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Assemblea annuale Federalberghi Torino, primo bilancio turistico dell’anno
Federalberghi Torino, in occasione dell’Assemblea annuale 2026, ha tracciato un primo bilancio turistico dell’anno.
Secondo i dati raccolti dall’Associazione, i primi cinque mesi dell’anno superano i risultati dello stesso periodo del 2025: gennaio e febbraio chiudono sopra il 60%, premiando la scelta della destagionalizzazione. Solo marzo rallenta, a causa della crisi internazionale.
Aprile è il mese che cresce di più (+7-8%) rispetto allo stesso periodo del 2025, che si caratterizzava per la concentrazione della Pasqua e dei ponti primaverili in una finestra di dieci giorni. Ottima anche la performance di maggio 2026, con l’occupazione media che ha superato l’80%. Giugno, infine, stando ai primi dati a disposizione, potrebbe avvicinarsi al risultato dello scorso anno (70%).
La media annuale si attesta invece stabilmente sopra il 70% confermando il trend registrato negli ultimi anni e ribadendo la capacità attrattiva della destinazione.
Le previsioni sui prossimi mesi tratteggiano invece un quadro in chiaroscuro, con un’estate ancora incerta – a eccezione del weekend del Kappa FuturFestival (3-5 luglio) – anche a causa del delicato contesto internazionale. Appare invece difficile ripetere l’exploit registrato nell’agosto 2025 (occupazione oltre il 55%), possibile grazie al susseguirsi dei mondiali di Twirling, della partenza da Torino della Vuelta, della Fipav Men Cup di pallavolo e della prima partita casalinga della Juventus.
Si annuncia invece particolarmente incoraggiante l’autunno, con probabili picchi a settembre – quando si svolgeranno il Salone dell’Auto e Terra Madre Salone del Gusto – ottobre con i concerti e il Festival dell’Economia e novembre con Weekend dell’Arte Contemporanea, Atp Finals e Tff.
Federalberghi Torino invita gli Enti e le Istituzioni locali a programmare già da ora il futuro e, dopo 13 anni di attesa dalla precedente promessa, auspica che venga realizzato in tempi brevi il centro congressi nell’area ex Westinghouse e che sia mantenuto il progetto originario di un polo moderno e polifunzionale.
Proprio il turismo congressuale potrebbe portare nuova linfa e determinare un ulteriore incremento dei flussi turistici. Torino figura, infatti, nella top 100 delle destinazioni congressuali al mondo (69° posto nel 2025 - fonte Turismo Torino su dati ICCA), insieme a Roma, Milano, Firenze, Bologna e Napoli. La presenza di un centro congressi, competitivo a livello nazionale e internazionale, potrebbe dare un nuovo impulso e consentire alla città di conquistare una fetta di mercato particolarmente importante per le ricadute economiche.
Federalberghi Torino, in linea con questa tendenza, ha creato il Consorzio Destination Torino che riunisce strutture ricettive, enti museali e tutte quelle attività che credono nel turismo come leva di sviluppo per la città e il suo tessuto economico. Il Consorzio supporta aziende, enti e organizzatori offrendo assistenza tecnica e servizi integrati per congressi ed eventi ma anche per soggiorni ed esperienze personalizzate, con l’obiettivo di promo- commercializzare la destinazione e attrarre nuove opportunità.
L’Associazione invita, inoltre, a riconoscere identità e specificità al comparto turistico- ricettivo in vista dell’entrata in vigore del nuovo Piano Regolatore Generale e chiede uno sforzo sul tema della licenza unica con l’apertura dei servizi interni anche alla clientela esterna (spa, bar e ristoranti).
Un’attenzione particolare viene richiesta anche nella definizione della governance di Turismo Torino per la quale Federalberghi Torino invita ad accantonare i particolarismi e i dibattiti sul management, ritenendo più efficace discutere di strategie e infrastrutture, di idee di posizionamento, di investimenti sulla promozione, sui mercati, sui target e sui prodotti turistici.
“Il turismo è un settore in crescita come certificano, ormai da anni, le rilevazioni degli enti preposti e crediamo sia giunto il momento di liberare da lacci e lacciuoli la categoria che intende proseguire nel percorso di investimenti. Il turismo non è esportabile e esplica i benefici interamente sul territorio.
I risultati ottenuti negli ultimi anni confermano l’efficacia del lavoro di sinergia di intenti tra Enti, Istituzioni locali e Stakeholders per la valorizzazione di Torino. La crescita è evidente, ma resta fragile: senza scelte strategiche rischia di richiudersi su sé stessa. È ora che la città si interroghi su quale direzione intende prendere in futuro, perché il successo non può essere episodico ma deve diventare strutturale.
In questo senso, è indispensabile che si arrivi in tempi certi alla realizzazione di un nuovo centro congressi, dotando Torino di un’infrastruttura competitiva a livello nazionale e internazionale. Allo stesso tempo, chiediamo alla politica di sviluppare una visione pluriennale che superi contrapposizioni di corto respiro e che consenta anche al comparto turistico-ricettivo dipianificare investimenti e calibrare l’offerta su orizzonti temporali adeguati, come avvienenelle principali destinazioni europee.
