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Napoli aspetta oltre 80mila turisti per la settimana della Coppa America. Hotel verso il sold out
Sono più di 80mila, molti dei quali provenienti da Stati Uniti e dal resto d’Europa, i visitatori che arriveranno a Napoli per la settimana della Coppa America che inizia il 21 settembre.
Gli alberghi della città stanno per raggiungere il tutto esaurito, mentre il lungomare si trasforma in un palcoscenico pronto ad accogliere la gara internazionale di vela tra le più famose al mondo.
La città “si attiva su più fronti per gestire il lungo weekend sportivo e culturale che si estenderà fino a domenica. La viabilità sarà regolata da un piano specifico per permettere il completamento delle opere sul lungomare e gestire i flussi della folla. Parallelamente, il dispositivo di sicurezza in mare prevede una serie di divieti e autorizzazioni mirati a proteggere la competizione”.
Tantissimi eventi tra sport, musica e cultura. Con il settore ricettivo che conferma come la domanda stia spingendo la città verso la saturazione completa dei posti letto.
Federalberghi sottolinea come l’afflusso sia particolarmente marcato tra i viaggiatori internazionali.
Per chi desidera, invece, un’esperienza ravvicinata con la tradizione marittima, l’Amerigo Vespucci, la nave scuola della Marina militare, aprirà le porte per tre giorni a partire dal 21. Con le prenotazioni per le visite a bordo che si sono già chiuse velocemente a causa dell’alto numero di richieste.
Un altro punto di riferimento per la manifestazione è il terrazzo del quartiere generale di Nisida, luogo scelto per la sua vista panoramica su Bagnoli. Qui, alle 18:00, si svolgerà la cerimonia ufficiale di apertura con la presenza delle autorità e di Eugenio Bennato come ospite d’onore, che si esibirà per i ragazzi dell’Istituto penitenziario.
La nave Vespucci, invece, ospiterà per la seconda volta il trofeo di Coppa America, considerato il più antico al mondo. Mercoledì, dopo il debutto, si terrà un nuovo incontro dedicato ai team che saranno accolti sul ponte del veliero.
Il 27 settembre ad Alì Terme convegno sul futuro del turismo nell’area ionico-messinese
Un convegno per mettere in rete territori, competenze, istituzioni e comunità, per costruire una nuova visione del turismo nell’area ionico-messinese.
È l’obiettivo di “Destinazioni e Viaggiatori – Lo sviluppo del turismo nell’area ionico-messinese”, incontro promosso dall’Associazione Anello del Nisi in collaborazione con il comune di Alì Terme, in occasione della Giornata Mondiale del Turismo.
L’appuntamento è per domenica 27 settembre 2026, alle 17.30, presso il Cinema Vittoria di Alì Terme.
Focus dell’incontro, il territorio dell’Anello del Nisi, inteso come possibile elemento di connessione tra le diverse destinazioni dell’area, “per superare una visione frammentata e favorire una proposta turistica integrata, sostenibile e legata alle identità locali”.
A moderare sarà Lucia Garbescek, giornalista e conduttrice. Interverranno il prof. Marco Platania dell’Università di Catania, la presidente Guide Turistiche Sicilia Giusy Belfiore, , il direttore regionale della Pastorale del Turismo don Roberto Fucile, l’assessore al Turismo del comune di Taormina Beatrice Briguglio, il referente della Rete dei Cammini Siciliani e del Cammino di San Giacomo in Sicilia Totò Trumino, il presidente di Federalberghi Riviera Jonica Messina Pierpaolo Biondi e l’assessore regionale al Turismo, allo Sport e allo Spettacolo Elvira Amata.
Durante l’incontro si affronteranno temi quali programmazione turistica, ricettività, cammini, turismo esperienziale e religioso, con l’obiettivo di individuare nuove strategie di collaborazione tra istituzioni, operatori, associazioni e comunità.
“Il turismo del futuro non può essere costruito da singoli territori che procedono separatamente ma attraverso la capacità di fare rete, condividere progettualità e valorizzare ciò che rende unico il nostro territorio. L’Anello del Nisi può diventare un elemento di connessione tra luoghi, esperienze e comunità”, dichiara l’Associazione Anello del Nisi.
