L’impegno di Intesa Sanpaolo come “motore dei territori, condividendo i valori universali dello sport”
Sport e turismo: un binomio vincente fatto di piccoli e grandi eventi che dalle grandi città alla provincia italiana accendono l’entusiasmo degli appassionati e il motore dell’accoglienza turistica e del business.
Se la quinta edizione delle Nitto ATP Finals di Torino, di cui Intesa Sanpaolo è stata Host Partner (partner ospitante), ha fatto segnare un successo di pubblico e di indotto per la città, attenzione e aspettative si concentrano ora sui prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina, sostenuti dal Gruppo guidato da Carlo Messina in qualità di Banking Premium Partner, nell’ambito dell’impegno che unisce i valori etici e sociali al sostegno all’economia reale e alla crescita dei territori.
“Intesa Sanpaolo – spiegano dalla prima banca italiana – sente la responsabilità di contribuire al successo di un evento internazionale, seguito da milioni di spettatori, che si presenta come un’imperdibile occasione di crescita e di valorizzazione di tutte le eccellenze e potenzialità presenti nel nostro Paese. I prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici invernali sono una manifestazione sportiva di rilevanza mondiale, con un valore economico complessivo stimato tra 1,45 e 1,55 miliardi di euro, con oltre 2 milioni di potenziali visitatori durante le Olimpiadi e 450mila durante le Paralimpiadi”.
Per il Gruppo “è più che partecipare e sostenere un grande evento sportivo, è promuovere la bellezza e la forza dell’Italia. Milano-Cortina 2026 rappresenta un momento storico che unisce sport, cultura e innovazione. È una scelta che sottolinea l’orgoglio nell’essere motore dei territori, condividendo i valori universali dei Giochi”.
Mentre viviamo il conto alla rovescia per l’inizio dei Giochi del 6 febbraio, l’entusiasmo e le previsioni sono, infatti, lanciati in discesa libera. Secondo un’analisi stilata a cento giorni dall’avvio della manifestazione da parte della Visa Consulting e Analytics – che con Intesa Sanpaolo e altri partner ha realizzato un braccialetto che integra carta di pagamento e skipass – i dati mostravano già per il febbraio 2026 un aumento del 160% delle prenotazioni di viaggio verso il Nord Italia rispetto allo stesso periodo del 2025, con gli aeroporti delle aree olimpiche che si preparano per un afflusso di traffico record e un’alta percentuale di turisti che prevedono di estendere il proprio soggiorno oltre le gare, visitando anche il comprensorio fuori dalle località che ospiteranno le gare.
“Come banca di riferimento dei principali settori del Paese – spiega Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo – siamo attenti a rinnovare e innovare costantemente il nostro sostegno all’industria turistica, la cui crescita è determinante per rafforzare strutturalmente l’economia italiana. Il percorso intrapreso in questi ultimi anni dalle imprese del comparto verso sostenibilità, digitalizzazione e innalzamento degli standard qualitativi delle strutture mostra risultati incoraggianti e deve proseguire con maggior intensità e diffusione. Il nostro obiettivo è accelerare i processi di transizione per agevolare una proposta di ospitalità più efficiente per i bilanci delle imprese e di maggiore salvaguardia per il turismo e per l’ambiente”.
Non è un caso che, nell’ambito dell’ampia strategia complessiva a sostegno del settore, la banca ha rinnovato nell’estate del 2024 il proprio impegno per il turismo con 10 miliardi di euro di nuovo credito, che si sono andati ad aggiungere ai circa 9 miliardi di liquidità erogati al comparto nel triennio precedente. Un plafond volto a incentivare nuovi investimenti in competitività sostenibile ed efficientamento energetico lungo tre assi: riqualificazione e aumento degli standard qualitativi delle strutture, sostenibilità ambientale dell’offerta e digitalizzazione del modello di servizio.
“L’immagine che offre via Mercanti a Salerno è sconcertante. I negozi sembrano avere ceduto la scena a distributori automatici di bevande e rivendite di accessori per telefonia.
L’esito è un “non luogo” privo di tipicità e fascino storico, elementi che dovrebbero, invece, caratterizzare un centro antico.
Non possiamo offrire ai turisti questo scenario!
E’ urgente un piano che limiti o vieti queste attività nel centro storico e agevoli, anche con incentivi legati ai tributi locali, la nascita di negozi che richiamino ad elementi tipici del territorio.
Sarebbe ragionevole, ad esempio, applicare aliquote Imu e Tari ridotte per l’apertura di nuove botteghe artigiane e negozi tradizionali. Quale forza politica inserisce soluzioni nel suo programma? Chi si attiva invece di lamentarsi sempre e solo del commercio on-line?“.
