• Federalberghi

    Federalberghi è la principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Italia.

     

    L'associazione rappresenta le istanze e gli interessi degli albergatori nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali.

     

    Aderiscono a Federalberghi oltre ventimila imprese su un totale di circa 32.000, attraverso 128 Associazioni territoriali.

     

    È socio fondatore di Hotrec, la Confederazione europea degli hotel, dei ristoranti e dei bar ed aderisce a Confcommercio, ove ha dato vita a Confturismo.

     

    Il Presidente è Bernabò Bocca, il Direttore Generale è Alessandro Massimo Nucara.

  • La partnership con Intesa Sanpaolo

    Cybersecurity, priorità per le imprese italiane

    Tra i principali investimenti attesi per il 2026, la sicurezza informatica è tra le priorità, insieme all’intelligenza artificiale

    di Serena Fumagalli e Martina Mannino*

    Pochi dati sono sufficienti a mostrare quanto la sicurezza informatica sia oggi una priorità strategica per il Paese. Infatti, secondo il Rapporto Clusit 2025, nel primo semestre 2025 non è aumentato solo il numero degli incidenti cyber, ma anche la loro gravità media, confermando una tendenza ormai strutturale.

    Già nel 2024, il 77% degli incidenti registrati aveva un impatto “critico” o “alto”, in forte crescita rispetto al 50% del 2020.
    Nei primi sei mesi del 2025 la situazione è ulteriormente peggiorata: a livello globale, l’82% degli attacchi ha avuto un impatto “grave” o “critico”.

    Il processo di digitalizzazione che sta caratterizzando il sistema economico, con una crescente pervasività di soluzioni ICT applicate in molteplici settori, dall’energia ai trasporti, dalla manifattura ai servizi, rende i processi più efficienti, ma allo stesso tempo anche più esposti agli attacchi informatici. Le organizzazioni si dovranno sempre più attrezzare per gestire eventuali attacchi, attraverso l’adozione di strategie diverse, tra cui ad esempio la separazione delle reti informatiche, l’aggiornamento continuo di tutti i dispositivi e software utilizzati, così come quello di programmi e sistemi. Sarà inoltre sempre più necessario progettare sistemi già pensati per resistere agli attacchi (resilienza “by design”), integrando la sicurezza fin dall’inizio e non solo come intervento successivo, con un ruolo crescente dell’intelligenza artificiale (IA).

    Le statistiche Istat consentono di fare ulteriore luce sul fenomeno, distinguendo anche per dimensione aziendale ed evidenziando così significative differenze tra grandi e piccole imprese.

    Nel 2024, il 15,8% delle imprese con almeno 10 addetti (considerando il totale delle attività economiche) ha avuto incidenti di sicurezza ICT con riflessi negativi sull’operatività delle stesse, come ad esempio l’indisponibilità dei servizi ICT, distruzione o danneggiamento dei dati o divulgazione di quelli riservati. Si tratta di una percentuale significativa, che sale addirittura al 22,6% tra le imprese con  100-249 addetti e al 29,9% tra quelle con almeno 250 addetti.

    L’incidenza del fenomeno è quindi maggiore tra le imprese più grandi, anche perché è tra queste che gli investimenti in tecnologia sono più rilevanti. In queste realtà è inoltre più rilevante il tema della valutazione del rischio ICT: oltre l’80% delle imprese indicano infatti che viene effettuata questa particolare attività, quasi il doppio rispetto al totale delle attività, che conferma come i soggetti più colpiti siano anche quelli più attenti alla valutazione dei rischi stessi.

    La complessità dello scenario dei rischi informatici e la gravità delle conseguenze degli attacchi impongono una sempre maggiore sensibilizzazione sul tema anche all’interno delle imprese stesse.

    Negli ultimi anni è aumentata la quota di aziende che rende i propri addetti consapevoli dei loro obblighi in materia di sicurezza ICT tramite formazione obbligatoria (dal 22 al 26% tra il 2022 e il 2024).Tra queste, è cresciuta la quota di imprese prevede tale formazione per contratto (dal 23,5% al 37,4%), rendendo la consapevolezza degli obblighi in materia di sicurezza informatica un dovere contrattuale specifico.

    Le imprese stanno affrontando la sfida imposta dagli attacchi cyber con un mix articolato di strategie, che coinvolge sia le imprese più grandi, che stanno rafforzando ulteriormente i loro meccanismi di autenticazione e le loro politiche di contrasto a questi rischi, che quelle più piccole che stanno provando a colmare i ritardi che le caratterizzano.

    Tra il 2022 e il 2024, la quota di imprese che utilizza una combinazione di almeno due meccanismi di autenticazione è passata dal 27,1% al 37,4%, con un aumento che ha riguardato sia le grandi aziende che le PMI. In particolare, per le imprese con più di 250 addetti si è passati dal 58% al 73,2%, mentre per le altre si è osservato in media un aumento di circa 12 punti percentuali, dal 32% al 44%. Anche la quota di imprese che utilizza almeno 7 misure di sicurezza ICT, quindi con un’attenzione importante al tema cybersecurity, ha mostrato un incremento, passando dal 28% al 32,2%. Le grandi imprese hanno raggiunto l’85%, ma sono soprattutto le imprese con 50-99 dipendenti a mostrare l’incremento più significativo, passando dal 47,5% al 57,1%. Anche le piccole comunque mostrano marginali progressi.

    La consapevolezza dell’importanza di aumentare la sicurezza informatica emerge anche dai risultati dell’indagine che Intesa Sanpaolo ha realizzato tra novembre e dicembre 2025, coinvolgendo un campione di colleghi Gestori imprese, che restituisce il sentiment del sistema produttivo su molteplici tematiche. È infatti emerso come tra i principali investimenti attesi per il 2026 la cybersecurity sia tra le priorità, insieme all’intelligenza artificiale.

    IA e cybersecurity sono tecnologie che sempre più risultano interconnesse e sinergiche. L’IA è ormai utilizzata sia in chiave offensiva sia difensiva. I cybercriminali la impiegano infatti per rendere più sofisticati phishing e malware e per automatizzare gli attacchi, mentre le imprese la sfruttano per migliorare il rilevamento delle minacce, velocizzare la risposta agli incidenti e ottimizzare le attività di sicurezza. L’IA si configura, quindi, come un potente acceleratore, capace di potenziare tanto le strategie di attacco quanto quelle di difesa.

    Gli investimenti in tecnologia saranno fondamentali in tutti i settori dell’economia, anche in quello del turismo dove i processi sono sempre più digitalizzati. Non è un caso che, nell’ambito dell’ampia strategia complessiva a sostegno del settore, la banca ha rinnovato nell’estate del 2024 il proprio impegno per il turismo con 10 miliardi di euro di nuovo credito, che si sono andati ad aggiungere ai circa 9 miliardi di liquidità erogati al comparto nel triennio precedente. Un plafond volto a incentivare nuovi investimenti in competitività tecnologica, efficientamento energetico e sostenibilità lungo tre assi: digitalizzazione del modello di servizio, riqualificazione e aumento degli standard qualitativi delle strutture, sostenibilità ambientale dell’offerta.

    *Intesa Sanpaolo Research Department

  • norme, tributi e incentivi

    Federalberghi, esprime “apprezzamento per il comunicato stampa del ministero dell’Economia e delle Finanze che preannuncia il differimento, al 1° maggio, dell’entrata in vigore della nuova ritenuta sulle commissioni che gli alberghi pagano agli intermediari (portali di prenotazione, tour operator e agenzie di viaggio, etc.)”.

    “Confidiamo che i due mesi che ci separano dalla nuova scadenza siano utili al fine di fare chiarezza sulle modalità applicative e sull’individuazione dei destinatari, in specie con riferimento agli intermediari stranieri”.

    “Auspichiamo inoltre che si possa svolgere una riflessione sulla possibilità di riconsiderare l’applicazione dell’istituto nel settore turismo, che comporterà notevoli oneri amministrativi e gestionali per le imprese, a fronte dei quali le casse dello Stato trarranno modesti benefici”. 

     

  • numeri del turismo

    Secondo lo studio “Travel Trends 2026 - Italy Inbound”,  il 51% dei viaggiatori provenienti da UK, USA, Cina ed Emirati Arabi sono turisti che ritornano nel nostro Paese.