Il convegno, dunque, vuole aprire una riflessione “sulla possibilità di trasformare le diverse destinazioni dell’area ionico-messinese in un sistema turistico integrato, capace di attrarre nuovi viaggiatori e offrire esperienze autentiche e di qualità.”
Guida Michelin, Italia prima in Europa nella selezione degli hotel
A pochi giorni dalla presentazione dei World’s 50 Best Hotels, anche la Guida Michelin annuncia le sue Chiavi 2026. E lo fa con un’assegnazione che è un traguardo storico per il nostro Paese.
Se la francese Michelin, infatti, continua a riservare ai ristoranti di casa il maggior numero di Stelle, per quanto riguarda gli hotel quest’anno l’Italia supera la Francia, ferma a 220 strutture, e sale al primo posto in Europa con 224 indirizzi premiati.
E con un secondo posto mondiale, alle spalle solo degli Stati Uniti, che si confermano in prima posizione con ben 359 hotel premiati.
In tutto il mondo, gli ispettori Michelin hanno assegnato una Chiave a 470 nuovi hotel in 79 destinazioni e dieci Paesi entrano per la prima volta nella selezione. Il totale sale così a 2.832 strutture premiate: 155 con Tre Chiavi, 657 con Due Chiavi e 2.020 con Una Chiave. E più di 80 hotel hanno guadagnato un livello rispetto all’edizione precedente.
Su scala globale, la selezione Michelin 2026 conta 2.832 hotel premiati in 79 destinazioni.
“Questa seconda selezione mondiale delle Chiavi Michelin riflette lo straordinario dinamismo che caratterizza il settore dell’ospitalità. La crescita è sostenuta da progetti più creativi e ambiziosi, capaci di trasformare il soggiorno in un’esperienza immersiva, personale e legata al luogo”, ha dichiarato il direttore internazionale della Guida Gwendal Poullennec.
L’Italia dunque occupa il secondo posto mondiale per numero di hotel premiati con le Chiavi Michelin e il primo in Europa, con 224 strutture. Davanti ci sono soltanto gli Stati Uniti, a quota 359.
A completare la top 10 sono Francia (220 hotel), Giappone (145), Regno Unito (131), Germania (130), Spagna (122), Messico (98), Svizzera (89) e Grecia (74). L’Europa conta complessivamente 1.338 strutture con una, due o tre Chiavi, distribuite in oltre 35 destinazioni e 194 nuovi ingressi e promozioni.
Federalberghi Isola di Capri, il presidente onorario Gargiulo rilancia la funicolare per Anacapri e un turismo più lento
Una funicolare per Anacapri e un turismo più “slow” per prolungare la permanenza dei turisti senza decongestionare le cosiddette ore di punta.
È la proposta lanciata da Sergio Gargiulo, presidente onorario di Federalberghi Isola di Capri e storico albergatore locale.
Gargiulo ha spiegato il suo pensiero a “Casa Capri on the road”, la versione in trasferta del primo podcast nato sull’isola azzurra, “Casa Capri”. L’idea è quella sia di potenziare e diversificare la mobilità interna sul territorio e, dall’altro lato, di prolungare la permanenza dei turisti.
La funicolare per Anacapri, quindi, torna alla ribalta grazie a Gargiulo, che ribadisce “la necessità di offrire un trasporto alternativo da affiancare alla rete attualmente esistente e intervenire così sul traffico che si registra sulle strette arterie stradali, unica via di collegamento interno tra i comuni”.
Per l’albergatore caprese, poi, andrebbe anche varata l’iniziativa per una “Capri slow”, ossia allungare le ore degli escursionisti sull’isola, magari con la proposta di un biglietto di ritorno ad un orario abbastanza distanziato rispetto allo sbarco, per evitare che ci sia una “toccata e fuga” di pochissimo tempo.
