• Federalberghi

    Federalberghi è la principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Italia.

     

    L'associazione rappresenta le istanze e gli interessi degli albergatori nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali.

     

    Aderiscono a Federalberghi oltre ventimila imprese su un totale di circa 32.000, attraverso 128 Associazioni territoriali.

     

    È socio fondatore di Hotrec, la Confederazione europea degli hotel, dei ristoranti e dei bar ed aderisce a Confcommercio, ove ha dato vita a Confturismo.

     

    Il Presidente è Bernabò Bocca, il Direttore Generale è Alessandro Massimo Nucara.

  • La partnership con Intesa Sanpaolo

    Al via la VI edizione: focus su innovazione e valore delle persone

    Anna Roscio (Intesa Sanpaolo): “Accompagniamo le imprese in una crescita stabile e inclusiva, facendo leva sul network e sugli investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione”

    Forte delle migliaia di candidature delle scorse edizioni e, soprattutto, delle oltre 650 aziende accompagnate lungo il loro percorso di crescita, Intesa Sanpaolo ha lanciato a inizio agosto la sesta edizione di “Imprese Vincenti”, il programma che la Divisione Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese, dedica alle eccellenze imprenditoriali del Paese.

    In autunno partirà il tour nazionale in 15 tappe che toccherà tutto il territorio. Tra le principali novità una particolare attenzione all’innovazione dei processi produttivi, un forte impulso all’internazionalizzazione e, grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo Assicurazioni, al valore della protezione delle persone e dei processi: non più solo strumento difensivo, ma scelta strategica aziendale e asset competitivo indispensabile per la resilienza e la continuità operativa.

    Confermata la collaborazione con la Divisione International Banks di Intesa Sanpaolo, grazie alla quale le aziende estere selezionate verranno invitate a partecipare a una tappa loro dedicata. Spazio anche alle imprese sociali e del terzo settore e alle PMI del comparto agroalimentare.

    “L’Italia – spiega Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – esprime un tessuto di PMI che sono un vero e proprio motore economico per i territori in cui operano, oltre a rappresentare il Made in Italy all’estero. Con Imprese Vincenti ne abbiamo scoperte e valorizzate oltre 650, eleggendole ad esempio per l’intero tessuto produttivo grazie alle loro caratteristiche di qualità, innovazione, velocità e adattamento al cambiamento come pochi altri sistemi industriali possono vantare. Il nostro impegno è di accompagnarle nel cogliere ulteriori opportunità per conquistare una crescita stabile e inclusiva, facendo leva sul network e investendo in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione”.

    Nel periodo 2019-2024, rispetto alla media del Paese, le Imprese Vincenti hanno registrato un aumento del 7% del fatturato e dell’8% degli investimenti. Tra i loro fattori di successo risaltano l’innovazione e la ricerca per favorire la crescita della competitività, l’attenzione al digitale e a obiettivi di sostenibilità, la focalizzazione su mercati esteri e l’investimento sulle persone.

    Per la sesta edizione saranno selezionate 140 aziende (oltre a 10 PMI straniere) che avranno raggiunto risultati positivi nella contribuzione al Pil e all’impatto sociale, in innovazione e ricerca, nella transizione digitale ed ecologica, in percorsi di internazionalizzazione, nel passaggio generazionale e in investimenti per la continuità aziendale in caso di crisi.

    Il team di partner della sesta edizione di Imprese Vincenti è composto da: Bain & Company, ELITE-Gruppo Euronext e Gambero Rosso, Cerved e Microsoft Italia, Coldiretti, NATIVA e Circularity, insieme a Digit’Ed, Tinexta e AICCON. Coinvolte anche le funzioni specialistiche di Intesa Sanpaolo, International Banks Division, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Intesa Sanpaolo Assicurazioni.

  • norme, tributi e incentivi

                                                                                        Conto Termico 3.0

    È in dirittura d’arrivo la nuova edizione degli incentivi per gli interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili

    Con il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica approvato ad agosto scorso, è stata definita la nuova disciplina del meccanismo d’incentivazione per gli interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

    Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), responsabile dell’attuazione e della gestione del sistema d’incentivazione, dovrà emanare entro il mese di febbraio 2026 le regole applicative che disciplinano gli aspetti operativi e di dettaglio, tra cui le modalità e le tempistiche di richiesta dei contributi.

    Analizziamo di seguito le caratteristiche del Conto Termico 3.0: soggetti beneficiari, interventi ammessi, contributi previsti.

    Chi può richiederlo

    Possono beneficiare degli incentivi i soggetti privati, esclusivamente per interventi eseguiti su edifici appartenenti all’ambito terziario, tra cui la categoria catastale D2 (strutture alberghiere).

    Gli interventi agevolabili

    Gli interventi finanziabili  si possono ricondurre a due tipologie:

    1) interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica negli edifici;

    2) interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

    Nello specifico, sono incentivabili le seguenti tipologie di intervento:

    - isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato, anche unitamente all’eventuale installazione di sistemi di ventilazione meccanica;

    - sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;

    - installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e/o sistemi di filtrazione solare esterni per chiusure trasparenti;

    - trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”;

    - sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni;

    - installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici degli edifici;

    - installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici;

    - installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo;

    - pompe di calore;

    - sistemi ibridi factory made o bivalenti;

    - generatori a biomassa;

    - solare termico e solar cooling;

    - scaldacqua a pompa di calore;

    - allaccio a reti di teleriscaldamento efficienti;

    - microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili.

    L’ammontare dei contributi

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto d’importo variabile in base alla tipologia di intervento. La nuova edizione prevede un contributo massimo del 65% delle spese ammissibili.

    L’accesso ai contributi

    Ai fini dell’accesso agli incentivi, il soggetto responsabile deve presentare domanda al GSE, esclusivamente tramite il Portaltermico, attraverso la scheda-domanda, nella quale sono indicati il tipo di intervento e la spesa totale ammissibile.

    La richiesta deve essere presentata entro novanta giorni dalla conclusione dell’intervento, pena la non ammissibilità agli incentivi.                                  A.G.

  • numeri del turismo

    IL TEMPO DELLE FERIE PUNTA AI 4 MESI. GIRO DI AFFARI: 41,3 MLD (+1,7%)

    RE DELLE DESTINAZIONI PREFERITE RESTA IL BELPAESE (88%)

    BOCCA: BENE LA CRESCITA. TESTIMONI DI UN TURISMO CHE CAMBIA

     

    Un turismo contraddistinto dal segno più, che porta ricchezza al Paese e registra segnali di grandi cambiamenti: si rivela positivo l’exploit di questa estate 2025, che vedrà in viaggio 36,1 milioni di italiani producendo un giro di affari pari a 41,3 miliardi di euro, con una crescita dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

     

    Le cifre sono quelle rilevate dall’indagine di Tecnè realizzata per la Federalberghi. Mai come quest’anno, a colpire è proprio la diversa modalità delle scelte nel popolo dei viaggiatori. Attualmente, si muoveranno meno adulti e più bambini, caratterizzando la dimensione familiare della vacanza estiva. Inoltre, nella stagione più “alta”, il tempo delle ferie si estende da giugno a settembre, con un aumento delle partenze nei mesi cosiddetti “periferici” e una conseguente destagionalizzazione naturale della domanda turistica. In definitiva, la “vacanza tipo” si accorcia – da 10,3 a 10 giorni in media – ma si moltiplica in termini di frequenza. Ciò definisce una tipologia di turista che cambia stile di vita e ridisegna a propria misura gli spazi del tempo libero, frammentandolo secondo una strategia tutta personale e incentrata su una maggior attenzione al proprio benessere.

     

    Secondo l’indagine, non di solo agosto viene vissuta la vacanza, pur restando questo il mese principe delle ferie estive. La crescita rilevata rispetto al 2024 va questa volta ad accostarsi più alla qualità della spesa che non alla durata della permanenza. Le destinazioni di maggior presa saranno comunque quelle di mare, sebbene lo studio evidenzi un peso maggiore nella scelta delle destinazioni naturalistiche e meno affollate, a dimostrazione della sensibilità sempre crescente degli italiani verso bellezze naturali, ambiente e tranquillità.

     

    In tutto ciò, l’Italia si conferma comunque la regina delle destinazioni preferite, con un 88% delle preferenze. Il restante 12% riguarda coloro che si recheranno all’estero e che, anche in questo caso, opteranno principalmente per le località di mare.

