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3 June 2024
Oscar italiano del cicloturismo 2024 Alla regione Friuli Venezia Giulia per la Ciclovia Pedemontana

Alla vigilia della Giornata Mondiale della Bicicletta del 3 giugno proclamati a Lucca i vincitori del Green Road Award

 

La Regione Friuli Venezia Giulia con la Ciclovia Pedemontana vince la nona edizione del Green Road Award, l’Oscar Italiano del Cicloturismo, il premio che viene assegnato ogni anno alle ciclovie verdi delle Regioni che promuovono la vacanza su due ruote con servizi mirati al turismo lento. Il secondo premio va alla Regione Calabria per la Ciclopedonale della Val di Neto, mentre al terzo posto si posiziona la Provincia Autonoma di Trento con la Green Road dei Fiori. Menzione speciale della Giuria di Appennino Bike Tour presentato dalla Regione Liguria mentre la Menzione Legambiente premia la Regione Sardegna, alla sua prima vittoria, per Il Cammino Minerario di Santa Barbara. Infine, La Menzione speciale della Stampa va alla Campania per La Via Silente.

 

La proclamazione il 1° giugno a Lucca, protagonista con Viareggio dell’evento di premiazione nella Regione Toscana vincitrice del primo premio dello scorso anno per la Ciclopedonale Puccini, la prima ciclovia musicata che, fra tradizione e innovazione, raccoglie il patrimonio culturale e naturale tra Lucca e la Versilia, raccontando la vita e i luoghi del grande compositore, di cui quest’anno ricorre il centenario della morte.

 

Giunto alla nona edizione, l’Oscar italiano del cicloturismo si pone il duplice obiettivo di stimolare le amministrazioni a valorizzare i propri percorsi eccellenti e di promuovere gli investimenti nel cicloturismo. Per i territori e, in particolare, i piccoli borghi, quello in bicicletta è infatti un turista ad alto valore aggiunto e a impatto sostenibile e le green road offrono la possibilità di visitare una regione contribuendo a sostenere il patrimonio locale.

 

La giuria ha selezionato i vincitori tra le 25 proposte presentate da regioni, territori e province autonome. I premi vengono assegnati alle ciclovie che dimostrano di possedere criteri di eccellenza e il più alto punteggio secondo i vari parametri in esame, inclusi progettazione, costruzione, promozione, attrezzature, segnaletica, servizi green e altro.

 

 

PRIMO POSTO OSCAR CICLOTURISMO 2024 – Ciclovia Pedemontana, Regione Friuli Venezia Giulia


La Ciclovia Pedemontana del Friuli Venezia Giulia è un percorso di 180 km tra Sacile e Gorizia (che sarà Capitale europea della Cultura 2025). Segue la linea immaginaria che delimita l’arco alpino regionale attraverso un territorio di elevato valore paesaggistico, ricco di punti di interesse storico, artistico, enogastronomico: le spettacolari Dolomiti Friulane, patrimonio Unesco, la riserva naturale del Cornino, città medievali come Gemona e Pinzano al Tagliamento, l’arte longobarda di Cividale del Friuli, sito Unesco, le pregiate aree vitivinicole della DOC Grave, Colli Orientali del Friuli, Isonzo e Collio e ben sette dei tredici presidi Slow Food della Regione. Il tracciato è adatto a tutti per il fondo estremamente confortevole, le pendenze medie inferiori al 2%, i servizi e l’assistenza. In particolare, la prima metà del percorso si snoda parallelamente alla ferrovia turistica Sacile-Gemona, consentendo ai cicloturisti di utilizzare treni con materiale storico.

La Regione torna sul primo gradino del podio otto anni dopo la vittoria del 2016 con la Ciclovia dell’Alpe Adria.

 

 

 

SECONDO POSTO - Ciclopedonale della Val di Neto, Regione Calabria


La Ciclopedonale della Val di Neto corre per 42 km lungo l’antica mulattiera sull’argine sinistro dell’omonimo fiume, dall’antico sito termale di Bruciarello fino alla foce sul Mar Jonio, in un’area dell’antica Magna Grecia ricca dei profumi, dei sapori e dei colori della macchia mediterranea. È una green road a uso esclusivo di pedoni e biciclette che attraversa il territorio di sei comuni del Marchesato crotonese - Caccuri, Belvedere di Spinello, Santa Severina, Rocca di Neto, Scandale, Strongoli. È anche un esempio di turismo responsabile, realizzata con attenzione alla sostenibilità nella pianificazione e scelta dei materiali eco-compatibili, come nel caso della passerella di San Rocco, che integra alla perfezione natura e architettura. Numerosi i punti di accesso che ne facilitano e diversificano l’utilizzo: è, inoltre, particolarmente ben attrezzata con servizi a uso del cicloturista e del viandante, inclusi aree fitness e capanni per l’osservazione della natura; numerose anche le attività sportive e di accoglienza.

La Calabria torna sul podio a soli due anni dall’esordio del 2021, quando ha vinto il primo premio con “La Ciclovia dei parchi” (ex aequo con la “Green Road dell’Acqua” della Provincia Autonoma di Trento). 

 

 

TERZO POSTO – Green Road dei Fiori, Provincia Autonoma di Trento


La Gren Road dei fiori è un percorso ciclopedonale che unisce in un unico itinerario la Val Rendena e la Valle del Chiese, 57 km da Carisolo fino alle sponde del Lago d’Idro. La Ciclovia della Val Rendena è un nastro disegnato e ben integrato in uno scenario alpino di grande suggestione, nel Parco Naturale Adamello-Brenta, che costeggia il fiume Sarca. La Valle del Chiese è la terra delle sette Pievi e tante sono le testimonianze artistiche lungo il percorso. È una ciclabile particolarmente suggestiva durante il periodo della fioritura, con oltre 600 specie di fiori che compongono un’incredibile tavolozza di colori, comprese rare orchidee che crescono sulle rive dei laghi. Nelle zone boscose faggete, frassino, il sambuco, l’odoroso tiglio di monte che dà un ottimo miele. Non mancano anche alcuni borghi storici e i musei e i siti che riportano i segni lasciati dalla Grande Guerra: camminamenti, trincee e postazioni per i quali la Ciclovia rappresenta un ottimo punto di partenza. Tra i tanti servizi a disposizione del cicloturista, anche un bus navetta sulla via del ritorno.

