• Federalberghi

    Federalberghi è la principale organizzazione imprenditoriale del settore turistico-ricettivo in Italia.

     

    L'associazione rappresenta le istanze e gli interessi degli albergatori nei confronti delle istituzioni e delle organizzazioni politiche, economiche e sindacali.

     

    Aderiscono a Federalberghi oltre ventimila imprese su un totale di circa 32.000, attraverso 128 Associazioni territoriali.

     

    È socio fondatore di Hotrec, la Confederazione europea degli hotel, dei ristoranti e dei bar ed aderisce a Confcommercio, ove ha dato vita a Confturismo.

     

    Il Presidente è Bernabò Bocca, il Direttore Generale è Alessandro Massimo Nucara.

  • La partnership con Intesa Sanpaolo

    Al via la VI edizione: focus su innovazione e valore delle persone

    Anna Roscio (Intesa Sanpaolo): “Accompagniamo le imprese in una crescita stabile e inclusiva, facendo leva sul network e sugli investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione”

    Forte delle migliaia di candidature delle scorse edizioni e, soprattutto, delle oltre 650 aziende accompagnate lungo il loro percorso di crescita, Intesa Sanpaolo ha lanciato a inizio agosto la sesta edizione di “Imprese Vincenti”, il programma che la Divisione Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese, dedica alle eccellenze imprenditoriali del Paese.

    In autunno partirà il tour nazionale in 15 tappe che toccherà tutto il territorio. Tra le principali novità una particolare attenzione all’innovazione dei processi produttivi, un forte impulso all’internazionalizzazione e, grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo Assicurazioni, al valore della protezione delle persone e dei processi: non più solo strumento difensivo, ma scelta strategica aziendale e asset competitivo indispensabile per la resilienza e la continuità operativa.

    Confermata la collaborazione con la Divisione International Banks di Intesa Sanpaolo, grazie alla quale le aziende estere selezionate verranno invitate a partecipare a una tappa loro dedicata. Spazio anche alle imprese sociali e del terzo settore e alle PMI del comparto agroalimentare.

    “L’Italia – spiega Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – esprime un tessuto di PMI che sono un vero e proprio motore economico per i territori in cui operano, oltre a rappresentare il Made in Italy all’estero. Con Imprese Vincenti ne abbiamo scoperte e valorizzate oltre 650, eleggendole ad esempio per l’intero tessuto produttivo grazie alle loro caratteristiche di qualità, innovazione, velocità e adattamento al cambiamento come pochi altri sistemi industriali possono vantare. Il nostro impegno è di accompagnarle nel cogliere ulteriori opportunità per conquistare una crescita stabile e inclusiva, facendo leva sul network e investendo in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione”.

    Nel periodo 2019-2024, rispetto alla media del Paese, le Imprese Vincenti hanno registrato un aumento del 7% del fatturato e dell’8% degli investimenti. Tra i loro fattori di successo risaltano l’innovazione e la ricerca per favorire la crescita della competitività, l’attenzione al digitale e a obiettivi di sostenibilità, la focalizzazione su mercati esteri e l’investimento sulle persone.

    Per la sesta edizione saranno selezionate 140 aziende (oltre a 10 PMI straniere) che avranno raggiunto risultati positivi nella contribuzione al Pil e all’impatto sociale, in innovazione e ricerca, nella transizione digitale ed ecologica, in percorsi di internazionalizzazione, nel passaggio generazionale e in investimenti per la continuità aziendale in caso di crisi.

    Il team di partner della sesta edizione di Imprese Vincenti è composto da: Bain & Company, ELITE-Gruppo Euronext e Gambero Rosso, Cerved e Microsoft Italia, Coldiretti, NATIVA e Circularity, insieme a Digit’Ed, Tinexta e AICCON. Coinvolte anche le funzioni specialistiche di Intesa Sanpaolo, International Banks Division, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Intesa Sanpaolo Assicurazioni.

  • norme, tributi e incentivi

                                                                                        Conto Termico 3.0

    È in dirittura d’arrivo la nuova edizione degli incentivi per gli interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili

    Con il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica approvato ad agosto scorso, è stata definita la nuova disciplina del meccanismo d’incentivazione per gli interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

    Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), responsabile dell’attuazione e della gestione del sistema d’incentivazione, dovrà emanare entro il mese di febbraio 2026 le regole applicative che disciplinano gli aspetti operativi e di dettaglio, tra cui le modalità e le tempistiche di richiesta dei contributi.

    Analizziamo di seguito le caratteristiche del Conto Termico 3.0: soggetti beneficiari, interventi ammessi, contributi previsti.

    Chi può richiederlo

    Possono beneficiare degli incentivi i soggetti privati, esclusivamente per interventi eseguiti su edifici appartenenti all’ambito terziario, tra cui la categoria catastale D2 (strutture alberghiere).

    Gli interventi agevolabili

    Gli interventi finanziabili  si possono ricondurre a due tipologie:

    1) interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica negli edifici;

    2) interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

    Nello specifico, sono incentivabili le seguenti tipologie di intervento:

    - isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato, anche unitamente all’eventuale installazione di sistemi di ventilazione meccanica;

    - sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;

    - installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e/o sistemi di filtrazione solare esterni per chiusure trasparenti;

    - trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”;

    - sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni;

    - installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici degli edifici;

    - installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici;

    - installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo;

    - pompe di calore;

    - sistemi ibridi factory made o bivalenti;

    - generatori a biomassa;

    - solare termico e solar cooling;

    - scaldacqua a pompa di calore;

    - allaccio a reti di teleriscaldamento efficienti;

    - microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili.

    L’ammontare dei contributi

    L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto d’importo variabile in base alla tipologia di intervento. La nuova edizione prevede un contributo massimo del 65% delle spese ammissibili.

    L’accesso ai contributi

    Ai fini dell’accesso agli incentivi, il soggetto responsabile deve presentare domanda al GSE, esclusivamente tramite il Portaltermico, attraverso la scheda-domanda, nella quale sono indicati il tipo di intervento e la spesa totale ammissibile.

    La richiesta deve essere presentata entro novanta giorni dalla conclusione dell’intervento, pena la non ammissibilità agli incentivi.                                  A.G.

  • numeri del turismo

    IL TEMPO DELLE FERIE PUNTA AI 4 MESI. GIRO DI AFFARI: 41,3 MLD (+1,7%)

    RE DELLE DESTINAZIONI PREFERITE RESTA IL BELPAESE (88%)

    BOCCA: BENE LA CRESCITA. TESTIMONI DI UN TURISMO CHE CAMBIA

     

    Un turismo contraddistinto dal segno più, che porta ricchezza al Paese e registra segnali di grandi cambiamenti: si rivela positivo l’exploit di questa estate 2025, che vedrà in viaggio 36,1 milioni di italiani producendo un giro di affari pari a 41,3 miliardi di euro, con una crescita dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

     

    Le cifre sono quelle rilevate dall’indagine di Tecnè realizzata per la Federalberghi. Mai come quest’anno, a colpire è proprio la diversa modalità delle scelte nel popolo dei viaggiatori. Attualmente, si muoveranno meno adulti e più bambini, caratterizzando la dimensione familiare della vacanza estiva. Inoltre, nella stagione più “alta”, il tempo delle ferie si estende da giugno a settembre, con un aumento delle partenze nei mesi cosiddetti “periferici” e una conseguente destagionalizzazione naturale della domanda turistica. In definitiva, la “vacanza tipo” si accorcia – da 10,3 a 10 giorni in media – ma si moltiplica in termini di frequenza. Ciò definisce una tipologia di turista che cambia stile di vita e ridisegna a propria misura gli spazi del tempo libero, frammentandolo secondo una strategia tutta personale e incentrata su una maggior attenzione al proprio benessere.

     

    Secondo l’indagine, non di solo agosto viene vissuta la vacanza, pur restando questo il mese principe delle ferie estive. La crescita rilevata rispetto al 2024 va questa volta ad accostarsi più alla qualità della spesa che non alla durata della permanenza. Le destinazioni di maggior presa saranno comunque quelle di mare, sebbene lo studio evidenzi un peso maggiore nella scelta delle destinazioni naturalistiche e meno affollate, a dimostrazione della sensibilità sempre crescente degli italiani verso bellezze naturali, ambiente e tranquillità.

     

    In tutto ciò, l’Italia si conferma comunque la regina delle destinazioni preferite, con un 88% delle preferenze. Il restante 12% riguarda coloro che si recheranno all’estero e che, anche in questo caso, opteranno principalmente per le località di mare.

     

    “Agosto perde centralità, mentre crescono giugno e settembre – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine – Questo è un segnale molto positivo, si afferma un turismo distribuito, più sostenibile e più accessibile. Si tratta di una grande opportunità per rafforzare l’occupazione e la redditività del settore in tutto l’arco dell’anno.”

     

    “Di fronte a questo scenario, credo si possa affermare che siamo testimoni di un grande cambiamento – ha proseguito Bocca – Oggi il turista non cerca solo un alloggio, ma un’emozione da custodire. La spesa non si concentra più soltanto sul pernottamento, ma si distribuisce su tutta la filiera, tra ristorazione, cultura, artigianato, benessere. Si tratta proprio di una trasformazione strutturale che rende il comparto un attivatore diffuso di valore economico e sociale”.

     

    “Tuttavia – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – la nostra indagine rivela che una quota di italiani non andrà in vacanza per motivi economici. È un dato che non può lasciarci indifferenti e che ci spinge a lavorare per un turismo più accessibile, ovvero capace di offrire occasione di benessere per tutti”.

     

    QUANTI IN VACANZA – Saranno 36,1 milioni gli italiani che trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, di cui 25,4 milioni di adulti e 10,7 milioni di minori.

     

    PER QUANTO TEMPO –  Un terzo dei vacanzieri (33,6%) farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale: di questi il 41,3% farà almeno un altro periodo di svago; il 31,4% ne farà due e il 17,5% farà tre periodi di vacanza tra giugno e settembre, confermando la tendenza, già in atto da tempo, a dividere in più segmenti le ferie estive.