Resta infine centrale il tema dell’ampliamento dei servizituristici e della loro apertura alla clientela esterna, un passaggio che produrrebbe ricadutedirette e positive sull’intero tessuto economico cittadino, in linea con modelli di sviluppo piùmoderni e competitivi”, la dichiarazione del presidente di Federalberghi Torino Fabio Borio.
L’Italia è regina del turismo. Oltre la metà degli europei la sogna come meta di vacanza
L'Italia si conferma la destinazione turistica più attrattiva d'Europa. Il 54%, degli europei, infatti, la indica come meta preferita per le prossime vacanze estive, davanti a Spagna (51%), Grecia (46%), Francia (41%), Croazia (34%) e Regno Unito (30%).
La capacità dell'Italia di suscitare interesse supera ampiamente la media europea tra gli spagnoli, che esprimono un gradimento del 61%, tra i polacchi (60%), tra i cittadini dell'Europa meridionale (62%) e dell'Europa centro-orientale (60%). Questi dati emergono da un sondaggio su "Le vacanze estive degli europei" realizzato da Confturismo Confcommercio, in collaborazione con Swg&Polling Europe.
Dentro una lista ristretta di Paesi, l'Italia è considerata il posto più interessante da visitare, la Spagna il posto con il miglior clima, la Grecia il più autentico. L'Italia è considerata anche il secondo miglior Paese come qualità delle strutture ricettive e come destinazione più divertente per fare un viaggio.
Ad attrarre gli europei nel nostro Paese sono soprattutto le grandi città storiche (46%), ma anche siti archeologici e musei (31%). Ma non c’è solo storia e cultura al centro degli interessi dei potenziali turisti europei: più di uno su quattro vorrebbe avere una esperienza enogastronomica in un territorio tipico (28%) e visitare i piccoli borghi (27%).
Se arte e storia si confermano la principale attrattività dell'Italia, appare sempre più importante favorire la scoperta dei tanti siti fuori dai percorsi principali, per ridurre il rischio di overtourism sulle principali destinazioni e favorire esperienze più autentiche e di qualità, che consentano di intercettare il bisogno discoprire le tradizioni e il folklore italiano (tra le tre cose preferite dal 24% dei viaggiatori europei) e di immergersi nei cammini lenti all'interno della natura (22%). Più contenuto, invece, risulta l'interesse per le attività legate all'intrattenimento e ai consumi: solo il 12% degli europei associa una vacanza in Italia allo shopping o ai luoghi del divertimento, il 9% alla vita notturna e appena il 6% alle attività sportive.
L'indagine conferma dunque la forza del brand turistico Italia in Europa. In un momento storico caratterizzato da forti incertezze economiche e geopolitiche, il nostro Paese continua a rappresentare il principale punto di riferimento per il turismo continentale grazie alla ricchezza del suo patrimonio culturale, artistico, paesaggistico ed enogastronomico.
Indagine Tecnè per Federalberghi, a giugno in viaggio 16 mln di italiani
SI PARTE AL SUONO DELLA CAMPANELLA: A GIUGNO IN VIAGGIO 16 MLN DI ITALIANI
A FINE SCUOLA VOGLIA DI MARE E DI ITALIA (90,7%). GIRO D’AFFARI PARI A 7,5 MLD
BOCCA: UN MOVIMENTO DALLA FORTE IMPRONTA FAMILIARE CHE APRE ALL’ESTATE
Suona la campanella che sancisce la fine dell’anno scolastico e prende il via il “progetto vacanza” sognato e programmato, per la gran parte, con almeno un mese di anticipo. La chiusura della scuola sembra costituire un irresistibile richiamo al viaggio, collocandosi in un mese, quello di giugno, che offre opportunità ad ampio raggio e una maggiore possibilità di attenzione ai costi: secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi saranno, infatti,16 milioni gli italiani pronti a partire in concomitanza con la conclusione dell’anno scolastico 2025/2026. Di questi, 4,9 milioni saranno minori.
Il grosso delle partenze (73,9%) si affronterà con la propria auto, si concentrerà alla metà del mese e si orienterà principalmente in Italia (90,7%). Per coloro che resteranno nel Belpaese, a vincere la partita saranno le località marine, seguite dalla montagna, dai luoghi d’arte e dalle destinazioni lacustri. Per coloro che invece sceglieranno l’estero (9,3%), in testa alla classifica delle opzioni preferite resteranno le grandi capitali europee. Il giro d’affari prodotto da questo primo assaggio di vacanza estiva si aggira attorno ai 7,5 miliardi di euro.
“E’ indubbio che siamo di fronte ad un movimento turistico dalla forte impronta familiare – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando a caldo i dati dell’indagine – La determinazione con cui i nuclei familiari e comunque i viaggiatori hanno programmato la propria vacanza è evidente anche dal fatto che le prenotazioni, secondo il nostro studio, sono state effettuate con almeno un mese di anticipo. Segno che oggi chi viaggia non vuole sorprese, pianifica in tempo utile, predilige tendenzialmente luoghi facilmente raggiungibili e ritiene essenziale evitare gli imprevisti. Una tendenza che, a mio avviso, rivela il forte desiderio di consegnare al viaggio il massimo della godibilità”.