“Un ritmo troppo intenso per un’isola dalle particolari caratteristiche che necessita di un maggiore minutaggio per smaltire correttamente e tranquillamente il movimento turistico senza che si creino “ingorghi” in alcune fasce orarie della giornata”, peraltro in un luogo che ha sempre fatto del relax e della quiete la propria identità che, invece, “mal si coniuga con sovraffollamenti e comitive che in fretta e furia visitano luoghi, “correndo” in pratica da quando arrivano a quando partono”.
“Non esiste l’overtourism – ha dichiarato Sergio Gargiulo – esiste invece un turismo che si concentra in taluni momenti e che va semplicemente regolamentato e disciplinato e che deve essere distribuito meglio nell’arco della giornata”.
A Roma nuovo piano regolatore generale. Sì a hotel più grandi e via il limite di 60 stanze
A Roma le nuove norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore Generale eliminano il limite delle 60 camere negli alberghi che insistono nella città storica e danno la possibilità di ampliare unità edilizie adiacenti.
Sono normative attese da anni e ricevono il plauso del mondo alberghiero, che qualche giorno fa ha accolto in un convegno l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia.
“Aspettavamo da tanto queste modifiche. In questo modo si qualificherà maggiormente il centro, visto che potranno nascere delle strutture con un numero maggiore di camere che offriranno più servizi alla propria clientela”, ha dichiarato il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli, per il quale il nuovo piano regolatore aiuterà anche a bloccare il diffondersi di strutture irregolari.
Le norme non riguardano l’extralberghiero, che non potrà fare nulla di tutto questo e che ritiene non veri i numeri che certificherebbero un affollamento in centro città di ricettività alternativa.
Ora il Campidoglio dovrà comunque tradurre in un regolamento comunale vero e proprio sulle locazioni quanto previsto dalle norme di attuazione.
L’obiettivo dichiarato dal Campidoglio è creare delle “zone rosse” dove l’extralberghiero non potrà più aprire (come ad esempio Trastevere, la città storica, Monti, Esquilino e Prati) e stabilire un tetto di giorni all’anno durante i quali le strutture dovranno comunque essere chiuse e quindi non potranno operare.
Con le attuali norme, inoltre, si blocca la possibilità di frazionare un’unità abitativa per aprire un b&b e di accorpare più unità adiacenti per lo stesso motivo, mentre fino ad oggi era permesso se si occupava il 70% della superficie utile lorda.
A Torino la Finale Conference League 2028. Malagò, riconoscimento per il sistema sportivo italiano
Sarà Torino con il suo Juventus Stadium ad ospitare la finale della UEFA Conference League 2028.
L'ufficialità è arrivata durante la riunione del Comitato Esecutivo Uefa in Grecia, a Salonicco, che ha valutato positivamente il dossier di candidatura presentato a giugno dalla FIGC con la collaborazione della Juventus e del comune di Torino e che ha visto anche il coinvolgimento della regione Piemonte e, per gli aspetti legati alla ricettività, di Federalberghi Torino.
Lo Juventus Stadium ha già ospitato eventi internazionali Uefa e la finale di Conference League 2028 si aggiunge ad altre due competizioni che l'Italia è già certa di ospitare nei prossimi anni, la fase finale dell'Europeo Under 19 Femminile nel 2029 e Uefa Euro 2032, quest'ultimo assieme alla Turchia.
"L'assegnazione della finale di Conference League 2028 a Torino è un'ottima notizia e conferma, ancora una volta, l'apprezzamento e la fiducia della Uefa nei confronti dell'Italia. I grandi eventi internazionali sono una straordinaria occasione di promozione del nostro Paese e, soprattutto, rappresentano un investimento sul futuro dello sport italiano", ha dichiarato il presidente della FIGC Giovanni Malagò. "
Torino ha tutte le carte in regola per essere una grande capitale europea dello sport e lo Juventus Stadium è una struttura all'altezza di una finale UEFA. E' un riconoscimento importante per la città, per il Club e per tutto il sistema sportivo italiano. Ospitare grandi eventi significa creare valore, lasciare infrastrutture, competenze e una nuova cultura dell'organizzazione sportiva. L'Italia ha dimostrato di saperlo fare e questa scelta della Uefa ne è un'ulteriore conferma".
