio per il 2024 sono stati rinnovati molti bonus e incentivi, con l’obiettivo di fornire aiuti alle imprese, sostenere la riqualificazione, incentivare gli investimenti e la digitalizzazione. Si tratta di misure fiscali e non solo, tra le quali rientrano i cosiddetti “bonus edilizi”, avviate negli anni scorsi e tuttora valide. Alcune saranno utilizzabili sino a fine 2024, altre hanno un orizzonte temporale più ampio.

    Tra le agevolazioni più importanti troviamo il bonus del 75% per l’abbattimento o eliminazione delle barriere architettoniche, che resterà in vigore fino alla fine del 2025; l’ecobonus, nella misura del 50% o del 65%, per interventi edilizi volti alla riqualificazione energetica degli immobili esistenti, in vigore fino al 31 dicembre 2024; il bonus “ordinario” del 50% per la riduzione del rischio sismico, che si può sfruttare ancora per tutto il 2024 e dove sono previsti importi più elevati se alla realizzazione degli interventi segue una riduzione del rischio (70% per una e 80% per due classi di rischio sismico); la nuova Sabatini, cioè l'agevolazione fiscale per le imprese che investono nell’acquisto di nuovi beni strumentali.

    Alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese è invece ispirata la misura che prevede il riconoscimento di un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Riepilogando gli argomenti, Federalberghi ha realizzato la decima edizione del manuale Gli incentivi per la riqualificazione delle strutture ricettive e termali. Il testo è stato realizzato con l’obiettivo di fornire agli alberghi uno strumento di rapida e facile consultazione, utile per conoscere le opportunità disponibili a sostegno degli investimenti, fornendo le indicazioni operative per utilizzare al meglio le agevolazioni esistenti.

    Per ricevere il manuale, disponibile in formato elettronico, le imprese possono rivolgersi alle associazioni territoriali degli albergatori aderenti a Federalberghi.

  • numeri del turismo

    I dati definitivi Istat relativi al 2023 confermano una situazione in ripresa per i flussi turistici, tornati sopra i livelli pre-covid.

     

    Infatti, le presenze totali, pari a 447,2 milioni sono in crescita del 2,4% rispetto al 2019.

     

    Aumentano i flussi provenienti dall’estero che si sono attestati sui 234,2 milioni (+6,1% rispetto al 2019), mentre i flussi nazionali (213 milioni di presenze) non hanno ancora raggiunto i valori del 2019 (meno 1,4%).

     

    Il recupero si mostra più lento nel comparto alberghiero: nonostante il forte incremento rispetto al 2022, le presenze negli alberghi nel 2023 sono state ancora inferiori rispetto ai livelli pre-pandemici (-2,0%), mentre l’extra-alberghiero risulta in crescita (+10,3%).

  • sistema organizzativo

    Costanzo Iaccarino è stato confermato alla guida di Federalberghi Penisola Sorrentina per il quadriennio 2024/2027. La designazione è arrivata nel corso della riunione in cui è stato rinnovato il consiglio direttivo. Quest’ultimo, in una successiva seduta, provvederà a rinnovare le altre cariche dell’associazione che riunisce e rappresenta 135 titolari di alberghi attivi tra Vico Equense e Massa Lubrense.

     

  • risorse umane

    Le esperienze dei professionisti del turismo raccontate in una serie di videointerviste realizzate da Federalberghi sono già online

     

    Competenza, passione e consapevolezza: tre aggettivi che descrivono bene il lavoro negli hotel, che merita di essere raccontato perché può essere un’esperienza entusiasmante sotto vari punti di vista, non ultimo il fatto che il settore offre molte opportunità di avanzamento professionale: una carriera che da receptionist porta a diventare capo ricevimento, per poi salire fino a direttore d'albergo, da chambermaid a housekeeper a room division manager, da commis a maître a food and beverage manager.

     

    E il racconto delle esperienze dei professionisti dell’ospitalità, in prima persona, è la leva per suscitare l’interesse delle giovani generazioni per un percorso di lavoro e di carriera nel settore turistico ricettivo. Questo è l’obiettivo delle undici videointerviste che Federalberghi ha presentato in anteprima a Riva del Garda nell’ambito di Hospitality, il salone dell’accoglienza che quest’anno ha focalizzato l’attenzione sulla People Industry.

    Uno strumento che va ad arricchire la “cassetta degli attrezzi” sempre a disposizione delle imprese, per aiutarle ad affrontare la difficoltà nel reperire le risorse umane qualificate.

     

    I contenuti di ogni intervista sono proposti in due differenti format.

     

    Il primo, denominato “Il tempo di un caffè”, ha una durata di un minuto e mezzo ed è fruibile sui canali Instagram e Tik Tok di Federalberghi. Le puntate sono state pubblicate a cadenza settimanale a partire da febbraio, per concludersi in occasione del III Forum su Risorse umane e competenze nel turismo, organizzato da Federalberghi, a Stresa l’11 e il 12 aprile.

     

    La seconda versione, più estesa, è destinata a chi voglia approfondire i contenuti delle singole figure professionali. Tutte le undici interviste complete sono già disponibili sul canale YouTube della federazione. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Ente Bilaterale Nazionale del settore Turismo (EBNT), è partito dopo un’approfondita analisi delle professioni nel settore turismo, analisi che il centro studi di Federalberghi ha svolto con il supporto del Centro di Formazione Management del Terziario (CFMT) e di Azione Ricerca, Territorio e Sviluppo (ARTeS). Sono già migliaia le visualizzazioni, a conferma dell’apprezzamento dell’iniziativa e dell’interesse dei giovani per il lavoro nel settore turistico.

  • Le interviste

    Enit Spa ha un nuovo presidente, o per meglio dire, una presidentessa: la professoressa Alessandra Priante, abruzzese doc. Non è la prima volta che Priante si trova a ricoprire un ruolo di vertice: laureata in Economia Aziendale alla Bocconi, sino al 2019 a capo dell’Ufficio Relazioni Internazionali del MIPAAFT, approda in Enit dopo l’incarico di Direttore Europa dell’UNWTO, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di turismo a livello globale.

     

    Professoressa Priante, la sua ultima esperienza professionale in veste di direttore del Dipartimento Europa dello UNWTO, l’agenzia ONU del turismo, l’ha proiettata in una dimensione internazionale con sede a Madrid. Come si vive l’Italia “da fuori”? È più facile mettere a fuoco pregi e difetti del nostro Paese?


    Sicuramente si vede bene l’Italia in modalità comparativa e quindi se ne apprezzano meglio i pregi e le scelte vincenti. La sfida più importante è fare in modo che l’Italia sia consapevole di quanto è “avanti´ rispetto agli altri. È evidente che l’esperienza alle Nazioni Unite è stata importantissima e utilissima per acquisire cognizione di causa sull’Europa, che è la regione turisticamente più importante del mondo. Con grande piacere riporto in Italia esperienze e competenze acquisite al di fuori del nostro Paese.

     

    Lei ha operato in grandi realtà private ma anche in contesti pubblici e istituzionali. Quali sono le differenze più evidenti tra questi due mondi?


    Ho avuto la grande fortuna di aver lavora-to per la maggior parte del tempo nel settore turistico, dove da sempre i ritmi sono veloci e non ho trovato grandi differenze tra pubblico e privato. Altrettanto onestamente confesso che i contesti di finanza internazionale in cui ho operato erano diversi e mi è impossibile fare dei paragoni oggettivi. I contesti privati in cui ho operato di più sono stati quelli della finanza internazionale e del project management europeo. Entrambi mi sono serviti moltissimo per capire quanto importante sia la programmazione, il setting di obiettivi ambiziosi e un uso intelligente dei numeri. La finanza lavora su questo e su intuizioni strategiche. Quindi, in questo senso, il contesto turistico è molto similare. L’elemento chiave che lo rende sicuramente uno dei settori economici più interessanti è che il suo successo si fonda su una collaborazione pubblico-privato assolutamente sinergica e dinamica. In Italia siamo in un momento storico, con un Ministero del Turismo che ha i poteri e le possibilità di aggregare e sintetizzare, ma anche di realizzare amministrativamente una serie d’iniziative che hanno proprio lo scopo di rafforzare il settore privato.