“Ancora una volta l’Italia fa strike – ha aggiunto Bocca – raccogliendo il grosso delle preferenze degli intervistati. Non stupisce che il mare resti in testa alla classifica tra le località più gettonate, siamo alle porte della stagione estiva e il “sapore di sale” resta proverbiale. Tuttavia, anche la montagna tiene; bene, inoltre, che i nostri laghi portino a loro favore ottimi risultati, conquistando un numero sempre maggiore di estimatori”.
"Ultimo ma non da ultimo – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – è importante sottolineare che l’indagine rivela una crescita rispetto al 2025. Credo che questo dato vada letto come un’opportunità per il nostro comparto di valorizzare il periodo di giugno, considerandolo già integrato in una stagione turistica piena, non solo come anticipo sull’estate. In prospettiva, le vacanze di fine scuola possono diventare un motore stabile di sviluppo. La sfida che ci aspetta sarà quella di far sì che le destinazioni siano in grado di offrire esperienze integrate, sostenibili e di massima accessibilità”.
I RISULTATI PRINCIPALI DELL’INDAGINE
Il 22,3% degli italiani ha aspettato la fine delle scuole per concedersi una vacanza a giugno. Saranno, infatti, 16 milioni gli italiani in viaggio nel mese e di questi, 4,9 milioni sono minori.
DESTINAZIONI PREFERITE – Il 90,7% degli intervistati resterà in Italia, mentre il 9,3% sceglierà una località estera. La meta preferita per i viaggiatori che resteranno in Italia sarà di gran lunga il mare (50,3%), seguito dalla montagna (19,8%), dalle località d’arte (18,9%) e dalle località lacuali (5,7%). Per coloro che invece si recheranno all’estero, vincono le grandi capitali europee (64,2%), seguite dal viaggio in crociera (14,5%) e dalle località marine in paesi esteri vicini all’Italia (10,4%).
LA SPESA MEDIA – La vacanza avrà una durata media di 6 giorni e la spesa media pro capite sostenuta (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti), sarà pari a 468 euro.
IL GIRO D’AFFARI - Il turismo si conferma un driver eccezionale per l’economia del territorio creando un giro di affari di 7,5 miliardi di euro. La gran parte della spesa dei viaggiatori sarà destinata ai pasti (29,5%) e al viaggio (23,5%). L’alloggio assorbe il 18,6% del budget, mentre allo shopping sarà destinato il 12,7%.
L’ALLOGGIO – La casa di parenti e amici è la prima scelta per pernottare tra chi andrà in vacanza (32,6%). Il 26,3% andrà in albergo o in villaggio turistico, il 15,7% nella casa di proprietà e il 10% in un B&B.
LA PRENOTAZIONE – 3 vacanzieri su 4 hanno prenotato la propria vacanza con almeno un mese di anticipo.
LE ATTIVITA’ - Durante questi giorni, le attività principali saranno all’insegna della socialità. Infatti, se in primo luogo si effettueranno passeggiate (66,1%), non mancherà tempo da dedicare agli amici (49%), per pranzi o cene al ristorante (38,3%) e per escursioni o gite (37,2%).
GLI SPOSTAMENTI – Il 73,9% dei vacanzieri utilizzerà la propria macchina per recarsi presso il luogo della vacanza. Il 17% viaggerà in aereo e il 3,1% in nave. Le partenze saranno concentrate nella prima metà del mese: il 54,3% dei vacanzieri si metteranno in viaggio entro il 15 giugno.
I MOTIVI DI NON VACANZA – Tra gli individui intervistati che non andranno in vacanza, il 50,3% ha rivelato di non partire per motivi economici; il 25,1% per motivi familiari e un altro 23,8% perché partirà in un altro periodo.
L’indagine è stata effettuata da Tecnè s.r.l. nel periodo compreso tra il 28 maggio e il 1 giugno intervistando con il sistema mixed mode di cui c.a.t.i. (54%), c.a.m.i (34%) e c.a.w.i (16%) un campione di 4.000 italiani maggiorenni. Campione probabilistico, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, stratificato per regione e classe di ampiezza demografica dei comuni. Variabili di controllo: classe d’età, titolo di studio, occupazione.
Studio Visa, almeno un turista su due intende tornare in Italia. Lazio, Lombardia e Toscana tra le destinazioni preferite
Secondo lo studio “Travel Trends 2026 - Italy Inbound”, il 51% dei viaggiatori provenienti da UK, USA, Cina ed Emirati Arabi sono turisti che ritornano nel nostro Paese.
La ricerca è stata commissionata da Visa e realizzata da Payment Innovation Hub su un campione di 1.962 adulti (18-65 anni) in USA, UK, Cina ed Emirati Arabi Uniti tra febbraio e marzo 2026.