     

    LE METE PREFERITE – L’Italia resta decisamente la meta preferita: 9 italiani su 10 -  l’88% - sceglieranno di restare nel Belpaese mentre il 12% sceglierà mete estere, prediligendo il mare in paesi esteri vicino all’Italia (57,0%), le grandi capitali europee (16,4%) e i mari tropicali o le località esotiche (10,7%).   Tra le regioni più gettonate nello Stivale vi saranno: Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia, Lombardia, Campania e Sardegna. Il 76,9% opterà per il mare, il 16% prediligerà montagna, laghi e località termali mentre il restante 4,2% sceglierà località d’arte e cultura.

     

    SPESA MEDIA E GIRO D’AFFARI – La vacanza principale durerà in media 10 giorni e costerà nel suo complesso (includendo viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) 888 a persona (circa 89 euro al giorno). Le ulteriori vacanze sono più contenute dal punto di vista della durata: in media 4,4 giorni per un costo complessivo di 518 euro (circa 117 euro al giorno). Il volume di affari sarà di 41,3 miliardi. Giugno contribuirà per circa 11 miliardi, luglio per 12,4 miliardi, agosto per 15,9 miliardi e settembre per 2 miliardi.

     

    DISTRIBUZIONE DELLA SPESA – La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 28,7% del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 23,6,% al pernottamento, il 21,1% alle spese di viaggio, l’11,2% allo shopping e il 15,4% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite).

     

    DOVE DORMIRE – Tra le tipologie di soggiorno scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, dopo la casa di parenti e amici (28,8%) vi è a stretto giro la preferenza per l’albergo (26,3%). A seguire la casa di proprietà (11,9%), i B&B (7,7%), il campeggio (7,0%), gli affitti brevi (5,3%), i residence (4,9%) e i villaggi turistici (4%).

    LA PRENOTAZIONE – Il 46,3% prenoterà il proprio soggiorno contattando direttamente la struttura o utilizzando il suo sito internet. 3 italiani su 4 (75,6%) hanno prenotato con un anticipo da uno a due mesi.

     

    MESI PIU’ GETTONATI  –  I flussi vedono 15,7 milioni di vacanzieri a giugno, 16,1 milioni a luglio, 17,5 milioni ad agosto e 4,7 milioni a settembre. Agosto si conferma dunque, nella visione degli italiani, il mese leader per programmare una vacanza.

     

    SCELTA DELLA DESTINAZIONE – Per la scelta della località di villeggiatura gli italiani si fanno guidare principalmente dalle bellezze naturali del luogo (66,8%); a volte dalla voglia di ritrovare per abitudine gli stessi contesti (33,2%) o per la facilità di raggiungimento  (26,5%). Nel 21,6% dei casi è il divertimento che la località offre a condizionare la scelta.

     

    ATTIVITA’ IN VACANZA – Durante le proprie vacanze gli italiani si dedicheranno principalmente a passeggiate (72,3%), a serate con gli amici (51,2%), a escursioni e gite per conoscere il territorio (47,8%) e a pasteggiare al ristorante (44%).

     

    GLI SPOSTAMENTI –  Due vacanzieri su tre (il 66,6%) utilizzeranno la propria macchina per raggiungere la loro destinazione. Il 20,7% viaggerà in aereo e il 4,4% in treno.

     

    CHI RESTA A CASA –  Il 49,2% della popolazione non farà vacanze tra giugno e settembre. Si resta a casa principalmente per mancanza di liquidità (54,8%), per motivi di salute (24,5%) e per motivi familiari (23,9%). Il 7,8% andrà in vacanza in un altro periodo.

     

    L’indagine è stata effettuata da Tecnè s.r.l. nel periodo compreso tra il 14 e il 19 luglio intervistando con il sistema mixed mode di cui c.a.t.i. (53%), c.a.m.i (12%) e c.a.w.i (35%) un campione di 4.028 italiani maggiorenni. Campione probabilistico, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, stratificato per regione e classe di ampiezza demografica dei comuni. Variabili di controllo: classe d’età, titolo di studio, occupazione.

  • organizzazione

    Mariadora Santacroce, 36 anni, di Sulmona, titolare dell'hotel Santacroce Meeting e componente del Consiglio nazionale Giovani albergatori, è la nuova presidente di Federalberghi della provincia dell'Aquila.

    Vice presidente e' stato eletto Francesco Giangrossi, dell'Aquila, titolare della Dimora del Baco. L'elezione e' avvenuta ieri, nel corso del Consiglio direttivo che si è svolto nella sede di Confcommercio, all'Aquila, alla presenza del presidente regionale Confcommercio e Federalberghi e componente della giunta nazionale Federalberghi Giammarco Giovannelli e del presidente di Confcommercio L'Aquila e Fiva- Confcommercio Abruzzo Alberto Capretti.

    "Un ringraziamento sentito va agli albergatori della provincia dell'Aquila che mi hanno dato fiducia e ai presidenti Giovannelli e Capretti, con i quali ho avviato un proficuo percorso di collaborazione per dare forza al Consiglio provinciale di Federalberghi, un organismo fondamentale per la programmazione e il supporto al comparto turistico, in questo particolare momento storico", ha dichiarato la presidente Santacroce a margine della riunione.

    "Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità e impegno. Credo che il turismo richieda, oggi più che mai, programmazione e dialogo costante con le istituzioni. Federalberghi, in questo, e' da sempre un punto di riferimento operativo per il territorio e le aziende supportandole  nei processi di crescita, sviluppo e innovazione.

    "Il turismo - ha proseguito Santacroce - richiede ascolto, programmazione e dialogo con le istituzioni affichè sia, sempre più, una leva stabile di sviluppo economico per la nostra provincia e per l'intero Abruzzo. Gli ultimi dati sulle presenze e degli arrivi, con incrementi del 30-40% nella nostra provincia, dimostrano quanto questo settore sia fondamentale per l'occupazione e lo sviluppo del territorio".

    In riferimento all'Aquila Capitale della cultura, Santacroce ha sottolineato "la grande opportunità che tale prestigiosa vetrina riveste per la promozione culturale, economica e turistica del territorio e dell'intera regione".

    Congratulazioni, alla neo eletta sono arrivate dal presidente Confcommercio Abruzzo, Giovannelli, dal presidente dell'Aquila Capretti, dal presidente Federalberghi Extra della provincia dell'Aquila Francesco Palmisano e dal direttore generale di Federalberghi Italia, Alessandro Nucara.

    "La presidente Santacroce, a cui va l'augurio di buon lavoro, guiderà una squadra di grandi professionisti che sapranno ben rappresentare le istanze della provincia dell'Aquila e che saranno punto di riferimento assoluto degli albergatori della Valle Peligna, dell'Alto Sangro e della Marsica e dell'Aquila, che quest'anno riveste un ruolo di primo piano, con il titolo di Capitale italiana della cultura - ha sottolineato Giovannelli - Ringrazio il presidente Capretti per aver saputo coordinare il gruppo di lavoro mettendo insieme le migliori energie del territorio, che necessità di una rappresentatività puntale e programmatica.

    Federalberghi è, da sempre, presidio a servizio delle imprese ricettive: un interlocutore centrale nel dialogo con gli enti locali e per lo sviluppo di un'azione che guardi ai territori, al monitoraggio e alla qualità dell'accoglienza pubblica e privata, allo sviluppo dei servizi e alla ricettività in tutto le sue componenti.

    E alla crescita dell'attività alberghiera ed extralberghiera, soprattutto nelle aree dell'Abruzzo interno, grazie all'enogastronomia, all'artigianato, al turismo en plain air, all'eco turismo e agli sport a contatto con la natura.

    Lavoreremo, come Federalberghi, in sinergia con la regione Abruzzo e con gli enti locali, per una programmazione e una destagionalizzazione delle iniziative e dell'accoglienza", la conclusione di Giovannelli.  

  • risorse umane

                                                                                         “Discrezione e dedizione”

    Faccia a faccia con Sofia Bortone, che ci parla della figura dell’addetta ai piani e della sua personale esperienza, ricca di sfaccettature

                                                                                             di Angelo Candido

    Executive housekeeping manager di Mama Shelter a Roma, Sofia Bortone ci porta oltre i pregiudizi intorno a questo lavoro che è, semplicemente, fondamentale. E che va gestito come un manager.

    Sofia, entrando subito nei dettagli della tua professione, puoi spiegarci qual è il tuo percorso di carriera come persona che ha lavorato ai piani?

    Ho iniziato la mia carriera tanti anni fa con una scuola alberghiera e poi ho cominciato nel reparto F&B di grandi catene di hotel. Mi è stata data l’opportunità, parecchi anni fa, di entrare nel mondo dell’housekeeping, di cui non sapevo assolutamente nulla e la cosa mi dispiace. Quando vado a fare lezione ai ragazzi spiego che, oltre al mondo dei ricevimenti, di sala bar e cucina, ci siamo anche noi e non puliamo solamente, ma facciamo tanto, tanto di più. Un direttore mi ha dato l’opportunità e mi ha insegnato cosa vuol dire l’housekeeping. Da lì ho iniziato il mio percorso, prima presso un boutique hotel 5 stelle lusso e poi con altre grandi catene.

    Cosa ti piace particolarmente nella quotidianità del tuo lavoro?

    Quando, negli anni passati, ho lavorato presso gli alberghi, c’era qualcosa in me che non mi rendeva così felice. Ma una volta passata nell’housekeeping ho trovato la professione dei sogni, nel senso che tutte le mattine ti svegli e sei contenta di andare a lavorare. Perché l’housekeeping non è solamente prendere delle camere e pulirle, ma è tanto altro, è la relazione che hai con tutto il team dell’albergo e non solo nel reparto specifico nostro, perché noi andiamo a relazionarci con la reception, con tutti gli outlet che si trovano dentro un hotel. Io ho lavorato anche per le navi da crociera, dove la relazione è uguale. L’housekeeping è dappertutto e forse, dal mio punto di vista, è il reparto che unisce tutti gli altri settori fra loro e poi con la governante o l’executive. Ora è questo che mi appassiona, sapere tutto dell’hotel per cui lavoro.