    La ricerca è stata commissionata da Visa e realizzata da Payment Innovation Hub su un campione di 1.962 adulti (18-65 anni) in USA, UK, Cina ed Emirati Arabi Uniti tra febbraio e marzo 2026.

    Lo studio ha evidenziato come il Lazio sia la regione più visitata dai viaggiatori statunitensi, mentre la Lombardia è la preferita dai turisti cinesi. La Toscana è invece la prima scelta per i visitatori britannici.

    Secondo l’indagine, i visitatori dall’estero si affidano ai pagamenti digitali per alloggio, trasporti e shopping, indicando sicurezza, praticità e ampia accettazione come fattori determinanti.

    Quasi la metà dei viaggiatori intervistati (47%) utilizza già l’intelligenza artificiale per pianificare e organizzare il proprio viaggio e oltre un terzo è disponibile, in futuro, a pagare tramite AI.

    Tra i dati che emergono dallo studio Travel Trends 2026, l’Italia continua ad attrarre visitatori internazionali grazie al suo ricco patrimonio culturale e alle città iconiche, che rimangono le principali motivazioni di viaggio per oltre la metà dei visitatori intervistati (62% e 55%). Inoltre, più di un turista su due afferma di aver già visitato il Paese in passato.

    Anche le abitudini di soggiorno stanno cambiando, con vacanze più brevi che diventano sempre più comuni: i viaggi compresi tra i 4 e i 7 giorni rappresentano il 48% delle visite tra gli intervistati, mentre quelli di oltre una settimana si attestano al 39%.

    Parte di questo cambio è dovuto al nuovo ruolo dell’Italia, vista non più come meta finale, ma come località inserita all’interno di itinerari più ampi in Europa. In tal senso, la Francia si afferma come la destinazione più abbinata (45%), seguita da Regno Unito e Germania (31%), Spagna (24%) e Turchia (22%).

    Fra le regioni preferite da statunitensi ed emiratini, il Lazio domina la classifica, in linea con i dati dell’anno scorso. Lo studio dimostra inoltre che i turisti cinesi privilegiano la Lombardia mentre i viaggiatori britannici preferiscono la Toscana.

    Spesa stabile con in testa gli USA e crescente domanda di esperienze di lusso personalizzate

    Lo studio mostra che il budget destinato ai viaggi rimane complessivamente stabile. Il 63% dei viaggiatori intervistati dichiara di voler mantenere la propria disponibilità in linea con i livelli dell’anno precedente, mentre il 29% intende aumentarla. La spesa media varia tra i 1.680 (UK) e i 2.905 euro (USA) a persona, rappresentando, secondo l’indagine Visa, rispettivamente il 10% e il 14% del reddito annuale.

    Nel segmento dei servizi premium, permane l’interesse per esperienze esclusive e personalizzate. Tra queste rientrano accesso privato a siti e musei (51%), ristorazione stellata (47%), attività di personal shopping (40%) e biglietti VIP per eventi sportivi (30%). I turisti alto spendenti si concentrano principalmente su soggiorni in hotel a 5 stelle (21%), tour privati ed esperienze su misura (10%), servizi di personal shopping (10%) e proposte legate al benessere, come spa e trattamenti luxury (9%).

    Pagamenti: si consolida il digitale

    Il 44% dei turisti intervistati prevede di utilizzare le stesse modalità di pagamento del proprio Paese d’origine. In generale, le carte di credito o debito e i mobile payment rappresentano l’opzione preferita per coprire le spese più rilevanti, quali i costi dell’alloggio (81%), i trasporti a lunga distanza (78%) e gli acquisti nei grandi negozi (78%).

    Inoltre, il 22% prevede di estendere l’uso dei pagamenti digitali durante il viaggio, spinto da ragioni di sicurezza (57%), comodità d’uso (55%) e ampia accettazione (48%). In espansione anche il ricorso a carte di viaggio dedicate, adottate dal 58% dei turisti (in crescita rispetto al 53% del 2025). Fra i turisti che prevedono di ridurre l’uso del contante, i viaggiatori cinesi sono i più propensi a ricorrere a metodi di pagamento alternativi, con un punteggio medio record di 8,0 (il 70% di loro ha registrato un punteggio compreso tra 8 e 10).

    “I pagamenti digitali continuano a essere un elemento abilitante dell’esperienza turistica: non solo semplificano le transazioni lungo tutto il viaggio, ma permettono anche maggiore sicurezza, controllo della spesa e integrazione con strumenti avanzati come l’AI. Questa evoluzione riflette una trasformazione più ampia, in cui il pagamento non è più solo un momento transazionale, ma parte di un iter sempre più fluido, immediato e senza attriti”, ha dichiarato Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia.

    L’AI aiuta nell’organizzazione del viaggio

    Non più solo una fonte di ispirazione: nel 2026, l’intelligenza artificiale accompagna i turisti lungo tutto il percorso di viaggio. Quasi la metà degli intervistati (47%) la usa o la userebbe per organizzare il proprio soggiorno, mentre l’82% la considera uno strumento affidabile. Il vero salto è a livello operativo: le persone la scelgono soprattutto per ottimizzare il tempo (57%), scovare mete poco conosciute (47%), ricevere suggerimenti per destinazioni non considerate (46%) e trovare offerte economicamente vantaggiose (43%).

    Oltre un terzo degli intervistati (36%), inoltre, si dice disponibile a effettuare in futuro pagamenti tramite AI. L’adozione è particolarmente elevata tra i turisti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Cina (49%), mentre la fiducia nei confronti di questa tecnologia gode di un consenso ancora più ampio, con i viaggiatori di Emirati Arabi Uniti (fino al 61%) e dagli Stati Uniti (50%) in testa.

    “In alcune delle destinazioni più visitate d’Europa, come l’Italia, la Spagna e la Grecia, stiamo assistendo all’arrivo di viaggiatori con aspettative ben precise: le esperienze vengono al primo posto e i pagamenti devono funzionare senza intoppi. I pagamenti digitali sono diventati una parte invisibile ma essenziale del modo in cui le persone viaggiano e compiono acquisti. Mettendo in contatto i visitatori con milioni di esercizi commerciali attraverso pagamenti digitali sicuri, Visa aiuta le destinazioni europee a trasformare tali aspettative in un’esperienza sul posto affidabile e più fluida”,  il commento di Bea Larregle, SVP and Group Country Manager Southern Europe di Visa.

  • organizzazione

    Nico Torrisi confermato, per acclamazione, presidente di Federalberghi Sicilia per i prossimi cinque anni.

    Torrisi sarà affiancato dalla vicepresidente vicario Rosa Di Stefano e dai vicepresidenti Christian Del Bono, Rosario Dibennardo, Antonio Marino, Francesco Picarella, Francesco Randone e Gerhard Schuler.

    In occasione dell'assemblea sono stati eletti anche i componenti della giunta Pierpaolo Biondi, Giovanni Damiano Lombardo, Giovanni Occhipinti, Giuseppe Minniti Traina, Antonio Tommasi si aggiungono ai presidenti onorari Giuseppe Neri e Giuseppe Trefiletti.

     

  • risorse umane

                                                                                  “Entusiasmo e flessibilità”

    Fabio Ferrari, capo ricevimento dell’Hotel Bertelli di Madonna di Campiglio, ci racconta come si svolge il suo lavoro e le qualità che servono per farlo al meglio

    di Angelo Candido

    Se, come si racconta, l’opinione che ci facciamo sulle cose avviene nei primi sette secondi, allora possiamo dire che il ricevimento, appena entriamo in un albergo, ci dà l’immagine che poi conserveremo più a lungo di quella stessa struttura. Quindi, il ricevimento è particolarmente importante in una struttura ricettiva, perché è come se fosse il suo biglietto da visita.

    Ne parliamo con Fabio Ferrari, capo ricevimento dell’Hotel Bertelli di Madonna di Campiglio.

    Fabio, qual è stato il tuo percorso all’interno del mondo turistico-ricettivo-alberghiero?