È il messaggio, lanciato attraverso un post pubblicato sul proprio profilo social, del presidente di Federalberghi Salerno Antonio Ilardi.
Lunedì 23 marzo , presso la Centrale Montemartini di Roma, è in programma la firma del protocollo d’intesa tra Roma Capitale – tramite l’assessorato ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda e l’assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti –, le Acli di Roma e provincia e le associazioni di categoria per il recupero delle eccedenze alimentari nelle strutture alberghiere di Roma, da destinare a finalità sociali.
Si inizia alle 11, con gli incontri moderati dalla giornalista Isabella Di Chio.
Interverranno Alessandro Onorato, assessore Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Sabrina Alfonsi, assessora Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Lidia Borzì, vicepresidente delegata Acli di Roma e rappresentanti di Federalberghi Roma, Unindustria Roma e Lazio, Confcommercio Roma e Lazio, Assohotel, Cna Roma e Lazio Turismo, Confesercenti, Assoturismo Roma e Lazio.
Nella stessa mattinata verrà presentata anche la campagna di sensibilizzazione “The Art of Saving Food”, un’iniziativa di comunicazione sociale promossa e realizzata dalle Acli di Roma e Bbdo Italy che prevede, tra l’altro, “la messa in onda di uno spot tv su reti nazionali, una campagna social, un podcast e la pubblicazione di un volume che propone la rilettura di 10 opere d’arte in chiave contemporanea legandole al tema del cibo e dello spreco alimentare”.
Interverranno anche Massimo Ciampa, segretario generale Mediafriends, Vittorio Maria De Bonis, critico d’arte e Monia D’Ottavi, responsabile comunicazione Acli Roma.
BWH Hotels Italy & South-East Europe inaugura il 2026 con risultati di rilievo: il 2025 si è chiuso con una stima di fatturato camere aggregato degli hotel del Gruppo superiore ai 420 milioni e un network di oltre 200 alberghi affiliati, di cui 185 in Italia e a Malta, grazie all’espansione internazionale e la crescita interna.
Sono 45 le nuove strutture entrate sotto la responsabilità degli uffici italiani negli ultimi 12 mesi, di cui 8 in prossima apertura.
Tra i brand, WorldHotels si conferma quello a più rapida crescita. Tra le destinazioni entrate più di recente, oltre alle mete già coperte in Italia, figurano Sirmione, Ischia, Sondrio e Affi, consolidando ulteriormente la presenza capillare del Gruppo.
“I risultati del 2025 confermano la potenza del nostro modello e la capacità del brand di generare valore reale, oltre il benchmark: quello che per noi conta è la crescita registrata dalle nostre strutture in modo diffuso e sulle diverse tipologie di destinazioni e segmenti - commenta Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe - A questo si aggiunge un elemento per noi fondamentale: la soddisfazione degli ospiti è in aumento su tutto il portafoglio. È il risultato di un lavoro costante sulla qualità e l’accoglienza, un percorso continuo in cui ogni struttura viene accompagnata”.
LE PERFORMANCE DEL 2025
Le performance del 2025 sono state in crescita sia in Italia, sia nei Paesi SEE, come mostrano due indicatori chiave della domanda: ADR (prezzo medio camera) e il tasso di occupazione, che insieme rifletto un RevPar aumentato (ricavo medio per camera disponibile).
Per quanto riguarda i Paesi dell’Europa sud-orientale, si registra un incremento generale del fatturato del 5%, trainato in particolare dal miglioramento dell’ADR, con alcune aree particolarmente performanti, quali Bulgaria (+20%), Albania (+11%).
Mentre nel nostro Paese il tasso di occupazione medio annuo si conferma al 74% e il RevPar è in aumento mediamente del 2,7% rispetto all’anno precedente, con trend positivi diffusi sul territorio ed eccellenze anche oltre le principali destinazioni internazionali. Nel Sud Italia spicca la Puglia (mediamente +19%) con le località di Lecce, Brindisi, Massafra e Barletta; nel Centro Italia si distinguono Ferrara (+9%) e Macerata (+8%); nel Nord Italia il Piemonte con Cuneo (+15%) e Torino (+8%); il Friuli (mediamente +12%) con Udine, Pordenone e Gorizia, Capitale mondiale della cultura 2025 (+24%). Tra le destinazioni di mare si distinguono Sabaudia (+18%), Spotorno (+14%), Lerici (+8%), e poi ancora Catanzaro (+8%) in Calabria e Patti (+9%) in Sicilia. Cresce anche la montagna (+13%), trainata da San Martino di Castrozza (+18%). Ottime performance per Malta (+15%).