La Provincia Autonoma di Trento è la top scorer dell’Oscar del Cicloturismo, con sette tra vittorie e piazzamenti.

 

 

MENZIONE SPECIALE DELLA GIURIA - Appennino Bike Tour, progetto nazionale presentato dalla Regione Liguria


Appennino Bike Tour è la più grande direttrice di mobilità sostenibile del Paese: collega la Dorsale appenninica con un itinerario di 3100 km su strade secondarie a basso traffico che unisce 300 piccoli comuni attraverso 14 regioni, 33 province e 56 aree protette tra parchi e riserve naturali. La Ciclovia dell’Appennino inizia in Liguria alla Bocchetta di Altare, il punto in cui le Alpi si incontrano con gli Appennini, e termina ad Alia, in provincia di Palermo. Il progetto, realizzato in sette anni di lavoro, ha identificato e collegato 44 tappe (c’è anche una app dedicata) creando una via d’accesso ai tanti piccoli borghi dell'Appennino. Entro il 2025, con il completamento della segnaletica e lo sviluppo dei rami secondari di collegamento, la rete ciclabile collegherà oltre 1400 comuni dell'Appennino, proponendo un’unica destinazione turistica, facilmente accessibile in bicicletta, ricca di tipicità culturali ed eno-gastronomiche e immersa in un patrimonio naturale di valore. In ognuno dei 44 comuni tappa, officine e stazioni di assistenza e ricarica per e-bike.

 

 

MENZIONE LEGAMBIENTE - Il Cammino Minerario di Santa Barbara, Regione Sardegna


Il Cammino Minerario di Santa Barbara è un percorso ad anello di oltre 600 km che parte e arriva a Iglesias, nella Sardegna Sud Occidentale. La Green Road già tabellata è di circa 360 km – un circuito a fondo misto di asfalto, strade bianche carrabili e non, tratti di ferrovia dismessa - attraverso le aree minerarie delle regioni storiche dell’Inglesiente, Sulcis e Arburese-Guspinese e rappresenta un ulteriore sviluppo del progetto di mobilità sostenibile nato con il Cammino. Nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna si pedala tra le rovine post-industriali dell’epoca mineraria attraversando paesaggi naturali di grande fascino e comunità locali dalle tradizioni forti e distinte, dove si gustano prodotti del territorio unici, con la presenza delle chiese e cappelle dedicate al culto di Santa Barbara, la patrona dei minatori. Una pedalata in 8000 anni di storia, tra siti nuragici, foreste incontaminate, spiagge e dune, villaggi fantasma e le gigantesche miniere dismesse: un’immensa ricchezza, di grande valore antropologico, che l’Unesco ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità.

Per la Regione Sardegna questo è il primo piazzamento all’Oscar del Cicloturismo.

 

 

MENZIONE SPECIALE DELLA STAMPA – La Via Silente, Regione Campania


La Via Silente è un itinerario di circa 600 chilometri su strade asfaltate a bassa percorrenza nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, uno dei parchi nazionali più grandi d’Italia. È un percorso ad anello – con partenza e arrivo a Castelnuovo Cilento - che percorre tratti costieri e si inoltra tra le montagne in 15 tappe. Promossa dall’omonima associazione, La Via Silente nasce proprio 10 anni fa dall’amore e dal desiderio di Simona Ridolfi e Carla Passarelli di condividere la bellezza e la ricchezza paesaggistica del Sud della Campania, riserva della biosfera e patrimonio dell’umanità dell’Unesco, dove regna il silenzio. Parte nei pressi dello scalo ferroviario di Vallo della Lucania, si snoda lungo la costa e si inoltra verso l’interno per circa quattrocento chilometri prima di rivedere il mare. Al cicloturista viene consegnata la Silentina, documento che dà diritto, nei 59 comuni attraversati, a sconti e agevolazioni nelle strutture di accoglienza convenzionate, che appongono un timbro a ogni sosta fino al suo completamento.

La Via Silente era stata già premiata dall’Oscar del Cicloturismo a soli due anni dalla sua nascita.

 

 

 

 

PREMIO OSCAR DEL CICLOTURISMO-GREEN ROAD AWARD - Le Fiandre


Per la seconda volta l'Oscar del Cicloturismo va all’estero: il Green Road Award 2024 viene assegnato alle Fiandre, terra d’elezione del ciclismo e del cicloturismo. Una destinazione bike friendly con percorsi “per tutte le gambe”, molto amata dai turisti su due ruote che qui trovano attenzione e servizi dedicati.

Il premio riconosce, in particolare, il lavoro di informazione e promozione compiuto da Visit Flanders in Italia, che contribuisce quotidianamente a una maggiore e più diffusa conoscenza del cicloturismo.

 

Partner istituzionali dell’Oscar del Cicloturismo 2024 sono l’Istituto per il Credito Sportivo e Ferrovie dello Stato Italiane-RFI. La manifestazione è stata organizzata grazie al supporto fattivo della Regione Toscana e in particolare delle Amministrazioni Comunali di Lucca e Viareggio.

 

Le vincitrici assolute delle passate edizioni

 

Nel 2015, l’Umbria con la ciclovia “Assisi-Spoleto-Norcia”; nel 2016, il Friuli Venezia Giulia con “L’Alpe Adria”: nel 2017, il Veneto con “La Ciclovia dell’Amicizia”; nel 2018 la Lombardia con “La Ciclovia del Fiume Oglio”; nel 2020, è stata la volta dell’Abruzzo che ha vinto con “Bike to Coast”; nel 2021 un inedito ex aequo ha visto al primo posto la Calabria con “La Ciclovia dei parchi” insieme alla Provincia Autonoma di Trento con la “Green Road dell’Acqua”; nel 2022 l’Emilia Romagna con il “Grand Tour della Valle del Savio” e nel 2023 la Toscana con la Ciclopedonale Puccini.