     

    “Agosto perde centralità, mentre crescono giugno e settembre – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine – Questo è un segnale molto positivo, si afferma un turismo distribuito, più sostenibile e più accessibile. Si tratta di una grande opportunità per rafforzare l’occupazione e la redditività del settore in tutto l’arco dell’anno.”

     

    “Di fronte a questo scenario, credo si possa affermare che siamo testimoni di un grande cambiamento – ha proseguito Bocca – Oggi il turista non cerca solo un alloggio, ma un’emozione da custodire. La spesa non si concentra più soltanto sul pernottamento, ma si distribuisce su tutta la filiera, tra ristorazione, cultura, artigianato, benessere. Si tratta proprio di una trasformazione strutturale che rende il comparto un attivatore diffuso di valore economico e sociale”.

     

    “Tuttavia – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – la nostra indagine rivela che una quota di italiani non andrà in vacanza per motivi economici. È un dato che non può lasciarci indifferenti e che ci spinge a lavorare per un turismo più accessibile, ovvero capace di offrire occasione di benessere per tutti”.

     

    QUANTI IN VACANZA – Saranno 36,1 milioni gli italiani che trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, di cui 25,4 milioni di adulti e 10,7 milioni di minori.

     

    PER QUANTO TEMPO –  Un terzo dei vacanzieri (33,6%) farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale: di questi il 41,3% farà almeno un altro periodo di svago; il 31,4% ne farà due e il 17,5% farà tre periodi di vacanza tra giugno e settembre, confermando la tendenza, già in atto da tempo, a dividere in più segmenti le ferie estive.

     

    LE METE PREFERITE – L’Italia resta decisamente la meta preferita: 9 italiani su 10 -  l’88% - sceglieranno di restare nel Belpaese mentre il 12% sceglierà mete estere, prediligendo il mare in paesi esteri vicino all’Italia (57,0%), le grandi capitali europee (16,4%) e i mari tropicali o le località esotiche (10,7%).   Tra le regioni più gettonate nello Stivale vi saranno: Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia, Lombardia, Campania e Sardegna. Il 76,9% opterà per il mare, il 16% prediligerà montagna, laghi e località termali mentre il restante 4,2% sceglierà località d’arte e cultura.

     

    SPESA MEDIA E GIRO D’AFFARI – La vacanza principale durerà in media 10 giorni e costerà nel suo complesso (includendo viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) 888 a persona (circa 89 euro al giorno). Le ulteriori vacanze sono più contenute dal punto di vista della durata: in media 4,4 giorni per un costo complessivo di 518 euro (circa 117 euro al giorno). Il volume di affari sarà di 41,3 miliardi. Giugno contribuirà per circa 11 miliardi, luglio per 12,4 miliardi, agosto per 15,9 miliardi e settembre per 2 miliardi.

     

    DISTRIBUZIONE DELLA SPESA – La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 28,7% del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 23,6,% al pernottamento, il 21,1% alle spese di viaggio, l’11,2% allo shopping e il 15,4% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite).

     

    DOVE DORMIRE – Tra le tipologie di soggiorno scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, dopo la casa di parenti e amici (28,8%) vi è a stretto giro la preferenza per l’albergo (26,3%). A seguire la casa di proprietà (11,9%), i B&B (7,7%), il campeggio (7,0%), gli affitti brevi (5,3%), i residence (4,9%) e i villaggi turistici (4%).

    LA PRENOTAZIONE – Il 46,3% prenoterà il proprio soggiorno contattando direttamente la struttura o utilizzando il suo sito internet. 3 italiani su 4 (75,6%) hanno prenotato con un anticipo da uno a due mesi.

     

    MESI PIU’ GETTONATI  –  I flussi vedono 15,7 milioni di vacanzieri a giugno, 16,1 milioni a luglio, 17,5 milioni ad agosto e 4,7 milioni a settembre. Agosto si conferma dunque, nella visione degli italiani, il mese leader per programmare una vacanza.

     

    SCELTA DELLA DESTINAZIONE – Per la scelta della località di villeggiatura gli italiani si fanno guidare principalmente dalle bellezze naturali del luogo (66,8%); a volte dalla voglia di ritrovare per abitudine gli stessi contesti (33,2%) o per la facilità di raggiungimento  (26,5%). Nel 21,6% dei casi è il divertimento che la località offre a condizionare la scelta.

     

    ATTIVITA’ IN VACANZA – Durante le proprie vacanze gli italiani si dedicheranno principalmente a passeggiate (72,3%), a serate con gli amici (51,2%), a escursioni e gite per conoscere il territorio (47,8%) e a pasteggiare al ristorante (44%).

     

    GLI SPOSTAMENTI –  Due vacanzieri su tre (il 66,6%) utilizzeranno la propria macchina per raggiungere la loro destinazione. Il 20,7% viaggerà in aereo e il 4,4% in treno.

     

    CHI RESTA A CASA –  Il 49,2% della popolazione non farà vacanze tra giugno e settembre. Si resta a casa principalmente per mancanza di liquidità (54,8%), per motivi di salute (24,5%) e per motivi familiari (23,9%). Il 7,8% andrà in vacanza in un altro periodo.

     

    L’indagine è stata effettuata da Tecnè s.r.l. nel periodo compreso tra il 14 e il 19 luglio intervistando con il sistema mixed mode di cui c.a.t.i. (53%), c.a.m.i (12%) e c.a.w.i (35%) un campione di 4.028 italiani maggiorenni. Campione probabilistico, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, stratificato per regione e classe di ampiezza demografica dei comuni. Variabili di controllo: classe d’età, titolo di studio, occupazione.

  • organizzazione

    Luigi Fosson è stato confermato alla guida dell'Adava, l'associazione degli albergatori valdostani. Davide Perrin, di Torgnon, è il nuovo vicepresidente e subentra ad Alessandro Perosino. Le nomine sono avvenute durante l'assemblea annuale dell'associazione di categoria che si è svolta l'11 dicembre 2025.

  • risorse umane

                                                                                         “Discrezione e dedizione”

    Faccia a faccia con Sofia Bortone, che ci parla della figura dell’addetta ai piani e della sua personale esperienza, ricca di sfaccettature

                                                                                             di Angelo Candido

    Executive housekeeping manager di Mama Shelter a Roma, Sofia Bortone ci porta oltre i pregiudizi intorno a questo lavoro che è, semplicemente, fondamentale. E che va gestito come un manager.

    Sofia, entrando subito nei dettagli della tua professione, puoi spiegarci qual è il tuo percorso di carriera come persona che ha lavorato ai piani?

    Ho iniziato la mia carriera tanti anni fa con una scuola alberghiera e poi ho cominciato nel reparto F&B di grandi catene di hotel. Mi è stata data l’opportunità, parecchi anni fa, di entrare nel mondo dell’housekeeping, di cui non sapevo assolutamente nulla e la cosa mi dispiace. Quando vado a fare lezione ai ragazzi spiego che, oltre al mondo dei ricevimenti, di sala bar e cucina, ci siamo anche noi e non puliamo solamente, ma facciamo tanto, tanto di più. Un direttore mi ha dato l’opportunità e mi ha insegnato cosa vuol dire l’housekeeping. Da lì ho iniziato il mio percorso, prima presso un boutique hotel 5 stelle lusso e poi con altre grandi catene.

    Cosa ti piace particolarmente nella quotidianità del tuo lavoro?

    Quando, negli anni passati, ho lavorato presso gli alberghi, c’era qualcosa in me che non mi rendeva così felice. Ma una volta passata nell’housekeeping ho trovato la professione dei sogni, nel senso che tutte le mattine ti svegli e sei contenta di andare a lavorare. Perché l’housekeeping non è solamente prendere delle camere e pulirle, ma è tanto altro, è la relazione che hai con tutto il team dell’albergo e non solo nel reparto specifico nostro, perché noi andiamo a relazionarci con la reception, con tutti gli outlet che si trovano dentro un hotel. Io ho lavorato anche per le navi da crociera, dove la relazione è uguale. L’housekeeping è dappertutto e forse, dal mio punto di vista, è il reparto che unisce tutti gli altri settori fra loro e poi con la governante o l’executive. Ora è questo che mi appassiona, sapere tutto dell’hotel per cui lavoro.

    Quali sono le attitudini e le competenze necessarie per lavorare con profitto in una struttura alberghiera?