    Una volta finita la scuola ho lavorato in più attività turistiche, non subito in albergo. Poi, dopo essere stato impegnato all’ufficio turistico di Madonna di Campiglio e Vinzolo, ho inviato il curriculum all’Hotel Bertelli. A essere sinceri, era un lavoro che non avevo mai fatto, ma mi era stato detto che cercavano del personale da uno dei capi dell’azienda del turismo di allora e ho provato. Era aprile 2018, ormai sono sei anni. Sono partito come normale impiegato alla ricezione e poi pian piano, nel tempo, sono diventato capo ricevimento.

    Qual è la cosa che ti appassiona di più del tuo lavoro?

    Sicuramente il fatto che si è a contatto con la gente, ogni giorno e con persone diverse. È anche bello conoscere tante culture: anche se solo per pochi giorni, mi piace avere un confronto con diversi tipi di turisti che arrivano da varie parti del mondo. Ed è bello perché ci sono momenti più formali e altri dove si scambia qualche parola, fino a diventare quasi “amici” degli ospiti. E questa è indubbiamente la cosa che mi piace di più.

    Per questo contatto giornaliero con persone anche lontane dalla nostra quotidianità, a tuo avviso quali competenze particolari bisogna avere? E su cosa bisogna puntare nella propria formazione?

    Penso che bisogna essere anche un po’ portati caratterialmente per stare in mezzo alla gente, non tutti riescono a essere aperti. Bisogna essere il più possibile flessibili perché poi, logicamente, gli ospiti hanno tante richieste e magari alcune non rientrano nelle competenze di quello che è prettamente l’ambito lavorativo e, quindi, bisogna essere capaci di accontentare un po’ tutti. Di conseguenza, a volte è necessario avere anche tanta pazienza e cercare di far andare le cose nella migliore maniera possibile, sempre pensando alla soddisfazione del cliente.

    Pazienza e capacità di essere flessibili, cioè problem solving. Hai qualche aneddoto da raccontare, qualcosa di particolare o significativo che ti è capitato in questi anni?

    Non è proprio un racconto in sé, ma un insieme di piccoli aneddoti, nel senso che, con la moltitudine di persone che si conoscono bisogna essere, a mio avviso, anche capaci di captare un po’ le opportunità, magari conoscendo gente che lavora pure in diversi ambiti, con diverse passioni. Ma la capacità di crearsi contatti è una cosa secondo me molto interessante. Mi è successo di avere contatti anche al di fuori del lavoro, avere stretto delle amicizie oppure aver avuto delle opportunità lavorative anche in altri ambiti. Può piacere o meno, ma questo lavoro porta anche queste possibilità.

    Questa intervista è diretta principalmente a un pubblico di ragazzi che si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro, che vogliono capire bene di cosa si tratti. Dalla tua esperienza – nonostante la giovane età sei un capo ricevimento – che consiglio daresti a un coetaneo per seguire la tua strada?

    Mi baso su quello che dicevo prima. Sicuramente, essere flessibile perché il mio non è un lavoro schematico, c’è sempre qualcosa di inaspettato. Ed essere capace di gestire soprattutto i tempi perché, anche se i due reparti possono essere separati, ci si occupa sia di front office che di back office e bisogna essere capaci di controllare le tempistiche perché poi, comunque, si sa che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Ed essere entusiasta e curioso e, se capita di doversi fermare al lavoro oltre il proprio orario, va fatto perché è importante. Ricapitolando: flessibilità, sorriso ed empatia sia tra colleghi sia con la clientela, per sé stessi e per la riuscita del lavoro, che è far stare bene l’ospite.

    Quindi, disponibilità. Se tu dovessi descrivere il tuo percorso, dagli inizi a oggi, come definiresti il tuo ruolo di capo ricevimento, molto importante nelle aziende alberghiere?

    La prima fase è sicuramente l’apprendimento: io ho cercato di imparare il più possibile da colleghi con molta più esperienza. E poi, molto semplicemente, come negli altri lavori, darsi da fare cercando di metterci passione. Come dicevo prima, è un lavoro per cui secondo me bisogna essere portati, non tutti riescono a stare in mezzo alla gente. E io anche con passione ed entusiasmo sono arrivato ad avere questo ruolo.

    Oggi ci sono nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale, i software che vi aiutano a fare quello che prima erano mansioni svolte personalmente con il cartaceo e che ora necessitano di conoscenze informatiche. Pensi che il tuo lavoro, nell’era sempre più digitale, possa cambiare? E come?

    Parlando anche con il mio capo, che mi spiegava come si è evoluto il lavoro anche negli anni Novanta e decisamente dal Duemila in poi, c’è stato un bel cambiamento, a cominciare dall’invio dei preventivi rispetto a una volta, quando si faceva tutto al telefono. Ma anche il planning era tutto cartaceo. Lui mi ha sempre detto che, senza dubbio, è cambiato molto il modo di lavorare, però si creano nuovi compiti. Oggi, ad esempio, non c’è più bisogno di mandare le schedine manualmente alla questura però, comunque, ci sono altre mansioni che richiedono questi nuovi strumenti. E una figura come la nostra sarà sempre importante, perché il contatto umano, secondo me, è una di quelle cose che all’ospite resta più impresso una volta tornato a casa. Quelle quattro parole al check-in o in un momento della vacanza sono più incisive di quanto, magari, sia “tecnologico” l’albergo. Quindi, sicuramente e specialmente in località turistiche, una figura umana alla reception credo che rimarrà un punto fondamentale.

  • interviste

    Seconda Chance

    È il nome dell’associazione che ha costruito un ponte tra le carceri e le aziende, con cui viene data ai detenuti l’opportunità di ricominciare, entrando nel mondo del lavoro

    di Barbara Bonura

    Giornalista televisiva de La7, attiva nel mondo del terzo settore, Flavia Filippi si è fatta regista di un’iniziativa che, dall’inizio a oggi, sta dando straordinari risultati. In questa intervista ci racconta la nascita della sua “Seconda Chance”: dall’interno delle carceri, l’entusiasmo e il desiderio di integrare nel mondo del lavoro detenuti modello.

    Che cosa è Seconda Chance, com’è nata e su quali obiettivi è orientata?

    Io parto dalla mia professione di giornalista al Tg de La7. Cinque anni fa ho creato Seconda Chance e per lungo tempo sono andata avanti da sola. Nel 2022 ho poi fondato l’Associazione Seconda Chance, iscritta al RUNTS, ovvero il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. In sostanza, rappresentiamo un ponte tra le carceri italiane e le aziende. Dopo aver lavorato in solitaria, finalmente oggi sono riuscita a costituire un gruppo che opera nei vari territori, tra Lombardia,  Piemonte, Veneto, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, fino all’Emilia-Romagna, la Toscana e il Lazio, con una certa concentrazione a Roma. Nel Sud, purtroppo, la situazione è più critica: è difficile trovare dei collaboratori. L’obiettivo è creare una squadra di soggetti semiprofessionisti, che si dedichino intensamente all’attività dell’Associazione.

    Che cosa fanno sui territori i vari collaboratori coinvolti in Seconda Chance?

    Siamo una trentina di persone che, come dei globe-trotter, girano tra bar, ristoranti, alberghi, circoli sportivi, palestre, autofficine, parrucchieri, fabbriche, paninerie e quant’altro per far conoscere il nostro progetto. Un progetto sociale che mira a portare le aziende nelle carceri per valutare personale detenuto, tenendo anche conto del fatto che si può usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge Smuraglia. In questo “scouting”, noi proponiamo anche la valutazione di ex detenuti o persone in detenzione domiciliare che molto spesso non hanno la possibilità di mantenere la propria famiglia. è personale selezionato dalla direzione del carcere e non da noi. Si tratta di individui meritevoli, che alle spalle non hanno nè sanzioni né richiami disciplinari. Gli imprenditori possono accedere al carcere con noi senza alcun impegno. Se poi si trova il profilo giusto, si può offrire un contratto di 4 mesi o 6 mesi, anche part-time, ovviamente previo periodo di prova. Va però ricordato che, una volta che l’imprenditore fa la sua offerta, trascorrerà diverso tempo prima che il magistrato di sorveglianza autorizzi il detenuto a uscire per poter lavorare.

    In questa vostra attività avete dei partner che vi supportano?