     

    Oggi è presidentessa di Enit Spa. Che cosa ritiene sia prioritario fare per la promozione dell’Italia all’estero?


    Per promuovere al meglio l’Italia all’estero bisogna sicuramente lavorare sul metodo per avere chiaro cosa fare e come farlo. Quindi, la funzione di Enit Spa è di supporto alle azioni d’indirizzo del Ministero e diventa essenziale oltre che strategico sia per migliorare, innovare e definire i prodotti da offrire, che per creare meccanismi di efficientamento, utili per la formazione degli operatori del settore e tutta la filiera a essa connessa. Ovviamente la promozione poi deve fare leva anche su un ripensamento della presenza estera, nel senso di rifocalizzazione ma anche di rafforzamento, come ha detto spesso il Ministro Santanchè.

     

    Come pensa che il nostro Paese possa diventare più competitivo e tornare a salire sul podio del vincitore a livello internazionale?


    La competitività si costruisce con un ottimo prodotto ed eccellenti strumenti di promozione. L’Italia parte molto avvantaggiata, per natura, ma la costruzione del vantaggio deve essere consapevole e oculata per essere duratura. Per fare questo si deve necessariamente coinvolgere molto di più le destinazioni. Ammetto che, personalmente, le "classifiche" non mi sono mai piaciute. Mi rendo conto che funzionano molto bene a livello giornalistico e lo rispetto, ma spesso mancano di vero contesto. I dati, per essere presi in considerazione seriamente, devono essere omogenei e rappresentativi e condivisi a livello internazionale. In sostanza, ho sempre creduto che l’Italia dovesse essere già la numero uno.

     

    Il Ministro del Turismo insiste molto sul tema della destagionalizzazione: una necessità riconosciuta come prioritaria da tutto il comparto. Lei ha già delle idee su come operare in questo senso?


    Certo. È un approccio che approvo appieno. Le idee sono condivise e siamo al fianco del Ministero per lavorare molto sul prodotto, sfruttare le potenzialità del turismo tematico e business (congressuale, eventistico). L’Italia deve diventare un grande hub internazionale dove si ospitano i più grandi eventi del mondo non solo nel settore turismo, ma anche sport e altro. Siamo già partiti bene con il G20 e il G7 Turismo, le Olimpiadi Milano- Cortina, il Tour de France e molti altri eventi sportivi, ma possiamo fare di più. L’importante è sempre farlo assieme alle destinazioni e con la piena efficienza degli operatori.

    Si parla molto dell'intelligenza artificiale e del grandissimo potenziale che rappresenta per il mondo del turismo e, più nello specifico, il comparto ricettivo. Qual è la sua visione in merito?


    Credo che l'intelligenza artificiale possa essere una grande alleata del settore turistico, ma con le dovute precauzioni e sistemi di sicurezza che diano tranquillità a turisti e operatori di settore. Di certo, l’intelligenza artificiale consolida ancora di più l’idea che la formazione della governance turistica deve allinearsi a dei nuovi standard, che gli permettano di gestire anziché subire l’avvento delle nuove tecnologie.

     

    Recentemente ha sottolineato il valore della formazione e la necessità di impegnarsi per arricchire e potenziare il settore turistico italiano: oggi chi vuole specializzarsi in questo campo deve necessariamente scegliere la Svizzera, dal momento che non troverebbe nel proprio Paese un’offerta formativa di pari portata. Una grande contraddizione, considerando quanto l’Italia eccelle nella sfera dell’accoglienza. Qual è la ricetta per ovviare a questa mancanza?


    Ogni ricetta cambia il suo valore a seconda di chi la mette in pratica. In Italia abbiamo ottimi esempi da seguire, ma dobbiamo sensibilizzare di più i giovani nel comprendere che specializzarsi nel mondo turistico offre le stesse opportunità lavorative ed economiche, se non maggiori, di altri settori. Questo è l’ingrediente segreto della ricetta che forse gli altri in questo momento stanno usando meglio, ma noi siamo ancora in tempo, avendo un patrimonio come l’Italia. Le aggiungo, inoltre, che il Ministro Santanchè ha delle idee molto chiare e innovative al riguardo e da sempre dice che è necessario che l’Italia diventi un punto di riferimento per la formazione d’eccellenza nel turismo.

     

    Il nodo della carenza di personale in Italia, ma anche nel resto del mondo, non è ancora stato sciolto e rischia di colpire duramente l’operatività e la produttività delle nostre imprese. Lei a suo tempo indicò come soluzione proprio la formazione dei migranti. È ancora della stessa idea?


    Il Turismo è un settore dalle grandissime potenzialità e sicuramente molto inclusivo. La professionalità e l’impegno non ha distinzioni di nessun tipo. Se una persona ha voglia di specializzarsi nel settore turistico è giusto che le venga data l’opportunità di farlo, ma questo già succede in ogni parte del mondo da tempo, non sarebbe di certo una novità. L’idea di utilizzare i migranti era una proposta europea non una mia soluzione, al tempo portata avanti dal Portogallo e da altri Paesi in maniera eccellente.

     

    Come si sente ad aver ricoperto e a ricoprire oggi un ruolo apicale, in un contesto in cui le posizioni verticistiche sono solitamente assegnate agli uomini?


    Le dico che sicuramente le donne, che formano il 54% della forza lavoro nel turismo a livello mondiale, spesso si trovano a farlo in posizioni non apicali. Questo è una fonte di stimolo. Ma dobbiamo essere concreti e renderci conto che oggi c’è un’occasione storica: un Presidente del Consiglio donna che deve servire da esempio a tutte noi. Maggiore fiducia in noi stesse e credere di più nel turismo come settore di crescita. Da parte del Governo c’è un grande impegno verso il settore e, lo dico da cittadina italiana prima ancora che da presidente dell’Enit, mai come ora vi è un’attenzione fortissima da parte politica, con una visione unitaria e forte portata avanti da un Ministro che è un vero esempio di determinazione e di inclusione.

     

    Lei è nata all’Aquila. Conferma il detto “abruzzesi cape toste?”


    Assolutamente sì! Ne sono fiera. A maggior ragione, dato che oggi L’Aquila è designata Capitale della Cultura 2026. Noi abruzzesi siamo determinati ma anche molto gentili. Amiamo le cose vere, la famiglia e siamo disposti a tutto per gli ideali. Tutto quello che sono e ciò a cui sono arrivata è frutto della mia determinazione. I miei sogni e i miei obiettivi li ho raggiunti, forse in maniera non lineare, ma sempre con grande soddisfazione. E questa nomina è uno di quelli... ma non ho ancora finito il percorso.

  • Barometro

    Il 2024 si è aperto sotto i migliori auspici: le presenze in albergo nei primi due mesi dell’anno sono aumentate del 3,6% rispetto al 2019 (+1,7% per gli italiani e +5,7% per gli stranieri), la spesa dei turisti stranieri in Italia (dopo i 51,7 miliardi del 2023) nel solo mese di gennaio si è attestata sui 2,7 miliardi di euro, i passeggeri negli aeroporti italiani sono stati 40,2 milioni nel primo trimestre (+7,2% rispetto al 2019). Al contempo, però, gli indicatori fiducia delle imprese, delle imprese turistiche e dei consumatori sono in calo.

