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4 May 2026
I rischi del dumping contrattuale

I rischi del dumping contrattuale

Alle aziende che applicano “contratti pirata”, sanzioni per oltre 40mila euro annui

Da tempo si discute della crescita patologica del numero dei contratti collettivi in Italia. Anche il settore turistico è esposto a questo problema: sono oltre 70 i contratti collettivi per le imprese turistiche depositati nell’archivio nazionale istituito presso il CNEL.

Eppure, gran parte di questi, oltre a essere sottoscritti da organizzazioni scarsamente o per nulla rappresentative, non trova applicazione se non a un numero limitato di aziende e datori di lavoro. Si tratta di contratti che stabiliscono trattamenti retributivi e normativi peggiorativi per i lavoratori rispetto a quelli definiti dal CCNL leader del settore, sottoscritto da Federalberghi, Faita e dalle organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs, identificato dal codice ufficiale H052.

Il rapporto “Il dumping contrattuale nel settore turismo: quali rischi per le imprese?”, realizzato da Federalberghi in collaborazione con l’Ente bilaterale nazionale del settore turismo e con ADAPT, l’Associazione per gli studi sul diritto del lavoro fondata dal professor Marco Biagi, evidenzia concretamente i rischi economici e contabili a cui le imprese si espongono applicando la contrattazione pirata, attraverso una simulazione su oltre venti figure professionali del settore.

Secondo la ricerca, che si basa sui dati dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro del CNEL, sull’analisi approfondita della normativa vigente e della giurisprudenza, i rischi connessi all’utilizzo di contratti collettivi di lavoro stipulati da soggetti non rappresentativi sono quantificabili in diverse decine di migliaia di euro annui.

Infatti, il costo per un’impresa alberghiera di medie dimensioni (14 dipendenti) che si veda contestata l’applicazione di un “contratto pirata” può facilmente superare i 40mila euro annui, cui si aggiungono le ricadute in termini d’impossibilità di ricorrere agli istituti contrattuali (contratti a termine, apprendistato, flessibilità dell’orario di lavoro, ecc.), ai benefici contributivi e agli incentivi occupazionali che il legislatore riserva ai cosiddetti contratti leader, come il CCNL Turismo sottoscritto da Federalberghi, applicato da oltre l’80% delle imprese e dei dipendenti del settore.

Secondo Giuseppe Roscioli, vicepresidente vicario di Federalberghi e presidente della Commissione sindacale della stessa organizzazione: “Lo studio chiarisce una volta per tutte quali siano i rischi che le imprese corrono affidandosi a soggetti privi di ogni legittimazione e rappresentatività, esponendosi a ricadute economiche, normative e di immagine assai gravi. Oltre al maggior costo dovuto al recupero dei crediti retributivi e dei contributi non versati, si pensi al contenzioso e alla perdita di incentivi e benefici: uno scenario da incubo che giustifica la massima prudenza. Inoltre, la contrattazione pirata rappresenta un ostacolo allo sviluppo economico, poiché mina i presupposti della competitività del sistema sotto l’aspetto della capacità di attrarre, trattenere e remunerare risorse professionali in grado di sostenerne la crescita”.  A.C.



29 April 2026
Da giugno i corsi gratuiti, 60 posti, per management del turismo di Universitas Mercatorum e Federalberghi

Partiranno tra giugno e settembre 2026 i primi corsi di formazione per il management del turismo, dedicati ai profili più richiesti dal mercato ma che ancora non ci sono: sono “commis di cucina” e “revenue manager” nel marketing management.

Come riportato anche da Ansa, sono stati messi a punto da Universitas Mercatorum, ateneo digitale fondato dal sistema delle camere di commercio, in collaborazione con Federalberghi e Campus Principe di Napoli. Sono 60 i posti disponibili gratuiti e che sono finanziati con i fondi del ministero del Turismo.

I corsi sono rivolti a occupati e disoccupati su scala nazionale, diplomati o laureati, con attività di didattica a distanza e in presenza e residenza presso il campus stesso.