    Sì, abbiamo dei partner che vanno dal piccolo bar sotto casa ad Autogrill, Autostrade, Gruppo Cremonini, McDonald’s, Acqua Vera, Acqua San Pellegrino. Abbiamo anche il supporto del Vaticano, dell’Istituto Superiore di Sanità, Primark e dei negozi per animali Arcaplanet. Proprio di recente ci siamo accostati a Federalberghi.

    Come è nato questo contatto con la Federazione?

    Grazie al vicepresidente di Federalberghi Giuseppe Roscioli, il quale ha scelto di fare l’esperienza di venire presso il carcere con noi, richiedendo un colloquio per individuare una figura professionale necessaria alla sua azienda. Prima ancora, anche Massimo Bettoja aveva fatto lo stesso percorso, riuscendo poi a integrare nella sua struttura un profilo selezionato al nostro interno che attualmente sta svolgendo al meglio il suo lavoro. Va detto che abbiamo esempi virtuosi. Ad esempio, uno dei nostri ragazzi, finita la pena, si è  iscritto a Economia Aziendale ed è poi stato assunto a tempo indeterminato, con tanto di premio da parte dell’imprenditore che lo aveva scelto.

    Più recentemente, abbiamo partecipato alla riunione dei direttori e dei segretari delle organizzazioni aderenti a Federalberghi, insieme ai quali confidiamo di fare un bel percorso, anche e soprattutto sotto il profilo della formazione. è stato già messo a terra con l’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio il progetto di un corso per camerieri nel carcere di Civitavecchia. Inoltre, la proposta che è stata fatta al Provveditore alle carceri di Lazio, Abruzzo e Molise è quella di impostare altri corsi di formazione nelle carceri di Velletri e Frosinone, entrambi territori con una grande vocazione turistica. L’obiettivo per noi è quello di valorizzare il capitale umano delle persone che stanno facendo il loro percorso nelle carceri. Qui si trovano individui di grande capacità, che sognano soltanto di avere una possibilità, appunto, una seconda chance, per dimostrare ciò che sanno fare.

    Secondo lei può nascere qualche difficoltà per gli imprenditori che iniziano un rapporto di lavoro con una persona che proviene dal carcere?

    Dopo la procedura che prevede il colloquio all’interno delle strutture penitenziarie, una volta che il detenuto arriva a ricoprire la mansione per la quale è stato scelto, è ovvio che ci sarà una fase di “atterraggio”, per così dire. Ci sono imprenditori che s’irrigidiscono, magari pentendosi della decisione presa; c’è chi invece considera un valore aggiunto l’ingresso di un detenuto all’interno del proprio team di lavoro, considerandolo come tutti gli altri e chiedendo al gruppo di mostrare massima accoglienza al nuovo collega.

    Qual è il bilancio che si potrebbe delineare oggi per Seconda Chance?

    Direi buono. Abbiamo posto in essere protocolli importanti, con Fipe Confcommercio, Ance e i costruttori edili di buona parte del Lazio, con la Biennale di Venezia, oltre che, naturalmente, con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Indubbiamente la cucina, la ristorazione e il mondo dell’ospitalità rappresentano il bacino più ampio e diretto per la valorizzazione di queste persone, così vogliose di migliorare e, soprattutto, di lavorare.

  • Imprese del turismo

    Sul numero 9/2026 della newsletter di Federalberghi si parla di ora legale permanente, di ritenuta sulle provvigioni, delle staff house, delle nuove modalità di pagamento della SIAE e di tanto altro ancora.

  • Turismo d'Italia

    Turismo d'Italia è l'organo di stampa ufficiale di Federalberghi.

     

    La rivista, nata nel 1958, oltre a illustrare la posizione della federazione sugli argomenti di principale importanza per le imprese turistico ricettive, è ricca di articoli di design e di informazione tecnico professionale.

Cybersecurity, priorità per le imprese italiane

Tra i principali investimenti attesi per il 2026, la sicurezza informatica è tra le priorità, insieme all’intelligenza artificiale

di Serena Fumagalli e Martina Mannino*

Pochi dati sono sufficienti a mostrare quanto la sicurezza informatica sia oggi una priorità strategica per il Paese. Infatti, secondo il Rapporto Clusit 2025, nel primo semestre 2025 non è aumentato solo il numero degli incidenti cyber, ma anche la loro gravità media, confermando una tendenza ormai strutturale.

Già nel 2024, il 77% degli incidenti registrati aveva un impatto “critico” o “alto”, in forte crescita rispetto al 50% del 2020.
Nei primi sei mesi del 2025 la situazione è ulteriormente peggiorata: a livello globale, l’82% degli attacchi ha avuto un impatto “grave” o “critico”.

Il processo di digitalizzazione che sta caratterizzando il sistema economico, con una crescente pervasività di soluzioni ICT applicate in molteplici settori, dall’energia ai trasporti, dalla manifattura ai servizi, rende i processi più efficienti, ma allo stesso tempo anche più esposti agli attacchi informatici. Le organizzazioni si dovranno sempre più attrezzare per gestire eventuali attacchi, attraverso l’adozione di strategie diverse, tra cui ad esempio la separazione delle reti informatiche, l’aggiornamento continuo di tutti i dispositivi e software utilizzati, così come quello di programmi e sistemi. Sarà inoltre sempre più necessario progettare sistemi già pensati per resistere agli attacchi (resilienza “by design”), integrando la sicurezza fin dall’inizio e non solo come intervento successivo, con un ruolo crescente dell’intelligenza artificiale (IA).

Le statistiche Istat consentono di fare ulteriore luce sul fenomeno, distinguendo anche per dimensione aziendale ed evidenziando così significative differenze tra grandi e piccole imprese.

Nel 2024, il 15,8% delle imprese con almeno 10 addetti (considerando il totale delle attività economiche) ha avuto incidenti di sicurezza ICT con riflessi negativi sull’operatività delle stesse, come ad esempio l’indisponibilità dei servizi ICT, distruzione o danneggiamento dei dati o divulgazione di quelli riservati. Si tratta di una percentuale significativa, che sale addirittura al 22,6% tra le imprese con  100-249 addetti e al 29,9% tra quelle con almeno 250 addetti.

L’incidenza del fenomeno è quindi maggiore tra le imprese più grandi, anche perché è tra queste che gli investimenti in tecnologia sono più rilevanti. In queste realtà è inoltre più rilevante il tema della valutazione del rischio ICT: oltre l’80% delle imprese indicano infatti che viene effettuata questa particolare attività, quasi il doppio rispetto al totale delle attività, che conferma come i soggetti più colpiti siano anche quelli più attenti alla valutazione dei rischi stessi.

La complessità dello scenario dei rischi informatici e la gravità delle conseguenze degli attacchi impongono una sempre maggiore sensibilizzazione sul tema anche all’interno delle imprese stesse.

Negli ultimi anni è aumentata la quota di aziende che rende i propri addetti consapevoli dei loro obblighi in materia di sicurezza ICT tramite formazione obbligatoria (dal 22 al 26% tra il 2022 e il 2024).Tra queste, è cresciuta la quota di imprese prevede tale formazione per contratto (dal 23,5% al 37,4%), rendendo la consapevolezza degli obblighi in materia di sicurezza informatica un dovere contrattuale specifico.

Le imprese stanno affrontando la sfida imposta dagli attacchi cyber con un mix articolato di strategie, che coinvolge sia le imprese più grandi, che stanno rafforzando ulteriormente i loro meccanismi di autenticazione e le loro politiche di contrasto a questi rischi, che quelle più piccole che stanno provando a colmare i ritardi che le caratterizzano.

Tra il 2022 e il 2024, la quota di imprese che utilizza una combinazione di almeno due meccanismi di autenticazione è passata dal 27,1% al 37,4%, con un aumento che ha riguardato sia le grandi aziende che le PMI. In particolare, per le imprese con più di 250 addetti si è passati dal 58% al 73,2%, mentre per le altre si è osservato in media un aumento di circa 12 punti percentuali, dal 32% al 44%. Anche la quota di imprese che utilizza almeno 7 misure di sicurezza ICT, quindi con un’attenzione importante al tema cybersecurity, ha mostrato un incremento, passando dal 28% al 32,2%. Le grandi imprese hanno raggiunto l’85%, ma sono soprattutto le imprese con 50-99 dipendenti a mostrare l’incremento più significativo, passando dal 47,5% al 57,1%. Anche le piccole comunque mostrano marginali progressi.