    Quali sono le attitudini e le competenze necessarie per lavorare con profitto in una struttura alberghiera?

    In primis è una professione, mentre tante persone pensano che non lo sia e lo vedono solamente come un lavoro di passaggio. Ma la cameriera ai piani è una professione come tutte le altre, farla non è umiliante, né disonorevole, anzi. E i clienti, gli ospiti, riconoscono una cameriera brava che fa il suo lavoro, e non  solamente perché ne ha bisogno in quel momento. Ci sono delle attitudini in cui riconoscersi: per prima cosa lavorare in un team, essere una persona discreta perché noi entriamo nella privacy delle persone. Quando gli ospiti lasciano la camera ed escono, noi entriamo nella loro vita privata. Capiamo tutto di loro; una brava cameriera sa riconoscere, anche dai giorni di permanenza, come sistemare le cose dei nostri ospiti, cosa piace loro. È un contatto indiretto ma essenziale.

    Hai qualche aneddoto da raccontare sulla tua professione alberghiera?

    Sicuramente ho dato un significato alla parola “discrezione”, cosa che è difficilissima nel nostro lavoro. Il team ti vede sempre come una guida, che vuol dire che per qualsiasi problema ti guarda come se tu potessi dare risposte a tutto. Forse è quella la cosa più difficile. Ignoravo che sarei diventata anche psicologa, non solo governante e nelle prime ore della giornata, dove tutti – di tutto l’hotel, non solo housekeeping – vengono a parlarti. Quasi come se fossi la “mamma” dell’hotel.

    Allora, come psicologa e come mamma dell’hotel, ai tuoi giovani colleghi quali consigli potresti dare per lavorare sempre meglio in una struttura alberghiera?

    Come già detto, devono capire che non è un lavoro disonorevole. Questa forse è la cosa in cui fatico di più, perché ci si sente umiliati ad andare a pulire una stanza, ma non è assolutamente così. La cameriera ai piani è essenziale per l’hotel, perciò parliamo di figure che non se ne trovano molte: pochi gli italiani e le italiane che vogliono farlo in questo momento e per il motivo che ho detto, ma è un lavoro bellissimo, si crea un’atmosfera e un team molto affiatato. E ha tantissimi sbocchi lavorativi, se si vuole crescere. Logicamente, dipende dalla persona e da dove vuole arrivare.

    Dovendo dare un consiglio quali sono, secondo te, le prospettive di carriera per una persona che comincia a lavorare ai piani?

    Io consiglio a tutti di studiare, tanto. Studiare, perché la cameriera ai piani non significa non doversi preparare, anzi: se si vuole andare avanti bisogna acquisire competenze tecniche anche sulla composizione chimica dei tessuti o quando si va a fare un budget o come si va ad affrontare tante richieste con i fornitori. Bisogna avere competenze anche aziendali. Perciò devono vedere il futuro come un manager. Se si vuole diventare manager, prima si diventerà advisor, poi superadvisor, coordinator, ecc. Dipende. Parlando della massima carica che si può avere per housekeeping, secondo me un percorso universitario aiuta moltissimo nella carriera manageriale, perché dopo un executive potresti diventare housekeeping director, room division manager, ecc. Queste competenze sono essenziali. Come anche la conoscenza della lingua inglese, che è importantissima quando vai a relazionarti con gli ospiti.

    Come vedi il futuro della tua professione, cosa deve aspettarsi un giovane che inizia a lavorare adesso ai piani in una struttura alberghiera?

    Sicuramente questo lavoro non è uguale a prima. Bisogna saper usare il computer, ci sono molti PMS che aiutano le governanti a gestire il servizio. Non si tratta più di persone che nascono cameriere e arrivano a essere governanti o executive, oggi fanno un percorso diverso rispetto a ieri, devono avere delle preparazioni tecniche molto importanti. Forse è quello che sta cambiando di più: come l’hospitality in generale cerca i suoi manager, l’housekeeping cerca un manager e un team che sia competente, perché ci sono tante aperture; i nostri clienti dopo il covid sono molto più tecnologici e perciò sanno relazionarsi e i loro complain sono molto più minuziosi, quindi bisogna avere risposte un po’ più dettagliate.

  • interviste

    “Milano Cortina più di un evento: è un progetto-Paese”

    Il ministro Andrea Abodi traccia la via per il modello sportivo italiano

    di Barbara Bonura

    In carica dal 2022 nel governo Meloni quale ministro per lo Sport e i Giovani, dotato di capacità manageriali che gli derivano dall’esperienza di dirigente d’azienda, uomo di stile dal carattere determinato, Andrea Abodi si racconta in questa intervista: è lui la figura più in vista nel panorama italiano e non solo, avendo ricevuto una delega specifica dalla premier per i XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

    Ministro, a oggi che bilancio si sente di fare sulla sua esperienza di governo per lo sport?

    Sono dell’avviso che i bilanci si fanno alla fine, ma quello che posso dire è che dal 22 ottobre 2022 stiamo lavorando con impegno e passione, cercando di coniugare la visione di lungo periodo con la concretezza dell’azione quotidiana. Le politiche pubbliche devono generare valore duraturo per le persone, le comunità e l’intera Nazione, perché governare significa tracciare la rotta su ogni tema, interagire, analizzare, progettare e proporre soluzioni che contribuiscano al benessere sociale e individuale, rafforzando le radici dell’identità nazionale e, al tempo stesso, offrendo nuove opportunità. Abbiamo dato un’impronta visibile e concreta al modello sportivo italiano, capace di coniugare l’eccellenza agonistica dei nostri atleti e atlete, e delle nostre squadre, rafforzata dall’eccellenza organizzativa di grandi avvenimenti internazionali che si proiettano fino al 2032, con lo sport sociale che si occupa delle attività sportive a scuola, all’università, nelle periferie urbane e sociali, sostenendo anche le famiglie a basso reddito per far fare sport ai propri figli. Il percorso è lungo perché i problemi da risolvere sono molti e, purtroppo, consolidati, ma la strada è tracciata.

    Quali passi in avanti ritiene che si siano fatti in ambito sportivo nel nostro Paese?

    In questi tre anni abbiamo stanziato 2,6 miliardi di euro per lo sport, dei quali 1,6 solo per l’impiantistica sportiva. Ci siamo impegnati a rendere l’attività sportiva in tutte le sue forme un diritto per un numero crescente di persone, puntando allo sport per tutti. Abbiamo decisamente bisogno del linguaggio universale dello sport, capace di unire, educare e promuovere salute, sostenibilità, inclusione e coesione. Perché lo sport è anche e soprattutto educazione, cultura, relazioni umane e rispetto. Come detto, siamo consapevoli che davanti a noi abbiamo ancora molta strada da fare.

    Crede che il settore del Turismo possa avere delle forti e produttive connessioni con il mondo dello Sport?

    Assolutamente sì, le ha e con il ministro Santanchè lavoriamo dal primo giorno di questo Governo per migliorarle. La relazione tra lo sport e il turismo è naturale e sinergica, considerando la possibilità di mettere a disposizione opportunità (dagli eventi di tutte le dimensioni alle vacanze a base sportiva) del nostro patrimonio unico al mondo: dalle bellezze naturali, alle prelibatezze della cucina e alle meraviglie artistico-culturali. Sempre più persone scelgono le destinazioni in base alle possibilità di fare esperienze sportive, generando flussi turistici organizzati, destagionalizzati, ben distribuiti e, in diversi casi, ad alta capacità di spesa, animando territori, anche delle aree interne, e creando un indotto importante a beneficio di strutture ricettive, ristorazione e servizi. Il nostro obiettivo è rafforzare ulteriormente questa alleanza valorizzando le infrastrutture e gli eventi sportivi, quali strumenti di ulteriore promozione internazionale dell’immagine dell’Italia. A questo proposito stiamo anche valutando, con il MEF e il Ministero del Turismo, la possibilità di costituire un fondo immobiliare dedicato allo sviluppo di resort golfistici a vocazione turistica, partendo dal Sud Italia.

    Le Olimpiadi invernali sono alle porte. Come si sente?

    È una responsabilità, avendo ricevuto dal presidente Meloni una delega specifica, che vivo con entusiasmo e grande senso del dovere. Milano Cortina 2026 rappresenta molto più di un evento sportivo. È un progetto-Paese, un’occasione straordinaria per confermare che l’Italia sa organizzare al meglio, realizzare opere, rispettare impegni internazionali, costruire valore a beneficio dei territori che ospitano questo evento universale. C’è emozione, certo, ma soprattutto la consapevolezza che stiamo lavorando per un risultato che va oltre le quattro settimane dei Giochi Olimpici e Paralimpici, con investimenti sulle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie, digitali ed elettriche superiori a 3,6 miliardi di euro, che miglioreranno la qualità della vita di chi abita e passa per lavoro o per turismo in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.

    Che tipo di riscontro pensa che si possa avere sul comparto turistico in riferimento a un evento come quello di Milano Cortina 2026?

    Con i Giochi arriveranno in Italia due milioni di persone da tutto il mondo e si stimano almeno un miliardo e mezzo di telespettatori. Questo patrimonio rappresenterà anche per il comparto turistico una grandissima opportunità da valorizzare, molto oltre il periodo interessato dall’evento. Una campagna di promozione e comunicazione come quella che genererà l’appuntamento olimpico ha un valore inestimabile e avrà un impatto formidabile a beneficio del sistema-nazione. Eppure, a volte ho la sensazione che una parte non marginale degli operatori del settore che offrono servizi nei territori che ospiteranno le Olimpiadi e le Paralimpiadi non siano ancora riusciti ad apprezzare pienamente il valore aggiunto generato dall’avvenimento, che sono certo si manifesterà ancor più chiaramente nei prossimi anni, nei numeri e anche nella loro qualità.