 

In occasione dell’evento conclusivo dell’Oscar del Cicloturismo, Lucca ha ospitato anche un Bike Forum dedicato all’informazione e alla formazione degli operatori turistici locali, una forma di turismo che non smette di raccogliere nuovi appassionati e macinare record: 56 milioni di presenze cicloturistiche lo scorso anno, il 6,7% delle presenze complessive in Italia, secondo il Rapporto “Viaggiare con la bici 2024”, realizzato da ISNART, Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Legambiente, con un impatto economico diretto stimabile in oltre 5,5 miliardi di euro al 2023, in crescita del 35% sul 2022 e del 19% sul 2019*.

 

 



31 May 2024
La Revisione della Direttiva sui Pacchetti Turistici

Nell’obiettivo condivisibile di fornire maggiore protezione ai viaggiatori, si annida il rischio di creare un sistema normativo insostenibile per il settore ricettivo

 

La Direttiva (UE) 2015/2302 del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati, è stata introdotta nel 2015 per fornire maggiori garanzie ai consumatori che acquistano pacchetti turistici.

 

Con l’evoluzione del mercato e l’emergere di nuove modalità di vendita di servizi turistici, le istituzioni europee ritengono necessario rivedere questa direttiva al fine di adattarla alle nuove sfide e garantire una maggiore protezione ai viaggiatori.

 

Federalberghi, direttamente e tramite HOTREC, ha rappresentato alle istituzioni europee la preoccupazione per alcune criticità contenute nella proposta di revisione della direttiva all’esame delle istituzioni europee, che, nel testo attuale, rischia di penalizzare le strutture ricettive nell’obiettivo di conferire maggiore tutela ai viaggiatori.

 

Con tale proposta, i pacchetti turistici europei diventeranno ancora meno competitivi sul mercato internazionale, e ciò inevitabilmente porterà conseguenze negative per le imprese ricettive europee, che già risentono per la forte perdita di ricavi dopo il fallimento del tour operator Thomas Cook e dopo la pandemia da Covid 19.

 

Relativamente al campo di applicazione della direttiva, Federalberghi ritiene che vada confermata la normativa italiana che prevede che non sia considerato come pacchetto turistico la vendita del servizio di alloggio in combinazione con un altro servizio ad esso intrinsecamente connesso, secondo la prassi locale. Deve essere chiaro che non può essere considerato “pacchetto” ai sensi della direttiva europea la vendita insieme all’alloggio in albergo dello skipass in località di montagna, del biglietto di ingresso allo stabilimento balneare o termale al mare o alle terme, del biglietto di ingresso al museo nelle città d’arte o della degustazione di vino a Montalcino, eccetera.

 

La direttiva vigente consente di vendere la camera d’albergo insieme ad un altro servizio turistico, senza ricadere nel suo campo di applicazione, qualora il costo del secondo servizio non superi del 25 per cento il costo della camera. Secondo Federalberghi, tale soglia va innalzata e portata almeno al 30 per cento.

 

Federalberghi e HOTREC contestano, inoltre, fortemente la proposta di limitare la percentuale di acconto richiedibile al 25 per cento del prezzo totale del pacchetto, nonché il limite di 28 giorni prima dell’inizio del pacchetto per poter richiedere il saldo. La decisione sui termini di pagamento è una scelta imprenditoriale che deve essere lasciata al libero mercato. I pagamenti anticipati contribuiscono a garantire liquidità alle imprese e allo stesso tempo assicurano ai consumatori prezzi più competitivi.

 

Altri punti della proposta di revisione della direttiva sono stati fortemente criticati. In primo luogo, non è condivisibile la proposta di estendere il diritto di recesso senza costi per i viaggiatori nel caso di insorgenza di circostanze straordinarie nel luogo di origine o di partenza. Si tratta di un rischio di cui devono farsi carico i viaggiatori, eventualmente provvedendo a stipulare una apposita polizza assicurativa. Inoltre, se da un lato viene accolta con favore la normalizzazione del rilascio di voucher come alternativa al rimborso per i pacchetti di viaggio annullati, dall’altro preoccupa la previsione dell’obbligo di rimborso automatico al viaggiatore dell’importo del voucher, se non utilizzato entro il suo periodo di validità, senza necessità di alcuna richiesta.

 

Infine, è stato chiesto al legislatore europeo di riconsiderare la proposta di introdurre l’obbligo per il fornitore di servizi, tra cui è ricompreso l’imprenditore ricettivo, di risarcire entro 7 giorni gli organizzatori di pacchetti di viaggio se un servizio di viaggio viene cancellato o non effettuato. Tale disposizione incide sulla libertà negoziale delle imprese favorendo le grandi aziende finanziariamente in grado di rimborsare nei tempi stabiliti.



30 May 2024
A Viareggio la 74a Assemblea nazionale Federalberghi

Si svolgerà a Viareggio, dal 10 al 12 maggio prossimi, la 74a Assemblea nazionale Federalberghi.

Dopo l’edizione dello scorso anno nelle Capitali della Cultura Bergamo e Brescia, la Versilia sarà per il 2024 il luogo deputato a ospitare la più grande convention nazionale legata al mondo dell’ospitalità. Alla kermesse parteciperanno imprenditori del settore, dirigenti delle associazioni territoriali e delle unioni regionali degli albergatori, rappresentanti delle Istituzioni, operatori dell’informazione. Il presidente della Federazione degli albergatori Bernabò Bocca farà da padrone di casa nella tre giorni dedicata alle tematiche più significative riguardanti il turismo italiano.