"Il progetto risponde in modo strutturato al crescente bisogno di figure professionali qualificate favorendo un allineamento tra offerta formativa, domanda di lavoro e vocazione dei territori", ha spiegato Giovanni Cannata, rettore di Universitas Mercatorum, alla conferenza di presentazione dei corsi di formazione svoltasi il 28 aprile a Roma.   

"Con il progetto "formazione per il management nel turismo", Universitas Mercatorum riafferma la propria missione di ponte tra l'alta formazione e le reali esigenze del mercato del lavoro, - ha proseguito Cannata - Siamo l'unico progetto ammesso al finanziamento ministeriale e ciò testimonia la qualità della nostra offerta.

Attraverso il rilascio di crediti formativi, i cfu, e la collaborazione con Federalberghi, offriamo competenze d'avanguardia e una reale garanzia di occupabilità, contribuendo a innalzare la competitività del turismo italiano in un'ottica di sviluppo sostenibile".

“Il mercato del settore turistico alberghiero è cambiato profondamente e in Italia c'è carenza di molte figure professionali mentre la richiesta da parte del mercato è alta", ha spiegato il vice presidente di Federalberghi nazionale Giuseppe Roscioli. 

"L'Italia fornisce anche all'estero alcune professionalità d'eccellenza, mi riferisco ad esempio ai direttori di alberghi o ai capitani di navi, dove abbiamo una grande tradizione, poi però ci sono delle figure emergenti e che saranno sempre più necessarie ma che non abbiamo e per le quali ancora non c'è un percorso professionale storico.

Mi riferisco al “revenue manager” alberghiero che include quelle figure che gestiscono la domanda di camere, massimizzandole e facendo da  punto di congiunzione con le piattaforme online come booking, expedia, eccetera. Inoltre, mancano i “food and beverage manager”, che coordinano e gestiscono la qualità e i servizi della ristorazione.

Manca anche il personale di front desk e la manodopera non specializzata ma a contatto col pubblico. Mi riferisco alle cameriere ai piani e gli addetti alle pulizie delle camere, i facchini che accompagnano i clienti con le valigie. Si fa molta fatica a trovare personale qualificato, che oggi deve parlare almeno 2 o 3 lingue a tutti i livelli.

Gli italiani non ci sono, ci rivolgiamo così agli stranieri ma anche in questo caso non sempre sono figure professionali. Anche nelle figure tradizionali del campo turistico alberghiero non abbiamo l'eccellenza”, la conclusione di Roscioli. 

 Informazioni sul bando e domanda per partecipare su:

https://www.unimercatorum.it/progetto-formazione-per-il-management-nel-turismo

 



24 April 2026
Crans-Montana, una lezione da ricordare

                                                           Crans-Montana: una lezione da ricordare

                                                                       di Gioacchino Giomi

La tragedia di Crans-Montana, che ha causato la morte di 41 giovani e ha coinvolto circa 110 feriti, rappresenta un evento di eccezionale gravità che impone una riflessione seria e duratura sul tema della sicurezza nei luoghi aperti al pubblico, comprese le strutture ricettive.

Cominciamo col dire che non si è trattato di un evento imprevedibile. Un episodio analogo si era infatti già verificato, nel 2024 in un locale similare situato a Lens, ma l’assenza di conseguenze per le persone presenti aveva impedito che venissero tratti i dovuti insegnamenti.

Il drammatico incendio di Capodanno ha, quindi,  riportato il tema all’attenzione generale, ma il rischio è che l’interesse si esaurisca rapidamente. L’attenzione mediatica verso grandi incidenti è generalmente intensa, ma di breve durata, soprattutto per chi non è coinvolto direttamente. L’esperienza indiretta tende a dissolversi velocemente e difficilmente si traduce in una consapevolezza stabile del rischio. Per questo è fondamentale che eventi di tale portata diventino occasione di crescita collettiva e di rafforzamento della cultura della prevenzione, coinvolgendo istituzioni, operatori economici, associazioni di categoria e cittadini. La sicurezza non è mai acquisita una volta per tutte: richiede attenzione continua, aggiornamento e responsabilità condivisa.