     

  • Imprese del turismo

    Sul numero 12/2024 della newsletter di Federalberghi si parla del rinnovo del CCNL Turismo, di integrazione salariale, di reddito di cittadinanza,  dell'edizione 2024 di ITHIC e di tanto altro ancora.

Intesa Sanpaolo, al fine di rispondere nel più breve tempo possibile alla situazione di emergenza dovuta agli eventi alluvionali che hanno colpito diversi territori della Regione Valle d’Aosta, ha stanziato un plafond di 500 milioni di euro a sostegno delle famiglie e delle imprese che hanno subito danni a seguito del grave evento calamitoso.

 

Il 20% del plafond è riservato al settore Turistico, comparto trainante dell’economia della Regione, pesantemente colpito nell’avvio della stagione estiva.

 

I destinatari sono famiglie, imprese, piccoli artigiani e commercianti, aziende del settore turistico, agribusiness ed enti del Terzo Settore che hanno subito danni, per dare loro un sostegno finanziario immediato mediante nuovi finanziamenti a condizioni dedicate.

 

Il Gruppo Intesa Sanpaolo prevede inoltre la possibilità di richiedere la sospensione fino a 18 mesi della quota capitale delle rate dei finanziamenti in essere per famiglie e imprese residenti nelle zone colpite dall’alluvione.

 

Sono infine previsti sia l’azzeramento delle commissioni sui pagamenti POS per transazioni fino a 30 euro sia la gratuità del canone di POS mobile e virtuali per la durata di un anno.

 

La Banca mette a disposizione la Filiale digitale (800.303.303 e dall’app Intesa Sanpaolo Mobile) per un’assistenza immediata e tutte le filiali presenti sul territorio per informazioni e consulenza.

 

Stefano Cappellari, Direttore regionale Piemonte Nord, Valle d’Aosta e Sardegna di Intesa Sanpaolo ha detto: “Desidero esprimere vicinanza e solidarietà a tutto il territorio e alle persone colpite. Con questo intervento di emergenza intendiamo dare un contributo immediato alle aziende e a tutti i clienti in difficoltà. Siamo storicamente una Banca di riferimento in Valle d’Aosta ed anche oggi vogliamo far sentire la nostra presenza”.

 

Alla vigilia della Giornata Mondiale della Bicicletta del 3 giugno proclamati a Lucca i vincitori del Green Road Award

 

La Regione Friuli Venezia Giulia con la Ciclovia Pedemontana vince la nona edizione del Green Road Award, l’Oscar Italiano del Cicloturismo, il premio che viene assegnato ogni anno alle ciclovie verdi delle Regioni che promuovono la vacanza su due ruote con servizi mirati al turismo lento. Il secondo premio va alla Regione Calabria per la Ciclopedonale della Val di Neto, mentre al terzo posto si posiziona la Provincia Autonoma di Trento con la Green Road dei Fiori. Menzione speciale della Giuria di Appennino Bike Tour presentato dalla Regione Liguria mentre la Menzione Legambiente premia la Regione Sardegna, alla sua prima vittoria, per Il Cammino Minerario di Santa Barbara. Infine, La Menzione speciale della Stampa va alla Campania per La Via Silente.

 

La proclamazione il 1° giugno a Lucca, protagonista con Viareggio dell’evento di premiazione nella Regione Toscana vincitrice del primo premio dello scorso anno per la Ciclopedonale Puccini, la prima ciclovia musicata che, fra tradizione e innovazione, raccoglie il patrimonio culturale e naturale tra Lucca e la Versilia, raccontando la vita e i luoghi del grande compositore, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte.

 

Giunto alla nona edizione, l’Oscar italiano del cicloturismo si pone il duplice obiettivo di stimolare le amministrazioni a valorizzare i propri percorsi eccellenti e di promuovere gli investimenti nel cicloturismo. Per i territori e, in particolare, i piccoli borghi, quello in bicicletta è infatti un turista ad alto valore aggiunto e a impatto sostenibile e le green road offrono la possibilità di visitare una regione contribuendo a sostenere il patrimonio locale.

 

La giuria ha selezionato i vincitori tra le 25 proposte presentate da regioni, territori e province autonome. I premi vengono assegnati alle ciclovie che dimostrano di possedere criteri di eccellenza e il più alto punteggio secondo i vari parametri in esame, inclusi progettazione, costruzione, promozione, attrezzature, segnaletica, servizi green e altro.

 

 

PRIMO POSTO OSCAR CICLOTURISMO 2024 – Ciclovia Pedemontana, Regione Friuli Venezia Giulia


La Ciclovia Pedemontana del Friuli Venezia Giulia è un percorso di 180 km tra Sacile e Gorizia (che sarà Capitale europea della Cultura 2025). Segue la linea immaginaria che delimita l’arco alpino regionale attraverso un territorio di elevato valore paesaggistico, ricco di punti di interesse storico, artistico, enogastronomico: le spettacolari Dolomiti Friulane, patrimonio Unesco, la riserva naturale del Cornino, città medievali come Gemona e Pinzano al Tagliamento, l’arte longobarda di Cividale del Friuli, sito Unesco, le pregiate aree vitivinicole della DOC Grave, Colli Orientali del Friuli, Isonzo e Collio e ben sette dei tredici presidi Slow Food della Regione. Il tracciato è adatto a tutti per il fondo estremamente confortevole, le pendenze medie inferiori al 2%, i servizi e l’assistenza. In particolare, la prima metà del percorso si snoda parallelamente alla ferrovia turistica Sacile-Gemona, consentendo ai cicloturisti di utilizzare treni con materiale storico.

La Regione torna sul primo gradino del podio otto anni dopo la vittoria del 2016 con la Ciclovia dell’Alpe Adria.

 

 

 

SECONDO POSTO - Ciclopedonale della Val di Neto, Regione Calabria


La Ciclopedonale della Val di Neto corre per 42 km lungo l’antica mulattiera sull’argine sinistro dell’omonimo fiume, dall’antico sito termale di Bruciarello fino alla foce sul Mar Jonio, in un’area dell’antica Magna Grecia ricca dei profumi, dei sapori e dei colori della macchia mediterranea. È una green road a uso esclusivo di pedoni e biciclette che attraversa il territorio di sei comuni del Marchesato crotonese - Caccuri, Belvedere di Spinello, Santa Severina, Rocca di Neto, Scandale, Strongoli. È anche un esempio di turismo responsabile, realizzata con attenzione alla sostenibilità nella pianificazione e scelta dei materiali eco-compatibili, come nel caso della passerella di San Rocco, che integra alla perfezione natura e architettura. Numerosi i punti di accesso che ne facilitano e diversificano l’utilizzo: è, inoltre, particolarmente ben attrezzata con servizi a uso del cicloturista e del viandante, inclusi aree fitness e capanni per l’osservazione della natura; numerose anche le attività sportive e di accoglienza.

La Calabria torna sul podio a soli due anni dall’esordio del 2021, quando ha vinto il primo premio con “La Ciclovia dei parchi” (ex aequo con la “Green Road dell’Acqua” della Provincia Autonoma di Trento). 