Lo studio ha evidenziato come il Lazio sia la regione più visitata dai viaggiatori statunitensi, mentre la Lombardia è la preferita dai turisti cinesi. La Toscana è invece la prima scelta per i visitatori britannici.
Secondo l’indagine, i visitatori dall’estero si affidano ai pagamenti digitali per alloggio, trasporti e shopping, indicando sicurezza, praticità e ampia accettazione come fattori determinanti.
Quasi la metà dei viaggiatori intervistati (47%) utilizza già l’intelligenza artificiale per pianificare e organizzare il proprio viaggio e oltre un terzo è disponibile, in futuro, a pagare tramite AI.
Tra i dati che emergono dallo studio Travel Trends 2026, l’Italia continua ad attrarre visitatori internazionali grazie al suo ricco patrimonio culturale e alle città iconiche, che rimangono le principali motivazioni di viaggio per oltre la metà dei visitatori intervistati (62% e 55%). Inoltre, più di un turista su due afferma di aver già visitato il Paese in passato.
Anche le abitudini di soggiorno stanno cambiando, con vacanze più brevi che diventano sempre più comuni: i viaggi compresi tra i 4 e i 7 giorni rappresentano il 48% delle visite tra gli intervistati, mentre quelli di oltre una settimana si attestano al 39%.
Parte di questo cambio è dovuto al nuovo ruolo dell’Italia, vista non più come meta finale, ma come località inserita all’interno di itinerari più ampi in Europa. In tal senso, la Francia si afferma come la destinazione più abbinata (45%), seguita da Regno Unito e Germania (31%), Spagna (24%) e Turchia (22%).
Fra le regioni preferite da statunitensi ed emiratini, il Lazio domina la classifica, in linea con i dati dell’anno scorso. Lo studio dimostra inoltre che i turisti cinesi privilegiano la Lombardia mentre i viaggiatori britannici preferiscono la Toscana.
Spesa stabile con in testa gli USA e crescente domanda di esperienze di lusso personalizzate
Lo studio mostra che il budget destinato ai viaggi rimane complessivamente stabile. Il 63% dei viaggiatori intervistati dichiara di voler mantenere la propria disponibilità in linea con i livelli dell’anno precedente, mentre il 29% intende aumentarla. La spesa media varia tra i 1.680 (UK) e i 2.905 euro (USA) a persona, rappresentando, secondo l’indagine Visa, rispettivamente il 10% e il 14% del reddito annuale.
Nel segmento dei servizi premium, permane l’interesse per esperienze esclusive e personalizzate. Tra queste rientrano accesso privato a siti e musei (51%), ristorazione stellata (47%), attività di personal shopping (40%) e biglietti VIP per eventi sportivi (30%). I turisti alto spendenti si concentrano principalmente su soggiorni in hotel a 5 stelle (21%), tour privati ed esperienze su misura (10%), servizi di personal shopping (10%) e proposte legate al benessere, come spa e trattamenti luxury (9%).
Pagamenti: si consolida il digitale
Il 44% dei turisti intervistati prevede di utilizzare le stesse modalità di pagamento del proprio Paese d’origine. In generale, le carte di credito o debito e i mobile payment rappresentano l’opzione preferita per coprire le spese più rilevanti, quali i costi dell’alloggio (81%), i trasporti a lunga distanza (78%) e gli acquisti nei grandi negozi (78%).
Inoltre, il 22% prevede di estendere l’uso dei pagamenti digitali durante il viaggio, spinto da ragioni di sicurezza (57%), comodità d’uso (55%) e ampia accettazione (48%). In espansione anche il ricorso a carte di viaggio dedicate, adottate dal 58% dei turisti (in crescita rispetto al 53% del 2025). Fra i turisti che prevedono di ridurre l’uso del contante, i viaggiatori cinesi sono i più propensi a ricorrere a metodi di pagamento alternativi, con un punteggio medio record di 8,0 (il 70% di loro ha registrato un punteggio compreso tra 8 e 10).
“I pagamenti digitali continuano a essere un elemento abilitante dell’esperienza turistica: non solo semplificano le transazioni lungo tutto il viaggio, ma permettono anche maggiore sicurezza, controllo della spesa e integrazione con strumenti avanzati come l’AI. Questa evoluzione riflette una trasformazione più ampia, in cui il pagamento non è più solo un momento transazionale, ma parte di un iter sempre più fluido, immediato e senza attriti”, ha dichiarato Stefano M. Stoppani, Country Manager di Visa Italia.
L’AI aiuta nell’organizzazione del viaggio
Non più solo una fonte di ispirazione: nel 2026, l’intelligenza artificiale accompagna i turisti lungo tutto il percorso di viaggio. Quasi la metà degli intervistati (47%) la usa o la userebbe per organizzare il proprio soggiorno, mentre l’82% la considera uno strumento affidabile. Il vero salto è a livello operativo: le persone la scelgono soprattutto per ottimizzare il tempo (57%), scovare mete poco conosciute (47%), ricevere suggerimenti per destinazioni non considerate (46%) e trovare offerte economicamente vantaggiose (43%).