Nel settore dell’ospitalità, la sicurezza rappresenta un elemento essenziale della qualità del servizio. Le scelte dell’imprenditore – dalla progettazione degli spazi all’organizzazione della gestione, dalla manutenzione degli impianti alla formazione del personale – hanno un impatto diretto sulla tutela degli ospiti e dei lavoratori.

La protezione della vita e dell’incolumità delle persone deve essere considerata un valore prioritario, che precede e accompagna ogni valutazione economica. In questo senso, la sicurezza non è un costo, ma un investimento strutturale nella reputazione e nella sostenibilità dell’impresa.

Le associazioni di categoria svolgono un ruolo strategico nel promuovere una cultura della prevenzione che vada oltre il semplice rispetto formale delle norme. Informazione, formazione continua e diffusione delle buone pratiche sono strumenti fondamentali per supportare gli operatori del settore. Parallelamente, è importante che anche gli ospiti, in particolare i più giovani, siano informati sui comportamenti corretti da adottare in caso di emergenza, affinché la sicurezza diventi un obiettivo condiviso.

All’indomani dell’incendio di Crans-Montana si è diffusa l’idea che un evento simile non avrebbe potuto verificarsi nel nostro Paese, grazie a un quadro normativo avanzato e a controlli rigorosi. Pur riconoscendo l’elevato livello del sistema italiano di prevenzione incendi, questa convinzione rischia di essere fuorviante e potrebbe portare ad abbassare il livello di attenzione.

In questo contesto è da valutare positivamente l’intervento del Ministero dell’Interno, che ha richiamato gli organi di controllo – Prefetture, Questure e Comandi dei Vigili del Fuoco – a una rigorosa applicazione delle norme di sicurezza, non solo nei locali di pubblico spettacolo ma anche negli esercizi pubblici. Infatti, norme efficaci e controlli rigorosi funzionano solo se accompagnati da una reale cultura della sicurezza.

Nei giorni successivi alla tragedia, termini come flash-over, reazione al fuoco dei materiali, tossicità dei fumi di combustione, vie di esodo e addetti antincendio sono entrati, seppur temporaneamente, nel linguaggio comune.

Il rischio è che, con il passare del tempo, anche queste conoscenze tornino nell’oblio. È invece importante, quindi necessario, che l’attenzione generata da eventi drammatici come quest’ultimo venga trasformata in conoscenza stabile e in comportamenti concreti.

Le più recenti direttive del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in materia di locali di pubblico spettacolo e di esercizi aperti al pubblico offrono indicazioni di grande interesse anche per le strutture turistico-alberghiere, pur essendo queste disciplinate da una normativa specifica.

Richiamare e valorizzare tali indicazioni significa rafforzare un approccio proattivo alla sicurezza, orientato al miglioramento continuo degli standard e alla piena tutela di ospiti e operatori.

 



20 April 2026
Il barometro del Turismo. Analisi dei dati provvisori ISTAT del 2025

Il barometro del Turismo. Analisi dei dati provvisori dell’ISTAT per il 2025

di Anna Chiara Olini

Secondo le rilevazioni provvisorie dell’ISTAT, nel 2025 ci sono state 476,9 milioni di presenze, con un aumento del 2,3% rispetto al 2024. Tale variazione costituisce la risultante di una stabilità (0,0%) dei turisti italiani e di un incremento del 4,3% di quelli stranieri.

Nel complesso, i dati provvisori evidenziano una prevalenza delle presenze dei turisti stranieri, che rappresentano il 55,5% del totale delle presenze.

Allo stesso tempo, gli arrivi sono stati 138,4 milioni, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente (-0,9%). Quanto alla provenienza, gli arrivi degli stranieri sono aumentati dell’1,4%, mentre quelli dei connazionali sono diminuiti del 3,5%.

La combinazione tra l’aumento delle presenze e la diminuzione degli arrivi ha portato a un leggero allungamento della permanenza media, passata da 3,3 a 3,4 giorni (3,5 giorni per gli stranieri e 3,3 per gli italiani).