 

 

TERZO POSTO – Green Road dei Fiori, Provincia Autonoma di Trento


La Gren Road dei fiori è un percorso ciclopedonale che unisce in un unico itinerario la Val Rendena e la Valle del Chiese, 57 km da Carisolo fino alle sponde del Lago d’Idro. La Ciclovia della Val Rendena è un nastro disegnato e ben integrato in uno scenario alpino di grande suggestione, nel Parco Naturale Adamello-Brenta, che costeggia il fiume Sarca. La Valle del Chiese è la terra delle sette Pievi e tante sono le testimonianze artistiche lungo il percorso. È una ciclabile particolarmente suggestiva durante il periodo della fioritura, con oltre 600 specie di fiori che compongono un’incredibile tavolozza di colori, comprese rare orchidee che crescono sulle rive dei laghi. Nelle zone boscose faggete, frassino, il sambuco, l’odoroso tiglio di monte che dà un ottimo miele. Non mancano anche alcuni borghi storici e i musei e i siti che riportano i segni lasciati dalla Grande Guerra: camminamenti, trincee e postazioni per i quali la Ciclovia rappresenta un ottimo punto di partenza. Tra i tanti servizi a disposizione del cicloturista, anche un bus navetta sulla via del ritorno.

La Provincia Autonoma di Trento è la top scorer dell’Oscar del Cicloturismo, con sette tra vittorie e piazzamenti.

 

 

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA - Appennino Bike Tour, progetto nazionale presentato dalla Regione Liguria


Appennino Bike Tour è la più grande direttrice di mobilità sostenibile del Paese: collega la Dorsale appenninica con un itinerario di 3100 km su strade secondarie a basso traffico che unisce 300 piccoli comuni attraverso 14 regioni, 33 province e 56 aree protette tra parchi e riserve naturali. La Ciclovia dell’Appennino inizia in Liguria alla Bocchetta di Altare, il punto in cui le Alpi si incontrano con gli Appennini, e termina ad Alia, in provincia di Palermo. Il progetto, realizzato in sette anni di lavoro, ha identificato e collegato 44 tappe (c’è anche una app dedicata) creando una via d’accesso ai tanti piccoli borghi dell'Appennino. Entro il 2025, con il completamento della segnaletica e lo sviluppo dei rami secondari di collegamento, la rete ciclabile collegherà oltre 1400 comuni dell'Appennino, proponendo un’unica destinazione turistica, facilmente accessibile in bicicletta, ricca di tipicità culturali ed eno-gastronomiche e immersa in un patrimonio naturale di valore. In ognuno dei 44 comuni tappa, officine e stazioni di assistenza e ricarica per e-bike.

 

 

MENZIONE LEGAMBIENTE - Il Cammino Minerario di Santa Barbara, Regione Sardegna


Il Cammino Minerario di Santa Barbara è un percorso ad anello di oltre 600 km che parte e arriva a Iglesias, nella Sardegna Sud Occidentale. La Green Road già tabellata è di circa 360 km – un circuito a fondo misto di asfalto, strade bianche carrabili e non, tratti di ferrovia dismessa - attraverso le aree minerarie delle regioni storiche dell’Inglesiente, Sulcis e Arburese-Guspinese e rappresenta un ulteriore sviluppo del progetto di mobilità sostenibile nato con il Cammino. Nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna si pedala tra le rovine post-industriali dell’epoca mineraria attraversando paesaggi naturali di grande fascino e comunità locali dalle tradizioni forti e distinte, dove si gustano prodotti del territorio unici, con la presenza delle chiese e cappelle dedicate al culto di Santa Barbara, la patrona dei minatori. Una pedalata in 8000 anni di storia, tra siti nuragici, foreste incontaminate, spiagge e dune, villaggi fantasma e le gigantesche miniere dismesse: un’immensa ricchezza, di grande valore antropologico, che l’Unesco ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità.

Per la Regione Sardegna questo è il primo piazzamento all’Oscar del Cicloturismo.

 

 

MENZIONE SPECIALE DELLA STAMPA – La Via Silente, Regione Campania


La Via Silente è un itinerario di circa 600 chilometri su strade asfaltate a bassa percorrenza nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, uno dei parchi nazionali più grandi d’Italia. È un percorso ad anello – con partenza e arrivo a Castelnuovo Cilento - che percorre tratti costieri e si inoltra tra le montagne in 15 tappe. Promossa dall’omonima associazione, La Via Silente nasce proprio 10 anni fa dall’amore e dal desiderio di Simona Ridolfi e Carla Passarelli di condividere la bellezza e la ricchezza paesaggistica del Sud della Campania, riserva della biosfera e patrimonio dell’umanità dell’Unesco, dove regna il silenzio. Parte nei pressi dello scalo ferroviario di Vallo della Lucania, si snoda lungo la costa e si inoltra verso l’interno per circa quattrocento chilometri prima di rivedere il mare. Al cicloturista viene consegnata la Silentina, documento che dà diritto, nei 59 comuni attraversati, a sconti e agevolazioni nelle strutture di accoglienza convenzionate, che appongono un timbro a ogni sosta fino al suo completamento.

La Via Silente era stata già premiata dall’Oscar del Cicloturismo a soli due anni dalla sua nascita.

 

 

 

 

PREMIO OSCAR DEL CICLOTURISMO-GREEN ROAD AWARD - Le Fiandre


Per la seconda volta l'Oscar del Cicloturismo va all’estero: il Green Road Award 2024 viene assegnato alle Fiandre, terra d’elezione del ciclismo e del cicloturismo. Una destinazione bike friendly con percorsi “per tutte le gambe”, molto amata dai turisti su due ruote che qui trovano attenzione e servizi dedicati.

Il premio riconosce, in particolare, il lavoro di informazione e promozione compiuto da Visit Flanders in Italia, che contribuisce quotidianamente a una maggiore e più diffusa conoscenza del cicloturismo.

 

Partner istituzionali dell’Oscar del Cicloturismo 2024 sono l’Istituto per il Credito Sportivo e Ferrovie dello Stato Italiane-RFI. La manifestazione è stata organizzata grazie al supporto fattivo della Regione Toscana e in particolare delle Amministrazioni Comunali di Lucca e Viareggio.

 

Le vincitrici assolute delle passate edizioni

 

Nel 2015, l’Umbria con la ciclovia “Assisi-Spoleto-Norcia”; nel 2016, il Friuli Venezia Giulia con “L’Alpe Adria”: nel 2017, il Veneto con “La Ciclovia dell’Amicizia”; nel 2018 la Lombardia con “La Ciclovia del Fiume Oglio”; nel 2020, è stata la volta dell’Abruzzo che ha vinto con “Bike to Coast”; nel 2021 un inedito ex aequo ha visto al primo posto la Calabria con “La Ciclovia dei parchi” insieme alla Provincia Autonoma di Trento con la “Green Road dell’Acqua”; nel 2022 l’Emilia Romagna con il “Grand Tour della Valle del Savio” e nel 2023 la Toscana con la Ciclopedonale Puccini.

 

In occasione dell’evento conclusivo dell’Oscar del Cicloturismo, Lucca ha ospitato anche un Bike Forum dedicato all’informazione e alla formazione degli operatori turistici locali, una forma di turismo che non smette di raccogliere nuovi appassionati e macinare record: 56 milioni di presenze cicloturistiche lo scorso anno, il 6,7% delle presenze complessive in Italia, secondo il Rapporto “Viaggiare con la bici 2024”, realizzato da ISNART, Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Legambiente, con un impatto economico diretto stimabile in oltre 5,5 miliardi di euro al 2023, in crescita del 35% sul 2022 e del 19% sul 2019*.

 

 

 

La VI edizione di ITHIC (Italian Hospitality Investment Conference), organizzata da Teamwork e patrocinata da Federalberghi, si svolgerà a Roma presso l’hotel Villa Pamphili il 17 e il 18 ottobre 2024.

 

 

Il tema di questa edizione, "Showing You the Future", mira a fornire approfondimenti sul settore dell'ospitalità, in particolare sulle tendenze emergenti e sulle strategie di investimento, essenziali per affrontare le sfide future e cogliere nuove opportunità nel settore.

 

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet www.ithic.it.