La consapevolezza dell’importanza di aumentare la sicurezza informatica emerge anche dai risultati dell’indagine che Intesa Sanpaolo ha realizzato tra novembre e dicembre 2025, coinvolgendo un campione di colleghi Gestori imprese, che restituisce il sentiment del sistema produttivo su molteplici tematiche. È infatti emerso come tra i principali investimenti attesi per il 2026 la cybersecurity sia tra le priorità, insieme all’intelligenza artificiale.

IA e cybersecurity sono tecnologie che sempre più risultano interconnesse e sinergiche. L’IA è ormai utilizzata sia in chiave offensiva sia difensiva. I cybercriminali la impiegano infatti per rendere più sofisticati phishing e malware e per automatizzare gli attacchi, mentre le imprese la sfruttano per migliorare il rilevamento delle minacce, velocizzare la risposta agli incidenti e ottimizzare le attività di sicurezza. L’IA si configura, quindi, come un potente acceleratore, capace di potenziare tanto le strategie di attacco quanto quelle di difesa.

Gli investimenti in tecnologia saranno fondamentali in tutti i settori dell’economia, anche in quello del turismo dove i processi sono sempre più digitalizzati. Non è un caso che, nell’ambito dell’ampia strategia complessiva a sostegno del settore, la banca ha rinnovato nell’estate del 2024 il proprio impegno per il turismo con 10 miliardi di euro di nuovo credito, che si sono andati ad aggiungere ai circa 9 miliardi di liquidità erogati al comparto nel triennio precedente. Un plafond volto a incentivare nuovi investimenti in competitività tecnologica, efficientamento energetico e sostenibilità lungo tre assi: digitalizzazione del modello di servizio, riqualificazione e aumento degli standard qualitativi delle strutture, sostenibilità ambientale dell’offerta.

*Intesa Sanpaolo Research Department

Martedì 26 maggio, dalle 10 alle 12.30 all’ex palmento Di Rudinì in contrada Lettiera, si svolgerà  un tavolo territoriale sull’istruzione turistica, con focus sulla Sicilia orientale.

L’iniziativa è promossa dall’Istituto superiore “Paolo Calleri” di Pachino-Rosolini, con il coordinamento dell’Ufficio scolastico regionale siciliano e la collaborazione di Federalberghi, Fipe, Unioncamere, Rete degli ITS Academy del Turismo e Re.Na.I.A., la rete nazionale degli istituti alberghieri.

I tavoli territoriali nascono da una constatazione semplice: “nel turismo, che è un settore ad alta intensità di lavoro, la qualità delle risorse umane è determinante, e il dialogo tra chi forma e chi assume avviene ancora troppo raramente in modo strutturato. L’obiettivo è costruire un punto di incontro stabile tra scuole, istituti tecnici superiori e aziende del comparto, capace di tradursi in percorsi formativi più aderenti alle esigenze reali del mercato”.

I temi affrontati nel corso della giornata spazieranno dall’orientamento professionale nelle scuole secondarie di primo grado all’integrazione dell’esperienza d’impresa nei programmi scolastici, dal potenziamento degli stage alla certificazione delle competenze acquisite durante i percorsi alternanza. Si parlerà anche di come facilitare concretamente l’incontro tra chi cerca lavoro e chi cerca personale qualificato.

I saluti istituzionali saranno portati da Filippo Serra, direttore generale dell’USR Sicilia. L’introduzione al tavolo territoriale è affidata invece a Barbara Nanè, dirigente scolastica dell’IISS Calleri e vice delegata regionale Re.Na.I.A. Tra gli altri interventi previsti, quelli di Filippo Ciancio, coordinatore del servizio ispettivo USR Sicilia; Mavie Fesco e Grazia Romano per Federalberghi; Barbara Degl’Innocenti, delegata regionale Renaia della Toscana; Andrea Corso e Giovanni Di Mauro, rispettivamente presidente e direttore dell’ITS Academy di Siracusa; Riccardo Coccorullo e Andrea Chiriatti per il Gruppo Giovani FIPE; Virginia Zaccaria, direttrice di Confcommercio Siracusa; e Rosario Condorelli per la CCIAA Sud Est Sicilia.

Il primo dei due appuntamenti siciliani si terrà a Palermo il 25 maggio, nell’Aula Magna “Mario Francese” dell’IPSSEOA “Pietro Piazza”. Quello di Pachino rappresenta la tappa orientale di un percorso che intende coinvolgere il territorio in modo capillare, portando il confronto fuori dalle sedi istituzionali tradizionali e in mezzo alle realtà produttive locali.

                                                    Il nuovo sistema degli incentivi per le imprese

L’ultima Legge di bilancio contiene un ampio ventaglio di misure agevolative per le imprese turistico-ricettive e termali

di  Antonio Griesi

Il settore turistico rappresenta uno dei principali motori dell’economia nazionale, sia in termini di contributo al prodotto interno lordo sia per l’impatto occupazionale e territoriale.

Negli ultimi anni, il comparto ha evidenziato la necessità di un rafforzamento strutturale degli strumenti di sostegno agli investimenti, in grado di favorire non solo la ripresa quantitativa dei flussi turistici, ma anche un’evoluzione qualitativa dell’offerta, orientata alla destagionalizzazione, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.

In tale contesto, sono molteplici gli interventi sul fronte delle agevolazioni previsti dalla manovra finanziaria per l’anno 2026. Scopriamoli.

Bonus edilizi

Per quanto riguarda i bonus edilizi, nello specifico ecobonus e sismabonus (anche per gli acquisti), sono confermate per il 2026 le aliquote di detrazione del 50% in vigore nel 2025.

Nel 2026, pertanto, non ci sarà nessun taglio delle percentuali agevolative, come invece previsto dalla precedente Legge di bilancio. La riduzione slitta al 2027.

Iperammortamento

è stato, inoltre, reintrodotto l’iperammortamento per gli investimenti in nuovi beni strumentali, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, in sostituzione dei crediti di imposta 4.0 e Transizione 5.0.

La maggiorazione è riconosciuta in relazione agli investimenti per beni prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, effettuati dal 1 gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Zes unica mezzogiorno

Vengono estesi il credito d’imposta ZES Unica Mezzogiorno (che comprende le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e le zone assistite delle regioni Abruzzo, Umbria e Marche) e il credito di imposta ZLS agli investimenti realizzati dal 1 gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.

La nuova Sabatini

Il rifinanziamento della Nuova Sabatini, con 200 milioni di euro per l’anno 2026 e 450 milioni di euro per l’anno 2027, assicura continuità a uno dei principali strumenti agevolativi nazionali, che si è rivelato efficace, anche in chiave anticongiunturale, per la crescita e il rilancio degli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese.

Le altre novità

- rifinanziamento dei contratti di sviluppo;

- incremento delle risorse per il credito di imposta 4.0.

- nuovo Conto Termico 3.0: è già attivo il portale GSE per la richiesta dei contributi per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili;

- fondo di garanzia per le PMI, le cui modalità di funzionamento in vigore nel 2025 sono prorogate per tutto il 2026.

HeyLight porta nel turismo la flessibilità che i clienti richiedono

Le vacanze a rate sono sempre di più una tendenza: prenotazioni più facili e incassi senza problemi

Nel turismo, sempre più digitale, cresce la richiesta di soluzioni che rendano la spesa più sostenibile. Con i costi in aumento, molti viaggiatori cercano modalità di pagamento più leggere: il 26% degli italiani vorrebbe pagare il viaggio a rate e il 60% sceglierebbe servizi superiori grazie alla dilazione (Osservatorio Travel Innovation - Politecnico di Milano - gennaio 2026).

Nel 2025 il comparto dell’ospitalità ha raggiunto 38,7 miliardi di euro e l’e-commerce rappresenta il 57% delle transazioni (HeyLight focus on Travel - ottobre 2025).