Andando a vedere cos’è successo nei diversi comparti, nel 2025 negli esercizi alberghieri ci sono stati 288 milioni di pernottamenti (l’1,4% in più rispetto al 2024) e invece l’extralberghiero è aumentato del 3,6% che, in termini assoluti, equivale a oltre 6,5 milioni di pernottamenti aggiuntivi.

Non si tratta solo di un cambio di preferenze nella scelta dell’alloggio. A cambiare, nel 2025, è stata la legislazione: è stato introdotto il codice identificativo nazionale (CIN) per le strutture ricettive e questo ha favorito l’emersione di attività che prima operavano nell’ombra.

Stiamo parlando, quindi, non di nuovi strabilianti risultati, ma del conteggio di ciò che c’era anche prima. Basti pensare che già nel “Quattordicesimo rapporto sul turismo italiano” venivano stimate, per il 2003, oltre 729 milioni di presenze in case di proprietà e in affitto, che si andavano ad aggiungere alle 344,4 milioni nelle strutture ufficiali.

Andando ancora più indietro nel tempo, se si analizzano le statistiche Istat sulle presenze extralberghiere si vede che, tra il 1986 e il 1987, queste sono diminuite di 99 milioni, tra l’altro quasi tutte tra gli italiani (86,7 milioni). Non si tratta di un’annata particolarmente negativa, ma di un semplice e netto taglio nelle strutture censite dall’Istituto Nazionale di Statistica: dal 1987, dalla voce di struttura extralberghiera “alloggi in affitto” vengono esclusi gli “alloggi privati in affitto non iscritti al Rec” (Registro degli esercenti il commercio), ossia non gestiti in forma imprenditoriale. Ciò non vuol dire che il fenomeno sia scomparso, ma che semplicemente non è stato più rilevato.

Dal 1987 a oggi la storia è la stessa: ciò che è cambiato è stata la riemersione di un fenomeno apparentemente sparito da tutti i radar e che il CIN ha permesso di ricominciare a rilevare.



20 April 2026
Hospitality Cyber Security

                                                                          Hospitality Cyber Security

                                                                                 di Laura Coppola

 Federalberghi Penisola Sorrentina, in collaborazione con Meginet, ha organizzato il secondo corso di sensibilizzazione “Hospitality Cyber Security”. Un appuntamento che ha richiamato albergatori, direttori d’hotel, manager e responsabili IT del territorio, confermando quanto la sicurezza informatica sia ormai una priorità strategica per il comparto turistico-ricettivo.

L’iniziativa s’inserisce in un momento particolarmente significativo per il territorio: proprio a Sorrento è stato aperto il primo Security Operation Center dedicato esclusivamente al mondo dell’hospitality, realizzato in convenzione con l’associazione. Un presidio innovativo che offrirà monitoraggio continuo, rilevamento avanzato delle minacce e risposta agli incidenti, con soluzioni modellate sulle specificità operative di hotel e resort.

“Il successo di questa strategia – commenta Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Penisola Sorrentina – è testimoniato dal cambiamento delle persone: più attenzione, più responsabilità, più capacità di riconoscere situazioni a rischio. Le simulazioni di phishing e i test pratici hanno reso la formazione immediatamente applicabile nella quotidianità delle strutture ricettive. Un passo decisivo verso un ecosistema turistico più sicuro e resiliente, in cui la tutela dei dati e la continuità operativa diventano elementi centrali della qualità dell’accoglienza.”

Nell’aprire i lavori, Iaccarino ha sottolineato come “oggi la sicurezza digitale sia parte integrante della qualità del servizio: proteggere i dati dei clienti significa tutelare la loro fiducia”. Un concetto ribadito più volte nel corso dell’evento: “La tecnologia, da sola, non basta se non è accompagnata da una solida cultura della sicurezza condivisa da tutto il personale”.

I relatori hanno evidenziato come il settore dell’ospitalità, sempre più digitalizzato – tra gestionali, piattaforme di prenotazione, pagamenti elettronici e reti Wi-Fi per gli ospiti – sia diventato un obiettivo sensibile per gli attacchi informatici.
Da qui la necessità di strumenti operativi adeguati e monitoraggio costante.