Roghi in Puglia, Federalberghi chiede un piano straordinario e permanente di prevenzione
“La prevenzione deve diventare una priorità politica permanente, non una risposta emergenziale da attivare quando le fiamme sono già divampate".
Il presidente di Federalberghi Puglia Francesco Caizzi, con una nota, commenta il fenomeno degli incendi dolosi che hanno interessato la regione.
L’associazione di albergatori ha anche annunciato che valuterà se costituirsi parte civile nell'eventuale processo a carico del 35enne volontario della Protezione civile, arrestato il 13 settembre con l'accusa di essere il presunto autore di otto incendi boschivi dolosi verificatisi nei territori di Peschici e Vieste, nel Gargano, tra luglio ed agosto.
“Ogni ettaro di vegetazione distrutto è un pezzo del patrimonio naturale che non torna più. Ogni incendio che arriva a lambire alberghi, campeggi, stabilimenti balneari e abitazioni rappresenta una minaccia per persone e imprese. E le immagini di turisti evacuati o costretti a fuggire producono un danno enorme alla reputazione della destinazione”, ha aggiunto Caizzi.
“Federalberghi Puglia richiede un piano straordinario e permanente per tutta la regione, con videosorveglianza nelle aree più esposte, monitoraggio tecnologico, maggiori controlli, presidi rafforzati nei mesi estivi e un coordinamento operativo stabile tra Regione, Comuni, Parchi Nazionali, Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine. Gli imprenditori della ricettività turistico-alberghiera sono pronti a fare la propria parte, ma non possono essere lasciati soli a difendere il patrimonio sul quale si fondano migliaia di posti di lavoro.
Il nostro territorio non chiede compassione: chiede sicurezza, prevenzione e una strategia. Chi incendia i nostri boschi colpisce la Puglia. E la Puglia deve reagire”, la conclusione di Caizzi.
Bus turistici, a Sanremo dal 18 settembre tariffa agevolata per i gruppi che pernottano negli hotel cittadini
Una tariffa agevolata e unica per i bus turistici che portano i gruppi che pernottano nelle strutture ricettive di Sanremo.
È questo il risultato raggiunto da Federalberghi Sanremo al termine di un confronto con l'Amministrazione comunale e gli uffici competenti, “con l'obiettivo di rendere più sostenibile il costo di stazionamento dei mezzi utilizzati dai gruppi organizzati”.
Il nuovo sistema di tariffe riguarderà i bus che utilizzeranno il piazzale Dapporto, una delle aree individuate per la sosta dei mezzi turistici in città. “Un provvedimento particolarmente atteso dal comparto alberghiero, che potrà così contare su condizioni più favorevoli nell'organizzazione dei soggiorni di gruppi”.
La tariffa concordata è di 60 euro a notte per ogni bus, a fronte delle modalità di sosta previste per i mezzi collegati a gruppi ospitati negli alberghi cittadini. La nuova formula dovrebbe entrare in vigore dal prossimo 18 settembre, una volta completati gli aggiornamenti tecnici dei sistemi necessari per la gestione del servizio.
La procedura consentirà di associare direttamente la targa del mezzo alla struttura ricettiva che ospita il gruppo. Saranno infatti gli albergatori a provvedere all'inserimento della targa dei bus che trasportano i propri clienti e che utilizzeranno il parcheggio. Un sistema pensato per rendere più semplice anche la gestione operativa degli arrivi.
L'intesa rappresenta “un elemento di interesse per il settore turistico sanremese, soprattutto in considerazione del ruolo che i gruppi organizzati continuano ad avere per le strutture ricettive della città”. La possibilità di applicare una tariffa dedicata ai bus collegati a soggiorni alberghieri punta infatti a favorire l'organizzazione dei viaggi e, allo stesso tempo, a contenere una delle voci di costo che incidono sulla programmazione dei gruppi.