 

I soci del sistema Federalberghi possono acquistare il biglietto di ingresso a ITHIC usufruendo di una tariffa scontata del 30%, collegandosi alla pagina https://teamwork.swoogo.com/ithic e digitando nel campo “promo code” il codice sconto “30DSCFEDAL”.

 

Le clausole dei contratti che disciplinano i rapporti tra le strutture ricettive e i circuiti delle carte di credito (es. Visa e Mastercard) consentono ai titolari delle carte di prenotare il soggiorno comunicando il numero della propria carta a garanzia della prenotazione.

 

In caso di mancata presentazione del titolare (cosiddetto no show), se la prenotazione non è stata cancellata entro i termini previsti, la struttura ricettiva può addebitare solo l’importo corrispondente a un pernottamento.

 

Se viene addebitato un importo maggiore del prezzo di una notte (o se non sono state rispettate le formalità previste dal contratto di acquiring) e il titolare contesta l’addebito, è molto probabile che il pagamento venga stornato.

 

Nexi payment spa – con la collaborazione di Federalberghi – ha attivato una nuova funzionalità del servizio “Incasso senza pensieri”, che minimizza i rischi connessi a questo genere di dispute.

 

Si tratta della prenotazione “garantita con penale”, che - alla scadenza delle cancellation policy accettate preventivamente dal cliente - permette alle strutture alberghiere di incassare il prezzo dell'intero soggiorno (anziché solo una notte).

 

 

 

Di seguito, illustriamo le fasi in cui si articola il servizio:

-       Nexi verifica la carta al momento della prenotazione, senza addebito al cliente e senza bloccare l’importo;

-       il cliente accetta i termini contrattuali con la cosiddetta “strong customer authentication” (SCA);

-       alla scadenza della cancellation policy, Nexi procede automaticamente ad addebitare sulla carta l’importo pattuito (l’intero soggiorno o una parte di esso);

-       se il pagamento va a buon fine, l'hotel incassa prima ancora dell’arrivo dell’ospite;

-       se il cliente non arriva o annulla la prenotazione dopo i termini di scadenza della cancellation policy, l’hotel può trattenere l’intero importo incassato (non solo la prima notte).

 

Può tuttavia accadere che l’addebito non vada a buon fine, ad esempio nel caso in cui la carta sia scaduta o il saldo non sia sufficiente a coprire l’intero importo.

In tali casi, Nexi informa immediatamente l’hotel con una notifica a mezzo posta elettronica, consentendogli di decidere se contattare l’ospite per richiedere i dettagli di una nuova carta oppure rimettere la camera in vendita.

 

La prenotazione “Garantita con Penale” è attivabile sia per gli incassi relativi alle prenotazioni effettuate sul sito dell’albergo sia per gli incassi relativi ai pagamenti effettuati mediante pay-by-link.

 

Si rammenta che per usufruire della convenzione stipulata tra Federalberghi e Nexi Payments spa è sufficiente procedere con il convenzionamento a XPay, inserendo il voucher NEXI4TOURISM durante il primo step del processo di registrazione, all’indirizzo https://www.nexi.it/shop/xpay-pro.

 

Maggiori informazioni relative alle condizioni commerciali e alle modalità di funzionamento del servizio “Incasso senza Pensieri” sono disponibili sul sito https://www.nexi.it/it/lm/partner-ecommerce/partner-program-federalberghi, oppure in alternativa possono essere richieste a Nexi mediante posta elettronica, all’indirizzo support.ecommerce@nexi.it.

Si può davvero parlare di evoluzione quando guardiamo come è cambiata la ristorazione alberghiera negli ultimi anni? La risposta è sì e ce lo confermano fatti, dati e statistiche.

Dal lato del consumatore, chi pernotta in una struttura ricettiva, per viaggi di piacere o di lavoro, desidera sempre più un’offerta variegata, che sappia rispondere alle proprie esigenze in termini di momenti e occasioni di consumo, che gli permetta di fare scelte consapevoli, che garantisca un’esperienza. Dal lato degli albergatori, il food in hotel ha virato verso nuove formule che hanno permesso di trasformare l’intero comparto da buco nero a fonte di ricavo. Tanto che, nei casi di successo, è proprio la ristorazione a incidere maggiormente sul fatturato complessivo, con punte fino al 60% e decine di milioni di ricavi generati.

Quali sono queste nuove formule? Chi può pensare di implementarle? E soprattutto, come farlo affinché portino soddisfazione tanto all’ospite quanto all’albergatore?

 

IBRIDARE È IL FUTURO

I tempi in cui con 15 euro al giorno l’ospite poteva mangiare comodamente in hotel tra colazione, pranzo e cena sono finiti e oggi sembrano più lontani che mai. La nuova ristorazione alberghiera non può più permettersi di rimanere avvinghiata a formule pesanti, poco sostenibili e poco soddisfacenti come la pensione completa. Il rischio è quello di oscurare qualsiasi possibile finestra di cambiamento che porti nuove opportunità di guadagno: serve, dunque, aprirsi verso nuovi orizzonti, puntando verso la creazione di esperienze più reali e rendendo l’offerta talmente attrattiva da far diventare l’hotel food uno dei motivi di scelta per l’ospite che deve decidere in quale albergo soggiornare. In modo da creare così, in altre parole, un vero vantaggio competitivo sulla concorrenza, diretta e indiretta.

In quest’ottica, le formule che oggi funzionano di più sono quelle che evolvono verso l’ibridazione, ovvero quelle che integrano più soluzioni di servizio e un’offerta trasversale per garantire all’ospite ampia scelta durante tutto l’arco della giornata, tenendo pur sempre sotto controllo la struttura dei costi e cercando il più possibile di realizzare economie di scala per preservare margini e utili.

Il bistrot, ad esempio, permette di diversificare il revenue grazie a una proposta all day-long che va perfettamente a inserirsi tra la prima colazione e la cena, con pietanze gustose ma veloci e semplici nella realizzazione, che ben si sposano con concetti di cross-selling messi a terra tramite la vendita di drink e vini locali, bevande analcoliche, estratti e centrifughe che accompagnano l’ospite durante la giornata, con la giusta dose di informalità ma sempre attenta al dettaglio.

Poi ci sono i bar della piscina ispirati ai festosi chiringuiti o agli eleganti yacht club, i rooftop vincenti per colazioni rilassanti e aperitivi panoramici capaci di attirare anche una clientela esterna all’hotel, portando nuovo valore aggiunto in termini di posizionamento e di ricavo. Senza dimenticare i chioschetti monotematici che attirano l’attenzione e ingolosiscono anche una clientela di passaggio, se ben visibili e posizionati in una zona caratterizzata da alta pedonalità.

 

IL CAMBIAMENTO STA ANCHE NELLE PICCOLE COSE

Le opportunità, dunque, sono tantissime e le innovazioni tali da poter permettere importanti cambiamenti anche senza dover rivoluzionare completamente la struttura, ma partendo da quello che si ha. Ad esempio, potrebbe già essere fonte di un cambiamento positivo, per un albergo che offre un servizio di ristorazione con mezza pensione e pensione completa, rivedere l’offerta del bar elevandola per renderla più attrattiva e redditizia, magari ponendo particolare attenzione al servizio caffè, oppure puntando su bevande salutari a base vegetale per rispondere a quella tendenza dei consumatori di trovare alternative e proposte più healthy e funzionali al benessere psico-fisico. Questo per aumentare la spesa dell’ospite rispetto a un servizio extra attraverso una proposta ad alta marginalità.

Allo stesso modo, potrebbe essere vincente anche potenziare il servizio in camera, sempre che questo sia contemplabile per la struttura, con la costruzione di esperienze “phygital”, che mischiano digitale e mondo reale.