La destagionalizzazione sostiene la domanda: nel terzo trimestre 2025 le presenze sono salite del 2,5% e la saturazione online a dicembre ha raggiunto il 45,1%, +6,8% sul 2024 (Ministero del Turismo - Come va il turismo in Italia - dicembre 2025).

Una vacanza di pochi giorni supera i 1.233 euro a persona e un italiano su quattro preferisce dilazionare la spesa.

HeyLight, la soluzione Buy Now Pay Later di Compass, consente di suddividere importi fino a 5mila euro in 12 rate, con esito nella stessa sessione e prima rata dopo 30 giorni. Gli operatori incassano in 48 ore e migliorano conversioni e marginalità. Il servizio è multicanale: in agenzia, tramite SmartPOS o PC, online e con integrazione nel booking engine o a distanza tramite link inviato via e-mail o SMS.

La soluzione dedicata all’accomodation dà la possibilità al cliente di prenotare subito e pagare gradualmente fino al check-in. Riduce così la necessità di sconti da parte degli operatori e incentiva le prenotazioni anticipate, attirando anche clienti internazionali attenti al budget.

I risultati lo confermano: chi usa la rateizzazione spende fino al 40% in più e genera incrementi di fatturato tra il 10% e il 30%. Il 38% prenoterebbe solo grazie alla dilazione e il 94% è pronto a riutilizzare il servizio (Osservatorio Compass Buy Now Pay Later - aprile 2025).

Il 10, 11 e 12 aprile a Isnello, nel Parco delle Madonie, si è svolta la XIX edizione della Festa delle Verdure Tradizionali ed Antiche delle Madonie, accompagnata dalla conferenza “Le Verdure Spontanee delle Madonie”.

Si tratta di un appuntamento ormai consolidato che, anno dopo anno, rinnova il dialogo tra sapere scientifico, tradizione e sviluppo territoriale.

Ad aprire i lavori il sindaco di Isnello, Marcello Catanzaro, che ha sottolineato il valore identitario di una manifestazione capace di coniugare memoria e prospettiva.

I relatori sono state personalità del mondo accademico, sanitario e imprenditoriale: Rosario Schicchi, direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Palermo; Francesca Cerami, presidente Idimed; Daniela Sclafani, imprenditrice e presidente della società cooperativa Florida; Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo; Andrea Arini, gastroenterologo; Piergiorgio Lo Verde, dietista ed il presidente dell’Ente Parco delle Madonie, Giuseppe Ferrarello, che ha posto al centro dell’attenzione il ruolo strategico delle verdure spontanee come espressione viva della biodiversità del territorio madonita.

"Queste non rappresentano soltanto un patrimonio botanico di straordinaria ricchezza, ma anche un elemento fondamentale nella relazione tra uomo e ambiente, capace di generare nuove forme di consapevolezza, aggregazione e valorizzazione territoriale - ha detto Ferrarello - 

ll recupero e la valorizzazione delle verdure spontanee non è soltanto un atto di tutela ambientale, ma un investimento culturale e sociale, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di promuovere un modello di sviluppo sostenibile fondato sulla conoscenza e sul rispetto della natura. L’iniziativa ha evidenziato, ancora una volta, come il patrimonio vegetale spontaneo delle Madonie possa diventare volano di turismo esperienziale, di educazione alimentare e di ricerca scientifica, contribuendo a delineare un modello virtuoso di integrazione tra tutela ambientale e sviluppo economico”.  

Federalberghi, esprime “apprezzamento per il comunicato stampa del ministero dell’Economia e delle Finanze che preannuncia il differimento, al 1° maggio, dell’entrata in vigore della nuova ritenuta sulle commissioni che gli alberghi pagano agli intermediari (portali di prenotazione, tour operator e agenzie di viaggio, etc.)”.

“Confidiamo che i due mesi che ci separano dalla nuova scadenza siano utili al fine di fare chiarezza sulle modalità applicative e sull’individuazione dei destinatari, in specie con riferimento agli intermediari stranieri”.

“Auspichiamo inoltre che si possa svolgere una riflessione sulla possibilità di riconsiderare l’applicazione dell’istituto nel settore turismo, che comporterà notevoli oneri amministrativi e gestionali per le imprese, a fronte dei quali le casse dello Stato trarranno modesti benefici”. 

 

Secondo lo studio “Travel Trends 2026 - Italy Inbound”,  il 51% dei viaggiatori provenienti da UK, USA, Cina ed Emirati Arabi sono turisti che ritornano nel nostro Paese.

La ricerca è stata commissionata da Visa e realizzata da Payment Innovation Hub su un campione di 1.962 adulti (18-65 anni) in USA, UK, Cina ed Emirati Arabi Uniti tra febbraio e marzo 2026.

Lo studio ha evidenziato come il Lazio sia la regione più visitata dai viaggiatori statunitensi, mentre la Lombardia è la preferita dai turisti cinesi. La Toscana è invece la prima scelta per i visitatori britannici.

Secondo l’indagine, i visitatori dall’estero si affidano ai pagamenti digitali per alloggio, trasporti e shopping, indicando sicurezza, praticità e ampia accettazione come fattori determinanti.

Quasi la metà dei viaggiatori intervistati (47%) utilizza già l’intelligenza artificiale per pianificare e organizzare il proprio viaggio e oltre un terzo è disponibile, in futuro, a pagare tramite AI.

Tra i dati che emergono dallo studio Travel Trends 2026, l’Italia continua ad attrarre visitatori internazionali grazie al suo ricco patrimonio culturale e alle città iconiche, che rimangono le principali motivazioni di viaggio per oltre la metà dei visitatori intervistati (62% e 55%). Inoltre, più di un turista su due afferma di aver già visitato il Paese in passato.

Anche le abitudini di soggiorno stanno cambiando, con vacanze più brevi che diventano sempre più comuni: i viaggi compresi tra i 4 e i 7 giorni rappresentano il 48% delle visite tra gli intervistati, mentre quelli di oltre una settimana si attestano al 39%.

Parte di questo cambio è dovuto al nuovo ruolo dell’Italia, vista non più come meta finale, ma come località inserita all’interno di itinerari più ampi in Europa. In tal senso, la Francia si afferma come la destinazione più abbinata (45%), seguita da Regno Unito e Germania (31%), Spagna (24%) e Turchia (22%).

Fra le regioni preferite da statunitensi ed emiratini, il Lazio domina la classifica, in linea con i dati dell’anno scorso. Lo studio dimostra inoltre che i turisti cinesi privilegiano la Lombardia mentre i viaggiatori britannici preferiscono la Toscana.

Spesa stabile con in testa gli USA e crescente domanda di esperienze di lusso personalizzate

Lo studio mostra che il budget destinato ai viaggi rimane complessivamente stabile. Il 63% dei viaggiatori intervistati dichiara di voler mantenere la propria disponibilità in linea con i livelli dell’anno precedente, mentre il 29% intende aumentarla. La spesa media varia tra i 1.680 (UK) e i 2.905 euro (USA) a persona, rappresentando, secondo l’indagine Visa, rispettivamente il 10% e il 14% del reddito annuale.

Nel segmento dei servizi premium, permane l’interesse per esperienze esclusive e personalizzate. Tra queste rientrano accesso privato a siti e musei (51%), ristorazione stellata (47%), attività di personal shopping (40%) e biglietti VIP per eventi sportivi (30%). I turisti alto spendenti si concentrano principalmente su soggiorni in hotel a 5 stelle (21%), tour privati ed esperienze su misura (10%), servizi di personal shopping (10%) e proposte legate al benessere, come spa e trattamenti luxury (9%).

Pagamenti: si consolida il digitale

Il 44% dei turisti intervistati prevede di utilizzare le stesse modalità di pagamento del proprio Paese d’origine. In generale, le carte di credito o debito e i mobile payment rappresentano l’opzione preferita per coprire le spese più rilevanti, quali i costi dell’alloggio (81%), i trasporti a lunga distanza (78%) e gli acquisti nei grandi negozi (78%).