    In primis è una professione, mentre tante persone pensano che non lo sia e lo vedono solamente come un lavoro di passaggio. Ma la cameriera ai piani è una professione come tutte le altre, farla non è umiliante, né disonorevole, anzi. E i clienti, gli ospiti, riconoscono una cameriera brava che fa il suo lavoro, e non  solamente perché ne ha bisogno in quel momento. Ci sono delle attitudini in cui riconoscersi: per prima cosa lavorare in un team, essere una persona discreta perché noi entriamo nella privacy delle persone. Quando gli ospiti lasciano la camera ed escono, noi entriamo nella loro vita privata. Capiamo tutto di loro; una brava cameriera sa riconoscere, anche dai giorni di permanenza, come sistemare le cose dei nostri ospiti, cosa piace loro. È un contatto indiretto ma essenziale.

    Hai qualche aneddoto da raccontare sulla tua professione alberghiera?

    Sicuramente ho dato un significato alla parola “discrezione”, cosa che è difficilissima nel nostro lavoro. Il team ti vede sempre come una guida, che vuol dire che per qualsiasi problema ti guarda come se tu potessi dare risposte a tutto. Forse è quella la cosa più difficile. Ignoravo che sarei diventata anche psicologa, non solo governante e nelle prime ore della giornata, dove tutti – di tutto l’hotel, non solo housekeeping – vengono a parlarti. Quasi come se fossi la “mamma” dell’hotel.

    Allora, come psicologa e come mamma dell’hotel, ai tuoi giovani colleghi quali consigli potresti dare per lavorare sempre meglio in una struttura alberghiera?

    Come già detto, devono capire che non è un lavoro disonorevole. Questa forse è la cosa in cui fatico di più, perché ci si sente umiliati ad andare a pulire una stanza, ma non è assolutamente così. La cameriera ai piani è essenziale per l’hotel, perciò parliamo di figure che non se ne trovano molte: pochi gli italiani e le italiane che vogliono farlo in questo momento e per il motivo che ho detto, ma è un lavoro bellissimo, si crea un’atmosfera e un team molto affiatato. E ha tantissimi sbocchi lavorativi, se si vuole crescere. Logicamente, dipende dalla persona e da dove vuole arrivare.

    Dovendo dare un consiglio quali sono, secondo te, le prospettive di carriera per una persona che comincia a lavorare ai piani?

    Io consiglio a tutti di studiare, tanto. Studiare, perché la cameriera ai piani non significa non doversi preparare, anzi: se si vuole andare avanti bisogna acquisire competenze tecniche anche sulla composizione chimica dei tessuti o quando si va a fare un budget o come si va ad affrontare tante richieste con i fornitori. Bisogna avere competenze anche aziendali. Perciò devono vedere il futuro come un manager. Se si vuole diventare manager, prima si diventerà advisor, poi superadvisor, coordinator, ecc. Dipende. Parlando della massima carica che si può avere per housekeeping, secondo me un percorso universitario aiuta moltissimo nella carriera manageriale, perché dopo un executive potresti diventare housekeeping director, room division manager, ecc. Queste competenze sono essenziali. Come anche la conoscenza della lingua inglese, che è importantissima quando vai a relazionarti con gli ospiti.

    Come vedi il futuro della tua professione, cosa deve aspettarsi un giovane che inizia a lavorare adesso ai piani in una struttura alberghiera?

    Sicuramente questo lavoro non è uguale a prima. Bisogna saper usare il computer, ci sono molti PMS che aiutano le governanti a gestire il servizio. Non si tratta più di persone che nascono cameriere e arrivano a essere governanti o executive, oggi fanno un percorso diverso rispetto a ieri, devono avere delle preparazioni tecniche molto importanti. Forse è quello che sta cambiando di più: come l’hospitality in generale cerca i suoi manager, l’housekeeping cerca un manager e un team che sia competente, perché ci sono tante aperture; i nostri clienti dopo il covid sono molto più tecnologici e perciò sanno relazionarsi e i loro complain sono molto più minuziosi, quindi bisogna avere risposte un po’ più dettagliate.

  • interviste

    “Milano Cortina più di un evento: è un progetto-Paese”

    Il ministro Andrea Abodi traccia la via per il modello sportivo italiano

    di Barbara Bonura

    In carica dal 2022 nel governo Meloni quale ministro per lo Sport e i Giovani, dotato di capacità manageriali che gli derivano dall’esperienza di dirigente d’azienda, uomo di stile dal carattere determinato, Andrea Abodi si racconta in questa intervista: è lui la figura più in vista nel panorama italiano e non solo, avendo ricevuto una delega specifica dalla premier per i XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

    Ministro, a oggi che bilancio si sente di fare sulla sua esperienza di governo per lo sport?

    Sono dell’avviso che i bilanci si fanno alla fine, ma quello che posso dire è che dal 22 ottobre 2022 stiamo lavorando con impegno e passione, cercando di coniugare la visione di lungo periodo con la concretezza dell’azione quotidiana. Le politiche pubbliche devono generare valore duraturo per le persone, le comunità e l’intera Nazione, perché governare significa tracciare la rotta su ogni tema, interagire, analizzare, progettare e proporre soluzioni che contribuiscano al benessere sociale e individuale, rafforzando le radici dell’identità nazionale e, al tempo stesso, offrendo nuove opportunità. Abbiamo dato un’impronta visibile e concreta al modello sportivo italiano, capace di coniugare l’eccellenza agonistica dei nostri atleti e atlete, e delle nostre squadre, rafforzata dall’eccellenza organizzativa di grandi avvenimenti internazionali che si proiettano fino al 2032, con lo sport sociale che si occupa delle attività sportive a scuola, all’università, nelle periferie urbane e sociali, sostenendo anche le famiglie a basso reddito per far fare sport ai propri figli. Il percorso è lungo perché i problemi da risolvere sono molti e, purtroppo, consolidati, ma la strada è tracciata.

    Quali passi in avanti ritiene che si siano fatti in ambito sportivo nel nostro Paese?

    In questi tre anni abbiamo stanziato 2,6 miliardi di euro per lo sport, dei quali 1,6 solo per l’impiantistica sportiva. Ci siamo impegnati a rendere l’attività sportiva in tutte le sue forme un diritto per un numero crescente di persone, puntando allo sport per tutti. Abbiamo decisamente bisogno del linguaggio universale dello sport, capace di unire, educare e promuovere salute, sostenibilità, inclusione e coesione. Perché lo sport è anche e soprattutto educazione, cultura, relazioni umane e rispetto. Come detto, siamo consapevoli che davanti a noi abbiamo ancora molta strada da fare.

    Crede che il settore del Turismo possa avere delle forti e produttive connessioni con il mondo dello Sport?

    Assolutamente sì, le ha e con il ministro Santanchè lavoriamo dal primo giorno di questo Governo per migliorarle. La relazione tra lo sport e il turismo è naturale e sinergica, considerando la possibilità di mettere a disposizione opportunità (dagli eventi di tutte le dimensioni alle vacanze a base sportiva) del nostro patrimonio unico al mondo: dalle bellezze naturali, alle prelibatezze della cucina e alle meraviglie artistico-culturali. Sempre più persone scelgono le destinazioni in base alle possibilità di fare esperienze sportive, generando flussi turistici organizzati, destagionalizzati, ben distribuiti e, in diversi casi, ad alta capacità di spesa, animando territori, anche delle aree interne, e creando un indotto importante a beneficio di strutture ricettive, ristorazione e servizi. Il nostro obiettivo è rafforzare ulteriormente questa alleanza valorizzando le infrastrutture e gli eventi sportivi, quali strumenti di ulteriore promozione internazionale dell’immagine dell’Italia. A questo proposito stiamo anche valutando, con il MEF e il Ministero del Turismo, la possibilità di costituire un fondo immobiliare dedicato allo sviluppo di resort golfistici a vocazione turistica, partendo dal Sud Italia.

    Le Olimpiadi invernali sono alle porte. Come si sente?

    È una responsabilità, avendo ricevuto dal presidente Meloni una delega specifica, che vivo con entusiasmo e grande senso del dovere. Milano Cortina 2026 rappresenta molto più di un evento sportivo. È un progetto-Paese, un’occasione straordinaria per confermare che l’Italia sa organizzare al meglio, realizzare opere, rispettare impegni internazionali, costruire valore a beneficio dei territori che ospitano questo evento universale. C’è emozione, certo, ma soprattutto la consapevolezza che stiamo lavorando per un risultato che va oltre le quattro settimane dei Giochi Olimpici e Paralimpici, con investimenti sulle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie, digitali ed elettriche superiori a 3,6 miliardi di euro, che miglioreranno la qualità della vita di chi abita e passa per lavoro o per turismo in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.