 

Il pomeriggio di venerdì 10 sarà dedicato agli adempimenti istituzionali, con quattro sessioni riservate ai delegati delle organizzazioni aderenti a Federalberghi, Federalberghi Extra, Federalberghi Isole minori e Federalberghi Terme, mentre per la serata è in programma una cena di gala al Grand Hotel Principe di Piemonte.

 

La mattina dell’11 maggio sarà destinata, come di consueto, al dibattito pubblico sulle tematiche di principale interesse per la categoria. Nel pomeriggio, i lavori proseguiranno con l’Assemblea del Comitato Nazionale Giovani Albergatori. In parallelo, i delegati “senior” saranno invece impegnati in un’escursione alla scoperta delle bellezze del territorio, sulle orme di Giacomo Puccini, del quale quest’anno si celebra il centenario della scomparsa.

La giornata si concluderà con una cena presso l’hotel UNA Esperienze di Lido di Camaiore.

 

“Vi aspetto a Viareggio per la nostra Assemblea – ha detto il Presidente Bocca in un messaggio inviato ai soci – ci confronteremo con i nostri associati e con le Istituzioni per trattare i temi cari al nostro settore. Ci vediamo in Versilia”.

 



24 May 2024
L'economia del turismo e il nuovo Parlamento Europeo

 

 

Hotrec, la confederazione europea delle imprese alberghiere e della ristorazione, della quale Federalberghi è socio fondatore, ha presentato il “Manifesto for the Future of European Hospitality”, che indica le priorità per la legislatura 2024 – 2029 del Parlamento europeo, con particolare riferimento allo sviluppo dell’economia del turismo, al mercato del lavoro, alla digitalizzazione e alla sostenibilità.



15 March 2024
La nuova Enit

Enit Spa ha un nuovo presidente, o per meglio dire, una presidentessa: la professoressa Alessandra Priante, abruzzese doc. Non è la prima volta che Priante si trova a ricoprire un ruolo di vertice: laureata in Economia Aziendale alla Bocconi, sino al 2019 a capo dell’Ufficio Relazioni Internazionali del MIPAAFT, approda in Enit dopo l’incarico di Direttore Europa dell’UNWTO, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di turismo a livello globale.

Professoressa Priante, la sua ultima esperienza professionale in veste di direttore del Dipartimento Europa dello UNWTO, l’agenzia ONU del turismo, l’ha proiettata in una dimensione internazionale con sede a Madrid. Come si vive l’Italia “da fuori”? È più facile mettere a fuoco pregi e difetti del nostro Paese?
Sicuramente si vede bene l’Italia in modalità comparativa e quindi se ne apprezzano meglio i pregi e le scelte vincenti. La sfida più importante è fare in modo che l’Italia sia consapevole di quanto è “avanti´ rispetto agli altri. È evidente che l’esperienza alle Nazioni Unite è stata importantissima e utilissima per acquisire cognizione di causa sull’Europa, che è la regione turisticamente più importante del mondo. Con grande piacere riporto in Italia esperienze e competenze acquisite al di fuori del nostro Paese.

Lei ha operato in grandi realtà private ma anche in contesti pubblici e istituzionali. Quali sono le differenze più evidenti tra questi due mondi?
Ho avuto la grande fortuna di aver lavora-to per la maggior parte del tempo nel settore turistico, dove da sempre i ritmi sono veloci e non ho trovato grandi differenze tra pubblico e privato. Altrettanto onestamente confesso che i contesti di finanza internazionale in cui ho operato erano diversi e mi è impossibile fare dei paragoni oggettivi. I contesti privati in cui ho operato di più sono stati quelli della finanza internazionale e del project management europeo. Entrambi mi sono serviti moltissimo per capire quanto importante sia la programmazione, il setting di obiettivi ambiziosi e un uso intelligente dei numeri. La finanza lavora su questo e su intuizioni strategiche. Quindi, in questo senso, il contesto turistico è molto similare. L’elemento chiave che lo rende sicuramente uno dei settori economici più interessanti è che il suo successo si fonda su una collaborazione pubblico-privato assolutamente sinergica e dinamica. In Italia siamo in un momento storico, con un Ministero del Turismo che ha i poteri e le possibilità di aggregare e sintetizzare, ma anche di realizzare amministrativamente una serie d’iniziative che hanno proprio lo scopo di rafforzare il settore privato.

Oggi è presidentessa di Enit Spa. Che cosa ritiene sia prioritario fare per la promozione dell’Italia all’estero?
Per promuovere al meglio l’Italia all’estero bisogna sicuramente lavorare sul metodo per avere chiaro cosa fare e come farlo. Quindi, la funzione di Enit Spa è di supporto alle azioni d’indirizzo del Ministero e diventa essenziale oltre che strategico sia per migliorare, innovare e definire i prodotti da offrire, che per creare meccanismi di efficientamento, utili per la formazione degli operatori del settore e tutta la filiera a essa connessa. Ovviamente la promozione poi deve fare leva anche su un ripensamento della presenza estera, nel senso di rifocalizzazione ma anche di rafforzamento, come ha detto spesso il Ministro Santanchè.

Come pensa che il nostro Paese possa diventare più competitivo e tornare a salire sul podio del vincitore a livello internazionale?
La competitività si costruisce con un ottimo prodotto ed eccellenti strumenti di promozione. L’Italia parte molto avvantaggiata, per natura, ma la costruzione del vantaggio deve essere consapevole e oculata per essere duratura. Per fare questo si deve necessariamente coinvolgere molto di più le destinazioni. Ammetto che, personalmente, le "classifiche" non mi sono mai piaciute. Mi rendo conto che funzionano molto bene a livello giornalistico e lo rispetto, ma spesso mancano di vero contesto. I dati, per essere presi in considerazione seriamente, devono essere omogenei e rappresentativi e condivisi a livello internazionale. In sostanza, ho sempre creduto che l’Italia dovesse essere già la numero uno.