Oltre un terzo degli intervistati (36%), inoltre, si dice disponibile a effettuare in futuro pagamenti tramite AI. L’adozione è particolarmente elevata tra i turisti provenienti dagli Emirati Arabi Uniti e dalla Cina (49%), mentre la fiducia nei confronti di questa tecnologia gode di un consenso ancora più ampio, con i viaggiatori di Emirati Arabi Uniti (fino al 61%) e dagli Stati Uniti (50%) in testa.
“In alcune delle destinazioni più visitate d’Europa, come l’Italia, la Spagna e la Grecia, stiamo assistendo all’arrivo di viaggiatori con aspettative ben precise: le esperienze vengono al primo posto e i pagamenti devono funzionare senza intoppi. I pagamenti digitali sono diventati una parte invisibile ma essenziale del modo in cui le persone viaggiano e compiono acquisti. Mettendo in contatto i visitatori con milioni di esercizi commerciali attraverso pagamenti digitali sicuri, Visa aiuta le destinazioni europee a trasformare tali aspettative in un’esperienza sul posto affidabile e più fluida”, il commento di Bea Larregle, SVP and Group Country Manager Southern Europe di Visa.
Confturismo Confcommercio, oltre 11 milioni di italiani useranno la bici in vacanza. Passione che aumenta con il Giro d’Italia
Supereranno gli 11 milioni gli italiani che utilizzeranno una bicicletta durante le loro vacanze estive.
E' quanto prevede Confturismo-Confcommercio che, in un comunicato, osserva "un dato in forte ascesa, che vede 4.6 milioni di appassionati pronti a portarla da casa (+0,6 milioni rispetto al 2023), mentre altri 6.6 milioni la noleggeranno sul posto nelle loro prossime vacanze (+1,1 milioni rispetto allo scorso anno)".
Quella che ormai viene chiamata "febbre da bici", riguarda sempre più connazionali per le loro vacanze, passione che ogni anno si ravviva in occasione del Giro d'Italia. Con l'avvio della 109esima edizione del Giro d'Italia, i dati dell'Osservatorio Confturismo Confcommercio, in collaborazione con Swg, fotografano un movimento in continua crescita, "che non riguarda solo la dimensione esperta del cicloturismo, ma anche la riscoperta più generale di un modo diverso di vivere le vacanze, tra mobilità dolce e contatto con la natura".
Sempre secondo i dati acquisiti, quasi 1 italiano su 4 , il 23%, dichiara che proprio attraverso le immagini del Giro d’Italia ha scoperto nuove destinazioni per le proprie vacanze.
Il Giro d'Italia è infatti un formidabile volano per il turismo interno. Se più di 1 italiano su 2 (54%) ha assistito dal vivo, almeno una volta, ad una tappa, ben il 12% dichiara che si è spostato in una località del Giro appositamente per seguire la corsa e pernottando sul posto almeno una notte. Il dato riguarda soprattutto i giovani: nella fascia tra i 18 e i 34 anni, ben il 32% degli intervistati ammette di aver scelto la destinazione del proprio viaggio dopo averla vista durante una tappa del Giro d'Italia".
"La bicicletta caratterizza sempre più le vacanze estive degli italiani. È una passione che non si lega solo alle vicende sportive ma che parla di un nuovo modo di vivere le località turistiche più escursionistico, rispettoso dei tempi e della natura.
Anche per questo, come Confturismo-Confcommercio, rilanciamo la necessità di valorizzare i percorsi all'aria aperta legati al trekking e al cicloturismo come i Cammini", il commento del presidente di Confturismo-Confcommercio Manfred Pinzger.
l’estate che vince - 36,1 mln di italiani in viaggio
IL TEMPO DELLE FERIE PUNTA AI 4 MESI. GIRO DI AFFARI: 41,3 MLD (+1,7%)
RE DELLE DESTINAZIONI PREFERITE RESTA IL BELPAESE (88%)
BOCCA: BENE LA CRESCITA. TESTIMONI DI UN TURISMO CHE CAMBIA
Un turismo contraddistinto dal segno più, che porta ricchezza al Paese e registra segnali di grandi cambiamenti: si rivela positivo l’exploit di questa estate 2025, che vedrà in viaggio 36,1 milioni di italiani producendo un giro di affari pari a 41,3 miliardi di euro, con una crescita dell’1,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Le cifre sono quelle rilevate dall’indagine di Tecnè realizzata per la Federalberghi. Mai come quest’anno, a colpire è proprio la diversa modalità delle scelte nel popolo dei viaggiatori. Attualmente, si muoveranno meno adulti e più bambini, caratterizzando la dimensione familiare della vacanza estiva. Inoltre, nella stagione più “alta”, il tempo delle ferie si estende da giugno a settembre, con un aumento delle partenze nei mesi cosiddetti “periferici” e una conseguente destagionalizzazione naturale della domanda turistica. In definitiva, la “vacanza tipo” si accorcia – da 10,3 a 10 giorni in media – ma si moltiplica in termini di frequenza. Ciò definisce una tipologia di turista che cambia stile di vita e ridisegna a propria misura gli spazi del tempo libero, frammentandolo secondo una strategia tutta personale e incentrata su una maggior attenzione al proprio benessere.