    Che tipo di riscontro pensa che si possa avere sul comparto turistico in riferimento a un evento come quello di Milano Cortina 2026?

    Con i Giochi arriveranno in Italia due milioni di persone da tutto il mondo e si stimano almeno un miliardo e mezzo di telespettatori. Questo patrimonio rappresenterà anche per il comparto turistico una grandissima opportunità da valorizzare, molto oltre il periodo interessato dall’evento. Una campagna di promozione e comunicazione come quella che genererà l’appuntamento olimpico ha un valore inestimabile e avrà un impatto formidabile a beneficio del sistema-nazione. Eppure, a volte ho la sensazione che una parte non marginale degli operatori del settore che offrono servizi nei territori che ospiteranno le Olimpiadi e le Paralimpiadi non siano ancora riusciti ad apprezzare pienamente il valore aggiunto generato dall’avvenimento, che sono certo si manifesterà ancor più chiaramente nei prossimi anni, nei numeri e anche nella loro qualità.

    I giovani e le Olimpiadi. Come vengono percepiti i Giochi olimpici dalle nuove generazioni?

    I ragazzi, come gli adolescenti, vivono lo sport in modo diverso rispetto al passato: anche in modo digitale e lo vedremo dalle interazioni e dalle comunicazioni sui social, ma resta importante la presenza nei luoghi degli eventi legata all’esperienza e alla condivisione dal vivo. Per molti di loro le Olimpiadi, l’avvenimento universale per eccellenza, sono non solo un evento sportivo, ma un simbolo di valori comuni come la pace, l’inclusione, il rispetto e la sostenibilità. Anche per queste ragioni abbiamo voluto fortemente e ottenuto dal Comitato Olimpico Internazionale la quinta edizione dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali 2028, che, sono certo, ispireranno le giovani generazioni, promuovendo i valori dello sport, capace di unire culture e nazioni e di favorire la diplomazia della quale abbiamo tanto bisogno.

     Qual è il prossimo progetto che sogna di poter realizzare, da ministro per lo Sport e i Giovani?

    Non ho abbastanza spazio per poterveli elencare tutti (il Ministro sorride, ndr), ma per lo sport vorrei consolidare il “modello italiano per lo sport”, basato su più sport a scuola, anche grazie ai Giochi della Gioventù, nelle università, nelle periferie, diffusamente, per contrastare la sedentarietà e la solitudine, per promuovere stili di vita più sani e attivi, a tutte le età. Per i giovani vorrei rafforzare ulteriormente il Servizio civile universale e collaborare con quei colleghi di Governo con i quali creare nuove condizioni per generare opportunità di lavoro e occasioni di contrasto al disagio giovanile, facendo crescere i progetti Rete, Spazi civici per la Gioventù e Rigenerazioni.

  • Imprese del turismo

    Sul numero 1/2026 della newsletter di Federalberghi si parla dei risultati che il sistema Federalberghi ha ottenuto nel corso del 2025, di sicurezza sul lavoro, di NASpi, di Soundreef, della 76a assemblea Federalberghie di tanto altro ancora.

  • Turismo d'Italia

    Turismo d'Italia è l'organo di stampa ufficiale di Federalberghi.

     

    La rivista, nata nel 1958, oltre a illustrare la posizione della federazione sugli argomenti di principale importanza per le imprese turistico ricettive, è ricca di articoli di design e di informazione tecnico professionale.

Al via la VI edizione: focus su innovazione e valore delle persone

Anna Roscio (Intesa Sanpaolo): “Accompagniamo le imprese in una crescita stabile e inclusiva, facendo leva sul network e sugli investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione”

Forte delle migliaia di candidature delle scorse edizioni e, soprattutto, delle oltre 650 aziende accompagnate lungo il loro percorso di crescita, Intesa Sanpaolo ha lanciato a inizio agosto la sesta edizione di “Imprese Vincenti”, il programma che la Divisione Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese, dedica alle eccellenze imprenditoriali del Paese.

In autunno partirà il tour nazionale in 15 tappe che toccherà tutto il territorio. Tra le principali novità una particolare attenzione all’innovazione dei processi produttivi, un forte impulso all’internazionalizzazione e, grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo Assicurazioni, al valore della protezione delle persone e dei processi: non più solo strumento difensivo, ma scelta strategica aziendale e asset competitivo indispensabile per la resilienza e la continuità operativa.

Confermata la collaborazione con la Divisione International Banks di Intesa Sanpaolo, grazie alla quale le aziende estere selezionate verranno invitate a partecipare a una tappa loro dedicata. Spazio anche alle imprese sociali e del terzo settore e alle PMI del comparto agroalimentare.

“L’Italia – spiega Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – esprime un tessuto di PMI che sono un vero e proprio motore economico per i territori in cui operano, oltre a rappresentare il Made in Italy all’estero. Con Imprese Vincenti ne abbiamo scoperte e valorizzate oltre 650, eleggendole ad esempio per l’intero tessuto produttivo grazie alle loro caratteristiche di qualità, innovazione, velocità e adattamento al cambiamento come pochi altri sistemi industriali possono vantare. Il nostro impegno è di accompagnarle nel cogliere ulteriori opportunità per conquistare una crescita stabile e inclusiva, facendo leva sul network e investendo in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione”.

Nel periodo 2019-2024, rispetto alla media del Paese, le Imprese Vincenti hanno registrato un aumento del 7% del fatturato e dell’8% degli investimenti. Tra i loro fattori di successo risaltano l’innovazione e la ricerca per favorire la crescita della competitività, l’attenzione al digitale e a obiettivi di sostenibilità, la focalizzazione su mercati esteri e l’investimento sulle persone.

Per la sesta edizione saranno selezionate 140 aziende (oltre a 10 PMI straniere) che avranno raggiunto risultati positivi nella contribuzione al Pil e all’impatto sociale, in innovazione e ricerca, nella transizione digitale ed ecologica, in percorsi di internazionalizzazione, nel passaggio generazionale e in investimenti per la continuità aziendale in caso di crisi.

Il team di partner della sesta edizione di Imprese Vincenti è composto da: Bain & Company, ELITE-Gruppo Euronext e Gambero Rosso, Cerved e Microsoft Italia, Coldiretti, NATIVA e Circularity, insieme a Digit’Ed, Tinexta e AICCON. Coinvolte anche le funzioni specialistiche di Intesa Sanpaolo, International Banks Division, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Intesa Sanpaolo Assicurazioni.

 “Alghero e Olbia non sono più rivali, ma diventano un "unico aeroporto a due piste". È quanto è uscito da una riunione tra i vertici di Confcommercio-Confturismo e quelli di Sogeaal e Geasar.

L'obiettivo,  è quello di creare quella "massa critica" indispensabile per sedersi al tavolo con le compagnie aeree e trattare da una posizione di forza. Ossia un unico interlocutore per tutto il nord Sardegna.

A spiegare la nuova strategia è stato Silvio Pippobello, l'amministratore di entrambi gli scali (Geasar e Sogeaal). Parlando alla platea di imprenditori, il manager ha chiarito che “l'aviazione non è più solo questione di far decollare aerei, ma di costruire economia. Gli aeroporti non sono più semplici infrastrutture di transito, ma i principali terminali delle relazioni economiche e culturali di un territorio. 

La sfida del 2026 è consolidare un sistema aeroportuale unico per il nord Sardegna che possa garantire stabilità operativa e investimenti infrastrutturali ambiziosi. Solo attraverso una programmazione integrata dei voli e dei servizi possiamo offrire alle compagnie aeree un interlocutore solido e al territorio una connettività che duri tutto l'anno, abbattendo finalmente le barriere della stagionalità". 

Scali aperti e operativi vuol dire anche riempire gli alberghi. È il concetto ribadito dal presidente della Camera di Commercio di Sassari e di Federalberghi Nord Sardegna Stefano Visconti. "Il successo delle nostre strutture alberghiere è strettamente correlato alla capacità di attrazione degli scali di Alghero e Olbia.I dati record che abbiamo registrato non sarebbero possibili senza un lavoro di squadra con Sogeaal e Geasar.

Gli imprenditori chiedono che questo legame si rafforzi ulteriormente: lo sviluppo territoriale passa per la qualità dei collegamenti. La nostra missione è far sì che il turista che atterra in Sardegna trovi un sistema pronto ad accoglierlo non solo in aeroporto, ma in ogni anello della catena del valore, garantendo ricadute positive dirette per le imprese del commercio e del turismo”.