    I giovani e le Olimpiadi. Come vengono percepiti i Giochi olimpici dalle nuove generazioni?

    I ragazzi, come gli adolescenti, vivono lo sport in modo diverso rispetto al passato: anche in modo digitale e lo vedremo dalle interazioni e dalle comunicazioni sui social, ma resta importante la presenza nei luoghi degli eventi legata all’esperienza e alla condivisione dal vivo. Per molti di loro le Olimpiadi, l’avvenimento universale per eccellenza, sono non solo un evento sportivo, ma un simbolo di valori comuni come la pace, l’inclusione, il rispetto e la sostenibilità. Anche per queste ragioni abbiamo voluto fortemente e ottenuto dal Comitato Olimpico Internazionale la quinta edizione dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali 2028, che, sono certo, ispireranno le giovani generazioni, promuovendo i valori dello sport, capace di unire culture e nazioni e di favorire la diplomazia della quale abbiamo tanto bisogno.

     Qual è il prossimo progetto che sogna di poter realizzare, da ministro per lo Sport e i Giovani?

    Non ho abbastanza spazio per poterveli elencare tutti (il Ministro sorride, ndr), ma per lo sport vorrei consolidare il “modello italiano per lo sport”, basato su più sport a scuola, anche grazie ai Giochi della Gioventù, nelle università, nelle periferie, diffusamente, per contrastare la sedentarietà e la solitudine, per promuovere stili di vita più sani e attivi, a tutte le età. Per i giovani vorrei rafforzare ulteriormente il Servizio civile universale e collaborare con quei colleghi di Governo con i quali creare nuove condizioni per generare opportunità di lavoro e occasioni di contrasto al disagio giovanile, facendo crescere i progetti Rete, Spazi civici per la Gioventù e Rigenerazioni.

  • Imprese del turismo

    Sul numero 2/2026 della newsletter di Federalberghi si parla di dumping contrattuale nel settore turismo, di ammortizzatori sociali, di canone speciale RAI, di imposta di soggiorno, della 76a assemblea Federalberghie di tanto altro ancora.

  • Turismo d'Italia

    Turismo d'Italia è l'organo di stampa ufficiale di Federalberghi.

     

    La rivista, nata nel 1958, oltre a illustrare la posizione della federazione sugli argomenti di principale importanza per le imprese turistico ricettive, è ricca di articoli di design e di informazione tecnico professionale.

Al via la VI edizione: focus su innovazione e valore delle persone

Anna Roscio (Intesa Sanpaolo): “Accompagniamo le imprese in una crescita stabile e inclusiva, facendo leva sul network e sugli investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione”

Forte delle migliaia di candidature delle scorse edizioni e, soprattutto, delle oltre 650 aziende accompagnate lungo il loro percorso di crescita, Intesa Sanpaolo ha lanciato a inizio agosto la sesta edizione di “Imprese Vincenti”, il programma che la Divisione Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese, dedica alle eccellenze imprenditoriali del Paese.

In autunno partirà il tour nazionale in 15 tappe che toccherà tutto il territorio. Tra le principali novità una particolare attenzione all’innovazione dei processi produttivi, un forte impulso all’internazionalizzazione e, grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo Assicurazioni, al valore della protezione delle persone e dei processi: non più solo strumento difensivo, ma scelta strategica aziendale e asset competitivo indispensabile per la resilienza e la continuità operativa.

Confermata la collaborazione con la Divisione International Banks di Intesa Sanpaolo, grazie alla quale le aziende estere selezionate verranno invitate a partecipare a una tappa loro dedicata. Spazio anche alle imprese sociali e del terzo settore e alle PMI del comparto agroalimentare.

“L’Italia – spiega Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – esprime un tessuto di PMI che sono un vero e proprio motore economico per i territori in cui operano, oltre a rappresentare il Made in Italy all’estero. Con Imprese Vincenti ne abbiamo scoperte e valorizzate oltre 650, eleggendole ad esempio per l’intero tessuto produttivo grazie alle loro caratteristiche di qualità, innovazione, velocità e adattamento al cambiamento come pochi altri sistemi industriali possono vantare. Il nostro impegno è di accompagnarle nel cogliere ulteriori opportunità per conquistare una crescita stabile e inclusiva, facendo leva sul network e investendo in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione”.

Nel periodo 2019-2024, rispetto alla media del Paese, le Imprese Vincenti hanno registrato un aumento del 7% del fatturato e dell’8% degli investimenti. Tra i loro fattori di successo risaltano l’innovazione e la ricerca per favorire la crescita della competitività, l’attenzione al digitale e a obiettivi di sostenibilità, la focalizzazione su mercati esteri e l’investimento sulle persone.

Per la sesta edizione saranno selezionate 140 aziende (oltre a 10 PMI straniere) che avranno raggiunto risultati positivi nella contribuzione al Pil e all’impatto sociale, in innovazione e ricerca, nella transizione digitale ed ecologica, in percorsi di internazionalizzazione, nel passaggio generazionale e in investimenti per la continuità aziendale in caso di crisi.

Il team di partner della sesta edizione di Imprese Vincenti è composto da: Bain & Company, ELITE-Gruppo Euronext e Gambero Rosso, Cerved e Microsoft Italia, Coldiretti, NATIVA e Circularity, insieme a Digit’Ed, Tinexta e AICCON. Coinvolte anche le funzioni specialistiche di Intesa Sanpaolo, International Banks Division, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Intesa Sanpaolo Assicurazioni.

In Sardegna le conseguenze del maltempo rischiano di compromettere la stagione turistica 2026.

Per parlare di quanto l’emergenza sia grave, con i call center degli alberghi e dei porti letteralmente tempestati da migliaia di telefonate che chiedono rassicurazioni sulla fruibilità dell’isola, il presidente regionale di Federalberghi Paolo Manca ha incontrato a Cagliari il vicepremier Antonio Tajani.

“Ci troviamo nel momento cruciale delle prenotazioni dei mercati internazionali. Stati Uniti, Australia, Germania e Svizzera scelgono proprio in questo periodo quando e come organizzare le vacanze estive. La stampa internazionale ha parlato di “disastro Sardegna”, di “apocalisse” e di “spiagge più belle del mondo cancellate”, ha spiegato Manca.  

Federalberghi chiede tre interventi urgenti: “supportare le aziende che hanno subito danni diretti, ripristinare il danno ambientale e avviare una campagna di comunicazione supplementare”. 

“Dobbiamo ripristinare tutto il lavoro fatto in questi ultimi anni. Senza interventi immediati, una parte significativa della stagione 2026 potrebbe essere compromessa sui mercati internazionali”, ha detto Manca.

La presidente della regione Sardegna Alessandra Todde ha confermato che i danni stanno crescendo: sono 144 i comuni coinvolti dal passaggio del ciclone Harry. Il vicepremier Tajani ha annunciato che i 100 milioni già stanziati sono solo per interventi di prima necessità, promettendo un decreto specifico per Sicilia, Calabria e Sardegna.

Ulteriore problema è il danno d’immagine, che pesa più di quello materiale e quindi c’è bisogno di una comunicazione ad hoc.

Per il settore turistico sardo, infatti,  il problema principale non sono solo le infrastrutture danneggiate, ma la percezione negativa diffusa dai media stranieri. “Una campagna di comunicazione istituzionale appare indispensabile per rassicurare i tour operator e i turisti individuali”.

 

Federalberghi Varese, con la collaborazione dell’Ente bilaterale Turismo della provincia di Varese, promuove la terza edizione del PREMIO DI STUDIO PIERO COLOMBO PER LE PROFESSIONI DEL TURISMO che, per l’anno 2025-2026, avrà come tema “La Cucina Italiana Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità”.

 Il tema intende valorizzare la cucina italiana non solo come insieme di ricette, ma come patrimonio di pratiche sociali, riti conviviali, saperi tramandati, prodotti del territorio e biodiversità, elementi che rendono la tavola italiana un simbolo di identità culturale e di accoglienza turistica.

Per questo motivo saranno particolarmente apprezzati in tutte le categorie: l’attenzione alla trasmissione dei saperi;  il rispetto della stagionalità e sostenibilità;  la capacità di raccontare il cibo come elemento di identità, socialità e accoglienza. Obiettivo del presente bando è quello di coinvolgere gruppi classe di studenti meritevoli, facendo nel contempo memoria di Piero Colombo, storico presidente di Federalberghi Varese.

Il presente bando prevede tre categorie di partecipazione: Cucina - Sala e bar - Accoglienza turistica. Per ciascuna categoria sarà assegnato un premio dedicato.

 SOGGETTI AMMISSIBILI

Il premio è aperto alla partecipazione di gruppi di studenti e studentesse frequentanti i seguenti percorsi: formazione professionale, istruzione professionale o istruzione tecnica relativamente all’indirizzo turistico: sala bar, cucina, enogastronomia e ospitalità alberghiera, operatore ai servizi di promozione e accoglienza, operatore della ristorazione e operatore di pasticceria, pasta e prodotti da forno e altri profili affini.

PARTECIPAZIONE E AMMISSIBILITA’

Per essere ammessi occorre che tutti i membri del gruppo siano regolarmente iscritti e frequentanti un istituto della provincia di Varese in uno dei seguenti indirizzi: sala bar, cucina, enogastronomia e ospitalità alberghiera, operatore ai servizi di promozione e accoglienza, operatore della ristorazione e operatore di pasticceria, pasta e prodotti da forno e altri profili affini. Ogni singolo gruppo dovrà essere composto da studenti della medesima classe. In ogni gruppo uno dei partecipanti sarà indicato nella apposita scheda come referente di classe e un docente sarà indicato come referente di progetto.

DATA APERTURA E CHIUSURA CANDIDATURE

Le candidature potranno essere inviate tramite l’apposito modulo on line reperibile al seguente LINK a partire dal 01.02.2026 fino al 28.02.2026; la realizzazione dell’evento di cui al paragrafo “COME PARTECIPARE” dovrà avvenire entro il 31.05.26 Non saranno ammesse candidature pervenute oltre i termini o prive dei requisiti di ammissibilità.