Secondo l’indagine, non di solo agosto viene vissuta la vacanza, pur restando questo il mese principe delle ferie estive. La crescita rilevata rispetto al 2024 va questa volta ad accostarsi più alla qualità della spesa che non alla durata della permanenza. Le destinazioni di maggior presa saranno comunque quelle di mare, sebbene lo studio evidenzi un peso maggiore nella scelta delle destinazioni naturalistiche e meno affollate, a dimostrazione della sensibilità sempre crescente degli italiani verso bellezze naturali, ambiente e tranquillità.
In tutto ciò, l’Italia si conferma comunque la regina delle destinazioni preferite, con un 88% delle preferenze. Il restante 12% riguarda coloro che si recheranno all’estero e che, anche in questo caso, opteranno principalmente per le località di mare.
“Agosto perde centralità, mentre crescono giugno e settembre – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, a commento dell’indagine – Questo è un segnale molto positivo, si afferma un turismo distribuito, più sostenibile e più accessibile. Si tratta di una grande opportunità per rafforzare l’occupazione e la redditività del settore in tutto l’arco dell’anno.”
“Di fronte a questo scenario, credo si possa affermare che siamo testimoni di un grande cambiamento – ha proseguito Bocca – Oggi il turista non cerca solo un alloggio, ma un’emozione da custodire. La spesa non si concentra più soltanto sul pernottamento, ma si distribuisce su tutta la filiera, tra ristorazione, cultura, artigianato, benessere. Si tratta proprio di una trasformazione strutturale che rende il comparto un attivatore diffuso di valore economico e sociale”.
“Tuttavia – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – la nostra indagine rivela che una quota di italiani non andrà in vacanza per motivi economici. È un dato che non può lasciarci indifferenti e che ci spinge a lavorare per un turismo più accessibile, ovvero capace di offrire occasione di benessere per tutti”.
QUANTI IN VACANZA – Saranno 36,1 milioni gli italiani che trascorreranno un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, di cui 25,4 milioni di adulti e 10,7 milioni di minori.
PER QUANTO TEMPO – Un terzo dei vacanzieri (33,6%) farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale: di questi il 41,3% farà almeno un altro periodo di svago; il 31,4% ne farà due e il 17,5% farà tre periodi di vacanza tra giugno e settembre, confermando la tendenza, già in atto da tempo, a dividere in più segmenti le ferie estive.
LE METE PREFERITE – L’Italia resta decisamente la meta preferita: 9 italiani su 10 - l’88% - sceglieranno di restare nel Belpaese mentre il 12% sceglierà mete estere, prediligendo il mare in paesi esteri vicino all’Italia (57,0%), le grandi capitali europee (16,4%) e i mari tropicali o le località esotiche (10,7%). Tra le regioni più gettonate nello Stivale vi saranno: Toscana, Emilia-Romagna, Sicilia, Puglia, Lombardia, Campania e Sardegna. Il 76,9% opterà per il mare, il 16% prediligerà montagna, laghi e località termali mentre il restante 4,2% sceglierà località d’arte e cultura.
SPESA MEDIA E GIRO D’AFFARI – La vacanza principale durerà in media 10 giorni e costerà nel suo complesso (includendo viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) 888 a persona (circa 89 euro al giorno). Le ulteriori vacanze sono più contenute dal punto di vista della durata: in media 4,4 giorni per un costo complessivo di 518 euro (circa 117 euro al giorno). Il volume di affari sarà di 41,3 miliardi. Giugno contribuirà per circa 11 miliardi, luglio per 12,4 miliardi, agosto per 15,9 miliardi e settembre per 2 miliardi.
DISTRIBUZIONE DELLA SPESA – La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 28,7% del budget di chi va in vacanza è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 23,6,% al pernottamento, il 21,1% alle spese di viaggio, l’11,2% allo shopping e il 15,4% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite).
DOVE DORMIRE – Tra le tipologie di soggiorno scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, dopo la casa di parenti e amici (28,8%) vi è a stretto giro la preferenza per l’albergo (26,3%). A seguire la casa di proprietà (11,9%), i B&B (7,7%), il campeggio (7,0%), gli affitti brevi (5,3%), i residence (4,9%) e i villaggi turistici (4%).
LA PRENOTAZIONE – Il 46,3% prenoterà il proprio soggiorno contattando direttamente la struttura o utilizzando il suo sito internet. 3 italiani su 4 (75,6%) hanno prenotato con un anticipo da uno a due mesi.
MESI PIU’ GETTONATI – I flussi vedono 15,7 milioni di vacanzieri a giugno, 16,1 milioni a luglio, 17,5 milioni ad agosto e 4,7 milioni a settembre. Agosto si conferma dunque, nella visione degli italiani, il mese leader per programmare una vacanza.