Inoltre, il 22% prevede di estendere l’uso dei pagamenti digitali durante il viaggio, spinto da ragioni di sicurezza (57%), comodità d’uso (55%) e ampia accettazione (48%). In espansione anche il ricorso a carte di viaggio dedicate, adottate dal 58% dei turisti (in crescita rispetto al 53% del 2025). Fra i turisti che prevedono di ridurre l’uso del contante, i viaggiatori cinesi sono i più propensi a ricorrere a metodi di pagamento alternativi, con un punteggio medio record di 8,0 (il 70% di loro ha registrato un punteggio compreso tra 8 e 10).

“I pagamenti digitali continuano a essere un elemento abilitante dell’esperienza turistica: non solo semplificano le transazioni lungo tutto il viaggio, ma permettono anche maggiore sicurezza, controllo della spesa e integrazione con strumenti avanzati come l’AI. Questa evoluzione riflette una trasformazione più ampia, in cui il pagamento non è più solo un momento transazionale, ma parte di un iter sempre più fluido, immediato e senza attriti”, ha dichiarato Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia.

L’AI aiuta nell’organizzazione del viaggio

Non più solo una fonte di ispirazione: nel 2026, l’intelligenza artificiale accompagna i turisti lungo tutto il percorso di viaggio. Quasi la metà degli intervistati (47%) la usa o la userebbe per organizzare il proprio soggiorno, mentre l’82% la considera uno strumento affidabile. Il vero salto è a livello operativo: le persone la scelgono soprattutto per ottimizzare il tempo (57%), scovare mete poco conosciute (47%), ricevere suggerimenti per destinazioni non considerate (46%) e trovare offerte economicamente vantaggiose (43%).

Oltre un terzo degli intervistati (36%), inoltre, si dice disponibile a effettuare in futuro pagamenti tramite AI. L’adozione è particolarmente elevata tra i turisti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Cina (49%), mentre la fiducia nei confronti di questa tecnologia gode di un consenso ancora più ampio, con i viaggiatori di Emirati Arabi Uniti (fino al 61%) e dagli Stati Uniti (50%) in testa.

“In alcune delle destinazioni più visitate d’Europa, come l’Italia, la Spagna e la Grecia, stiamo assistendo all’arrivo di viaggiatori con aspettative ben precise: le esperienze vengono al primo posto e i pagamenti devono funzionare senza intoppi. I pagamenti digitali sono diventati una parte invisibile ma essenziale del modo in cui le persone viaggiano e compiono acquisti. Mettendo in contatto i visitatori con milioni di esercizi commerciali attraverso pagamenti digitali sicuri, Visa aiuta le destinazioni europee a trasformare tali aspettative in un’esperienza sul posto affidabile e più fluida”,  il commento di Bea Larregle, SVP and Group Country Manager Southern Europe di Visa.

Nico Torrisi confermato, per acclamazione, presidente di Federalberghi Sicilia per i prossimi cinque anni.

Torrisi sarà affiancato dalla vicepresidente vicario Rosa Di Stefano e dai vicepresidenti Christian Del Bono, Rosario Dibennardo, Antonio Marino, Francesco Picarella, Francesco Randone e Gerhard Schuler.

In occasione dell'assemblea sono stati eletti anche i componenti della giunta Pierpaolo Biondi, Giovanni Damiano Lombardo, Giovanni Occhipinti, Giuseppe Minniti Traina, Antonio Tommasi si aggiungono ai presidenti onorari Giuseppe Neri e Giuseppe Trefiletti.

 

                                                                              “Entusiasmo e flessibilità”

Fabio Ferrari, capo ricevimento dell’Hotel Bertelli di Madonna di Campiglio, ci racconta come si svolge il suo lavoro e le qualità che servono per farlo al meglio

di Angelo Candido

Se, come si racconta, l’opinione che ci facciamo sulle cose avviene nei primi sette secondi, allora possiamo dire che il ricevimento, appena entriamo in un albergo, ci dà l’immagine che poi conserveremo più a lungo di quella stessa struttura. Quindi, il ricevimento è particolarmente importante in una struttura ricettiva, perché è come se fosse il suo biglietto da visita.

Ne parliamo con Fabio Ferrari, capo ricevimento dell’Hotel Bertelli di Madonna di Campiglio.

Fabio, qual è stato il tuo percorso all’interno del mondo turistico-ricettivo-alberghiero?

Una volta finita la scuola ho lavorato in più attività turistiche, non subito in albergo. Poi, dopo essere stato impegnato all’ufficio turistico di Madonna di Campiglio e Vinzolo, ho inviato il curriculum all’Hotel Bertelli. A essere sinceri, era un lavoro che non avevo mai fatto, ma mi era stato detto che cercavano del personale da uno dei capi dell’azienda del turismo di allora e ho provato. Era aprile 2018, ormai sono sei anni. Sono partito come normale impiegato alla ricezione e poi pian piano, nel tempo, sono diventato capo ricevimento.

Qual è la cosa che ti appassiona di più del tuo lavoro?

Sicuramente il fatto che si è a contatto con la gente, ogni giorno e con persone diverse. È anche bello conoscere tante culture: anche se solo per pochi giorni, mi piace avere un confronto con diversi tipi di turisti che arrivano da varie parti del mondo. Ed è bello perché ci sono momenti più formali e altri dove si scambia qualche parola, fino a diventare quasi “amici” degli ospiti. E questa è indubbiamente la cosa che mi piace di più.

Per questo contatto giornaliero con persone anche lontane dalla nostra quotidianità, a tuo avviso quali competenze particolari bisogna avere? E su cosa bisogna puntare nella propria formazione?

Penso che bisogna essere anche un po’ portati caratterialmente per stare in mezzo alla gente, non tutti riescono a essere aperti. Bisogna essere il più possibile flessibili perché poi, logicamente, gli ospiti hanno tante richieste e magari alcune non rientrano nelle competenze di quello che è prettamente l’ambito lavorativo e, quindi, bisogna essere capaci di accontentare un po’ tutti. Di conseguenza, a volte è necessario avere anche tanta pazienza e cercare di far andare le cose nella migliore maniera possibile, sempre pensando alla soddisfazione del cliente.

Pazienza e capacità di essere flessibili, cioè problem solving. Hai qualche aneddoto da raccontare, qualcosa di particolare o significativo che ti è capitato in questi anni?

Non è proprio un racconto in sé, ma un insieme di piccoli aneddoti, nel senso che, con la moltitudine di persone che si conoscono bisogna essere, a mio avviso, anche capaci di captare un po’ le opportunità, magari conoscendo gente che lavora pure in diversi ambiti, con diverse passioni. Ma la capacità di crearsi contatti è una cosa secondo me molto interessante. Mi è successo di avere contatti anche al di fuori del lavoro, avere stretto delle amicizie oppure aver avuto delle opportunità lavorative anche in altri ambiti. Può piacere o meno, ma questo lavoro porta anche queste possibilità.

Questa intervista è diretta principalmente a un pubblico di ragazzi che si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro, che vogliono capire bene di cosa si tratti. Dalla tua esperienza – nonostante la giovane età sei un capo ricevimento – che consiglio daresti a un coetaneo per seguire la tua strada?

Mi baso su quello che dicevo prima. Sicuramente, essere flessibile perché il mio non è un lavoro schematico, c’è sempre qualcosa di inaspettato. Ed essere capace di gestire soprattutto i tempi perché, anche se i due reparti possono essere separati, ci si occupa sia di front office che di back office e bisogna essere capaci di controllare le tempistiche perché poi, comunque, si sa che l’imprevisto è sempre dietro l’angolo. Ed essere entusiasta e curioso e, se capita di doversi fermare al lavoro oltre il proprio orario, va fatto perché è importante. Ricapitolando: flessibilità, sorriso ed empatia sia tra colleghi sia con la clientela, per sé stessi e per la riuscita del lavoro, che è far stare bene l’ospite.

Quindi, disponibilità. Se tu dovessi descrivere il tuo percorso, dagli inizi a oggi, come definiresti il tuo ruolo di capo ricevimento, molto importante nelle aziende alberghiere?

La prima fase è sicuramente l’apprendimento: io ho cercato di imparare il più possibile da colleghi con molta più esperienza. E poi, molto semplicemente, come negli altri lavori, darsi da fare cercando di metterci passione. Come dicevo prima, è un lavoro per cui secondo me bisogna essere portati, non tutti riescono a stare in mezzo alla gente. E io anche con passione ed entusiasmo sono arrivato ad avere questo ruolo.