L'incontro si è chiuso con un impegno operativo che sancisce la nascita di tavoli tecnici periodici, per monitorare i flussi e decidere strategie.

                                                                         Viaggio nel turismo dei giovani

È un mondo che sa di futuro, sempre aggiornato sulle nuove tendenze, fucina di idee e dinamico, ricco di spunti utili per incentivare l’offerta turistico alberghiera: è il pianeta del turismo giovanile, a cui il Cnga Federalberghi ha dedicato un incontro mirato.

“Turismo giovanile in Italia - La prossima frontiera” è il titolo del convegno che ha tenuto alta l’attenzione di tutta la platea, offrendo uno sguardo sul tema delle tendenze del turismo tra i giovani italiani, una visione emersa dall’indagine sulle vacanze estive, realizzata dalla Federalberghi.

Quale profilo si distingue dalla ricerca? A grandi linee si potrebbe sintetizzare che i nostri ragazzi viaggiano eccome, e prediligono luglio e agosto. Usano principalmente l’auto ma, all’occorrenza, scelgono anche aereo e treno.

L’Italia è per loro meta ambita, ma la prospettiva di una partenza per l’estero dimostra di esercitare un grande appeal.

Figli dell’era digitale, optano per le piattaforme online, malgrado la prenotazione diretta abbia ancora una sua incidenza. Interessante notare che, a quanto rilevato dall’indagine, a guidarli nella scelta della destinazione è sempre la bellezza naturale. Senza escludere, evidentemente, l’attenzione alle attività ricreative offerte dalla destinazione.

Spunti molto indicativi di un segmento di mercato da non sottovalutare, su cui si sono soffermati i relatori dell’evento: il presidente di Enit Spa, Alessandra Priante, il presidente del Comitato Nazionale Giovani Albergatori, Fabio Raimondo, il presidente di Federalberghi Extra, Marco Coppola.

“Sono contento che il comitato dei giovani di Federalberghi abbia promosso questo momento di confronto sul turismo giovanile – ha dichiarato Fabio Raimondo, presidente del Cnga – in passato, mai ci siamo soffermati ad analizzare questo segmento di mercato a noi più affine e che, come raccontano le testimonianze dei relatori intervenuti, rappresenta una fetta eterogenea, importante, che esprime una vitalità significativa del turismo in Italia”.

Nel suo intervento il presidente di Federalberghi Extra Marco Coppola ha sostenuto che “Il turismo giovanile rappresenta una risorsa strategica per il nostro Paese: i giovani viaggiatori portano con sé innovazione, curiosità e un’attenzione particolare alla sostenibilità. Non si limitano a visitare i luoghi, ma cercano esperienze autentiche, occasioni di incontro e scambio culturale, contribuendo a costruire comunità più aperte e inclusive. Sostenere il turismo giovanile significa investire sul futuro del settore e sull’immagine dell’Italia come destinazione accogliente, dinamica e capace di parlare alle nuove generazioni.”

“Il turismo giovanile è la nuova frontiera della nostra attrattività – ha dichiarato Alessandra Priante, presidente di Enit Spa – i giovani non si limitano a scegliere una destinazione: costruiscono visioni, linguaggi e comunità che influenzano profondamente l’immaginario collettivo.  Intercettare questa energia significa rafforzare la competitività del Paese, aprire l’Italia a un dialogo costante con le nuove generazioni e farne un laboratorio di esperienze sostenibili e innovative. Per riuscirci è fondamentale investire nella formazione: solo competenze solide e aggiornate possono tradurre questa domanda in qualità dell’offerta e in nuove opportunità di crescita. In questa prospettiva, iniziative come quella promossa da Federalberghi sono preziose per il sistema alberghiero, perché stimolano consapevolezza, professionalità e innovazione. È qui che si gioca una parte importante del futuro del turismo italiano, e noi siamo impegnati a guidare questa sfida insieme alle istituzioni e agli operatori, in un percorso di sinergie virtuose capace di moltiplicare opportunità e generare valore”.

                                                                  Efficienza energetica negli alberghi

ENEA e Federalberghi studiano lo stato dell’arte del settore alberghiero e delineano i possibili interventi di efficientamento energetico

 di  Alessandra De Santis, Christian Ferrante, Chiara Martini e Marcello Salvio

Dopo un primo lavoro che analizzava i dati derivanti dalle diagnosi energetiche delle grandi imprese del settore alberghiero, Quaderno dell’Efficienza Energetica - Alberghi, presentato ad Agerola nel 2024, durante la riunione dei direttori e dei segretari delle organizzazioni aderenti a Federalberghi, ENEA e la federazione maggiormente rappresentativa degli albergatori hanno voluto studiare anche le imprese del settore non soggette a obbligo di diagnosi: le piccole e medie imprese (PMI). Lo scopo dell’analisi è rafforzare la conoscenza di consumi ed efficienza energetica e individuare le opportunità di efficientamento.

La raccolta dei dati è avvenuta attraverso la somministrazione di un questionario composto da 23 domande riguardanti: tipologia di impianti di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria (ACS), consumi energetici, interventi di efficientamento (realizzati, di interesse o attualmente non considerati), dimensioni della struttura (superficie e volume riscaldati), zona climatica, servizi presenti nel sito, caratteristiche della struttura (numero di stelle e di camere ecc.), periodo di apertura al pubblico (annuale o stagionale), localizzazione.

Le risposte di 328 strutture sono state suddivise per zona climatica e, all’interno di ogni zona, per tipologia di apertura al pubblico. Inoltre, le strutture per ogni zona climatica, e distintamente per apertura stagionale e annuale, sono state suddivise per tipologia di impianto di climatizzazione e produzione ACS, individuando tre tipologie di siti.

Per ciascuna zona climatica, sia con apertura al pubblico annuale che stagionale, e per ognuna delle tre tipologie di impianti di climatizzazione e produzione ACS, sono stati determinati: la distribuzione percentuale dei consumi tra elettrico e termico e i valori medi degli IPE - Indici di Prestazione Energetica (Totale, Elettrico e Termico).

I dati sono stati utilizzati anche per effettuare l’analisi degli interventi di efficientamento, suddividendo le strutture per zona climatica e considerando cinque macroaree d’intervento, poi suddivise in sottoaree: illuminazione, involucro edilizio, climatizzazione, interventi generali o gestionali, produzione di energia da rinnovabili. In ogni zona climatica, per ogni macroarea e sottoarea di intervento, sono state determinate le percentuali di interventi svolti e potenziali, con un focus sulla climatizzazione. È stato anche approfondito il ruolo di numero di camere e di stelle nell’influenzare l’attuazione di interventi nelle diverse aree.

Infine, sono stati anche riportati i valori medi di alcuni dati economici (investimento, costo efficacia e tempo di ritorno) ed energetici (risparmio rispetto ai consumi) relativi agli interventi proposti, per macro aree e sottoaree: è stato così possibile completare l’analisi con degli indicatori quantitativi.

L’indagine svolta è stata oggetto di una pubblicazione congiunta, disponibile nella sezione “Guide degli Alberghi” del sito www.federalberghi.it e nella pagina ENEA dedicata: L’efficienza energetica

nelle Piccole e Medie Imprese del settore alberghiero, sul sito www.efficienzaenergetica.enea.it.

Dal 14 al 23 novembre il centro storico di Perugia si trasformerà nella capitale del cioccolato e non solo, ospitando la 31ª edizione di Eurochocolate.

L’evento 2025, dal titolo “La festa tra le nuvole”, vuole essere un’esperienza immersiva che va ben oltre la semplice degustazione di cioccolato, “promettendo un impatto significativo sul turismo e sull’economia locale”.

Questa edizione si distingue per il connubio con la neonata “Città del Cioccolato”, un’innovativa struttura inaugurata presso l’ex mercato coperto che amplifica l’offerta di attività e prodotti.

Questa sinergia vuole consolidare Perugia come destinazione privilegiata per gli amanti del cioccolato, attirando un pubblico sempre più diversificato.

Il fulcro dell’evento sarà lo “Spazio Nuvola”, “un’installazione artistica suggestiva allestita in piazza Matteotti, che incarna lo spirito ludico e creativo della manifestazione”.

Parallelamente, al “Nuvolab”,  nell’ex Borsa Merci, ci saranno laboratori interattivi e attività didattiche, pensate per coinvolgere bambini e famiglie nella scoperta dei segreti della lavorazione del cioccolato.

L’area “Eurochocolate World”, promossa da Sviluppumbria, accoglierà invece produttori di cacao provenienti da tutto il mondo, offrendo un’occasione unica per conoscere le diverse tradizioni e le varietà di cacao utilizzate in ogni angolo del pianeta.