Il coordinamento scientifico è stato affidato a Vittorio Acampora, professionista con oltre quarant’anni di esperienza nel settore ICT e autore del volume “Framework AEIOU for IT Hospitality”, che propone un modello operativo per la gestione sicura delle reti nel settore alberghiero, in linea con gli standard ISO/IEC 27001:2022, il GDPR e la direttiva NIS2.

Accanto ad Acampora sono intervenuti Irina Artioli, Verando Zappi, Andrea Corbino e Giuliano De Luca, approfondendo scenari di rischio, buone pratiche e casi concreti legati alla protezione dei dati e delle infrastrutture digitali.



15 April 2026
Ospitalità 4.0, la piattaforma EULEP per gli hotel del futuro

Ospitalità 4.0: la piattaforma EULEP per gli hotel del futuro

Dall’intelligenza artificiale, passando per la realtà virtuale e l’innovazione sociale: una nuova piattaforma europea di formazione continua supporta imprenditori e staff nella trasformazione dell’offerta e nell’attenzione all’ospite

di Marco Damiano

L’European Learning Experience Platform (EULEP) è un progetto Erasmus+ che ha coinvolto oltre 500 imprese europee per progettare percorsi formativi innovativi su intelligenza artificiale, realtà virtuale e innovazione sociale, con un’attenzione specifica al turismo. Unioncamere ha guidato in Italia un lavoro di ascolto strutturato (focus group con imprenditori, esperti, formazione) per capire di quali competenze “nuove” hanno davvero bisogno le strutture ricettive e la loro filiera.

Cosa chiedono le imprese alberghiere

Dai focus group dedicati al turismo emerge una domanda molto chiara: usare il digitale non come fine a sé stesso, ma come strumento utile a migliorare il rapporto con l’ospite, ottimizzare i processi e sviluppare nuovi servizi. Le esperienze raccolte mostrano che l’IA è già impiegata in alcuni gruppi alberghieri per gestire il customer journey, personalizzare l’offerta e supportare il personale, ma che le strutture medio-piccole hanno bisogno di formazione mirata e casi d’uso semplici, “pronti all’uso”.

I tre moduli formativi per il turismo

Sulla base di queste esigenze, Unioncamere ha sviluppato, con la preziosa collaborazione di Federalberghi, tre moduli e-learning dedicati al turismo, oggi disponibili sulla piattaforma EULEP: uno sull’uso dell’intelligenza artificiale per l’innovazione dei servizi turistici; uno sull’impiego della realtà virtuale per arricchire l’esperienza del cliente e il marketing; uno sull’innovazione sociale per rendere l’impresa più inclusiva, sostenibile e radicata nel territorio. I percorsi sono brevi, flessibili e pensati per chi lavora: permettono a imprenditori, manager e staff di aggiornarsi in modo modulare, con esempi tratti da contesti alberghieri reali.

Il ruolo di Federalberghi e i benefici per le strutture

Federalberghi ha collaborato alla diffusione dei risultati e alla sperimentazione dei contenuti, contribuendo a portare nel progetto il punto di vista delle imprese alberghiere italiane. Per il settore del turismo, EULEP rappresenta un’opportunità concreta di formazione continua a costo  zero, utile per rafforzare competenze digitali e innovative senza allontanare le persone dall’operatività.

Una piattaforma aperta per la formazione continua

La piattaforma EULEP (https://elearning.eurochambres.eu/) consente a imprese e lavoratori di costruire percorsi personalizzati, combinando moduli su IA, VR e innovazione sociale con altri contenuti sviluppati dai partner europei. Per gli alberghi significa poter integrare la formazione sulle tecnologie emergenti nei piani di sviluppo del personale, supportando nel tempo la competitività delle imprese e la qualità dell’ospitalità italiana.

Dal prossimo mese di gennaio, i moduli e-learning EULEP sul turismo saranno fruibili sulla piattaforma ufficiale di progetto, inviando una richiesta di accesso al Team Unioncamere (progettoeulep@unioncamere.it).                                 