È il caso di un resort che ha aumentato le vendite del 20% in pochissimo tempo semplicemente aggiungendo un tablet in ciascuna stanza, completo di menu digitale e app per ordinare il room service. Sempre nell’ambiente della camera, altra fonte di ricavo food spesso trascurata è il minibar: secondo la tipologia di clientela e del posizionamento della struttura, è possibile inserire al suo interno prodotti che si vendono da soli e capaci di trasformarlo da semplice contenitore a caveau.

 

GLI ELEMENTI PER EVOLVERE VERSO IL SUCCESSO

Evolvere la formula della ristorazione nella propria struttura ricettiva è un passo importante e quanto mai necessario, soprattutto quando ci si trova davanti a una situazione in cui il comparto food non risulta essere sufficientemente redditizio e la spesa non vale la resa. In questo caso, per riorganizzarsi partendo da zero, serve avere, per prima cosa, una strategia operativa e concretizzabile fin da subito, con obiettivi da raggiungere, risultati positivi ottenibili entro il medio termine e una visione verso il lungo termine. Questo permette alla struttura ricettiva di agire in ottica proattiva con la creazione di un modello di business flessibile, capace di adattarsi alla dinamicità del mercato per garantire sostenibilità economica e dunque longevità al comparto e capace di analizzare il contesto, cogliere le necessità e trasformarle in opportunità di crescita. Fondamentali nel processo sono un’accurata analisi di fattibilità prima e un costante controllo dei numeri poi, la costruzione di un piano strategico operativo alla base e la definizione di standard, di conseguenza, per rendere i processi chiari e replicabili senza errori e semplificare al massimo la gestione riducendo al minimo gli sprechi.

Tutti elementi, in realtà, che ben si prestano anche nei casi in cui il comparto food non sia completamente da rivoluzionare, ma che presenti comunque lacune colmabili solo attraverso un rinnovamento della formula.

 

LE CINQUE COSE DA FARE SUBITO

Una volta valutata la bontà del progetto che porterà a una definitiva evoluzione della formula, passando dalla quantificazione economica degli obiettivi da raggiungere e dalla definizione delle risorse da investire, sono genericamente cinque i passaggi da compiere per colmare la distanza dal punto di partenza al punto di arrivo.

Il primo passo è legato a un gioco d’immedesimazione, lettura e creazione, che permette di avviare una sintesi tra quello che è di tendenza, quello che cerca il viaggiatore che intendiamo raggiungere e quello che vorremmo noi se vestissimo i panni di quel viaggiatore. In questo modo si crea una base solida che ci permette di compiere il salto verso il secondo step, quello con cui mettere a terra quanto pianificato a partire dalla ricostruzione dell’offerta con un menu studiato ad hoc, predisposto per fare extra revenue e per garantire un buon indice di redditività. Quindi, c’è da ripensare il layout con la riorganizzazione degli spazi per garantire fluidità durante il servizio e controllare i numeri e la misurazione dello scostamento tra risultati ottenuti e risultati sperati, attraverso la definizione di indici chiave di performance che rendano immediata e intuitiva la le tura dell’andamento dell’attività. Per poi passare, infine, all'elaborazione di soluzioni immediate e innovative, anche per quanto riguarda la parte commerciale e promozionale.

Una volta compiuti questi cinque passi, il suggerimento è di non fermarsi, ma piuttosto di voltare lo sguardo sempre verso l'orizzonte, da quella stessa finestra che ci si è aperti, tornando a guardare indietro solo per vedere la strada percorsa, prendere forza e investire nella ricerca del miglioramento continuo per la propria attività. Verso il successo.

Alberghi e stabilimenti termali sono costantemente impegnati nella riqualificazione della propria offerta, per rispondere con efficacia alle sempre nuove richieste dei turisti, per cogliere tutte le opportunità connesse allo sviluppo dei mercati e per reagire tempestivamente ai mutamenti socioeconomici. Con la legge di bilancio per il 2024 sono stati rinnovati molti bonus e incentivi, con l’obiettivo di fornire aiuti alle imprese, sostenere la riqualificazione, incentivare gli investimenti e la digitalizzazione. Si tratta di misure fiscali e non solo, tra le quali rientrano i cosiddetti “bonus edilizi”, avviate negli anni scorsi e tuttora valide. Alcune saranno utilizzabili sino a fine 2024, altre hanno un orizzonte temporale più ampio.

Tra le agevolazioni più importanti troviamo il bonus del 75% per l’abbattimento o eliminazione delle barriere architettoniche, che resterà in vigore fino alla fine del 2025; l’ecobonus, nella misura del 50% o del 65%, per interventi edilizi volti alla riqualificazione energetica degli immobili esistenti, in vigore fino al 31 dicembre 2024; il bonus “ordinario” del 50% per la riduzione del rischio sismico, che si può sfruttare ancora per tutto il 2024 e dove sono previsti importi più elevati se alla realizzazione degli interventi segue una riduzione del rischio (70% per una e 80% per due classi di rischio sismico); la nuova Sabatini, cioè l'agevolazione fiscale per le imprese che investono nell’acquisto di nuovi beni strumentali.

Alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese è invece ispirata la misura che prevede il riconoscimento di un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali tecnologicamente avanzati. Riepilogando gli argomenti, Federalberghi ha realizzato la decima edizione del manuale Gli incentivi per la riqualificazione delle strutture ricettive e termali. Il testo è stato realizzato con l’obiettivo di fornire agli alberghi uno strumento di rapida e facile consultazione, utile per conoscere le opportunità disponibili a sostegno degli investimenti, fornendo le indicazioni operative per utilizzare al meglio le agevolazioni esistenti.

Per ricevere il manuale, disponibile in formato elettronico, le imprese possono rivolgersi alle associazioni territoriali degli albergatori aderenti a Federalberghi.

La Commissione Finanze del Senato ha approvato una risoluzione che impegna il Governo a valutare una revisione generale dell’imposta di soggiorno.

La medesima risoluzione, nell’indicare i principi ispiratori che dovrebbero modificare la materia, recepisce anche alcuni suggerimenti che Federalberghi ha espresso nel corso di una recente audizione presso la stessa Commissione, la quale ha richiesto che i singoli Comuni, nel fissare autonomamente il livello dell'imposta, stabiliscano importi proporzionalmente progressivi alla tariffa applicata per il pernottamento.

Il principio di proporzionalità, già fissato per legge nel 2011, è stato disatteso dalla gran parte dei Comuni, anche in seguito ad alcuni orientamenti della giurisprudenza amministrativa, che hanno sancito la legittimità di sistemi che adattano il valore dell’imposta a tipologia e categoria della struttura ricettiva.

Il collegamento con il prezzo è più equo di altri sistemi, anche perché tende a incorporare automaticamente alcuni parametri oggettivi (categoria della struttura, ubicazione, stagionalità, ecc.), piuttosto che una regolamentazione minuta che, oltre a complicare inutilmente la questione, rendendola poco comprensibile al turista, può risultare regressiva.

La risoluzione prevede, inoltre, che il valore dell’imposta venga mantenuto entro i limiti attualmente previsti dalla legge nazionale pari, secondo i casi, a 5 o a 10 euro.

La Commissione ha chiesto di stabilire che eventuali incrementi tariffari non possano decorrere prima di sei mesi dall’approvazione della delibera comunale, per evitare che una soluzione adottata all’ultimo momento interferisca con i contratti già stipulati. La risoluzione si sofferma anche sulle modalità di riscossione, prevedendo che i Comuni si dotino di un sistema digitale, da mettere gratuitamente a disposizione delle strutture ricettive, alle quali sarà affidato un ruolo di mero controllo, mentre le attività meno organizzate, ad esempio le locazioni brevi non imprenditoriali, potranno avvalersi dell’intermediazione dei portali di prenotazione.