L’ADR cresce in parallelo, registrando un incremento medio superiore al 2%. Aumentano in modo diffuso anche le performance delle destinazioni fuori dei circuiti tradizionali: spiccano alcune province del Nord e del Centro Italia, da Viterbo (+10%) a Rovigo (+9%), da Siena (+8%) a Forlì (+7%), con Lucca (+6%) e Perugia (+6%), per citarne alcune.
Guardando alle cinque principali città italiane, si conferma un’ulteriore crescita del RevPar a Napoli (+4,7%) e Milano (+2,7%). Roma segna un incremento dell’ADR (+2,2%), mentre il RevPar rimane stabile. Solo Venezia registra una flessione del RevPar (-4,4%), legata alla contrazione della domanda nordamericana. Firenze riconferma performance in linea con il 2024.
I TRAGUARDI DEL 2025
Oltre alle performance economiche, il 2025 è stato un anno di traguardi significativi per BWH Hotels Italy & South-East Europe:
Primo anno di gestione internazionale: l’anno appena trascorso ha segnato l’avvio ufficiale della nuova governance internazionale come BWH Hotels Italy & South-East Europe.
Guest Satisfaction Score: registrato dalla nota piattaforma Medallia, mostra come la soddisfazione complessiva degli ospiti sia cresciuta su tutti i brand, raggiungendo le Collection WorldHotels il 95%, mentre BW Premier e BW Signature si attestano su una media superiore al 92%. Ottimi risultati anche per la famiglia Best Western, con un livello di soddisfazione che tocca il 90%.
SIHO – Hotel Operations: avviato il progetto di gestione diretta degli hotel affiliati ai brand BWH. A 12 mesi dall’attivazione della prima gestione a Genova, viene avviata la seconda a Forlì, con altre 4 strutture in pipeline.
Società Benefit ed ESG: raggiunto il traguardo di oltre 70 strutture certificate Green Key o GSTC. È stata rinnovata la Certificazione UNI/PdR 125:2022 sulla parità di genere, a conferma dell’impegno verso un ambiente di lavoro equo e inclusivo.
Tech e AI: si rafforzano le partnership tecnologiche, da Salesforce a Google, da Oracle ad Alexa; si susseguono rilasci a supporto dei processi commerciali, gestionali e della relazione con gli affiliati, con l’obiettivo di migliorare efficienza, integrazione e qualità del servizio.
SI SUPPLY: consolida il proprio ruolo di central supply chain di riferimento per il settore Ho.Re.Ca., rafforzando l’impegno verso una gestione degli acquisti sempre più responsabile, trasparente ed efficiente. Nel 2025 la piattaforma registra performance positive su tutti i principali indicatori: il fatturato supera i 23 milioni di euro e il numero dei fornitori qualificati oltrepassa la soglia dei 140 partner attivi, ampliando ulteriormente l’offerta e la capacità di presidiare le diverse categorie merceologiche.
LE PREVISIONI DEL 2026
Anche l’on the book conferma un trend estremamente positivo su tutto il territorio italiano, con interessanti anticipi di prenotazione: guardando all’intero anno, si registra ad oggi una domanda in crescita del 12% sui prossimi mesi del 2026.
L’over-performance è ovviamente eccezionale nell’imminente periodo olimpico nelle regioni maggiormente coinvolte, dove il Gruppo conta oltre 50 strutture affiliate. Per molte di esse, le prenotazioni on the book del mese di febbraio hanno già superato i risultati consuntivi dello stesso periodo del 2024.
“Le previsioni per il 2026 confermano un’accelerazione significativa della domanda, con un andamento dell’on the book che evidenzia non solo una domanda anticipata, ma anche una crescente preferenza per le nostre strutture.
L’impatto del periodo olimpico, atteso e particolarmente rilevante nelle destinazioni direttamente coinvolte – Milano in primis e la Valtellina – si estende in modo significativo anche alla Lombardia e al Veneto, per poi riflettersi sull’intero territorio nazionale.
Anche in questa occasione la capacità di intercettare la domanda si conferma nei volumi, negli anticipi e nella qualità delle prenotazioni. Siamo pronti a trasformare questo grande evento in un volano di promozione duratura per le nostre destinazioni”, conclude Sara Digiesi.
Il 9 marzo, al palazzo del Turismo di Riccione, si svolgerà la prima edizione di Sorsi di Mare, appuntamento professionale ideato dal Consorzio Vini di Romagna.