"Si tratta di un risultato importante ottenuto grazie al confronto portato avanti dall'Associazione", dichiarano da Federalberghi Sanremo. L'obiettivo è quello di creare condizioni più favorevoli per gli operatori e per le strutture che accolgono i visitatori.
La nuova procedura sarà quindi strettamente collegata alla prenotazione e al soggiorno dei gruppi nelle strutture ricettive cittadine, con l'inserimento preventivo delle targhe da parte degli alberghi interessati.
Federalberghi Sanremo seguirà l'avvio della misura e fornirà agli associati le indicazioni necessarie per utilizzare correttamente il nuovo meccanismo. L'introduzione della tariffa da 60 euro a notte rappresenta così un passo avanti nel rapporto tra comparto alberghiero, Amministrazione e servizi destinati al turismo organizzato.
"La nuova tariffazione consentirà di agevolare le strutture ricettive nell'organizzazione dei gruppi e di rendere più sostenibile il costo di stazionamento dei bus turistici", ha dichiarato il presidente di Federalberghi Sanremo Silvio Di Michele, per il quale l'accordo costituisce un risultato concreto del dialogo avviato con Palazzo Bellevue e con gli uffici comunali.
Affitti brevi, una questione centrale per il turismo del futuro. A Grinzane Cavour albergatori e ristoratori albesi a confronto
Grande partecipazione al Castello di Grinzane Cavour per il convegno “Affitti brevi e territorio: quale equilibrio per il turismo del futuro?”, tenutosi lunedì 14 settembre e promosso dall’Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi, aderente all’ACA.
Un appuntamento dedicato a un tema di grande attualità per il settore turistico, chiamato a confrontarsi con la crescita delle locazioni brevi e con la necessità di trovare un equilibrio nel rispetto dei residenti, della qualità dell'offerta e della competitività delle destinazioni.
A fotografare la dimensione del fenomeno sono i dati relativi agli annunci presenti su Airbnb: nella prima settimana di agosto 2026 erano 571.982 in Italia, a conferma della rilevanza raggiunta dal mercato delle locazioni brevi. Questo è particolarmente significativo anche nei principali comuni turistici delle Langhe e del Roero, dove la dinamica assume caratteristiche che vanno oltre la semplice ospitalità occasionale: la maggior parte degli annunci riguarda interi alloggi, oltre il 60% è disponibile per più di sei mesi all’anno e circa sei annunci su dieci sono pubblicati da host che gestiscono più di un alloggio.
Una realtà che interessa sempre più da vicino anche questi territori, come emerge dal confronto con operatori e imprenditori del turismo e dalle difficoltà di chi cerca casa. Da qui la necessità di interrogarsi su quale equilibrio costruire per il futuro. Come continuare a essere una destinazione desiderata e competitiva, mantenendo al tempo stesso un’armonia tra chi arriva a visitarci, chi lavora nel turismo e chi il territorio lo vive ogni giorno? È la domanda posta da Chiara Bergadano, responsabile marketing dell’Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi, moderatrice dell’evento. L’incontro ha permesso di osservare il fenomeno da prospettive diverse: dal contesto locale all’intero Piemonte, dal livello nazionale ai casi di Firenze e Bilbao. L’obiettivo non è stato cercare oggi una risposta unica o definitiva, ma mettere insieme dati, esperienze e modelli diversi per iniziare un dialogo.
Il tema si inserisce inoltre in un contesto di particolare attualità sul piano europeo, alla luce della recente proposta della Commissione europea sull’Affordable Housing Act, che prevede la possibilità per i Comuni di intervenire ponendo limiti agli affitti brevi nelle aree caratterizzate da particolare pressione abitativa, in relazione alle specifiche esigenze dei territori, secondo quanto riportato dal Centro Studi Federalberghi.
L’incontro ha riunito operatori del settore, rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni di categoria e numerosi amministratori pubblici, a testimonianza dell’interesse e della rilevanza che il tema riveste per il territorio.