Il Ministro del Turismo insiste molto sul tema della destagionalizzazione: una necessità riconosciuta come prioritaria da tutto il comparto. Lei ha già delle idee su come operare in questo senso?
Certo. È un approccio che approvo appieno. Le idee sono condivise e siamo al fianco del Ministero per lavorare molto sul prodotto, sfruttare le potenzialità del turismo tematico e business (congressuale, eventistico). L’Italia deve diventare un grande hub internazionale dove si ospitano i più grandi eventi del mondo non solo nel settore turismo, ma anche sport e altro. Siamo già partiti bene con il G20 e il G7 Turismo, le Olimpiadi Milano- Cortina, il Tour de France e molti altri eventi sportivi, ma possiamo fare di più. L’importante è sempre farlo assieme alle destinazioni e con la piena efficienza degli operatori.

Si parla molto dell'intelligenza artificiale e del grandissimo potenziale che rappresenta per il mondo del turismo e, più nello specifico, il comparto ricettivo. Qual è la sua visione in merito?
Credo che l'intelligenza artificiale possa essere una grande alleata del settore turistico, ma con le dovute precauzioni e sistemi di sicurezza che diano tranquillità a turisti e operatori di settore. Di certo, l’intelligenza artificiale consolida ancora di più l’idea che la formazione della governance turistica deve allinearsi a dei nuovi standard, che gli permettano di gestire anziché subire l’avvento delle nuove tecnologie.

Recentemente ha sottolineato il valore della formazione e la necessità di impegnarsi per arricchire e potenziare il settore turistico italiano: oggi chi vuole specializzarsi in questo campo deve necessariamente scegliere la Svizzera, dal momento che non troverebbe nel proprio Paese un’offerta formativa di pari portata. Una grande contraddizione, considerando quanto l’Italia eccelle nella sfera dell’accoglienza. Qual è la ricetta per ovviare a questa mancanza?
Ogni ricetta cambia il suo valore a seconda di chi la mette in pratica. In Italia abbiamo ottimi esempi da seguire, ma dobbiamo sensibilizzare di più i giovani nel comprendere che specializzarsi nel mondo turistico offre le stesse opportunità lavorative ed economiche, se non maggiori, di altri settori. Questo è l’ingrediente segreto della ricetta che forse gli altri in questo momento stanno usando meglio, ma noi siamo ancora in tempo, avendo un patrimonio come l’Italia. Le aggiungo, inoltre, che il Ministro Santanchè ha delle idee molto chiare e innovative al riguardo e da sempre dice che è necessario che l’Italia diventi un punto di riferimento per la formazione d’eccellenza nel turismo.

Il nodo della carenza di personale in Italia, ma anche nel resto del mondo, non è ancora stato sciolto e rischia di colpire duramente l’operatività e la produttività delle nostre imprese. Lei a suo tempo indicò come soluzione proprio la formazione dei migranti. È ancora della stessa idea?
Il Turismo è un settore dalle grandissime potenzialità e sicuramente molto inclusivo. La professionalità e l’impegno non ha distinzioni di nessun tipo. Se una persona ha voglia di specializzarsi nel settore turistico è giusto che le venga data l’opportunità di farlo, ma questo già succede in ogni parte del mondo da tempo, non sarebbe di certo una novità. L’idea di utilizzare i migranti era una proposta europea non una mia soluzione, al tempo portata avanti dal Portogallo e da altri Paesi in maniera eccellente.

Come si sente ad aver ricoperto e a ricoprire oggi un ruolo apicale, in un contesto in cui le posizioni verticistiche sono solitamente assegnate agli uomini?
Le dico che sicuramente le donne, che formano il 54% della forza lavoro nel turismo a livello mondiale, spesso si trovano a farlo in posizioni non apicali. Questo è una fonte di stimolo. Ma dobbiamo essere concreti e renderci conto che oggi c’è un’occasione storica: un Presidente del Consiglio donna che deve servire da esempio a tutte noi. Maggiore fiducia in noi stesse e credere di più nel turismo come settore di crescita. Da parte del Governo c’è un grande impegno verso il settore e, lo dico da cittadina italiana prima ancora che da presidente dell’Enit, mai come ora vi è un’attenzione fortissima da parte politica, con una visione unitaria e forte portata avanti da un Ministro che è un vero esempio di determinazione e di inclusione.

Lei è nata all’Aquila. Conferma il detto “abruzzesi cape toste?”
Assolutamente sì! Ne sono fiera. A maggior ragione, dato che oggi L’Aquila è designata Capitale della Cultura 2026. Noi abruzzesi siamo determinati ma anche molto gentili. Amiamo le cose vere, la famiglia e siamo disposti a tutto per gli ideali. Tutto quello che sono e ciò a cui sono arrivata è frutto della mia determinazione. I miei sogni e i miei obiettivi li ho raggiunti, forse in maniera non lineare, ma sempre con grande soddisfazione. E questa nomina è uno di quelli... ma non ho ancora finito il percorso.



15 March 2024
I direttori in Abruzzo

L’incontro si è aperto con i saluti di Caterina Celenza, presidente di Federalberghi Chieti, Daniela Renisi, presidente di Federalberghi Pescara, Giammarco Giovannelli, Presidente di Federalberghi Abruzzo e Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio Pescara.

 

La prima relazione è stata tenuta da Federica Bonafaccia, responsabile del servizio legale-tributario di Federalberghi, che ha presentato i contenuti dei più recenti provvedimenti d’interesse per le imprese alberghiere.

 

Martina Marini di Unilever ha presentato le condizioni di favore che l’azienda rivolge alle imprese associate al sistema Federalberghi.

 

Subito dopo, Caterina Celenza, vicepresidente del CNGA, e Andrea Serra, del servizio sindacale di Federalberghi, hanno illustrato le attività dei comitati giovani albergatori.

 

Antonio Griesi, del servizio tributario di Federalberghi, ha presentato la decima edizione del manuale sugli incentivi per la riqualificazione delle strutture ricettive e termali.