SCELTA DELLA DESTINAZIONE – Per la scelta della località di villeggiatura gli italiani si fanno guidare principalmente dalle bellezze naturali del luogo (66,8%); a volte dalla voglia di ritrovare per abitudine gli stessi contesti (33,2%) o per la facilità di raggiungimento (26,5%). Nel 21,6% dei casi è il divertimento che la località offre a condizionare la scelta.
ATTIVITA’ IN VACANZA – Durante le proprie vacanze gli italiani si dedicheranno principalmente a passeggiate (72,3%), a serate con gli amici (51,2%), a escursioni e gite per conoscere il territorio (47,8%) e a pasteggiare al ristorante (44%).
GLI SPOSTAMENTI – Due vacanzieri su tre (il 66,6%) utilizzeranno la propria macchina per raggiungere la loro destinazione. Il 20,7% viaggerà in aereo e il 4,4% in treno.
CHI RESTA A CASA – Il 49,2% della popolazione non farà vacanze tra giugno e settembre. Si resta a casa principalmente per mancanza di liquidità (54,8%), per motivi di salute (24,5%) e per motivi familiari (23,9%). Il 7,8% andrà in vacanza in un altro periodo.
L’indagine è stata effettuata da Tecnè s.r.l. nel periodo compreso tra il 14 e il 19 luglio intervistando con il sistema mixed mode di cui c.a.t.i. (53%), c.a.m.i (12%) e c.a.w.i (35%) un campione di 4.028 italiani maggiorenni. Campione probabilistico, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, stratificato per regione e classe di ampiezza demografica dei comuni. Variabili di controllo: classe d’età, titolo di studio, occupazione.
Il barometro del turismo - I trimestre 2025
È stato pubblicato sul sito di Federalberghi l’aggiornamento trimestrale del Barometro del Turismo, la sintesi dei principali indicatori del settore curata da Federalberghi in collaborazione con Incipit consulting e con il patrocinio dell’Ente Bilaterale Nazionale del Turismo.
Nel primo trimestre 2025 la percentuale di occupazione delle camere è stata dell’1,5% superiore allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nei primi due mesi del 2025 le presenze sono state sostanzialmente sui livelli dell’anno scorso (-0,2%). Tale risultato è la combinazione di due andamenti opposti: la crescita dei pernottamenti dei turisti stranieri (+2,3%) e la diminuzione dei nostri connazionali (-2,7%).
CORSA AI PONTI DI PRIMAVERA: OLTRE 14 MLN IN VIAGGIO
VACANZA PIU’ LUNGA E VOGLIA DI MARE.
GIRO D’AFFARI DI 7,2MLD
BOCCA: TREND POSITIVO. ITALIANI ATTRATTI DALLA SOSTENIBILITA’
L’occasione dei Ponti di Primavera non ha lasciato indifferenti gli italiani: a mettersi in viaggio nella giornata della Liberazione del 25 aprile e per il Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, saranno 14,2 milioni di concittadini che, per l’occasione, hanno programmato una pausa più lunga del solito facendo mediamente 5,1 giorni di vacanza (contro i 3,8 dello scorso anno). Una tendenza agevolata probabilmente dalla collocazione favorevole dei giorni di festa nel calendario 2025.
Secondo l’indagine realizzata da Tecnè per la Federalberghi, il movimento turistico interno per questi ponti di Primavera produrrà un giro di affari di 7,2 miliardi.
I picchi di partenze si concentreranno su giovedì 24 aprile (7,4mln) e tra sabato 26 e mercoledì 30 aprile (3,5 mln).
Ancora una volta, saranno le località di mare a conquistare il podio tra le destinazioni privilegiate dai viaggiatori che sceglieranno di restare in Italia (87,2%), subito seguite dalle città d’arte. Per il rimanente 12,8% l’opzione si orienterà invece su mete estere, dalle grandi capitali europee a quelle extra-europee.
Ci si sposterà soprattutto con l’auto di proprietà e si opterà tendenzialmente per destinazioni facilmente raggiungibili. Tra le scelte dei viaggiatori si è rilevato un desiderio di novità: gli italiani hanno voglia di scoprire luoghi mai visitati, osando un po’ di più rispetto alle abitudini più consuete, a favore della ricerca del nuovo e di bellezze naturali ancora sconosciute.
“La nostra indagine consente di constatare che siamo di fronte ad una tendenza positiva che ha avuto il suo avvio con le festività pasquali – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca – Questi Ponti di Primavera sembrano rappresentare un’occasione imperdibile per molti dei nostri concittadini. La maggior parte di essi ha prenotato con largo anticipo, segno di una certezza in merito alla fruizione del viaggio. Ma si è evidenziata anche una particolare predilezione verso strutture con pratiche sostenibili, scelte da circa il 40 per cento degli intervistati”.
“L’aumento del costo della vita non lascia comunque tregua alle tasche degli italiani, il 38% dei quali ha infatti ridotto le spese. Sotto questo profilo, considero doveroso sottolineare che, sui costi complessivi da attribuire alla vacanza, le spese relative al pernottamento incidono per il 18%”.