L’evento è organizzato dal Consorzio Vini di Romagna con il sostegno del comune di Riccione, in collaborazione con Federalberghi Riccione, Fipe Confcommercio Rimini, LegaCoop Romagna, Agenzia Prima pagina e Ais Romagna.
La manifestazione vuole mettere in contatto gli operatori della ristorazione e dell’accoglienza con l’eccellenza enologica del territorio. Il salone, infatti, è pensato per valorizzare i grandi bianchi, i rossi e i rosati Dop e Igp della Romagna, facendoli diventare protagonisti ideali anche della stagione estiva.
I vini possono essere un importante veicolo per far conoscere il territorio ai turisti.
Il salone sarà un’occasione di incontro diretto tra produttori e operatori del settore dagli hotel a ristoranti, enoteche, wine bar, catering e distributori che potranno scoprire le nuove annate e approfondire le potenzialità dei vitigni territoriali.
Dal 1962 il Consorzio Vini di Romagna tutela e promuove le produzioni Dop e Igp del territorio, riunendo aziende vitivinicole, cantine cooperative ed imbottigliatori.
Federalberghi, esprime “apprezzamento per il comunicato stampa del ministero dell’Economia e delle Finanze che preannuncia il differimento, al 1° maggio, dell’entrata in vigore della nuova ritenuta sulle commissioni che gli alberghi pagano agli intermediari (portali di prenotazione, tour operator e agenzie di viaggio, etc.)”.
“Confidiamo che i due mesi che ci separano dalla nuova scadenza siano utili al fine di fare chiarezza sulle modalità applicative e sull’individuazione dei destinatari, in specie con riferimento agli intermediari stranieri”.
“Auspichiamo inoltre che si possa svolgere una riflessione sulla possibilità di riconsiderare l’applicazione dell’istituto nel settore turismo, che comporterà notevoli oneri amministrativi e gestionali per le imprese, a fronte dei quali le casse dello Stato trarranno modesti benefici”.
IL TEMPO DELLE FERIE PUNTA AI 4 MESI. GIRO DI AFFARI: 41,3 MLD (+1,7%)
RE DELLE DESTINAZIONI PREFERITE RESTA IL BELPAESE (88%)
BOCCA: BENE LA CRESCITA. TESTIMONI DI UN TURISMO CHE CAMBIA
Un turismo contraddistinto dal segno più, che porta ricchezza al Paese e registra segnali di grandi cambiamenti: si rivela positivo l’exploit di questa estate 2025, che vedrà in viaggio 36,1 milioni di italiani producendo un giro di affari pari a 41,3 miliardi di euro, con una crescita dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Le cifre sono quelle rilevate dall’indagine di Tecnè realizzata per la Federalberghi. Mai come quest’anno, a colpire è proprio la diversa modalità delle scelte nel popolo dei viaggiatori. Attualmente, si muoveranno meno adulti e più bambini, caratterizzando la dimensione familiare della vacanza estiva. Inoltre, nella stagione più “alta”, il tempo delle ferie si estende da giugno a settembre, con un aumento delle partenze nei mesi cosiddetti “periferici” e una conseguente destagionalizzazione naturale della domanda turistica. In definitiva, la “vacanza tipo” si accorcia – da 10,3 a 10 giorni in media – ma si moltiplica in termini di frequenza. Ciò definisce una tipologia di turista che cambia stile di vita e ridisegna a propria misura gli spazi del tempo libero, frammentandolo secondo una strategia tutta personale e incentrata su una maggior attenzione al proprio benessere.
Secondo l’indagine, non di solo agosto viene vissuta la vacanza, pur restando questo il mese principe delle ferie estive. La crescita rilevata rispetto al 2024 va questa volta ad accostarsi più alla qualità della spesa che non alla durata della permanenza. Le destinazioni di maggior presa saranno comunque quelle di mare, sebbene lo studio evidenzi un peso maggiore nella scelta delle destinazioni naturalistiche e meno affollate, a dimostrazione della sensibilità sempre crescente degli italiani verso bellezze naturali, ambiente e tranquillità.
In tutto ciò, l’Italia si conferma comunque la regina delle destinazioni preferite, con un 88% delle preferenze. Il restante 12% riguarda coloro che si recheranno all’estero e che, anche in questo caso, opteranno principalmente per le località di mare.
“Agosto perde centralità, mentre crescono giugno e settembre – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine – Questo è un segnale molto positivo, si afferma un turismo distribuito, più sostenibile e più accessibile. Si tratta di una grande opportunità per rafforzare l’occupazione e la redditività del settore in tutto l’arco dell’anno.”