L’attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio si rifletterà anche negli spazi espositivi in piazza Italia, dedicati a programmi europei che vedono l’Umbria protagonista, sottolineando l’impegno regionale verso un turismo responsabile e consapevole.
Oltre alla gola, Eurochocolate 2024 offrirà anche incontri di approfondimento.

Le istituzioni locali esprimono grande entusiasmo per l’evento, sottolineando l’impegno per la gestione dei flussi turistici attratti in città dall’evento.

E Simone Fittuccia, presidente di  Federalberghi Umbria, sottolinea come “l’importanza di eventi di grande richiamo possano stimolare il settore alberghiero e promuovere il territorio perugino a livello internazionale”.

                                                                                    Conto Termico 3.0

È in dirittura d’arrivo la nuova edizione degli incentivi per gli interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili

Con il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica approvato ad agosto scorso, è stata definita la nuova disciplina del meccanismo d’incentivazione per gli interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), responsabile dell’attuazione e della gestione del sistema d’incentivazione, dovrà emanare entro il mese di febbraio 2026 le regole applicative che disciplinano gli aspetti operativi e di dettaglio, tra cui le modalità e le tempistiche di richiesta dei contributi.

Analizziamo di seguito le caratteristiche del Conto Termico 3.0: soggetti beneficiari, interventi ammessi, contributi previsti.

Chi può richiederlo

Possono beneficiare degli incentivi i soggetti privati, esclusivamente per interventi eseguiti su edifici appartenenti all’ambito terziario, tra cui la categoria catastale D2 (strutture alberghiere).

Gli interventi agevolabili

Gli interventi finanziabili  si possono ricondurre a due tipologie:

1) interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica negli edifici;

2) interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Nello specifico, sono incentivabili le seguenti tipologie di intervento:

- isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato, anche unitamente all’eventuale installazione di sistemi di ventilazione meccanica;

- sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;

- installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e/o sistemi di filtrazione solare esterni per chiusure trasparenti;

- trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”;

- sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni;

- installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici degli edifici;

- installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici;

- installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo;

- pompe di calore;

- sistemi ibridi factory made o bivalenti;

- generatori a biomassa;

- solare termico e solar cooling;

- scaldacqua a pompa di calore;

- allaccio a reti di teleriscaldamento efficienti;

- microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili.

L’ammontare dei contributi

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto d’importo variabile in base alla tipologia di intervento. La nuova edizione prevede un contributo massimo del 65% delle spese ammissibili.

L’accesso ai contributi

Ai fini dell’accesso agli incentivi, il soggetto responsabile deve presentare domanda al GSE, esclusivamente tramite il Portaltermico, attraverso la scheda-domanda, nella quale sono indicati il tipo di intervento e la spesa totale ammissibile.

La richiesta deve essere presentata entro novanta giorni dalla conclusione dell’intervento, pena la non ammissibilità agli incentivi.                                  A.G.

IL TEMPO DELLE FERIE PUNTA AI 4 MESI. GIRO DI AFFARI: 41,3 MLD (+1,7%)

RE DELLE DESTINAZIONI PREFERITE RESTA IL BELPAESE (88%)

BOCCA: BENE LA CRESCITA. TESTIMONI DI UN TURISMO CHE CAMBIA

 

Un turismo contraddistinto dal segno più, che porta ricchezza al Paese e registra segnali di grandi cambiamenti: si rivela positivo l’exploit di questa estate 2025, che vedrà in viaggio 36,1 milioni di italiani producendo un giro di affari pari a 41,3 miliardi di euro, con una crescita dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

Le cifre sono quelle rilevate dall’indagine di Tecnè realizzata per la Federalberghi. Mai come quest’anno, a colpire è proprio la diversa modalità delle scelte nel popolo dei viaggiatori. Attualmente, si muoveranno meno adulti e più bambini, caratterizzando la dimensione familiare della vacanza estiva. Inoltre, nella stagione più “alta”, il tempo delle ferie si estende da giugno a settembre, con un aumento delle partenze nei mesi cosiddetti “periferici” e una conseguente destagionalizzazione naturale della domanda turistica. In definitiva, la “vacanza tipo” si accorcia – da 10,3 a 10 giorni in media – ma si moltiplica in termini di frequenza. Ciò definisce una tipologia di turista che cambia stile di vita e ridisegna a propria misura gli spazi del tempo libero, frammentandolo secondo una strategia tutta personale e incentrata su una maggior attenzione al proprio benessere.

 

Secondo l’indagine, non di solo agosto viene vissuta la vacanza, pur restando questo il mese principe delle ferie estive. La crescita rilevata rispetto al 2024 va questa volta ad accostarsi più alla qualità della spesa che non alla durata della permanenza. Le destinazioni di maggior presa saranno comunque quelle di mare, sebbene lo studio evidenzi un peso maggiore nella scelta delle destinazioni naturalistiche e meno affollate, a dimostrazione della sensibilità sempre crescente degli italiani verso bellezze naturali, ambiente e tranquillità.

 

In tutto ciò, l’Italia si conferma comunque la regina delle destinazioni preferite, con un 88% delle preferenze. Il restante 12% riguarda coloro che si recheranno all’estero e che, anche in questo caso, opteranno principalmente per le località di mare.

 

“Agosto perde centralità, mentre crescono giugno e settembre – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine – Questo è un segnale molto positivo, si afferma un turismo distribuito, più sostenibile e più accessibile. Si tratta di una grande opportunità per rafforzare l’occupazione e la redditività del settore in tutto l’arco dell’anno.”

 

“Di fronte a questo scenario, credo si possa affermare che siamo testimoni di un grande cambiamento – ha proseguito Bocca – Oggi il turista non cerca solo un alloggio, ma un’emozione da custodire. La spesa non si concentra più soltanto sul pernottamento, ma si distribuisce su tutta la filiera, tra ristorazione, cultura, artigianato, benessere. Si tratta proprio di una trasformazione strutturale che rende il comparto un attivatore diffuso di valore economico e sociale”.

 

“Tuttavia – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – la nostra indagine rivela che una quota di italiani non andrà in vacanza per motivi economici. È un dato che non può lasciarci indifferenti e che ci spinge a lavorare per un turismo più accessibile, ovvero capace di offrire occasione di benessere per tutti”.

 

QUANTI IN VACANZA – Saranno 36,1 milioni gli italiani che trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, di cui 25,4 milioni di adulti e 10,7 milioni di minori.

 

PER QUANTO TEMPO –  Un terzo dei vacanzieri (33,6%) farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale: di questi il 41,3% farà almeno un altro periodo di svago; il 31,4% ne farà due e il 17,5% farà tre periodi di vacanza tra giugno e settembre, confermando la tendenza, già in atto da tempo, a dividere in più segmenti le ferie estive.

 

LE METE PREFERITE – L’Italia resta decisamente la meta preferita: 9 italiani su 10 -  l’88% - sceglieranno di restare nel Belpaese mentre il 12% sceglierà mete estere, prediligendo il mare in paesi esteri vicino all’Italia (57,0%), le grandi capitali europee (16,4%) e i mari tropicali o le località esotiche (10,7%).   Tra le regioni più gettonate nello Stivale vi saranno: Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia, Lombardia, Campania e Sardegna. Il 76,9% opterà per il mare, il 16% prediligerà montagna, laghi e località termali mentre il restante 4,2% sceglierà località d’arte e cultura.

 

SPESA MEDIA E GIRO D’AFFARI – La vacanza principale durerà in media 10 giorni e costerà nel suo complesso (includendo viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) 888 a persona (circa 89 euro al giorno). Le ulteriori vacanze sono più contenute dal punto di vista della durata: in media 4,4 giorni per un costo complessivo di 518 euro (circa 117 euro al giorno). Il volume di affari sarà di 41,3 miliardi. Giugno contribuirà per circa 11 miliardi, luglio per 12,4 miliardi, agosto per 15,9 miliardi e settembre per 2 miliardi.

 

DISTRIBUZIONE DELLA SPESA – La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 28,7% del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 23,6,% al pernottamento, il 21,1% alle spese di viaggio, l’11,2% allo shopping e il 15,4% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite).

 

DOVE DORMIRE – Tra le tipologie di soggiorno scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, dopo la casa di parenti e amici (28,8%) vi è a stretto giro la preferenza per l’albergo (26,3%). A seguire la casa di proprietà (11,9%), i B&B (7,7%), il campeggio (7,0%), gli affitti brevi (5,3%), i residence (4,9%) e i villaggi turistici (4%).