“A fronte di questi dati – ha concluso Bocca – auspichiamo che il trend positivo prosegua il suo corso, non soltanto in riferimento alla prossima stagione estiva, ma anche in previsione delle grandi sfide che ci attendono nel corso dell’intero anno”.
I RISULTATI PRINCIPALI DELL’INDAGINE
Saranno circa 14,2 milioni gli italiani in viaggio per i ponti di primavera di cui 9,3 maggiorenni e 4,9 minorenni.
DESTINAZIONI PREFERITE – L’87,2% degli intervistati resterà in Italia, mentre il 12,8% sceglierà una località estera. Le mete preferite per i viaggiatori che resteranno in Italia saranno il mare (43,8%), le località d’arte (25,2%), i laghi (10,3%) e, a seguire, la montagna (8,2%) e le località termali (2,1%). Per coloro che invece si recheranno all’estero, favoriti dalla vicinanza con la Pasqua, vincono le grandi capitali europee (83,2%), seguite da quelle extraeuropee (6,6%), dalle località marine (6%) e dal viaggio in crociera (2,9%).
L’ALLOGGIO – L’alloggio preferito sarà la casa di parenti e amici (30,9%); seguono i bed & breakfast (26,9%), l’albergo, il residence e il villaggio turistico con un 18% e le locazioni brevi (9,2%).
LA DURATA – Complice un calendario particolarmente favorevole, la vacanza avrà una durata media di 5,1 giorni, oltre un giorno in più rispetto all’anno passato. Infatti, l’84,4% di chi farà vacanza rimarrà fuori per più di 4 notti. Oltre la metà dei vacanzieri (52,6%) partirà giovedì 24 aprile, mentre il 18,6% era già in vacanza da Pasqua.
LA SPESA MEDIA – La spesa media pro capite sostenuta (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti), sarà pari a 504 euro.
IL GIRO D’AFFARI - Il turismo si conferma un driver eccezionale per l’economia del territorio creando un giro di affari di 7,2 miliardi di euro. Questo risultato sarebbe potuto essere ancora maggiore se non fosse stato per l’aumento dei prezzi che sta caratterizzando questo periodo. Infatti, il 68% dei vacanzieri è stato influenzato nelle sue scelte per questa vacanza proprio dall’inflazione. La gran parte della spesa dei viaggiatori sarà destinata ai pasti (34,4%) e al viaggio (21,5%). L’alloggio assorbe il 18% del budget, mentre allo shopping sarà destinato il 10,4%.
LA PRENOTAZIONE – La vacanza è stata prenotata con grande anticipo: l’84,5% lo ha fatto fino ad un mese prima.
I MOTIVI - Le motivazioni principali per la scelta della destinazione sono il desiderio di vedere un posto nuovo (38,6%) e le bellezze naturali del luogo (35,2%). Altri motivi che orientano la scelta della vacanza sono la facilità di raggiungimento (24,4%) e per la ricchezza del patrimonio artistico (23%).
LE ATTIVITA’ - Durante questi giorni, le attività principali consisteranno in passeggiate (85,9%), la scoperta dell’enogastronomia locale (60,2%), il relax (47,4%) e le attività sportive (13,6%).
GLI SPOSTAMENTI – Oltre il 40% dei vacanzieri utilizzeranno la propria macchina per recarsi presso il luogo della vacanza. Il 34% viaggerà in aereo e il 15,2% in treno.
I MOTIVI DI NON VACANZA – Tra gli individui intervistati che non andranno in vacanza, il 46,6% ha rivelato di non partire per motivi economici; il 35,3% per motivi familiari e un altro 12% per impegni lavorativi.
L’indagine è stata effettuata da Tecnè s.r.l. nel periodo compreso tra il 31 marzo e il 14 aprile intervistando con il sistema mixed mode di cui c.a.t.i. (55%), c.a.m.i (14%) e c.a.w.i (31%) un campione di 4.223 italiani maggiorenni. Campione probabilistico, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, stratificato per regione e classe di ampiezza demografica dei comuni. Variabili di controllo: classe d’età, titolo di studio, occupazione.
presenze turistiche - gennaio 2025
Secondo le rilevazioni provvisorie di ISTAT, a gennaio 2025, nel complesso degli esercizi ricettivi ci sono stati 19,5 milioni di presenze, con un aumento del 3,6% rispetto al 2024.
Tale variazione costituisce la risultante di un incremento dell’8% dei turisti stranieri e di una sostanziale stabilità (+0,1%) per gli italiani.
bilancia dei pagamenti turistica - dati provvisori 2024
Banca d’Italia ha pubblicato i dati provvisori 2024 relativi alla bilancia dei pagamenti turistica.
Lo scorso anno, la spesa dei turisti stranieri in Italia è stata pari a 54,3 miliardi di euro, con un aumento del 5,1% rispetto al 2023.
In parallelo, Banca d’Italia rileva un aumento del numero di viaggiatori stranieri alla frontiera (+3,4%) e una diminuzione dei pernottamenti (-0,4%).