“Di fronte a questo scenario, credo si possa affermare che siamo testimoni di un grande cambiamento – ha proseguito Bocca – Oggi il turista non cerca solo un alloggio, ma un’emozione da custodire. La spesa non si concentra più soltanto sul pernottamento, ma si distribuisce su tutta la filiera, tra ristorazione, cultura, artigianato, benessere. Si tratta proprio di una trasformazione strutturale che rende il comparto un attivatore diffuso di valore economico e sociale”.
“Tuttavia – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – la nostra indagine rivela che una quota di italiani non andrà in vacanza per motivi economici. È un dato che non può lasciarci indifferenti e che ci spinge a lavorare per un turismo più accessibile, ovvero capace di offrire occasione di benessere per tutti”.
QUANTI IN VACANZA – Saranno 36,1 milioni gli italiani che trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, di cui 25,4 milioni di adulti e 10,7 milioni di minori.
PER QUANTO TEMPO – Un terzo dei vacanzieri (33,6%) farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale: di questi il 41,3% farà almeno un altro periodo di svago; il 31,4% ne farà due e il 17,5% farà tre periodi di vacanza tra giugno e settembre, confermando la tendenza, già in atto da tempo, a dividere in più segmenti le ferie estive.
LE METE PREFERITE – L’Italia resta decisamente la meta preferita: 9 italiani su 10 - l’88% - sceglieranno di restare nel Belpaese mentre il 12% sceglierà mete estere, prediligendo il mare in paesi esteri vicino all’Italia (57,0%), le grandi capitali europee (16,4%) e i mari tropicali o le località esotiche (10,7%). Tra le regioni più gettonate nello Stivale vi saranno: Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia, Lombardia, Campania e Sardegna. Il 76,9% opterà per il mare, il 16% prediligerà montagna, laghi e località termali mentre il restante 4,2% sceglierà località d’arte e cultura.
SPESA MEDIA E GIRO D’AFFARI – La vacanza principale durerà in media 10 giorni e costerà nel suo complesso (includendo viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) 888 a persona (circa 89 euro al giorno). Le ulteriori vacanze sono più contenute dal punto di vista della durata: in media 4,4 giorni per un costo complessivo di 518 euro (circa 117 euro al giorno). Il volume di affari sarà di 41,3 miliardi. Giugno contribuirà per circa 11 miliardi, luglio per 12,4 miliardi, agosto per 15,9 miliardi e settembre per 2 miliardi.
DISTRIBUZIONE DELLA SPESA – La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 28,7% del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 23,6,% al pernottamento, il 21,1% alle spese di viaggio, l’11,2% allo shopping e il 15,4% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite).
DOVE DORMIRE – Tra le tipologie di soggiorno scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, dopo la casa di parenti e amici (28,8%) vi è a stretto giro la preferenza per l’albergo (26,3%). A seguire la casa di proprietà (11,9%), i B&B (7,7%), il campeggio (7,0%), gli affitti brevi (5,3%), i residence (4,9%) e i villaggi turistici (4%).
LA PRENOTAZIONE – Il 46,3% prenoterà il proprio soggiorno contattando direttamente la struttura o utilizzando il suo sito internet. 3 italiani su 4 (75,6%) hanno prenotato con un anticipo da uno a due mesi.
MESI PIU’ GETTONATI – I flussi vedono 15,7 milioni di vacanzieri a giugno, 16,1 milioni a luglio, 17,5 milioni ad agosto e 4,7 milioni a settembre. Agosto si conferma dunque, nella visione degli italiani, il mese leader per programmare una vacanza.
SCELTA DELLA DESTINAZIONE – Per la scelta della località di villeggiatura gli italiani si fanno guidare principalmente dalle bellezze naturali del luogo (66,8%); a volte dalla voglia di ritrovare per abitudine gli stessi contesti (33,2%) o per la facilità di raggiungimento (26,5%). Nel 21,6% dei casi è il divertimento che la località offre a condizionare la scelta.
ATTIVITA’ IN VACANZA – Durante le proprie vacanze gli italiani si dedicheranno principalmente a passeggiate (72,3%), a serate con gli amici (51,2%), a escursioni e gite per conoscere il territorio (47,8%) e a pasteggiare al ristorante (44%).
GLI SPOSTAMENTI – Due vacanzieri su tre (il 66,6%) utilizzeranno la propria macchina per raggiungere la loro destinazione. Il 20,7% viaggerà in aereo e il 4,4% in treno.