 

Gianluca De Gaetano, direttore di Federalberghi Roma, ha introdotto il progetto “arte fuori dal museo”, realizzato in collaborazione con la Direzione generale Musei del Ministero della Cultura per esporre negli alberghi le opere conservate nei magazzini dei musei.

 

Alessandro Massimo Nucara, direttore generale di Federalberghi, ha illustrato le possibilità di finanziamento delle politiche attive tramite il Fondo Forte, che ha stanziato dieci milioni di euro a sostegno della formazione dei lavoratori neoassunti e da assumere.

 

Noemi Moauro, del servizio marketing di Federalberghi, ha illustrato il programma della 74° Assemblea della federazione, che si terrà a Viareggio dal 10 al 12 maggio.

 

Andrea Serra, del servizio sindacale di Federalberghi, ha poi presentato le video-interviste “Il lavoro nel turismo” disponibili sui canali social Federalberghi.

 

Il secondo giorno di lavoro si è aperto con Angelo Candido, responsabile dei servizi sindacali di Federalberghi, che ha riferito in merito allo stato delle trattative per il rinnovo del CCNL Turismo.

 

Luca Bartoli e Carlo Scippa di Intesa Sanpaolo hanno illustrato le opportunità offerte dalle comunità energetiche rinnovabili e i servizi che il gruppo pone a disposizione per le imprese che intendono avvalersene.

 

Amedeo Capacchione, dei servizi informativi Federalberghi, ha presentato un nuovo strumento online per la rilevazione della rappresentatività del sistema federale. Alfredo Passeri e Giacomo Angerillo di Nexi hanno fornito una panoramica sui sistemi di pagamento digitali e hanno rammentato le caratteristiche del servizio “Incasso senza pensieri”.

 

Stefano Poeta, direttore di ART&S, ha presentato la pubblicazione su “le professioni nel settore turismo” da lui curata per conto della federazione e del CFMT. Anna Chiara Olini, del centro studi Federalberghi, ha ricordato gli strumenti che Federalberghi mette a disposizione delle associazioni per analizzare l’andamento del mercato turistico.

 

Alberto Corti, responsabile del settore turismo di Confcommercio, ha relazionato sul progetto “sentinelle del mare” che mira a monitorare la sostenibilità ambientale delle zone marine.

 

Andrea Serra, del servizio sindacale di Federalberghi, ha illustrato il programma del III Forum delle competenze del turismo che si terrà a Stresa dall’11 al 12 aprile. Michele Dalla Sega, senior research fellow di ADAPT, ha condotto un seminario sul tema “La contrattazione collettiva in Italia”, una rassegna delle buone prassi e spunti per il rinnovo del CCNL Turismo. In chiusura dei lavori, la comunità dei direttori ha rivolto un saluto e un ringraziamento affettuoso alla collega Graziella Giani dell’associazione di Chianciano Terme, che ha concluso la propria attività dopo un lungo periodo al servizio degli albergatori italiani.

 

Al termine della riunione, i partecipanti hanno espresso vivo apprezzamento per l’organizzazione, che è stata curata da Federalberghi Pescara, Federalberghi Chieti e Federalberghi Abruzzo, con la collaborazione di Confcommercio Pescara, dell’Ente Bilaterale regionale del Turismo e il supporto tecnico del Villa Maria hotel & congress center.

 


 



15 March 2024
Un Toret per la vita

Le strutture ricettive associate a Federalberghi Torino metteranno in vendita l’iconico TOH dell’artista Nicola Russo, per raccogliere fondi per la ricerca sul cancro

 

Federalberghi Torino ha siglato un accordo con Nicola Russo, designer e scultore torinese creatore di TOH, rivisitazione del Toret e simbolo della rinascita della città dopo la pandemia. Le strutture turistico-ricettive associate esporranno e venderanno le opere e una parte del ricavato sarà devoluta alla Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro, per le attività di ricerca e cura dell’Istituto di Candiolo - IRCCS.

 

TOH è nato nel 2020, quando Russo decise di creare un nuovo simbolo per Torino, immaginando il classico toro delle fontanelle pubbliche che rompe il metallo che lo imprigiona, per diventare simbolo di reazione e rinascita in un momento difficile per la città e per il mondo. Da subito l’artista ha voluto legarlo a un partner importante come la Fondazione, a cui sarà devoluto il 10% del ricavato delle vendite tramite la rete Federalberghi Torino che, sostenendo da sempre Onlus e terzo settore, ha subito coinvolto gli associati e trasformato le strutture ricettive in una vetrina per il progetto.

 

 

 

“TOH è un progetto artistico di rinnovamento per il territorio, manifesto di coraggio e inclusione sociale. L’entusiasmo verso una rinascita collettiva mi ha permesso di coinvolgere in meno di tre anni tante realtà che vivono e credono in questo territorio. La collaborazione con Federalberghi concretizza quella rinascita attraverso il lavoro cruciale del settore turistico-alberghiero, veicolo primario per mostrare le bellezze della nostra terra. La partnership con Federalberghi, inoltre, rafforza il rapporto con la Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro, che ho avuto il privilegio di coinvolgere in questo progetto fin dalla sua nascita con risultati mai ottenuti prima per un lavoro artistico indipendente”, ha spiegato l’artista Nicola Russo. “Siamo orgogliosi e onorati di contribuire a questo progetto e alle sue finalità esponendo nelle strutture associate TOH, che si candida a diventare un emblema per il brand Torino. Aderire è per noi importantissimo perché una parte del ricavato va alla Fondazione per la ricerca sul cancro di Candiolo, all’avanguardia in Italia e in Europa per la ricerca e le cure delle neoplasie e fiore all'occhiello del nostro territorio”, ha dichiarato Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino.