PREMIALITA’

Per ciascuna delle tre categorie previste dal bando — Cucina, Sala e Bar e Accoglienza Turistica — è previsto un premio consistente nell’acquisto di beni o attrezzature da destinare alla scuola, per un valore di 1.000 euro per ciascuna categoria.

 MODALITA’ DI EROGAZIONE E SPESE AMMISSIBILI

 Il premio di studio sarà erogato da Federalberghi Varese a favore dell’Istituto scolastico di appartenenza dei vincitori, a fronte della presentazione di idonea documentazione giustificativa di spesa. Sono ritenute ammissibili, a titolo esemplificativo, le seguenti spese: attrezzature didatticoprofessionali, allestimenti funzionali alla didattica, prodotti digitali e informatici relativi alla didattica, materiali e dotazioni per attività formative.

 La documentazione da produrre consiste in fatture e/o ricevute fiscali dalle quali risultino chiaramente:  la tipologia dei beni e/o delle attrezzature acquistati; • i dati dell’acquirente, che dovranno corrispondere a quelli dell’Istituto scolastico beneficiario; • l’importo della spesa sostenuta;  la data di acquisto, che dovrà essere successiva alla comunicazione ufficiale di assegnazione del premio.

Qualora l’importo complessivo indicato nei giustificativi di spesa presentati risulti superiore a euro 1.000,00, il contributo sarà comunque erogato fino alla concorrenza dell’importo massimo previsto, pari a euro 1.000,00, quale quota di rimborso parziale. È ammessa la presentazione di più giustificativi di spesa, purché complessivamente finalizzati al raggiungimento dell’importo massimo erogabile.

La documentazione giustificativa di spesa dovrà essere trasmessa a Federalberghi Varese entro e non oltre il 15 dicembre 2026, secondo le modalità che saranno successivamente comunicate agli Istituti beneficiari.

COME PARTECIPARE

 Per partecipare occorre realizzare un progetto attinente al tema “Cucina Italiana Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità” legato alle specificità locali e del territorio declinandolo nelle categorie:

CUCINA: a titolo esemplificativo proposta di un piatto o di un menù; MAGGIORI DETTAGLI - proposta di un piatto della tradizione italiana o locale; - proposta di un menù tematico (stagionale, territoriale, delle feste, della tradizione familiare). Si dovrà evidenziare: • l’origine e la storia della ricetta; • il legame con il territorio e i prodotti tipici; • il valore culturale, sociale o rituale del piatto/menù.  

SALA BAR: a titolo esemplificativo proposta di un cocktail; MAGGIORI DETTAGLI: proposta di un cocktail (alcolico o analcolico) realizzato con ingredienti tipici italiani o territoriali; • rivisitazione di una bevanda tradizionale; • proposta di abbinamento cocktail–piatto. L’elaborato dovrà includere: • nome e descrizione della proposta; • ingredienti e loro provenienza; • racconto del significato culturale e simbolico; modalità di servizio e presentazione.  

ACCOGLIENZA: a titolo esemplificativo realizzazione di un video reel/POV/ oppure di un kit di accoglienza con informazioni ai turisti legato alla cucina italiana come esperienza culturale. MAGGIORI DETTAGLI • realizzazione di un video breve (reel, POV, storytelling) dedicato a una tradizione gastronomica, a un prodotto tipico o a un’esperienza culinaria del territorio; progettazione di un kit di accoglienza turistica (cartaceo o digitale) focalizzato sulle tipicità enogastronomiche locali; ideazione di un percorso o di un’esperienza gastronomica per il turista. I progetti dovranno essere sinteticamente indicati nella scheda di candidatura e presentati alla giuria durante un evento/simulazione/manifestazione.

La scheda di candidatura è disponibile e compilabile al link: https://forms.gle/Ww5iMve7qLuCVSpT9

CRITERI DI SELEZIONE E ASSEGNAZIONE PREMIO

Il premio verrà assegnato da una giuria composta da rappresentanti di Federalberghi Varese e dell’Ente bilaterale del Turismo. I lavori saranno valutati secondo criteri quali ad esempio originalità, coerenza, utilità, aspetti tecnici nella realizzazione.

I punteggi saranno assegnati in relazione a griglie specifiche di valutazione per l’area di competenza (cucina, sala bar o accoglienza). Nel caso in cui nessun progetto candidato per una specifica categoria raggiunga un punteggio complessivamente sufficiente, la commissione si riserva la facoltà di assegnare il premio ai partecipanti delle altre categorie in concorso, attingendo dalla graduatoria complessiva stilata.

GRADUATORIA E PREMIAZIONE

Tra tutti i candidati saranno selezionati 3 gruppi classe vincitori (uno per la categoria cucina, uno per la categoria sala bar e uno per la categoria accoglienza) e la graduatoria finale sarà comunicata a tutti gli istituti partecipanti.

La premiazione avverrà il 18 giugno 2026 in occasione dell’Hotelier Day, evento promosso da Federalberghi Varese.

Per info e comunicazioni relative al bando: stampa@federalberghivarese.it

                                                                  Efficienza energetica negli alberghi

ENEA e Federalberghi studiano lo stato dell’arte del settore alberghiero e delineano i possibili interventi di efficientamento energetico

 di  Alessandra De Santis, Christian Ferrante, Chiara Martini e Marcello Salvio

Dopo un primo lavoro che analizzava i dati derivanti dalle diagnosi energetiche delle grandi imprese del settore alberghiero, Quaderno dell’Efficienza Energetica - Alberghi, presentato ad Agerola nel 2024, durante la riunione dei direttori e dei segretari delle organizzazioni aderenti a Federalberghi, ENEA e la federazione maggiormente rappresentativa degli albergatori hanno voluto studiare anche le imprese del settore non soggette a obbligo di diagnosi: le piccole e medie imprese (PMI). Lo scopo dell’analisi è rafforzare la conoscenza di consumi ed efficienza energetica e individuare le opportunità di efficientamento.

La raccolta dei dati è avvenuta attraverso la somministrazione di un questionario composto da 23 domande riguardanti: tipologia di impianti di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria (ACS), consumi energetici, interventi di efficientamento (realizzati, di interesse o attualmente non considerati), dimensioni della struttura (superficie e volume riscaldati), zona climatica, servizi presenti nel sito, caratteristiche della struttura (numero di stelle e di camere ecc.), periodo di apertura al pubblico (annuale o stagionale), localizzazione.

Le risposte di 328 strutture sono state suddivise per zona climatica e, all’interno di ogni zona, per tipologia di apertura al pubblico. Inoltre, le strutture per ogni zona climatica, e distintamente per apertura stagionale e annuale, sono state suddivise per tipologia di impianto di climatizzazione e produzione ACS, individuando tre tipologie di siti.

Per ciascuna zona climatica, sia con apertura al pubblico annuale che stagionale, e per ognuna delle tre tipologie di impianti di climatizzazione e produzione ACS, sono stati determinati: la distribuzione percentuale dei consumi tra elettrico e termico e i valori medi degli IPE - Indici di Prestazione Energetica (Totale, Elettrico e Termico).

I dati sono stati utilizzati anche per effettuare l’analisi degli interventi di efficientamento, suddividendo le strutture per zona climatica e considerando cinque macroaree d’intervento, poi suddivise in sottoaree: illuminazione, involucro edilizio, climatizzazione, interventi generali o gestionali, produzione di energia da rinnovabili. In ogni zona climatica, per ogni macroarea e sottoarea di intervento, sono state determinate le percentuali di interventi svolti e potenziali, con un focus sulla climatizzazione. È stato anche approfondito il ruolo di numero di camere e di stelle nell’influenzare l’attuazione di interventi nelle diverse aree.

Infine, sono stati anche riportati i valori medi di alcuni dati economici (investimento, costo efficacia e tempo di ritorno) ed energetici (risparmio rispetto ai consumi) relativi agli interventi proposti, per macro aree e sottoaree: è stato così possibile completare l’analisi con degli indicatori quantitativi.

L’indagine svolta è stata oggetto di una pubblicazione congiunta, disponibile nella sezione “Guide degli Alberghi” del sito www.federalberghi.it e nella pagina ENEA dedicata: L’efficienza energetica

nelle Piccole e Medie Imprese del settore alberghiero, sul sito www.efficienzaenergetica.enea.it.

La Casa delle Aie, tempio della tradizione culinaria cervese, ha ospitato l’incontro che ha segnato formalmente la partenza operativa del progetto "La ristorazione del futuro per un nuovo modello turistico", spiegato nel dettaglio a ristoratori, albergatori, bagnini e operatori turistici ,che saranno i veri protagonisti dell’iniziativa.

Gli operatori riceveranno a breve un questionario che, insieme a un’analisi di mercato, servirà a fornire una fotografia aggiornata del comparto per evidenziarne peculiarità e criticità, al fine di sviluppare la strategia utile al buon esito del progetto.

Promossa da Confcommercio Cervia e Confcommercio Cesenate, l’iniziativa coinvolge i comuni di Cervia, Cesenatico e Gatteo e si propone di unire le tre località in un lavoro sinergico per promuovere unitariamente un territorio in cui il buon cibo fungerà da leva per attirare nuovi flussi di mercato e dare così nuova linfa all’espansione turistica.

L’idea è quella di “sviluppare un modello condiviso capace di valorizzare le differenze, trasformandole in punti di forza all’interno di una visione unitaria della Romagna. Il progetto sperimentale si articolerà in più fasi progressive e in un arco di tempo a media scadenza di almeno tre anni.”

 La prima fase, dedicata all’analisi del mercato, costituirà la base conoscitiva per la progettazione delle fasi successive come possibili percorsi di formazione interterritoriale e intersettoriale, attività di animazione territoriale, azioni di benchmarking con altri territori, viaggi studio in contesti internazionali ad alta vocazione turistica e seminari tematici con esperti, con l’obiettivo di intercettare i trend emergenti e supportare le imprese nell’innovazione organizzativa e gestionale.