Si prevede che gli introiti siano dedicati a investimenti nel settore turistico, con sanzioni per i Comuni che non rispettino il vincolo di destinazione. Anche questo è stato, sino a oggi, un punto dolente, con una sostanziale elusione generalizzata della norma che prevede il finanziamento di interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, oltre che interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali, così come dei relativi servizi pubblici locali.

Un punto di particolare interesse riguarda il coinvolgimento delle categorie e l’obbligo, a carico del Comune, di dar conto pubblicamente della destinazione delle risorse. Ci si augura che il coinvolgimento delle associazioni rappresentative delle imprese non si limiti a un atto formale e che, invece, comprenda sia la fase di istituzione dell'imposta, sia la definizione della destinazione delle risorse e di verifica del loro impiego.

La risoluzione si chiude con l’invito ad approvare un regolamento-quadro che definisca la disciplina di attuazione dei principi formulati dalla Commissione. Questo regolamento si dovrà applicare in tutti i Comuni italiani, incluso il territorio amministrato da Roma Capitale, che fino a oggi è stato interessato da una disciplina ad hoc.

I dati definitivi Istat relativi al 2023 confermano una situazione in ripresa per i flussi turistici, tornati sopra i livelli pre-covid.

 

Infatti, le presenze totali, pari a 447,2 milioni sono in crescita del 2,4% rispetto al 2019.

 

Aumentano i flussi provenienti dall’estero che si sono attestati sui 234,2 milioni (+6,1% rispetto al 2019), mentre i flussi nazionali (213 milioni di presenze) non hanno ancora raggiunto i valori del 2019 (meno 1,4%).

 

Il recupero si mostra più lento nel comparto alberghiero: nonostante il forte incremento rispetto al 2022, le presenze negli alberghi nel 2023 sono state ancora inferiori rispetto ai livelli pre-pandemici (-2,0%), mentre l’extra-alberghiero risulta in crescita (+10,3%).

Costanzo Iaccarino è stato confermato alla guida di Federalberghi Penisola Sorrentina per il quadriennio 2024/2027. La designazione è arrivata nel corso della riunione in cui è stato rinnovato il consiglio direttivo. Quest’ultimo, in una successiva seduta, provvederà a rinnovare le altre cariche dell’associazione che riunisce e rappresenta 135 titolari di alberghi attivi tra Vico Equense e Massa Lubrense.

 

Le esperienze dei professionisti del turismo raccontate in una serie di videointerviste realizzate da Federalberghi sono già online

 

Competenza, passione e consapevolezza: tre aggettivi che descrivono bene il lavoro negli hotel, che merita di essere raccontato perché può essere un’esperienza entusiasmante sotto vari punti di vista, non ultimo il fatto che il settore offre molte opportunità di avanzamento professionale: una carriera che da receptionist porta a diventare capo ricevimento, per poi salire fino a direttore d'albergo, da chambermaid a housekeeper a room division manager, da commis a maître a food and beverage manager.

 

E il racconto delle esperienze dei professionisti dell’ospitalità, in prima persona, è la leva per suscitare l’interesse delle giovani generazioni per un percorso di lavoro e di carriera nel settore turistico ricettivo. Questo è l’obiettivo delle undici videointerviste che Federalberghi ha presentato in anteprima a Riva del Garda nell’ambito di Hospitality, il salone dell’accoglienza che quest’anno ha focalizzato l’attenzione sulla People Industry.

Uno strumento che va ad arricchire la “cassetta degli attrezzi” sempre a disposizione delle imprese, per aiutarle ad affrontare la difficoltà nel reperire le risorse umane qualificate.

 

I contenuti di ogni intervista sono proposti in due differenti format.

 

Il primo, denominato “Il tempo di un caffè”, ha una durata di un minuto e mezzo ed è fruibile sui canali Instagram e Tik Tok di Federalberghi. Le puntate sono state pubblicate a cadenza settimanale a partire da febbraio, per concludersi in occasione del III Forum su Risorse umane e competenze nel turismo, organizzato da Federalberghi, a Stresa l’11 e il 12 aprile.

 

La seconda versione, più estesa, è destinata a chi voglia approfondire i contenuti delle singole figure professionali. Tutte le undici interviste complete sono già disponibili sul canale YouTube della federazione. Il progetto, realizzato in collaborazione con l’Ente Bilaterale Nazionale del settore Turismo (EBNT), è partito dopo un’approfondita analisi delle professioni nel settore turismo, analisi che il centro studi di Federalberghi ha svolto con il supporto del Centro di Formazione Management del Terziario (CFMT) e di Azione Ricerca, Territorio e Sviluppo (ARTeS). Sono già migliaia le visualizzazioni, a conferma dell’apprezzamento dell’iniziativa e dell’interesse dei giovani per il lavoro nel settore turistico.

Enit Spa ha un nuovo presidente, o per meglio dire, una presidentessa: la professoressa Alessandra Priante, abruzzese doc. Non è la prima volta che Priante si trova a ricoprire un ruolo di vertice: laureata in Economia Aziendale alla Bocconi, sino al 2019 a capo dell’Ufficio Relazioni Internazionali del MIPAAFT, approda in Enit dopo l’incarico di Direttore Europa dell’UNWTO, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di turismo a livello globale.

 

Professoressa Priante, la sua ultima esperienza professionale in veste di direttore del Dipartimento Europa dello UNWTO, l’agenzia ONU del turismo, l’ha proiettata in una dimensione internazionale con sede a Madrid. Come si vive l’Italia “da fuori”? È più facile mettere a fuoco pregi e difetti del nostro Paese?


Sicuramente si vede bene l’Italia in modalità comparativa e quindi se ne apprezzano meglio i pregi e le scelte vincenti. La sfida più importante è fare in modo che l’Italia sia consapevole di quanto è “avanti´ rispetto agli altri. È evidente che l’esperienza alle Nazioni Unite è stata importantissima e utilissima per acquisire cognizione di causa sull’Europa, che è la regione turisticamente più importante del mondo. Con grande piacere riporto in Italia esperienze e competenze acquisite al di fuori del nostro Paese.

 

Lei ha operato in grandi realtà private ma anche in contesti pubblici e istituzionali. Quali sono le differenze più evidenti tra questi due mondi?


Ho avuto la grande fortuna di aver lavora-to per la maggior parte del tempo nel settore turistico, dove da sempre i ritmi sono veloci e non ho trovato grandi differenze tra pubblico e privato. Altrettanto onestamente confesso che i contesti di finanza internazionale in cui ho operato erano diversi e mi è impossibile fare dei paragoni oggettivi. I contesti privati in cui ho operato di più sono stati quelli della finanza internazionale e del project management europeo. Entrambi mi sono serviti moltissimo per capire quanto importante sia la programmazione, il setting di obiettivi ambiziosi e un uso intelligente dei numeri. La finanza lavora su questo e su intuizioni strategiche. Quindi, in questo senso, il contesto turistico è molto similare. L’elemento chiave che lo rende sicuramente uno dei settori economici più interessanti è che il suo successo si fonda su una collaborazione pubblico-privato assolutamente sinergica e dinamica. In Italia siamo in un momento storico, con un Ministero del Turismo che ha i poteri e le possibilità di aggregare e sintetizzare, ma anche di realizzare amministrativamente una serie d’iniziative che hanno proprio lo scopo di rafforzare il settore privato.

 

Oggi è presidentessa di Enit Spa. Che cosa ritiene sia prioritario fare per la promozione dell’Italia all’estero?