LA PRENOTAZIONE – Il 46,3% prenoterà il proprio soggiorno contattando direttamente la struttura o utilizzando il suo sito internet. 3 italiani su 4 (75,6%) hanno prenotato con un anticipo da uno a due mesi.

 

MESI PIU’ GETTONATI  –  I flussi vedono 15,7 milioni di vacanzieri a giugno, 16,1 milioni a luglio, 17,5 milioni ad agosto e 4,7 milioni a settembre. Agosto si conferma dunque, nella visione degli italiani, il mese leader per programmare una vacanza.

 

SCELTA DELLA DESTINAZIONE – Per la scelta della località di villeggiatura gli italiani si fanno guidare principalmente dalle bellezze naturali del luogo (66,8%); a volte dalla voglia di ritrovare per abitudine gli stessi contesti (33,2%) o per la facilità di raggiungimento  (26,5%). Nel 21,6% dei casi è il divertimento che la località offre a condizionare la scelta.

 

ATTIVITA’ IN VACANZA – Durante le proprie vacanze gli italiani si dedicheranno principalmente a passeggiate (72,3%), a serate con gli amici (51,2%), a escursioni e gite per conoscere il territorio (47,8%) e a pasteggiare al ristorante (44%).

 

GLI SPOSTAMENTI –  Due vacanzieri su tre (il 66,6%) utilizzeranno la propria macchina per raggiungere la loro destinazione. Il 20,7% viaggerà in aereo e il 4,4% in treno.

 

CHI RESTA A CASA –  Il 49,2% della popolazione non farà vacanze tra giugno e settembre. Si resta a casa principalmente per mancanza di liquidità (54,8%), per motivi di salute (24,5%) e per motivi familiari (23,9%). Il 7,8% andrà in vacanza in un altro periodo.

 

L’indagine è stata effettuata da Tecnè s.r.l. nel periodo compreso tra il 14 e il 19 luglio intervistando con il sistema mixed mode di cui c.a.t.i. (53%), c.a.m.i (12%) e c.a.w.i (35%) un campione di 4.028 italiani maggiorenni. Campione probabilistico, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, stratificato per regione e classe di ampiezza demografica dei comuni. Variabili di controllo: classe d’età, titolo di studio, occupazione.

Luigi Fosson è stato confermato alla guida dell'Adava, l'associazione degli albergatori valdostani. Davide Perrin, di Torgnon, è il nuovo vicepresidente e subentra ad Alessandro Perosino. Le nomine sono avvenute durante l'assemblea annuale dell'associazione di categoria che si è svolta l'11 dicembre 2025.

                                                                                     “Discrezione e dedizione”

Faccia a faccia con Sofia Bortone, che ci parla della figura dell’addetta ai piani e della sua personale esperienza, ricca di sfaccettature

                                                                                         di Angelo Candido

Executive housekeeping manager di Mama Shelter a Roma, Sofia Bortone ci porta oltre i pregiudizi intorno a questo lavoro che è, semplicemente, fondamentale. E che va gestito come un manager.

Sofia, entrando subito nei dettagli della tua professione, puoi spiegarci qual è il tuo percorso di carriera come persona che ha lavorato ai piani?

Ho iniziato la mia carriera tanti anni fa con una scuola alberghiera e poi ho cominciato nel reparto F&B di grandi catene di hotel. Mi è stata data l’opportunità, parecchi anni fa, di entrare nel mondo dell’housekeeping, di cui non sapevo assolutamente nulla e la cosa mi dispiace. Quando vado a fare lezione ai ragazzi spiego che, oltre al mondo dei ricevimenti, di sala bar e cucina, ci siamo anche noi e non puliamo solamente, ma facciamo tanto, tanto di più. Un direttore mi ha dato l’opportunità e mi ha insegnato cosa vuol dire l’housekeeping. Da lì ho iniziato il mio percorso, prima presso un boutique hotel 5 stelle lusso e poi con altre grandi catene.

Cosa ti piace particolarmente nella quotidianità del tuo lavoro?

Quando, negli anni passati, ho lavorato presso gli alberghi, c’era qualcosa in me che non mi rendeva così felice. Ma una volta passata nell’housekeeping ho trovato la professione dei sogni, nel senso che tutte le mattine ti svegli e sei contenta di andare a lavorare. Perché l’housekeeping non è solamente prendere delle camere e pulirle, ma è tanto altro, è la relazione che hai con tutto il team dell’albergo e non solo nel reparto specifico nostro, perché noi andiamo a relazionarci con la reception, con tutti gli outlet che si trovano dentro un hotel. Io ho lavorato anche per le navi da crociera, dove la relazione è uguale. L’housekeeping è dappertutto e forse, dal mio punto di vista, è il reparto che unisce tutti gli altri settori fra loro e poi con la governante o l’executive. Ora è questo che mi appassiona, sapere tutto dell’hotel per cui lavoro.

Quali sono le attitudini e le competenze necessarie per lavorare con profitto in una struttura alberghiera?

In primis è una professione, mentre tante persone pensano che non lo sia e lo vedono solamente come un lavoro di passaggio. Ma la cameriera ai piani è una professione come tutte le altre, farla non è umiliante, né disonorevole, anzi. E i clienti, gli ospiti, riconoscono una cameriera brava che fa il suo lavoro, e non  solamente perché ne ha bisogno in quel momento. Ci sono delle attitudini in cui riconoscersi: per prima cosa lavorare in un team, essere una persona discreta perché noi entriamo nella privacy delle persone. Quando gli ospiti lasciano la camera ed escono, noi entriamo nella loro vita privata. Capiamo tutto di loro; una brava cameriera sa riconoscere, anche dai giorni di permanenza, come sistemare le cose dei nostri ospiti, cosa piace loro. È un contatto indiretto ma essenziale.

Hai qualche aneddoto da raccontare sulla tua professione alberghiera?

Sicuramente ho dato un significato alla parola “discrezione”, cosa che è difficilissima nel nostro lavoro. Il team ti vede sempre come una guida, che vuol dire che per qualsiasi problema ti guarda come se tu potessi dare risposte a tutto. Forse è quella la cosa più difficile. Ignoravo che sarei diventata anche psicologa, non solo governante e nelle prime ore della giornata, dove tutti – di tutto l’hotel, non solo housekeeping – vengono a parlarti. Quasi come se fossi la “mamma” dell’hotel.

Allora, come psicologa e come mamma dell’hotel, ai tuoi giovani colleghi quali consigli potresti dare per lavorare sempre meglio in una struttura alberghiera?

Come già detto, devono capire che non è un lavoro disonorevole. Questa forse è la cosa in cui fatico di più, perché ci si sente umiliati ad andare a pulire una stanza, ma non è assolutamente così. La cameriera ai piani è essenziale per l’hotel, perciò parliamo di figure che non se ne trovano molte: pochi gli italiani e le italiane che vogliono farlo in questo momento e per il motivo che ho detto, ma è un lavoro bellissimo, si crea un’atmosfera e un team molto affiatato. E ha tantissimi sbocchi lavorativi, se si vuole crescere. Logicamente, dipende dalla persona e da dove vuole arrivare.

Dovendo dare un consiglio quali sono, secondo te, le prospettive di carriera per una persona che comincia a lavorare ai piani?

Io consiglio a tutti di studiare, tanto. Studiare, perché la cameriera ai piani non significa non doversi preparare, anzi: se si vuole andare avanti bisogna acquisire competenze tecniche anche sulla composizione chimica dei tessuti o quando si va a fare un budget o come si va ad affrontare tante richieste con i fornitori. Bisogna avere competenze anche aziendali. Perciò devono vedere il futuro come un manager. Se si vuole diventare manager, prima si diventerà advisor, poi superadvisor, coordinator, ecc. Dipende. Parlando della massima carica che si può avere per housekeeping, secondo me un percorso universitario aiuta moltissimo nella carriera manageriale, perché dopo un executive potresti diventare housekeeping director, room division manager, ecc. Queste competenze sono essenziali. Come anche la conoscenza della lingua inglese, che è importantissima quando vai a relazionarti con gli ospiti.

Come vedi il futuro della tua professione, cosa deve aspettarsi un giovane che inizia a lavorare adesso ai piani in una struttura alberghiera?