 Insieme ai presidenti di Confcommercio Cervia Nazario Fantini e Confcommercio Cesenate Augusto Patrignani, hanno partecipato all’incontro anche  il vice sindaco di Cesenatico Lorena Fantozzi e il sindaco di Gatteo Roberto Pari, unanimi nel sottolineare “quanto la cucina italiana sia un grande valore aggiunto e oggi rappresenti uno degli indicatori più evidenti della trasformazione in atto nel turismo”.

"Mettere insieme territori in concorrenza non significa annullare le differenze, ma una sfida per cercare di vincere tutti insieme", il commento dei presenti.

Ad affiancare Confcommercio Cervia e Confcommercio Cesenate Federalberghi Cervia, Adac Federalberghi Cesenatico, Federalberghi Gatteo, i ristoratori di Cervia e Cesenatico, i sindacati balneari di Cervia e Cesenatico.

Il progetto sarà attuato da Iscom e dall’Accademia dell’Ospitalità di Cervia, con Orogel Soc. Coop. Agricola come sponsor.

                                                                                    Conto Termico 3.0

È in dirittura d’arrivo la nuova edizione degli incentivi per gli interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia da fonti rinnovabili

Con il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica approvato ad agosto scorso, è stata definita la nuova disciplina del meccanismo d’incentivazione per gli interventi di piccole dimensioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), responsabile dell’attuazione e della gestione del sistema d’incentivazione, dovrà emanare entro il mese di febbraio 2026 le regole applicative che disciplinano gli aspetti operativi e di dettaglio, tra cui le modalità e le tempistiche di richiesta dei contributi.

Analizziamo di seguito le caratteristiche del Conto Termico 3.0: soggetti beneficiari, interventi ammessi, contributi previsti.

Chi può richiederlo

Possono beneficiare degli incentivi i soggetti privati, esclusivamente per interventi eseguiti su edifici appartenenti all’ambito terziario, tra cui la categoria catastale D2 (strutture alberghiere).

Gli interventi agevolabili

Gli interventi finanziabili  si possono ricondurre a due tipologie:

1) interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica negli edifici;

2) interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Nello specifico, sono incentivabili le seguenti tipologie di intervento:

- isolamento termico di superfici opache delimitanti il volume climatizzato, anche unitamente all’eventuale installazione di sistemi di ventilazione meccanica;

- sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi delimitanti il volume climatizzato;

- installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento e/o sistemi di filtrazione solare esterni per chiusure trasparenti;

- trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”;

- sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni;

- installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation) degli impianti termici ed elettrici degli edifici;

- installazione di elementi infrastrutturali per la ricarica privata di veicoli elettrici;

- installazione di impianti solari fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo;

- pompe di calore;

- sistemi ibridi factory made o bivalenti;

- generatori a biomassa;

- solare termico e solar cooling;

- scaldacqua a pompa di calore;

- allaccio a reti di teleriscaldamento efficienti;

- microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili.

L’ammontare dei contributi

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto d’importo variabile in base alla tipologia di intervento. La nuova edizione prevede un contributo massimo del 65% delle spese ammissibili.

L’accesso ai contributi

Ai fini dell’accesso agli incentivi, il soggetto responsabile deve presentare domanda al GSE, esclusivamente tramite il Portaltermico, attraverso la scheda-domanda, nella quale sono indicati il tipo di intervento e la spesa totale ammissibile.

La richiesta deve essere presentata entro novanta giorni dalla conclusione dell’intervento, pena la non ammissibilità agli incentivi.                                  A.G.

IL TEMPO DELLE FERIE PUNTA AI 4 MESI. GIRO DI AFFARI: 41,3 MLD (+1,7%)

RE DELLE DESTINAZIONI PREFERITE RESTA IL BELPAESE (88%)

BOCCA: BENE LA CRESCITA. TESTIMONI DI UN TURISMO CHE CAMBIA

 

Un turismo contraddistinto dal segno più, che porta ricchezza al Paese e registra segnali di grandi cambiamenti: si rivela positivo l’exploit di questa estate 2025, che vedrà in viaggio 36,1 milioni di italiani producendo un giro di affari pari a 41,3 miliardi di euro, con una crescita dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

Le cifre sono quelle rilevate dall’indagine di Tecnè realizzata per la Federalberghi. Mai come quest’anno, a colpire è proprio la diversa modalità delle scelte nel popolo dei viaggiatori. Attualmente, si muoveranno meno adulti e più bambini, caratterizzando la dimensione familiare della vacanza estiva. Inoltre, nella stagione più “alta”, il tempo delle ferie si estende da giugno a settembre, con un aumento delle partenze nei mesi cosiddetti “periferici” e una conseguente destagionalizzazione naturale della domanda turistica. In definitiva, la “vacanza tipo” si accorcia – da 10,3 a 10 giorni in media – ma si moltiplica in termini di frequenza. Ciò definisce una tipologia di turista che cambia stile di vita e ridisegna a propria misura gli spazi del tempo libero, frammentandolo secondo una strategia tutta personale e incentrata su una maggior attenzione al proprio benessere.

 

Secondo l’indagine, non di solo agosto viene vissuta la vacanza, pur restando questo il mese principe delle ferie estive. La crescita rilevata rispetto al 2024 va questa volta ad accostarsi più alla qualità della spesa che non alla durata della permanenza. Le destinazioni di maggior presa saranno comunque quelle di mare, sebbene lo studio evidenzi un peso maggiore nella scelta delle destinazioni naturalistiche e meno affollate, a dimostrazione della sensibilità sempre crescente degli italiani verso bellezze naturali, ambiente e tranquillità.

 

In tutto ciò, l’Italia si conferma comunque la regina delle destinazioni preferite, con un 88% delle preferenze. Il restante 12% riguarda coloro che si recheranno all’estero e che, anche in questo caso, opteranno principalmente per le località di mare.

 

“Agosto perde centralità, mentre crescono giugno e settembre – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine – Questo è un segnale molto positivo, si afferma un turismo distribuito, più sostenibile e più accessibile. Si tratta di una grande opportunità per rafforzare l’occupazione e la redditività del settore in tutto l’arco dell’anno.”

 

“Di fronte a questo scenario, credo si possa affermare che siamo testimoni di un grande cambiamento – ha proseguito Bocca – Oggi il turista non cerca solo un alloggio, ma un’emozione da custodire. La spesa non si concentra più soltanto sul pernottamento, ma si distribuisce su tutta la filiera, tra ristorazione, cultura, artigianato, benessere. Si tratta proprio di una trasformazione strutturale che rende il comparto un attivatore diffuso di valore economico e sociale”.

 

“Tuttavia – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – la nostra indagine rivela che una quota di italiani non andrà in vacanza per motivi economici. È un dato che non può lasciarci indifferenti e che ci spinge a lavorare per un turismo più accessibile, ovvero capace di offrire occasione di benessere per tutti”.

 

QUANTI IN VACANZA – Saranno 36,1 milioni gli italiani che trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, di cui 25,4 milioni di adulti e 10,7 milioni di minori.

 

PER QUANTO TEMPO –  Un terzo dei vacanzieri (33,6%) farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale: di questi il 41,3% farà almeno un altro periodo di svago; il 31,4% ne farà due e il 17,5% farà tre periodi di vacanza tra giugno e settembre, confermando la tendenza, già in atto da tempo, a dividere in più segmenti le ferie estive.

 

LE METE PREFERITE – L’Italia resta decisamente la meta preferita: 9 italiani su 10 -  l’88% - sceglieranno di restare nel Belpaese mentre il 12% sceglierà mete estere, prediligendo il mare in paesi esteri vicino all’Italia (57,0%), le grandi capitali europee (16,4%) e i mari tropicali o le località esotiche (10,7%).   Tra le regioni più gettonate nello Stivale vi saranno: Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia, Lombardia, Campania e Sardegna. Il 76,9% opterà per il mare, il 16% prediligerà montagna, laghi e località termali mentre il restante 4,2% sceglierà località d’arte e cultura.

 

SPESA MEDIA E GIRO D’AFFARI – La vacanza principale durerà in media 10 giorni e costerà nel suo complesso (includendo viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) 888 a persona (circa 89 euro al giorno). Le ulteriori vacanze sono più contenute dal punto di vista della durata: in media 4,4 giorni per un costo complessivo di 518 euro (circa 117 euro al giorno). Il volume di affari sarà di 41,3 miliardi. Giugno contribuirà per circa 11 miliardi, luglio per 12,4 miliardi, agosto per 15,9 miliardi e settembre per 2 miliardi.

 

DISTRIBUZIONE DELLA SPESA – La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 28,7% del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 23,6,% al pernottamento, il 21,1% alle spese di viaggio, l’11,2% allo shopping e il 15,4% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite).

 

DOVE DORMIRE – Tra le tipologie di soggiorno scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, dopo la casa di parenti e amici (28,8%) vi è a stretto giro la preferenza per l’albergo (26,3%). A seguire la casa di proprietà (11,9%), i B&B (7,7%), il campeggio (7,0%), gli affitti brevi (5,3%), i residence (4,9%) e i villaggi turistici (4%).

LA PRENOTAZIONE – Il 46,3% prenoterà il proprio soggiorno contattando direttamente la struttura o utilizzando il suo sito internet. 3 italiani su 4 (75,6%) hanno prenotato con un anticipo da uno a due mesi.

 

MESI PIU’ GETTONATI  –  I flussi vedono 15,7 milioni di vacanzieri a giugno, 16,1 milioni a luglio, 17,5 milioni ad agosto e 4,7 milioni a settembre. Agosto si conferma dunque, nella visione degli italiani, il mese leader per programmare una vacanza.

 

SCELTA DELLA DESTINAZIONE – Per la scelta della località di villeggiatura gli italiani si fanno guidare principalmente dalle bellezze naturali del luogo (66,8%); a volte dalla voglia di ritrovare per abitudine gli stessi contesti (33,2%) o per la facilità di raggiungimento  (26,5%). Nel 21,6% dei casi è il divertimento che la località offre a condizionare la scelta.