Oggi ci sono nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale, i software che vi aiutano a fare quello che prima erano mansioni svolte personalmente con il cartaceo e che ora necessitano di conoscenze informatiche. Pensi che il tuo lavoro, nell’era sempre più digitale, possa cambiare? E come?

Parlando anche con il mio capo, che mi spiegava come si è evoluto il lavoro anche negli anni Novanta e decisamente dal Duemila in poi, c’è stato un bel cambiamento, a cominciare dall’invio dei preventivi rispetto a una volta, quando si faceva tutto al telefono. Ma anche il planning era tutto cartaceo. Lui mi ha sempre detto che, senza dubbio, è cambiato molto il modo di lavorare, però si creano nuovi compiti. Oggi, ad esempio, non c’è più bisogno di mandare le schedine manualmente alla questura però, comunque, ci sono altre mansioni che richiedono questi nuovi strumenti. E una figura come la nostra sarà sempre importante, perché il contatto umano, secondo me, è una di quelle cose che all’ospite resta più impresso una volta tornato a casa. Quelle quattro parole al check-in o in un momento della vacanza sono più incisive di quanto, magari, sia “tecnologico” l’albergo. Quindi, sicuramente e specialmente in località turistiche, una figura umana alla reception credo che rimarrà un punto fondamentale.

Seconda Chance

È il nome dell’associazione che ha costruito un ponte tra le carceri e le aziende, con cui viene data ai detenuti l’opportunità di ricominciare, entrando nel mondo del lavoro

di Barbara Bonura

Giornalista televisiva de La7, attiva nel mondo del terzo settore, Flavia Filippi si è fatta regista di un’iniziativa che, dall’inizio a oggi, sta dando straordinari risultati. In questa intervista ci racconta la nascita della sua “Seconda Chance”: dall’interno delle carceri, l’entusiasmo e il desiderio di integrare nel mondo del lavoro detenuti modello.

Che cosa è Seconda Chance, com’è nata e su quali obiettivi è orientata?

Io parto dalla mia professione di giornalista al Tg de La7. Cinque anni fa ho creato Seconda Chance e per lungo tempo sono andata avanti da sola. Nel 2022 ho poi fondato l’Associazione Seconda Chance, iscritta al RUNTS, ovvero il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. In sostanza, rappresentiamo un ponte tra le carceri italiane e le aziende. Dopo aver lavorato in solitaria, finalmente oggi sono riuscita a costituire un gruppo che opera nei vari territori, tra Lombardia,  Piemonte, Veneto, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, fino all’Emilia-Romagna, la Toscana e il Lazio, con una certa concentrazione a Roma. Nel Sud, purtroppo, la situazione è più critica: è difficile trovare dei collaboratori. L’obiettivo è creare una squadra di soggetti semiprofessionisti, che si dedichino intensamente all’attività dell’Associazione.

Che cosa fanno sui territori i vari collaboratori coinvolti in Seconda Chance?

Siamo una trentina di persone che, come dei globe-trotter, girano tra bar, ristoranti, alberghi, circoli sportivi, palestre, autofficine, parrucchieri, fabbriche, paninerie e quant’altro per far conoscere il nostro progetto. Un progetto sociale che mira a portare le aziende nelle carceri per valutare personale detenuto, tenendo anche conto del fatto che si può usufruire delle agevolazioni fiscali previste dalla Legge Smuraglia. In questo “scouting”, noi proponiamo anche la valutazione di ex detenuti o persone in detenzione domiciliare che molto spesso non hanno la possibilità di mantenere la propria famiglia. è personale selezionato dalla direzione del carcere e non da noi. Si tratta di individui meritevoli, che alle spalle non hanno nè sanzioni né richiami disciplinari. Gli imprenditori possono accedere al carcere con noi senza alcun impegno. Se poi si trova il profilo giusto, si può offrire un contratto di 4 mesi o 6 mesi, anche part-time, ovviamente previo periodo di prova. Va però ricordato che, una volta che l’imprenditore fa la sua offerta, trascorrerà diverso tempo prima che il magistrato di sorveglianza autorizzi il detenuto a uscire per poter lavorare.

In questa vostra attività avete dei partner che vi supportano?

Sì, abbiamo dei partner che vanno dal piccolo bar sotto casa ad Autogrill, Autostrade, Gruppo Cremonini, McDonald’s, Acqua Vera, Acqua San Pellegrino. Abbiamo anche il supporto del Vaticano, dell’Istituto Superiore di Sanità, Primark e dei negozi per animali Arcaplanet. Proprio di recente ci siamo accostati a Federalberghi.

Come è nato questo contatto con la Federazione?

Grazie al vicepresidente di Federalberghi Giuseppe Roscioli, il quale ha scelto di fare l’esperienza di venire presso il carcere con noi, richiedendo un colloquio per individuare una figura professionale necessaria alla sua azienda. Prima ancora, anche Massimo Bettoja aveva fatto lo stesso percorso, riuscendo poi a integrare nella sua struttura un profilo selezionato al nostro interno che attualmente sta svolgendo al meglio il suo lavoro. Va detto che abbiamo esempi virtuosi. Ad esempio, uno dei nostri ragazzi, finita la pena, si è  iscritto a Economia Aziendale ed è poi stato assunto a tempo indeterminato, con tanto di premio da parte dell’imprenditore che lo aveva scelto.

Più recentemente, abbiamo partecipato alla riunione dei direttori e dei segretari delle organizzazioni aderenti a Federalberghi, insieme ai quali confidiamo di fare un bel percorso, anche e soprattutto sotto il profilo della formazione. è stato già messo a terra con l’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio il progetto di un corso per camerieri nel carcere di Civitavecchia. Inoltre, la proposta che è stata fatta al Provveditore alle carceri di Lazio, Abruzzo e Molise è quella di impostare altri corsi di formazione nelle carceri di Velletri e Frosinone, entrambi territori con una grande vocazione turistica. L’obiettivo per noi è quello di valorizzare il capitale umano delle persone che stanno facendo il loro percorso nelle carceri. Qui si trovano individui di grande capacità, che sognano soltanto di avere una possibilità, appunto, una seconda chance, per dimostrare ciò che sanno fare.

Secondo lei può nascere qualche difficoltà per gli imprenditori che iniziano un rapporto di lavoro con una persona che proviene dal carcere?

Dopo la procedura che prevede il colloquio all’interno delle strutture penitenziarie, una volta che il detenuto arriva a ricoprire la mansione per la quale è stato scelto, è ovvio che ci sarà una fase di “atterraggio”, per così dire. Ci sono imprenditori che s’irrigidiscono, magari pentendosi della decisione presa; c’è chi invece considera un valore aggiunto l’ingresso di un detenuto all’interno del proprio team di lavoro, considerandolo come tutti gli altri e chiedendo al gruppo di mostrare massima accoglienza al nuovo collega.

Qual è il bilancio che si potrebbe delineare oggi per Seconda Chance?

Direi buono. Abbiamo posto in essere protocolli importanti, con Fipe Confcommercio, Ance e i costruttori edili di buona parte del Lazio, con la Biennale di Venezia, oltre che, naturalmente, con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia. Indubbiamente la cucina, la ristorazione e il mondo dell’ospitalità rappresentano il bacino più ampio e diretto per la valorizzazione di queste persone, così vogliose di migliorare e, soprattutto, di lavorare.

Sul numero 9/2026 della newsletter di Federalberghi si parla di ora legale permanente, di ritenuta sulle provvigioni, delle staff house, delle nuove modalità di pagamento della SIAE e di tanto altro ancora.

La 8a Commissione del Senato (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica), nella seduta del 19 maggio 2026, ha svolto l'audizione di Federalberghi Isole Minori sui disegni di legge n. 1837 e n. 143 concernenti disposizioni per la valorizzazione e lo sviluppo delle isole minori marine, lagunari e lacustri.

Turismo d'Italia è l'organo di stampa ufficiale di Federalberghi.

 

La rivista, nata nel 1958, oltre a illustrare la posizione della federazione sugli argomenti di principale importanza per le imprese turistico ricettive, è ricca di articoli di design e di informazione tecnico professionale.