 

“Siamo grati a Federalberghi per il sostegno nella vendita nelle sue strutture associate di TOH”, il commento di Gianmarco Sala, direttore della Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro. “TOH da oltre tre anni ci aiuta a raccogliere fondi per l’Istituto di Candiolo ed è diventato un importante testimonial in molti eventi, “vestendosi” dal classico verde dei toret ai colori di Juventus e Torino nei derby cittadini al rosa per la campagna di prevenzione dei tumori femminili. Il nostro è l’unico centro italiano di ricerca e cura del cancro nato e cresciuto solo grazie al sostegno di donatori privati, cittadini, enti e associazioni. In questi anni la Fondazione ha avviato un importante piano di sviluppo, Cantiere Candiolo, per offrire nuovi spazi e attrezzature a medici e ricercatori e un’accoglienza sempre migliore ai pazienti e ai loro familiari”.



15 March 2024
Digital Markets Act al via

Il nuovo ordinamento europeo mira a regolamentare i mercati digitali, garantendo equità e contendibilità, limitando le posizioni dominanti

 

Il Digital Markets Act è il nuovo regolamento europeo, operativo dal 7 marzo 2024, volto a garantire che i mercati nel settore digitale siano equi e contendibili. L’attenzione del legislatore europeo si è concentrata sui cosiddetti “gatekeepers”, cioè i soggetti che hanno il potere di controllare l’accesso ai mercati digitali. In estrema sintesi, si tratta delle piattaforme con un fatturato annuo di almeno 7,5 miliardi di euro, almeno 45 milioni di utenti finali attivi su base mensile e 10mila utenti commerciali attivi su base annua. Vengono coinvolte ventidue piattaforme, che operano in otto settori:

 

- i servizi di intermediazione (Amazon Marketplace, App Store, Google Maps, Google Play, Google Shopping, Meta Marketplace);

-  la pubblicità (Google, Amazon e Meta);

-  i social network (Facebook, Instagram, Linkedin, TikTok);

-  la condivisione di video (Youtube);

-  i sistemi di comunicazione (Messen- ger e WhatsApp);

-  i sistemi operativi (Google Android, iOS, Windows PC OS);

-  i sistemi di ricerca (Google Search);

-  i browser (Chrome e Safari).

 

Al momento, nella lista delle big tech soggette al regolamento non è presente Booking.com. Si tratta di un’assenza temporanea, dovuta alla contrazione del business occorsa durante la pandemia, ma è già previsto che tale lacuna sarà colmata prossimamente.

L’entrata in vigore del regolamento dovrebbe arrecare dei benefici ai cittadini e alle imprese, in quanto conferisce carattere di sistematicità ad alcune esperienze maturate nel corso degli anni dal diritto della concorrenza.

 

Ma sussistono anche degli aspetti preoccupanti, tra i quali spicca la soluzione che Google appare orientato ad adottare: gli annunci a pagamento pubblicati dai portali acquisiranno una posizione di rilievo, a scapito dei risultati organici delle ricerche, più di quanto non accada già oggi. Hotrec, con il supporto di Federalberghi e delle associazioni degli altri paesi europei, è fortemente impegnata affinché il servizio di ricerca fornito da Google continui ad assolvere il suo scopo principale, che è quello di consentire agli utenti di cercare e trovare i servizi desiderati.



15 March 2024
L’Europa imballata

Il regolamento sugli imballaggi rischia di provocare pesanti effetti su filiere produttive e distributive

 

La proposta di revisione del regolamento sugli imballaggi vietati dal 2030, attualmente in discussione in sede europea (l’ultima seduta, mentre stiamo per andare in stampa, si è tenuta il 15 marzo), preoccupa e, senza modifiche significative, rischia di travolgere interi settori della nostra economia. 

Da quel che è emerso finora, sembra l'ennesima norma pasticciata che non solo non sarà più ecologica né contribuirà alla lotta al cambiamento climatico ma, senza adeguati correttivi, otterrà solo di creare ulteriori problemi alle filiere degli stessi produttori di imballaggi, oltre che ai settori dell’agroalimentare, della ristorazione e ricettivo-turistici in primis. Senza contare che, riguardando solo l'Europa, produrrà concorrenza sleale da parte dei Paesi extraeuropei.

 

Se ne parla dal 1994, l’anno di una direttiva risultata poi inapplicabile. In questo nuovo dibattito, già un anno fa alcuni Paesi chiedevano maggiore flessibilità e altri, invece, obiettivi di riciclo e riutilizzo più alti. Anche per questo, per armonizzare le posizioni, la Commissione Europea ha optato per un regolamento piuttosto che per una direttiva. Si chiede anche, da parte di vari Stati, un approccio più graduale: ogni nazione dovrebbe avere uno “spazio di manovra” per raggiungere gli obiettivi. L’accordo, per ora, ribadisce la prima proposta della Commissione europea, cioè la richiesta di un calo dei rifiuti da imballaggio del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040.

 

Dal 2030, quindi, saranno vietati alcuni contenitori in plastica monouso come quelli per alimenti e bevande, porzioni individuali per condimenti, salse, panna, zucchero e i prodotti in miniatura da toilette in omaggio agli ospiti negli alberghi. Secondo le norme concordate finora, che mettono al bando il più possibile gli elementi nocivi negli involucri a contatto con gli alimenti, tutti gli imballaggi devono essere riciclabili attraverso criteri rigorosi, mentre sono previste alcune esenzioni per tessuti, sughero, legno leggero, porcellana, ceramica, cera e gomma.

 

Tra le altre regole, il fatto che entro il 2029 il 90% dei contenitori per bevande

monouso in plastica e metallo fino a tre litri deve essere raccolto separatamente con un sistema di deposito-restituzione. Se il problema più grande, per la Commissione europea, è quello dello smaltimento dei rifiuti, l'Italia, nell'accordo provvisorio dei primi incontri, pare abbia ottenuto una proroga in quanto il nostro Paese è all’avanguardia per la raccolta differenziata e il riciclo della plastica. Per il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, è un passo avanti. Ma ovviamente non soddisfa e non basta.

 

 

“Sulla proposta di regolamento degli imballaggi", ha dichiarato il Ministro, "il Governo ha portato avanti il negoziato a Bruxelles mantenendo ferma la contrarietà alla soluzione originaria, ribadendo come gli obiettivi di riuso e riciclo debbano essere bilanciati tenendo conto delle realtà nazionali, delle esigenze dei diversi comparti commerciali e produttivi e, soprattutto, dei risultati già ottenuti. 