Per promuovere al meglio l’Italia all’estero bisogna sicuramente lavorare sul metodo per avere chiaro cosa fare e come farlo. Quindi, la funzione di Enit Spa è di supporto alle azioni d’indirizzo del Ministero e diventa essenziale oltre che strategico sia per migliorare, innovare e definire i prodotti da offrire, che per creare meccanismi di efficientamento, utili per la formazione degli operatori del settore e tutta la filiera a essa connessa. Ovviamente la promozione poi deve fare leva anche su un ripensamento della presenza estera, nel senso di rifocalizzazione ma anche di rafforzamento, come ha detto spesso il Ministro Santanchè.

 

Come pensa che il nostro Paese possa diventare più competitivo e tornare a salire sul podio del vincitore a livello internazionale?


La competitività si costruisce con un ottimo prodotto ed eccellenti strumenti di promozione. L’Italia parte molto avvantaggiata, per natura, ma la costruzione del vantaggio deve essere consapevole e oculata per essere duratura. Per fare questo si deve necessariamente coinvolgere molto di più le destinazioni. Ammetto che, personalmente, le "classifiche" non mi sono mai piaciute. Mi rendo conto che funzionano molto bene a livello giornalistico e lo rispetto, ma spesso mancano di vero contesto. I dati, per essere presi in considerazione seriamente, devono essere omogenei e rappresentativi e condivisi a livello internazionale. In sostanza, ho sempre creduto che l’Italia dovesse essere già la numero uno.

 

Il Ministro del Turismo insiste molto sul tema della destagionalizzazione: una necessità riconosciuta come prioritaria da tutto il comparto. Lei ha già delle idee su come operare in questo senso?


Certo. È un approccio che approvo appieno. Le idee sono condivise e siamo al fianco del Ministero per lavorare molto sul prodotto, sfruttare le potenzialità del turismo tematico e business (congressuale, eventistico). L’Italia deve diventare un grande hub internazionale dove si ospitano i più grandi eventi del mondo non solo nel settore turismo, ma anche sport e altro. Siamo già partiti bene con il G20 e il G7 Turismo, le Olimpiadi Milano- Cortina, il Tour de France e molti altri eventi sportivi, ma possiamo fare di più. L’importante è sempre farlo assieme alle destinazioni e con la piena efficienza degli operatori.

Si parla molto dell'intelligenza artificiale e del grandissimo potenziale che rappresenta per il mondo del turismo e, più nello specifico, il comparto ricettivo. Qual è la sua visione in merito?


Credo che l'intelligenza artificiale possa essere una grande alleata del settore turistico, ma con le dovute precauzioni e sistemi di sicurezza che diano tranquillità a turisti e operatori di settore. Di certo, l’intelligenza artificiale consolida ancora di più l’idea che la formazione della governance turistica deve allinearsi a dei nuovi standard, che gli permettano di gestire anziché subire l’avvento delle nuove tecnologie.

 

Recentemente ha sottolineato il valore della formazione e la necessità di impegnarsi per arricchire e potenziare il settore turistico italiano: oggi chi vuole specializzarsi in questo campo deve necessariamente scegliere la Svizzera, dal momento che non troverebbe nel proprio Paese un’offerta formativa di pari portata. Una grande contraddizione, considerando quanto l’Italia eccelle nella sfera dell’accoglienza. Qual è la ricetta per ovviare a questa mancanza?


Ogni ricetta cambia il suo valore a seconda di chi la mette in pratica. In Italia abbiamo ottimi esempi da seguire, ma dobbiamo sensibilizzare di più i giovani nel comprendere che specializzarsi nel mondo turistico offre le stesse opportunità lavorative ed economiche, se non maggiori, di altri settori. Questo è l’ingrediente segreto della ricetta che forse gli altri in questo momento stanno usando meglio, ma noi siamo ancora in tempo, avendo un patrimonio come l’Italia. Le aggiungo, inoltre, che il Ministro Santanchè ha delle idee molto chiare e innovative al riguardo e da sempre dice che è necessario che l’Italia diventi un punto di riferimento per la formazione d’eccellenza nel turismo.

 

Il nodo della carenza di personale in Italia, ma anche nel resto del mondo, non è ancora stato sciolto e rischia di colpire duramente l’operatività e la produttività delle nostre imprese. Lei a suo tempo indicò come soluzione proprio la formazione dei migranti. È ancora della stessa idea?


Il Turismo è un settore dalle grandissime potenzialità e sicuramente molto inclusivo. La professionalità e l’impegno non ha distinzioni di nessun tipo. Se una persona ha voglia di specializzarsi nel settore turistico è giusto che le venga data l’opportunità di farlo, ma questo già succede in ogni parte del mondo da tempo, non sarebbe di certo una novità. L’idea di utilizzare i migranti era una proposta europea non una mia soluzione, al tempo portata avanti dal Portogallo e da altri Paesi in maniera eccellente.

 

Come si sente ad aver ricoperto e a ricoprire oggi un ruolo apicale, in un contesto in cui le posizioni verticistiche sono solitamente assegnate agli uomini?


Le dico che sicuramente le donne, che formano il 54% della forza lavoro nel turismo a livello mondiale, spesso si trovano a farlo in posizioni non apicali. Questo è una fonte di stimolo. Ma dobbiamo essere concreti e renderci conto che oggi c’è un’occasione storica: un Presidente del Consiglio donna che deve servire da esempio a tutte noi. Maggiore fiducia in noi stesse e credere di più nel turismo come settore di crescita. Da parte del Governo c’è un grande impegno verso il settore e, lo dico da cittadina italiana prima ancora che da presidente dell’Enit, mai come ora vi è un’attenzione fortissima da parte politica, con una visione unitaria e forte portata avanti da un Ministro che è un vero esempio di determinazione e di inclusione.

 

Lei è nata all’Aquila. Conferma il detto “abruzzesi cape toste?”


Assolutamente sì! Ne sono fiera. A maggior ragione, dato che oggi L’Aquila è designata Capitale della Cultura 2026. Noi abruzzesi siamo determinati ma anche molto gentili. Amiamo le cose vere, la famiglia e siamo disposti a tutto per gli ideali. Tutto quello che sono e ciò a cui sono arrivata è frutto della mia determinazione. I miei sogni e i miei obiettivi li ho raggiunti, forse in maniera non lineare, ma sempre con grande soddisfazione. E questa nomina è uno di quelli... ma non ho ancora finito il percorso.

Il 2024 si è aperto sotto i migliori auspici: le presenze in albergo nei primi due mesi dell’anno sono aumentate del 3,6% rispetto al 2019 (+1,7% per gli italiani e +5,7% per gli stranieri), la spesa dei turisti stranieri in Italia (dopo i 51,7 miliardi del 2023) nel solo mese di gennaio si è attestata sui 2,7 miliardi di euro, i passeggeri negli aeroporti italiani sono stati 40,2 milioni nel primo trimestre (+7,2% rispetto al 2019). Al contempo, però, gli indicatori fiducia delle imprese, delle imprese turistiche e dei consumatori sono in calo.

 

Sul numero 12/2024 della newsletter di Federalberghi si parla del rinnovo del CCNL Turismo, di integrazione salariale, di reddito di cittadinanza,  dell'edizione 2024 di ITHIC e di tanto altro ancora.

La VIII Commissione della Camera dei deputati ha svolto l’audizione di Federalberghi suldisegno di legge n. 1896, concernente la conversione in legge del decreto-legge 29 maggio 2024, n. 69, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione edilizia e urbanistica.

Relazione sull'attività di Federalberghi nell'anno 2023 approvata dall'Assemblea di Federalberghi, a Viareggio, il 10 maggio 2024.

Turismo d'Italia è l'organo di stampa ufficiale di Federalberghi.

 

La rivista, nata nel 1958, oltre a illustrare la posizione della federazione sugli argomenti di principale importanza per le imprese turistico ricettive, è ricca di articoli di design e di informazione tecnico professionale.