CHI RESTA A CASA – Il 49,2% della popolazione non farà vacanze tra giugno e settembre. Si resta a casa principalmente per mancanza di liquidità (54,8%), per motivi di salute (24,5%) e per motivi familiari (23,9%). Il 7,8% andrà in vacanza in un altro periodo.
L’indagine è stata effettuata da Tecnè s.r.l. nel periodo compreso tra il 14 e il 19 luglio intervistando con il sistema mixed mode di cui c.a.t.i. (53%), c.a.m.i (12%) e c.a.w.i (35%) un campione di 4.028 italiani maggiorenni. Campione probabilistico, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, stratificato per regione e classe di ampiezza demografica dei comuni. Variabili di controllo: classe d’età, titolo di studio, occupazione.
L'11 marzo 2026 il Consiglio Direttivo di Federalberghi Novara ha eletto Aimone Dal Pozzo a nuovo Presidente. Dal Pozzo succede a Emilio Zanetta.
“Discrezione e dedizione”
Faccia a faccia con Sofia Bortone, che ci parla della figura dell’addetta ai piani e della sua personale esperienza, ricca di sfaccettature
di Angelo Candido
Executive housekeeping manager di Mama Shelter a Roma, Sofia Bortone ci porta oltre i pregiudizi intorno a questo lavoro che è, semplicemente, fondamentale. E che va gestito come un manager.
Sofia, entrando subito nei dettagli della tua professione, puoi spiegarci qual è il tuo percorso di carriera come persona che ha lavorato ai piani?
Ho iniziato la mia carriera tanti anni fa con una scuola alberghiera e poi ho cominciato nel reparto F&B di grandi catene di hotel. Mi è stata data l’opportunità, parecchi anni fa, di entrare nel mondo dell’housekeeping, di cui non sapevo assolutamente nulla e la cosa mi dispiace. Quando vado a fare lezione ai ragazzi spiego che, oltre al mondo dei ricevimenti, di sala bar e cucina, ci siamo anche noi e non puliamo solamente, ma facciamo tanto, tanto di più. Un direttore mi ha dato l’opportunità e mi ha insegnato cosa vuol dire l’housekeeping. Da lì ho iniziato il mio percorso, prima presso un boutique hotel 5 stelle lusso e poi con altre grandi catene.
Cosa ti piace particolarmente nella quotidianità del tuo lavoro?
Quando, negli anni passati, ho lavorato presso gli alberghi, c’era qualcosa in me che non mi rendeva così felice. Ma una volta passata nell’housekeeping ho trovato la professione dei sogni, nel senso che tutte le mattine ti svegli e sei contenta di andare a lavorare. Perché l’housekeeping non è solamente prendere delle camere e pulirle, ma è tanto altro, è la relazione che hai con tutto il team dell’albergo e non solo nel reparto specifico nostro, perché noi andiamo a relazionarci con la reception, con tutti gli outlet che si trovano dentro un hotel. Io ho lavorato anche per le navi da crociera, dove la relazione è uguale. L’housekeeping è dappertutto e forse, dal mio punto di vista, è il reparto che unisce tutti gli altri settori fra loro e poi con la governante o l’executive. Ora è questo che mi appassiona, sapere tutto dell’hotel per cui lavoro.
Quali sono le attitudini e le competenze necessarie per lavorare con profitto in una struttura alberghiera?
In primis è una professione, mentre tante persone pensano che non lo sia e lo vedono solamente come un lavoro di passaggio. Ma la cameriera ai piani è una professione come tutte le altre, farla non è umiliante, né disonorevole, anzi. E i clienti, gli ospiti, riconoscono una cameriera brava che fa il suo lavoro, e non solamente perché ne ha bisogno in quel momento. Ci sono delle attitudini in cui riconoscersi: per prima cosa lavorare in un team, essere una persona discreta perché noi entriamo nella privacy delle persone. Quando gli ospiti lasciano la camera ed escono, noi entriamo nella loro vita privata. Capiamo tutto di loro; una brava cameriera sa riconoscere, anche dai giorni di permanenza, come sistemare le cose dei nostri ospiti, cosa piace loro. È un contatto indiretto ma essenziale.
Hai qualche aneddoto da raccontare sulla tua professione alberghiera?
Sicuramente ho dato un significato alla parola “discrezione”, cosa che è difficilissima nel nostro lavoro. Il team ti vede sempre come una guida, che vuol dire che per qualsiasi problema ti guarda come se tu potessi dare risposte a tutto. Forse è quella la cosa più difficile. Ignoravo che sarei diventata anche psicologa, non solo governante e nelle prime ore della giornata, dove tutti – di tutto l’hotel, non solo housekeeping – vengono a parlarti. Quasi come se fossi la “mamma” dell’hotel.