 

ATTIVITA’ IN VACANZA – Durante le proprie vacanze gli italiani si dedicheranno principalmente a passeggiate (72,3%), a serate con gli amici (51,2%), a escursioni e gite per conoscere il territorio (47,8%) e a pasteggiare al ristorante (44%).

 

GLI SPOSTAMENTI –  Due vacanzieri su tre (il 66,6%) utilizzeranno la propria macchina per raggiungere la loro destinazione. Il 20,7% viaggerà in aereo e il 4,4% in treno.

 

CHI RESTA A CASA –  Il 49,2% della popolazione non farà vacanze tra giugno e settembre. Si resta a casa principalmente per mancanza di liquidità (54,8%), per motivi di salute (24,5%) e per motivi familiari (23,9%). Il 7,8% andrà in vacanza in un altro periodo.

 

L’indagine è stata effettuata da Tecnè s.r.l. nel periodo compreso tra il 14 e il 19 luglio intervistando con il sistema mixed mode di cui c.a.t.i. (53%), c.a.m.i (12%) e c.a.w.i (35%) un campione di 4.028 italiani maggiorenni. Campione probabilistico, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, stratificato per regione e classe di ampiezza demografica dei comuni. Variabili di controllo: classe d’età, titolo di studio, occupazione.

Mariadora Santacroce, 36 anni, di Sulmona, titolare dell'hotel Santacroce Meeting e componente del Consiglio nazionale Giovani albergatori, è la nuova presidente di Federalberghi della provincia dell'Aquila.

Vice presidente e' stato eletto Francesco Giangrossi, dell'Aquila, titolare della Dimora del Baco. L'elezione e' avvenuta ieri, nel corso del Consiglio direttivo che si è svolto nella sede di Confcommercio, all'Aquila, alla presenza del presidente regionale Confcommercio e Federalberghi e componente della giunta nazionale Federalberghi Giammarco Giovannelli e del presidente di Confcommercio L'Aquila e Fiva- Confcommercio Abruzzo Alberto Capretti.

"Un ringraziamento sentito va agli albergatori della provincia dell'Aquila che mi hanno dato fiducia e ai presidenti Giovannelli e Capretti, con i quali ho avviato un proficuo percorso di collaborazione per dare forza al Consiglio provinciale di Federalberghi, un organismo fondamentale per la programmazione e il supporto al comparto turistico, in questo particolare momento storico", ha dichiarato la presidente Santacroce a margine della riunione.

"Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità e impegno. Credo che il turismo richieda, oggi più che mai, programmazione e dialogo costante con le istituzioni. Federalberghi, in questo, e' da sempre un punto di riferimento operativo per il territorio e le aziende supportandole  nei processi di crescita, sviluppo e innovazione.

"Il turismo - ha proseguito Santacroce - richiede ascolto, programmazione e dialogo con le istituzioni affichè sia, sempre più, una leva stabile di sviluppo economico per la nostra provincia e per l'intero Abruzzo. Gli ultimi dati sulle presenze e degli arrivi, con incrementi del 30-40% nella nostra provincia, dimostrano quanto questo settore sia fondamentale per l'occupazione e lo sviluppo del territorio".

In riferimento all'Aquila Capitale della cultura, Santacroce ha sottolineato "la grande opportunità che tale prestigiosa vetrina riveste per la promozione culturale, economica e turistica del territorio e dell'intera regione".

Congratulazioni, alla neo eletta sono arrivate dal presidente Confcommercio Abruzzo, Giovannelli, dal presidente dell'Aquila Capretti, dal presidente Federalberghi Extra della provincia dell'Aquila Francesco Palmisano e dal direttore generale di Federalberghi Italia, Alessandro Nucara.

"La presidente Santacroce, a cui va l'augurio di buon lavoro, guiderà una squadra di grandi professionisti che sapranno ben rappresentare le istanze della provincia dell'Aquila e che saranno punto di riferimento assoluto degli albergatori della Valle Peligna, dell'Alto Sangro e della Marsica e dell'Aquila, che quest'anno riveste un ruolo di primo piano, con il titolo di Capitale italiana della cultura - ha sottolineato Giovannelli - Ringrazio il presidente Capretti per aver saputo coordinare il gruppo di lavoro mettendo insieme le migliori energie del territorio, che necessità di una rappresentatività puntale e programmatica.

Federalberghi è, da sempre, presidio a servizio delle imprese ricettive: un interlocutore centrale nel dialogo con gli enti locali e per lo sviluppo di un'azione che guardi ai territori, al monitoraggio e alla qualità dell'accoglienza pubblica e privata, allo sviluppo dei servizi e alla ricettività in tutto le sue componenti.

E alla crescita dell'attività alberghiera ed extralberghiera, soprattutto nelle aree dell'Abruzzo interno, grazie all'enogastronomia, all'artigianato, al turismo en plain air, all'eco turismo e agli sport a contatto con la natura.

Lavoreremo, come Federalberghi, in sinergia con la regione Abruzzo e con gli enti locali, per una programmazione e una destagionalizzazione delle iniziative e dell'accoglienza", la conclusione di Giovannelli.  

                                                                                     “Discrezione e dedizione”

Faccia a faccia con Sofia Bortone, che ci parla della figura dell’addetta ai piani e della sua personale esperienza, ricca di sfaccettature

                                                                                         di Angelo Candido

Executive housekeeping manager di Mama Shelter a Roma, Sofia Bortone ci porta oltre i pregiudizi intorno a questo lavoro che è, semplicemente, fondamentale. E che va gestito come un manager.

Sofia, entrando subito nei dettagli della tua professione, puoi spiegarci qual è il tuo percorso di carriera come persona che ha lavorato ai piani?

Ho iniziato la mia carriera tanti anni fa con una scuola alberghiera e poi ho cominciato nel reparto F&B di grandi catene di hotel. Mi è stata data l’opportunità, parecchi anni fa, di entrare nel mondo dell’housekeeping, di cui non sapevo assolutamente nulla e la cosa mi dispiace. Quando vado a fare lezione ai ragazzi spiego che, oltre al mondo dei ricevimenti, di sala bar e cucina, ci siamo anche noi e non puliamo solamente, ma facciamo tanto, tanto di più. Un direttore mi ha dato l’opportunità e mi ha insegnato cosa vuol dire l’housekeeping. Da lì ho iniziato il mio percorso, prima presso un boutique hotel 5 stelle lusso e poi con altre grandi catene.

Cosa ti piace particolarmente nella quotidianità del tuo lavoro?

Quando, negli anni passati, ho lavorato presso gli alberghi, c’era qualcosa in me che non mi rendeva così felice. Ma una volta passata nell’housekeeping ho trovato la professione dei sogni, nel senso che tutte le mattine ti svegli e sei contenta di andare a lavorare. Perché l’housekeeping non è solamente prendere delle camere e pulirle, ma è tanto altro, è la relazione che hai con tutto il team dell’albergo e non solo nel reparto specifico nostro, perché noi andiamo a relazionarci con la reception, con tutti gli outlet che si trovano dentro un hotel. Io ho lavorato anche per le navi da crociera, dove la relazione è uguale. L’housekeeping è dappertutto e forse, dal mio punto di vista, è il reparto che unisce tutti gli altri settori fra loro e poi con la governante o l’executive. Ora è questo che mi appassiona, sapere tutto dell’hotel per cui lavoro.

Quali sono le attitudini e le competenze necessarie per lavorare con profitto in una struttura alberghiera?

In primis è una professione, mentre tante persone pensano che non lo sia e lo vedono solamente come un lavoro di passaggio. Ma la cameriera ai piani è una professione come tutte le altre, farla non è umiliante, né disonorevole, anzi. E i clienti, gli ospiti, riconoscono una cameriera brava che fa il suo lavoro, e non  solamente perché ne ha bisogno in quel momento. Ci sono delle attitudini in cui riconoscersi: per prima cosa lavorare in un team, essere una persona discreta perché noi entriamo nella privacy delle persone. Quando gli ospiti lasciano la camera ed escono, noi entriamo nella loro vita privata. Capiamo tutto di loro; una brava cameriera sa riconoscere, anche dai giorni di permanenza, come sistemare le cose dei nostri ospiti, cosa piace loro. È un contatto indiretto ma essenziale.

Hai qualche aneddoto da raccontare sulla tua professione alberghiera?

Sicuramente ho dato un significato alla parola “discrezione”, cosa che è difficilissima nel nostro lavoro. Il team ti vede sempre come una guida, che vuol dire che per qualsiasi problema ti guarda come se tu potessi dare risposte a tutto. Forse è quella la cosa più difficile. Ignoravo che sarei diventata anche psicologa, non solo governante e nelle prime ore della giornata, dove tutti – di tutto l’hotel, non solo housekeeping – vengono a parlarti. Quasi come se fossi la “mamma” dell’hotel.

Allora, come psicologa e come mamma dell’hotel, ai tuoi giovani colleghi quali consigli potresti dare per lavorare sempre meglio in una struttura alberghiera?

Come già detto, devono capire che non è un lavoro disonorevole. Questa forse è la cosa in cui fatico di più, perché ci si sente umiliati ad andare a pulire una stanza, ma non è assolutamente così. La cameriera ai piani è essenziale per l’hotel, perciò parliamo di figure che non se ne trovano molte: pochi gli italiani e le italiane che vogliono farlo in questo momento e per il motivo che ho detto, ma è un lavoro bellissimo, si crea un’atmosfera e un team molto affiatato. E ha tantissimi sbocchi lavorativi, se si vuole crescere. Logicamente, dipende dalla persona e da dove vuole arrivare.

Dovendo dare un consiglio quali sono, secondo te, le prospettive di carriera per una persona che comincia a lavorare ai piani?