Alla presenza, per l’Associazione Commercianti Albesi, del presidente Giuliano Viglione, e del direttore Fabrizio Pace e per l’Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi del presidente Massimo Camia, il convegno è stato condotto da Daniela Ferrero, Sales & Project Manager di Langhe Experience, che ha illustrato le motivazioni alla base dell’appuntamento dedicato alla tematica delle locazioni turistiche e al loro impatto sul territorio: quando un territorio conquista attenzione, attrattività e riconoscimento, non raccoglie soltanto opportunità, ma anche responsabilità. La crescita del turismo e i cambiamenti che ne conseguono non possono essere lasciati al caso, ma devono essere governati perché siano sostenibili nel tempo e capaci di generare, al di là dei numeri, valore e benessere per tutti.
Successivamente, l’argomento è stato al centro di uno scambio articolato e approfondito, affidato a relatori di primo piano del panorama turistico nazionale e internazionale, che hanno portato esperienze, dati e prospettive differenti sulle locazioni turistiche e sulle loro ricadute sui territori.
Sono intervenuti Alessandro Nucara, direttore generale di Federalberghi; Silvio Carletto, presidente di Visit Piemonte; Cristina Bergonzo, responsabile dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte; Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze; Juan Baliño Gangoiti, promotion manager di Bilbao Turismo.
Alessandro Nucara ha ricordato come la Federazione dedichi da anni particolare attenzione al tema: “Stesso mercato, stesse regole: è il principio che riassume il lavoro e le battaglie portate avanti da Federalberghi in questi anni, insieme alle diverse misure adottate per cercare di governare il fenomeno, che lascia ancora aperti diversi interrogativi”. Nucara ha inoltre invitato a leggere con attenzione il tema dell’overtourism:
“È una parola che fa pensare a qualcosa di negativo e porta a una generalizzazione che rischia di essere fuorviante. Partendo dai dati, in Italia abbiamo circa 840 milioni di pernottamenti potenziali, ma ne facciamo solo 280 milioni, circa il 34%, quindi non è una questione di troppi turisti. Il fenomeno del sovraffollamento, che crea disagio sia ai turisti sia agli abitanti esiste, ma riguarda alcuni luoghi e determinati momenti. Stiamo già facendo qualcosa per governare il fenomeno: le banche dati ci permettono di censire chi fa ricettività e mettere il mercato in trasparenza; ci sono poi l’obbligo di comunicare gli alloggiati e il tema della tassazione degli appartamenti. Sono stati fatti grandi passi avanti, ma siamo ancora fermi sul piano gestionale”.
Anche Silvio Carletto ha sottolineato l’importanza di trovare un equilibrio nella gestione delle locazioni turistiche: “Finché parliamo di piccoli borghi o località montane, gli affitti brevi non sono visti così male, perché offrono un servizio di ricettività e aiutano a diminuire il fenomeno della destagionalizzazione. Il problema arriva nelle grandi città, quando viene meno l’equilibrio: si affitta a prezzi sempre più alti, e questo va a scapito di chi abita e vive sul territorio, facendo aumentare il prezzo delle unità immobiliari e, di conseguenza, di chi vuole comprare o affittare per viverci. È giusto sfruttare le aree, ma non lucrare”.
Dopo Carletto, con un’analisi approfondita del contesto locale e soprattutto di Langhe e Roero, è stata Cristina Bergonzo, che ha evidenziando come “nei nostri territori la componente alberghiera ospiti la maggior parte dei flussi turistici, mentre subito dopo ci sono le locazioni turistiche, che sono aumentate di oltre il 20% rispetto all’anno precedente”. Bergonzo ha inoltre ricordato come, con la legge del 2019, sia stata avviata una mappatura degli affitti brevi, vista la crescente rilevanza. La Regione Piemonte mette a disposizione la piattaforma telematica regionale che permette ai locatori di immobili non imprenditoriali di inviare la comunicazione di inizio attività al Comune competente.
A completare il quadro le case history di due note destinazioni turistiche internazionali, Firenze e Bilbao, che hanno permesso di evidenziare le problematiche affrontate negli anni e le soluzioni adottate per governare la dinamica delle locazioni turistiche.