Sicuramente questo lavoro non è uguale a prima. Bisogna saper usare il computer, ci sono molti PMS che aiutano le governanti a gestire il servizio. Non si tratta più di persone che nascono cameriere e arrivano a essere governanti o executive, oggi fanno un percorso diverso rispetto a ieri, devono avere delle preparazioni tecniche molto importanti. Forse è quello che sta cambiando di più: come l’hospitality in generale cerca i suoi manager, l’housekeeping cerca un manager e un team che sia competente, perché ci sono tante aperture; i nostri clienti dopo il covid sono molto più tecnologici e perciò sanno relazionarsi e i loro complain sono molto più minuziosi, quindi bisogna avere risposte un po’ più dettagliate.

“Milano Cortina più di un evento: è un progetto-Paese”

Il ministro Andrea Abodi traccia la via per il modello sportivo italiano

di Barbara Bonura

In carica dal 2022 nel governo Meloni quale ministro per lo Sport e i Giovani, dotato di capacità manageriali che gli derivano dall’esperienza di dirigente d’azienda, uomo di stile dal carattere determinato, Andrea Abodi si racconta in questa intervista: è lui la figura più in vista nel panorama italiano e non solo, avendo ricevuto una delega specifica dalla premier per i XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

Ministro, a oggi che bilancio si sente di fare sulla sua esperienza di governo per lo sport?

Sono dell’avviso che i bilanci si fanno alla fine, ma quello che posso dire è che dal 22 ottobre 2022 stiamo lavorando con impegno e passione, cercando di coniugare la visione di lungo periodo con la concretezza dell’azione quotidiana. Le politiche pubbliche devono generare valore duraturo per le persone, le comunità e l’intera Nazione, perché governare significa tracciare la rotta su ogni tema, interagire, analizzare, progettare e proporre soluzioni che contribuiscano al benessere sociale e individuale, rafforzando le radici dell’identità nazionale e, al tempo stesso, offrendo nuove opportunità. Abbiamo dato un’impronta visibile e concreta al modello sportivo italiano, capace di coniugare l’eccellenza agonistica dei nostri atleti e atlete, e delle nostre squadre, rafforzata dall’eccellenza organizzativa di grandi avvenimenti internazionali che si proiettano fino al 2032, con lo sport sociale che si occupa delle attività sportive a scuola, all’università, nelle periferie urbane e sociali, sostenendo anche le famiglie a basso reddito per far fare sport ai propri figli. Il percorso è lungo perché i problemi da risolvere sono molti e, purtroppo, consolidati, ma la strada è tracciata.

Quali passi in avanti ritiene che si siano fatti in ambito sportivo nel nostro Paese?

In questi tre anni abbiamo stanziato 2,6 miliardi di euro per lo sport, dei quali 1,6 solo per l’impiantistica sportiva. Ci siamo impegnati a rendere l’attività sportiva in tutte le sue forme un diritto per un numero crescente di persone, puntando allo sport per tutti. Abbiamo decisamente bisogno del linguaggio universale dello sport, capace di unire, educare e promuovere salute, sostenibilità, inclusione e coesione. Perché lo sport è anche e soprattutto educazione, cultura, relazioni umane e rispetto. Come detto, siamo consapevoli che davanti a noi abbiamo ancora molta strada da fare.

Crede che il settore del Turismo possa avere delle forti e produttive connessioni con il mondo dello Sport?

Assolutamente sì, le ha e con il ministro Santanchè lavoriamo dal primo giorno di questo Governo per migliorarle. La relazione tra lo sport e il turismo è naturale e sinergica, considerando la possibilità di mettere a disposizione opportunità (dagli eventi di tutte le dimensioni alle vacanze a base sportiva) del nostro patrimonio unico al mondo: dalle bellezze naturali, alle prelibatezze della cucina e alle meraviglie artistico-culturali. Sempre più persone scelgono le destinazioni in base alle possibilità di fare esperienze sportive, generando flussi turistici organizzati, destagionalizzati, ben distribuiti e, in diversi casi, ad alta capacità di spesa, animando territori, anche delle aree interne, e creando un indotto importante a beneficio di strutture ricettive, ristorazione e servizi. Il nostro obiettivo è rafforzare ulteriormente questa alleanza valorizzando le infrastrutture e gli eventi sportivi, quali strumenti di ulteriore promozione internazionale dell’immagine dell’Italia. A questo proposito stiamo anche valutando, con il MEF e il Ministero del Turismo, la possibilità di costituire un fondo immobiliare dedicato allo sviluppo di resort golfistici a vocazione turistica, partendo dal Sud Italia.

Le Olimpiadi invernali sono alle porte. Come si sente?

È una responsabilità, avendo ricevuto dal presidente Meloni una delega specifica, che vivo con entusiasmo e grande senso del dovere. Milano Cortina 2026 rappresenta molto più di un evento sportivo. È un progetto-Paese, un’occasione straordinaria per confermare che l’Italia sa organizzare al meglio, realizzare opere, rispettare impegni internazionali, costruire valore a beneficio dei territori che ospitano questo evento universale. C’è emozione, certo, ma soprattutto la consapevolezza che stiamo lavorando per un risultato che va oltre le quattro settimane dei Giochi Olimpici e Paralimpici, con investimenti sulle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie, digitali ed elettriche superiori a 3,6 miliardi di euro, che miglioreranno la qualità della vita di chi abita e passa per lavoro o per turismo in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.

Che tipo di riscontro pensa che si possa avere sul comparto turistico in riferimento a un evento come quello di Milano Cortina 2026?

Con i Giochi arriveranno in Italia due milioni di persone da tutto il mondo e si stimano almeno un miliardo e mezzo di telespettatori. Questo patrimonio rappresenterà anche per il comparto turistico una grandissima opportunità da valorizzare, molto oltre il periodo interessato dall’evento. Una campagna di promozione e comunicazione come quella che genererà l’appuntamento olimpico ha un valore inestimabile e avrà un impatto formidabile a beneficio del sistema-nazione. Eppure, a volte ho la sensazione che una parte non marginale degli operatori del settore che offrono servizi nei territori che ospiteranno le Olimpiadi e le Paralimpiadi non siano ancora riusciti ad apprezzare pienamente il valore aggiunto generato dall’avvenimento, che sono certo si manifesterà ancor più chiaramente nei prossimi anni, nei numeri e anche nella loro qualità.

I giovani e le Olimpiadi. Come vengono percepiti i Giochi olimpici dalle nuove generazioni?

I ragazzi, come gli adolescenti, vivono lo sport in modo diverso rispetto al passato: anche in modo digitale e lo vedremo dalle interazioni e dalle comunicazioni sui social, ma resta importante la presenza nei luoghi degli eventi legata all’esperienza e alla condivisione dal vivo. Per molti di loro le Olimpiadi, l’avvenimento universale per eccellenza, sono non solo un evento sportivo, ma un simbolo di valori comuni come la pace, l’inclusione, il rispetto e la sostenibilità. Anche per queste ragioni abbiamo voluto fortemente e ottenuto dal Comitato Olimpico Internazionale la quinta edizione dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali 2028, che, sono certo, ispireranno le giovani generazioni, promuovendo i valori dello sport, capace di unire culture e nazioni e di favorire la diplomazia della quale abbiamo tanto bisogno.

 Qual è il prossimo progetto che sogna di poter realizzare, da ministro per lo Sport e i Giovani?

Non ho abbastanza spazio per poterveli elencare tutti (il Ministro sorride, ndr), ma per lo sport vorrei consolidare il “modello italiano per lo sport”, basato su più sport a scuola, anche grazie ai Giochi della Gioventù, nelle università, nelle periferie, diffusamente, per contrastare la sedentarietà e la solitudine, per promuovere stili di vita più sani e attivi, a tutte le età. Per i giovani vorrei rafforzare ulteriormente il Servizio civile universale e collaborare con quei colleghi di Governo con i quali creare nuove condizioni per generare opportunità di lavoro e occasioni di contrasto al disagio giovanile, facendo crescere i progetti Rete, Spazi civici per la Gioventù e Rigenerazioni.

Sul numero 1/2026 della newsletter di Federalberghi si parla dei risultati che il sistema Federalberghi ha ottenuto nel corso del 2025, di sicurezza sul lavoro, di NASpi, di Soundreef, della 76a assemblea Federalberghie di tanto altro ancora.

Il Centro Studi della Federalberghi, con il supporto dell’Ente Bilaterale Nazionale del settore Turismo, ha realizzato la decima edizione del Rapporto sul sistema alberghiero e turistico ricettivo in Italia.

Turismo d'Italia è l'organo di stampa ufficiale di Federalberghi.

 

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