Io consiglio a tutti di studiare, tanto. Studiare, perché la cameriera ai piani non significa non doversi preparare, anzi: se si vuole andare avanti bisogna acquisire competenze tecniche anche sulla composizione chimica dei tessuti o quando si va a fare un budget o come si va ad affrontare tante richieste con i fornitori. Bisogna avere competenze anche aziendali. Perciò devono vedere il futuro come un manager. Se si vuole diventare manager, prima si diventerà advisor, poi superadvisor, coordinator, ecc. Dipende. Parlando della massima carica che si può avere per housekeeping, secondo me un percorso universitario aiuta moltissimo nella carriera manageriale, perché dopo un executive potresti diventare housekeeping director, room division manager, ecc. Queste competenze sono essenziali. Come anche la conoscenza della lingua inglese, che è importantissima quando vai a relazionarti con gli ospiti.

Come vedi il futuro della tua professione, cosa deve aspettarsi un giovane che inizia a lavorare adesso ai piani in una struttura alberghiera?

Sicuramente questo lavoro non è uguale a prima. Bisogna saper usare il computer, ci sono molti PMS che aiutano le governanti a gestire il servizio. Non si tratta più di persone che nascono cameriere e arrivano a essere governanti o executive, oggi fanno un percorso diverso rispetto a ieri, devono avere delle preparazioni tecniche molto importanti. Forse è quello che sta cambiando di più: come l’hospitality in generale cerca i suoi manager, l’housekeeping cerca un manager e un team che sia competente, perché ci sono tante aperture; i nostri clienti dopo il covid sono molto più tecnologici e perciò sanno relazionarsi e i loro complain sono molto più minuziosi, quindi bisogna avere risposte un po’ più dettagliate.

“Milano Cortina più di un evento: è un progetto-Paese”

Il ministro Andrea Abodi traccia la via per il modello sportivo italiano

di Barbara Bonura

In carica dal 2022 nel governo Meloni quale ministro per lo Sport e i Giovani, dotato di capacità manageriali che gli derivano dall’esperienza di dirigente d’azienda, uomo di stile dal carattere determinato, Andrea Abodi si racconta in questa intervista: è lui la figura più in vista nel panorama italiano e non solo, avendo ricevuto una delega specifica dalla premier per i XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

Ministro, a oggi che bilancio si sente di fare sulla sua esperienza di governo per lo sport?

Sono dell’avviso che i bilanci si fanno alla fine, ma quello che posso dire è che dal 22 ottobre 2022 stiamo lavorando con impegno e passione, cercando di coniugare la visione di lungo periodo con la concretezza dell’azione quotidiana. Le politiche pubbliche devono generare valore duraturo per le persone, le comunità e l’intera Nazione, perché governare significa tracciare la rotta su ogni tema, interagire, analizzare, progettare e proporre soluzioni che contribuiscano al benessere sociale e individuale, rafforzando le radici dell’identità nazionale e, al tempo stesso, offrendo nuove opportunità. Abbiamo dato un’impronta visibile e concreta al modello sportivo italiano, capace di coniugare l’eccellenza agonistica dei nostri atleti e atlete, e delle nostre squadre, rafforzata dall’eccellenza organizzativa di grandi avvenimenti internazionali che si proiettano fino al 2032, con lo sport sociale che si occupa delle attività sportive a scuola, all’università, nelle periferie urbane e sociali, sostenendo anche le famiglie a basso reddito per far fare sport ai propri figli. Il percorso è lungo perché i problemi da risolvere sono molti e, purtroppo, consolidati, ma la strada è tracciata.

Quali passi in avanti ritiene che si siano fatti in ambito sportivo nel nostro Paese?

In questi tre anni abbiamo stanziato 2,6 miliardi di euro per lo sport, dei quali 1,6 solo per l’impiantistica sportiva. Ci siamo impegnati a rendere l’attività sportiva in tutte le sue forme un diritto per un numero crescente di persone, puntando allo sport per tutti. Abbiamo decisamente bisogno del linguaggio universale dello sport, capace di unire, educare e promuovere salute, sostenibilità, inclusione e coesione. Perché lo sport è anche e soprattutto educazione, cultura, relazioni umane e rispetto. Come detto, siamo consapevoli che davanti a noi abbiamo ancora molta strada da fare.

Crede che il settore del Turismo possa avere delle forti e produttive connessioni con il mondo dello Sport?

Assolutamente sì, le ha e con il ministro Santanchè lavoriamo dal primo giorno di questo Governo per migliorarle. La relazione tra lo sport e il turismo è naturale e sinergica, considerando la possibilità di mettere a disposizione opportunità (dagli eventi di tutte le dimensioni alle vacanze a base sportiva) del nostro patrimonio unico al mondo: dalle bellezze naturali, alle prelibatezze della cucina e alle meraviglie artistico-culturali. Sempre più persone scelgono le destinazioni in base alle possibilità di fare esperienze sportive, generando flussi turistici organizzati, destagionalizzati, ben distribuiti e, in diversi casi, ad alta capacità di spesa, animando territori, anche delle aree interne, e creando un indotto importante a beneficio di strutture ricettive, ristorazione e servizi. Il nostro obiettivo è rafforzare ulteriormente questa alleanza valorizzando le infrastrutture e gli eventi sportivi, quali strumenti di ulteriore promozione internazionale dell’immagine dell’Italia. A questo proposito stiamo anche valutando, con il MEF e il Ministero del Turismo, la possibilità di costituire un fondo immobiliare dedicato allo sviluppo di resort golfistici a vocazione turistica, partendo dal Sud Italia.

Le Olimpiadi invernali sono alle porte. Come si sente?

È una responsabilità, avendo ricevuto dal presidente Meloni una delega specifica, che vivo con entusiasmo e grande senso del dovere. Milano Cortina 2026 rappresenta molto più di un evento sportivo. È un progetto-Paese, un’occasione straordinaria per confermare che l’Italia sa organizzare al meglio, realizzare opere, rispettare impegni internazionali, costruire valore a beneficio dei territori che ospitano questo evento universale. C’è emozione, certo, ma soprattutto la consapevolezza che stiamo lavorando per un risultato che va oltre le quattro settimane dei Giochi Olimpici e Paralimpici, con investimenti sulle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie, digitali ed elettriche superiori a 3,6 miliardi di euro, che miglioreranno la qualità della vita di chi abita e passa per lavoro o per turismo in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.

Che tipo di riscontro pensa che si possa avere sul comparto turistico in riferimento a un evento come quello di Milano Cortina 2026?

Con i Giochi arriveranno in Italia due milioni di persone da tutto il mondo e si stimano almeno un miliardo e mezzo di telespettatori. Questo patrimonio rappresenterà anche per il comparto turistico una grandissima opportunità da valorizzare, molto oltre il periodo interessato dall’evento. Una campagna di promozione e comunicazione come quella che genererà l’appuntamento olimpico ha un valore inestimabile e avrà un impatto formidabile a beneficio del sistema-nazione. Eppure, a volte ho la sensazione che una parte non marginale degli operatori del settore che offrono servizi nei territori che ospiteranno le Olimpiadi e le Paralimpiadi non siano ancora riusciti ad apprezzare pienamente il valore aggiunto generato dall’avvenimento, che sono certo si manifesterà ancor più chiaramente nei prossimi anni, nei numeri e anche nella loro qualità.

I giovani e le Olimpiadi. Come vengono percepiti i Giochi olimpici dalle nuove generazioni?

I ragazzi, come gli adolescenti, vivono lo sport in modo diverso rispetto al passato: anche in modo digitale e lo vedremo dalle interazioni e dalle comunicazioni sui social, ma resta importante la presenza nei luoghi degli eventi legata all’esperienza e alla condivisione dal vivo. Per molti di loro le Olimpiadi, l’avvenimento universale per eccellenza, sono non solo un evento sportivo, ma un simbolo di valori comuni come la pace, l’inclusione, il rispetto e la sostenibilità. Anche per queste ragioni abbiamo voluto fortemente e ottenuto dal Comitato Olimpico Internazionale la quinta edizione dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali 2028, che, sono certo, ispireranno le giovani generazioni, promuovendo i valori dello sport, capace di unire culture e nazioni e di favorire la diplomazia della quale abbiamo tanto bisogno.

 Qual è il prossimo progetto che sogna di poter realizzare, da ministro per lo Sport e i Giovani?

Non ho abbastanza spazio per poterveli elencare tutti (il Ministro sorride, ndr), ma per lo sport vorrei consolidare il “modello italiano per lo sport”, basato su più sport a scuola, anche grazie ai Giochi della Gioventù, nelle università, nelle periferie, diffusamente, per contrastare la sedentarietà e la solitudine, per promuovere stili di vita più sani e attivi, a tutte le età. Per i giovani vorrei rafforzare ulteriormente il Servizio civile universale e collaborare con quei colleghi di Governo con i quali creare nuove condizioni per generare opportunità di lavoro e occasioni di contrasto al disagio giovanile, facendo crescere i progetti Rete, Spazi civici per la Gioventù e Rigenerazioni.

Sul numero 2/2026 della newsletter di Federalberghi si parla di dumping contrattuale nel settore turismo, di ammortizzatori sociali, di canone speciale RAI, di imposta di soggiorno, della 76a assemblea Federalberghie di tanto altro ancora.

Federalberghi, in collaborazione con l’associazione ADAPT e con l’Ente bilaterale nazionale del turismo, ha realizzato una pubblicazione (allegata) dedicata alla rilevazione e alla quantificazione dei rischi derivanti dalla pratica del dumping contrattuale connessa all'utilizzo dei cosiddetti contratti pirata, contratti di lavoro sottoscritti da organizzazioni sindacali e datoriali non rappresentative.

Il ricorso ai contratti pirata può portare a maggiori costi per circa quarantamila euro annui per l'azienda utilizzatrice, oltre alla vertenzialità, all'impossibilità di utilizzare le flessibilità previste dal CCNL Turismo (contratto leader) e alla revoca delle agevolazioni normative e contributive eventualmente ottenute.

Turismo d'Italia è l'organo di stampa ufficiale di Federalberghi.

 

La rivista, nata nel 1958, oltre a illustrare la posizione della federazione sugli argomenti di principale importanza per le imprese turistico ricettive, è ricca di articoli di design e di informazione tecnico professionale.