Francesco Bechi ha portato la testimonianza di Firenze, sottolineando come nelle grandi destinazioni ci si trova di fronte allo stesso mercato, ma non alle stesse regole. Una situazione che crea disparità e disequilibrio: “Gli alberghi hanno tanti controlli e obblighi, dalla sicurezza alla pianificazione, fino alla formazione per i posti di lavoro, mentre per le locazioni turistiche è tutto più semplice e ci sono meno obblighi.
Se si fa impresa o si lavora in modo equiparabile, è giusto confrontarsi con un’etica comportamentale ed essere regolamentati come gli altri”. Bechi ha quindi ricordato l’esperienza di Firenze e messo in guardia rispetto al fenomeno dell’overcrowding, dato da escursionisti di giornata che non lasciano ricadute sul territorio.
Un’altra esperienza particolarmente significativa è quella di Bilbao, che già vent’anni fa rappresentava un caso di studio internazionale per la sua trasformazione da città portuale e industriale in una destinazione turistica di alto livello, grazie agli investimenti in cultura, architettura ed enogastronomia. Un modello che a suo tempo era stato studiato anche in Piemonte come esempio da cui trarre ispirazione e ancora offre spunti per affrontare la fase successiva: come gestire i flussi turistici e mantenere un equilibrio con il territorio.
Ne ha parlato Juan Baliño Gangoiti: “Sul nostro territorio abbiamo introdotto restrizioni urbanistiche, soprattutto nelle aree ad alta concentrazione, come il limite quantitativo di un solo alloggio turistico per edificio e precise regole sulla sua ubicazione. Nelle zone tese è vietato aprire nuove locazioni turistiche e sono previsti rinnovi delle licenze ogni cinque anni, ispezioni, monitoraggio delle piattaforme e sanzioni per le attività clandestine”. Una gestione che, secondo Baliño Gangoiti, deve basarsi sui dati e sugli studi, ma anche sulla capacità di spiegare il valore del turismo: “Bisogna avere coraggio e orgoglio, non vergogna, perché il turismo crea ricchezza”.
Su questo tema, Langhe Experience (la rete che unisce il Consorzio Turistico e il Consorzio Piccole Strutture Ricettive) e l’Associazione Ristoratori e Albergatori Albesi hanno più volte richiamato l'attenzione. Massimo Camia, presidente dell’Associazione, ha evidenziato come la disponibilità di alloggi incida anche sulla possibilità di trovare personale: “Penso a chi decide di trasferirsi qui per venire a lavorare nei nostri ristoranti, negli alberghi e nelle attività locali e che spesso fatica a trovare una casa a condizioni sostenibili. Il successo turistico di Langhe e Roero è il risultato di anni di investimenti, di lavoro e di impegno da parte di tante imprese. Oggi abbiamo la responsabilità di preservare questo valore".
Il presidente dell’Associazione Commercianti Albesi Giuliano Viglione, si è soffermato sull’importanza della libertà di mercato, qualsiasi normativa venga introdotta: “La soluzione non è mettere alcune categorie contro altre, ma individuare un bilanciamento che consenta a tutti di lavorare in un contesto di legalità e obblighi condivisi. Ma anche lasciare più potere ai Comuni per disciplinare la materia in modo adeguato alle caratteristiche del proprio territorio e all’incidenza delle locazioni turistiche”.
A concludere l’ incontro, il direttore dell’ACA Fabrizio Pace, che ha ringraziato i relatori per i preziosi contributi e ha compiuto un breve excursus storico: “Oltre trent’anni fa, come ACA, siamo stati tra i primi a creare un punto di informazione e accoglienza turistica utilizzando "la roulotte dell’ospitalità” in quella che oggi è piazza Michele Ferrero, dove era possibile prenotare ristoranti e alberghi.
Il sistema della rete turistica era ancora agli inizi, semplice e con strumenti molto diversi da quelli di oggi, quando la necessità è trovare un equilibrio. L’obiettivo non è demonizzare gli affitti brevi, ma stabilire norme e controlli che regolino le diverse forme di ospitalità, come è stato fatto all’inizio degli anni Duemila con le piccole strutture ricettive e gli agriturismi. Bisogna fare in modo che chi vive e lavora sui nostri territori possa continuare a farlo in modo sostenibile”.