Allora, come psicologa e come mamma dell’hotel, ai tuoi giovani colleghi quali consigli potresti dare per lavorare sempre meglio in una struttura alberghiera?
Come già detto, devono capire che non è un lavoro disonorevole. Questa forse è la cosa in cui fatico di più, perché ci si sente umiliati ad andare a pulire una stanza, ma non è assolutamente così. La cameriera ai piani è essenziale per l’hotel, perciò parliamo di figure che non se ne trovano molte: pochi gli italiani e le italiane che vogliono farlo in questo momento e per il motivo che ho detto, ma è un lavoro bellissimo, si crea un’atmosfera e un team molto affiatato. E ha tantissimi sbocchi lavorativi, se si vuole crescere. Logicamente, dipende dalla persona e da dove vuole arrivare.
Dovendo dare un consiglio quali sono, secondo te, le prospettive di carriera per una persona che comincia a lavorare ai piani?
Io consiglio a tutti di studiare, tanto. Studiare, perché la cameriera ai piani non significa non doversi preparare, anzi: se si vuole andare avanti bisogna acquisire competenze tecniche anche sulla composizione chimica dei tessuti o quando si va a fare un budget o come si va ad affrontare tante richieste con i fornitori. Bisogna avere competenze anche aziendali. Perciò devono vedere il futuro come un manager. Se si vuole diventare manager, prima si diventerà advisor, poi superadvisor, coordinator, ecc. Dipende. Parlando della massima carica che si può avere per housekeeping, secondo me un percorso universitario aiuta moltissimo nella carriera manageriale, perché dopo un executive potresti diventare housekeeping director, room division manager, ecc. Queste competenze sono essenziali. Come anche la conoscenza della lingua inglese, che è importantissima quando vai a relazionarti con gli ospiti.
Come vedi il futuro della tua professione, cosa deve aspettarsi un giovane che inizia a lavorare adesso ai piani in una struttura alberghiera?
Sicuramente questo lavoro non è uguale a prima. Bisogna saper usare il computer, ci sono molti PMS che aiutano le governanti a gestire il servizio. Non si tratta più di persone che nascono cameriere e arrivano a essere governanti o executive, oggi fanno un percorso diverso rispetto a ieri, devono avere delle preparazioni tecniche molto importanti. Forse è quello che sta cambiando di più: come l’hospitality in generale cerca i suoi manager, l’housekeeping cerca un manager e un team che sia competente, perché ci sono tante aperture; i nostri clienti dopo il covid sono molto più tecnologici e perciò sanno relazionarsi e i loro complain sono molto più minuziosi, quindi bisogna avere risposte un po’ più dettagliate.
Percorsi e competenze per lo sviluppo del turismo italiano
Colloquio con Natale Forlani, Presidente dell’Istituto Nazionale
per le Analisi delle Politiche Pubbliche
di Angelo Candido
Il turismo è un pilastro dell’economia italiana e un’eccellenza riconosciuta nel mondo. Oltre al patrimonio artistico, paesaggistico ed enogastronomico, il valore del settore deriva dalle persone, che garantiscono professionalità e servizi di alto livello.
Il mercato del lavoro nel turismo presenta un forte disallineamento tra domanda e offerta, con carenze numeriche e competenze spesso insufficienti.
Ne abbiamo discusso con Natale Forlani, presidente dell’INAPP ed esperto di relazioni industriali, occupazione e organizzazione del lavoro, coautore del Libro Bianco sul Lavoro con Marco Biagi.
Dottor Forlani, quali sono le dinamiche che caratterizzano il mondo del lavoro nel nostro Paese e quali sono gli elementi sui quali è opportuno intervenire?
Le statistiche relative al nostro mercato del lavoro evidenziano tre tendenze consolidate. La prima riguarda la riduzione demografica della popolazione in età di lavoro, che si riflette anche nell’uscita della quota degli anziani per motivi di pensionamento e che continuerà a
essere largamente superiore al potenziale dei giovani che possono lavorare. La seconda tendenza riguarda la crescita costante della quota di potenziali assunzioni delle imprese che non trova la disponibilità di lavoratori, che è aumentata di circa 20 punti, superarando il 45% del totale rispetto agli anni precedenti la pandemia da Covid-19.