Per questo l'Italia ha sempre sostenuto la necessità di concedere alternative per gli Stati membri che hanno tassi elevati di riciclo, per non escludere dal mercato imballaggi sicuri e riciclabili e tecnologie oggetto di forti investimenti. Nella riunione dello scorso 4 marzo, sono state accolte alcune delle richieste avanzate dal governo italiano che però, lo dico senza mezzi termini, non bastano a salvaguardare l'intera filiera". Per Pichetto Fratin c'è ancora molto da lavorare sui divieti per imballaggi monouso. Quindi, sarebbe auspicabile che il negoziato europeo tenesse conto delle ragioni delle imprese su monouso, riciclo e riuso e rivedesse alcune norme del provvedimento. Tra gli aspetti di maggiore criticità per alberghi e ristoranti ci sono l’obbligo di ritirare gratuitamente tutti gli imballaggi riutilizzabili e gestire la restituzione nei depositi, con conseguenti rilevantissimi oneri economici; il diritto riconosciuto ai consumatori di portare, all’interno degli esercizi, propri contenitori per l’asporto; il divieto di utilizzare i prodotti per l'igiene che oggi le strutture ricettive mettono a disposizione degli ospiti. Inoltre, la posizione del Consiglio rischia di portare a un mercato europeo frammentato e, paradossalmente, alla produzione di una quantità maggiore di rifiuti da imballaggio, difficili da riciclare.

 

Peraltro, il divieto previsto per gli imballaggi monouso, ritenuti più inquinanti, sembrerebbe sconfessato dallo studio d’impatto pubblicato dalla Commissione stessa, da cui emerge che proprio questa tipologia di involucri, in molti casi, ha un impatto inferiore sull’inquinamento rispetto a quelli multiuso.

 

Anche l'associazione alberghiera europea Hotrec, se da un lato elogia gli sforzi dei legislatori per promuovere la sostenibilità, tuttavia i suoi associati sono preoccupati “per lo squilibrio tra obiettivi ambientali ambiziosi e le esigenze pratiche del settore dell’ospitalità. Sono necessarie limitazioni chiare e coerenti sugli imballaggi in plastica monouso negli alberghi e nei ristoranti".

 

“Vietare i cosmetici in miniatura in plastica per hotel è un passo avanti, ma prendere di mira tutti gli imballaggi monouso per l’igiene personale nelle camere d'albergo è irragionevole e poco pratico – ha commentato il direttore generale di Hotrec Marie Audren – con un’ulteriore pressione su efficienza e redditività e a scapito anche del settore alimentare".

 

Nella plenaria di fine aprile, probabilmente, si avranno più certezze su un regolamento che però, se dovesse essere approvato così com'è, rischia di generare enormi costi sociali ed economici, ma senza la contropartita delle tanto auspicate soluzioni green.



15 March 2024
Protocollo d’intesa per il turismo in Sicilia

Rendere coerenti e strutturali le iniziative dell’assessorato regionale al Turismo e quelle del sistema camerale per favorire al massimo gli investimenti a sostegno dello sviluppo del turismo in Sicilia. È l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato a Palermo dall'assessora regionale al Turismo Elvira Amata e dal presidente di Unioncamere Sicilia Pino Pace.

 

In riferimento a tale protocollo, sarà costituito un tavolo di raccordo regionale per mettere a punto una strategia comune che abbia tre priorità: un’unica regia delle azioni promozionali e delle competenze professionali per promuovere insieme i territori e il patrimonio turistico e culturale; valorizzare e rafforzare i rispettivi Osservatori turistici per meglio informare le imprese e metterle nelle condizioni di cogliere le opportunità disponibili per investire e crescere; condividere progetti strategici per favorire il massimo utilizzo dei fondi del Pnrr (come per l'Hub digitale, la banca dati delle strutture ricettive, il Digital management system e l’interoperabilità dei sistemi) e di quelli della nuova programmazione delle Politiche di coesione 2021-2027.

 

 

L’assessorato regionale al Turismo e il sistema delle Camere di commercio, inoltre, realizzeranno azioni comuni finalizzate alla qualificazione delle strutture ricettive, delle imprese turistiche e del personale, per diffondere una moderna cultura dell’ospitalità basata sulla qualità, sulla sostenibilità e sull’allungamento della stagione turistica. Infine promuoveranno insieme il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni di categoria e delle università in questa strategia comune.

Federalberghi Sicilia ha seguito con gran- de partecipazione l’incontro, interessandosi a tutte le fasi del progetto e plaudendo all’iniziativa che vede coinvolte tutte le forze territoriali legate al comparto. Proprio in riferimento all'importanza dell’evento, la federazione degli albergatori del territorio siciliano ha manifestato concretamente l’intenzione di contribuire per far sì che il progetto possa portare i suoi migliori frutti.

 

“Si tratta di un’occasione concreta di reciproco interesse che contribuirà a rafforzare e a stimolare ogni opportuna sinergia – ha detto Elvira Amata, assessora regionale al Turismo – questo, con l’obiettivo di offrire al mondo delle imprese e al comparto produttivo strategie condivise e unitarie da destinare alla promozione e allo sviluppo del patrimonio turistico”. “Oggi con la sinergia tra l’assessorato regionale al Turismo e le Camere di commercio siciliane, che sono la casa comune delle imprese – ha aggiunto Pino Pace, presidente di Unioncamere Sicilia – costruiamo quella marcia in più che può rendere più efficaci e produttive le tante azioni promozionali che finora sono state attuate in maniera autonoma, e che può davvero spingere le imprese a compiere il necessario salto di qualità per competere con le altre destinazioni di vacanza. Unire risorse finanziarie e professionali consentirà di presentare al mondo un’immagine più credibile e attraente della Sicilia”.