Federalberghi Calabria al panel della Consulta regionale sul turismo delle radici
A Reggio Calabria, presso la sala Giuditta Levato del consiglio regionale, il presidente di Federalberghi Calabria Fabrizio D’Agostino è intervenuto nell’ambito della seconda sessione plenaria della Consulta regionale dei Calabresi nel mondo, durante il panel “La Calabria globale: turismo delle radici, identità e rappresentanza internazionale”.
D’Agostino ha partecipato insieme al prof. Tullio Romita (università della Calabria), all’on. Orlandino Greco, presidente delegato della Consulta, e a Giuseppe Varacalli, presidente di Aicotur.
Nel suo intervento, il presidente di Federalberghi ha portato al tavolo istituzionale “il punto di vista degli albergatori calabresi, richiamando l’attenzione sulla scala del fenomeno: secondo le stime di Aicotur, tra gli 80 e i 120 milioni di italo-discendenti vivono nel mondo, mentre la Calabria calcola in oltre otto milioni i calabresi nel mondo legati alla propria terra d’origine”.
Si tratta di un segmento di domanda, ha sottolineato D’Agostino, “caratterizzato da soggiorni più lunghi, viaggi destagionalizzati e una spesa nei piccoli comuni superiore a quella del turista balneare medio”.
Il presidente di Federalberghi Calabria ha inoltre richiamato i dati dello studio Teha Group, che stima per il turismo calabrese un impatto economico di 5,8 miliardi di euro nel triennio 2023-2025, pari al 14,1% del PIL regionale.
Pur riconoscendo la crescita del settore, D’Agostino ha invitato “a leggere con attenzione la componente legata alla diaspora, che ha un comportamento di spesa diverso da quello del turismo in concorrenza con altre destinazioni”.
“È un turismo identitario prezioso ma se lo confondiamo con il turismo competitivo rischiamo di non accorgerci che buona parte di quel valore, oggi, non passa ancora dalle strutture ricettive”, ha osservato.
“Il cuore della proposta di Federalberghi riguarda il passaggio dal rientro spontaneo — chi torna in Calabria alloggiando presso i familiari — a un vero e proprio incoming organizzato: raduni di famiglie allargate, percorsi genealogici e pacchetti che uniscano il soggiorno alla ricerca delle proprie origini”.
D’Agostino ha anche annunciato la volontà di Federalberghi di costruire un dialogo stabile con il settore Relazioni internazionali e comunità dei Calabresi nel mondo della regione, individuando tre priorità operative per la categoria: personale formato a un’accoglienza capace di raccontare il territorio; un collegamento strutturato tra strutture ricettive e archivi/anagrafi comunali; pacchetti che integrino soggiorno, ricerca genealogica ed esperienza nei borghi.
Con l’aeroporto di Lamezia Terme che può essere una porta d’ingresso della regione, visto il potenziamento dei collegamenti aerei con i Paesi delle comunità calabresi nel mondo, con gli gli alberghi dell’area, secondo D’Agostino, che possono diventare la prima accoglienza per chi rientra, facendo da cerniera tra lo sbarco in aeroporto e l’esperienza nei borghi d’origine.
Il presidente di Federalberghi Calabria ha infine collegato il tema turistico a una prospettiva più ampia, condivisa nel corso dei lavori anche dall’assessore Filippo Calabrese, ossia l’obiettivo della Consulta, che non è soltanto favorire il ritorno dei calabresi nel mondo come turisti, ma creare le condizioni perché scelgano di vivere o investire in Calabria.
“Prima di investire, prima di trasferirsi, c’è sempre un momento in cui una persona torna e ha bisogno di sentirsi accolta come a casa propria. È in quel momento che l’ospitalità alberghiera smette di essere un dettaglio logistico e diventa una leva strategica per tutto il sistema Calabria”, la conclusione di Fabrizio D’Agostino.