La terza è riferita alla particolare crescita del numero degli occupati nei comparti dei servizi caratterizzati da una bassa produttività. L’esito di queste tendenze somma aspetti positivi, ad esempio la sostenibilità dei lavoratori anziani nel mercato del lavoro confermata dalla crescita occupazionale di oltre 1,4 milioni di over 55, un dato superiore alla media generale, e la possibilità di ridurre il numero delle persone disoccupate e inattive. Ma la carenza di competenze adeguate per tutta la gamma delle professioni che richiedono robusti percorsi teorici e significative esperienze lavorative, ovvero la mancata disponibilità a svolgere determinate mansioni, impediscono di sfruttare le potenzialità di sviluppo dell’occupazione.
Quali azioni specifiche consiglierebbe per migliorare l’efficacia delle politiche attive del lavoro nel settore turismo, considerando l’alta presenza di piccole e micro imprese?
Nelle imprese di dimensione ridotta, soprattutto quelle condizionate dalla stagionalità delle attività economiche, l’utilizzo flessibile delle risorse umane e la compressione del loro costo assumono un ruolo rilevante per la redditività delle imprese. In molti casi si associano anche all’utilizzo di prestazioni sommerse. Sono dinamiche che nel medio e lungo periodo comportano implicazioni negative sulle regole della competitività del settore e una perdita di attrattività verso le giovani generazioni.
Sul versante della domanda risultano decisive le iniziative rivolte a qualificare l’attrattività turistica dei territori, valorizzando gli aspetti complementari dell’accoglienza: la qualità ambientale, la salute, la cultura, la mobilità, con il supporto di piattaforme tecnologiche
condivise, che possono destagionalizzare i flussi turistici nei territori. Sul versante della qualificazione dell’offerta di lavoro diventa decisivo il concorso delle parti sociali per la creazione di liste di disponibilità territoriali con offerte di lavoro preferenziali per le persone che hanno già operato nel settore, per la programmazione degli interventi formativi relazionati ai fabbisogni valorizzando il ruolo dei fondi interprofessionali, per erogare misure di welfare settoriale che aiutino a migliorare la percezione del lavoro nel settore del turismo.
In che modo il settore turismo può beneficiare di un rafforzamento delle competenze tecnico-specialistiche tra i lavoratori, e quali percorsi di formazione sarebbero più efficaci?
L’ampliamento della gamma dell’accoglienza, dell’offerta di prestazioni turistiche, e l’utilizzo delle nuove tecnologie per que
ste finalità comportano anche una maggiore domanda di lavoro qualificato. Innanzitutto, bisogna migliorare la qualità dell’orientamento scolastico per offrire una corretta percezione delle opportunità lavorative. La recente riforma dei percorsi di formazione tecnica professionale offre una grande possibilità di migliorare la qualità e la quantità della domanda e l’offerta di competenze.
Quali strategie di alternanza scuola-lavoro potrebbero essere implementate nel settore per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro? E quali incentivi e misure politiche potrebbero essere introdotti per dare certezze a imprese e lavoratori riguardo all’accesso ai servizi e alle opportunità di formazione e assunzione?
La carenza di percorsi di alternanza tra scuola e lavoro rispetto ai risultati conseguiti da altri Paesi europei ha conseguenze plurime sulla qualità dell’orientamento e delle percezioni lavorative dei giovani e nel basso tasso di occupazione degli under 25 anni.
Nell’epoca dell’intelligenza artificiale, e dell’impatto sulle conoscenze e sui comportamenti delle persone generate da un complesso enorme di attori economici e della comunicazione, non ha alcun senso contrapporre la formazione umanistica a quella tecnico professionale.
Il primo obiettivo deve essere quello di costruire reti di dialogo e di orientamento che facilitino l’inserimento lavorativo post-scolastico e universitario dei giovani con l’ausilio di doti finanziarie per promuovere i progetti formativi personalizzati finalizzati all’inserimento lavorativo.
Sul numero 4/2026 della newsletter di Federalberghi si parla di ritenute sulle commissioni pagate ai portali e alle agenzie, del decreto milleproroghe 2026, di finanziamenti per la sicurezza, della convenzione Federalberghi - Nexi, della 76a Assemblea Federalberghi e di tanto altro ancora.
Il 10 marzo 2026, in occasione dell'incontro con l'Intergruppo parlamentare per la disabilità, Federalberghi ha presentato in Senato una rassegna di articoli pubblicati sulla rivista Turismo d'Italia sul tema del turismo accessibile e inclusivo.
Turismo d'Italia è l'organo di stampa ufficiale di Federalberghi.
La rivista, nata nel 1958, oltre a illustrare la posizione della federazione sugli argomenti di principale importanza per le imprese turistico ricettive, è ricca di articoli di design e di informazione tecnico professionale.