15 April 2026
Un Tavolo nazionale per l’istruzione turistica

Un Tavolo nazionale per l’istruzione turistica

di Andrea Serra

Per un settore labour intensive come quello del turismo, le risorse umane rappresentano il più importante tra i fattori di produzione dell’attività imprenditoriale turistica.

Per questo, il rapporto con il sistema dell’istruzione rappresenta un asset strategico per il settore che, per garantire competitività e innovazione, deve poter contare su un flusso di candidature adeguato e qualificato, che il sistema dell’istruzione professionale alberghiera e gli ITS Academy possono garantire, soprattutto in un periodo di difficoltà a reperire manodopera qualificata.

Per tali motivi, Federalberghi, la Rete Nazionale degli Istituti Alberghieri (Re.Na.I.A.), FIPE e Unioncamere hanno dato vita al “Tavolo nazionale sull’istruzione turistica”, una sede stabile di confronto per realizzare attività di incontro tra aziende e scuole.

Da ultimo ha aderito al Tavolo anche la Rete degli ITS Academy del Turismo, una presenza importante poiché completa quella che definiamo la “filiera dell’istruzione turistica”. Ai lavori partecipano attivamente anche i giovani albergatori di Federalberghi e i giovani imprenditori di FIPE.

Sebbene il Tavolo rafforzi il confronto e il dialogo già da tempo esistente tra i soggetti promotori, la vera novità – che introduce un indispensabile innesto sul pilastro nazionale – è la decisione di dotare ogni territorio del proprio “Tavolo sull’istruzione turistica” (regionale e/o provinciale) per facilitare, ancor di più, il raccordo tra aziende e scuole in una logica di “prossimità”.

L’obiettivo è quello di far interloquire più efficacemente, in maniera strutturata e organica il mondo dell’istruzione turistica con le Federazioni e con il mondo Camerale e di farlo non più solo a livello nazionale, ma anche territoriale.

A tal fine, i Tavoli territoriali potranno coinvolgere: gli Istituti professionali per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, prioritariamente quelli aderenti a Re.Na.I.A., ma anche quelli non aderenti alla Rete; gli Istituti tecnici per il turismo; gli ITS Academy del Turismo; le Camere di Commercio; gli Uffici Scolastici Regionali; e, infine, tutti i soggetti che si riterranno utili, quali ad esempio gli Enti bilaterali, le amministratori locali, ecc.

I Tavoli potranno realizzare tutte le iniziative ritenute utili a livello territoriale, anche attingendo dagli impegni che le Federazioni di riferimento, Re.Na.I.A., gli ITS del Turismo e Unioncamere hanno assunto con i rispettivi Protocolli nazionali.

A titolo orientativo, le iniziative utili potranno essere le seguenti:

- l’orientamento, per promuovere la scelta delle scuole alberghiere già a partire dalle scuole secondarie di primo grado; e ai diplomandi, per proporre gli studi presso gli ITS Academy del Turismo;

- la didattica, affinché gli imprenditori possano “insegnare” nelle scuole in qualità di esperti del mondo del lavoro, magari negli ambiti disciplinari non coperti dalla scuola. A corredo di tale attività è prevista la possibilità che i rappresentanti delle Federazioni imprenditoriali locali possano entrare nei Comitati tecnico-scientifici di scuole e ITS, ossia laddove viene decisa l’offerta formativa per gli studenti;

- la Formazione scuola-lavoro (ex PCTO), al fine di promuovere la diffusione delle intese tra scuola e singolo albergo per ospitare gli studenti nei percorsi di alternanza o anche per stage;

- promuovere il sistema di certificazione delle competenze acquisite dagli studenti a seguito dei percorsi di Formazione scuola-lavoro, attraverso il sistema
realizzato con Unioncamere;

- facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro con apposite giornate dedicate al “recruitment”.

Il primo Tavolo a essersi costituito è stato quello della Liguria, in una bella e partecipata iniziativa svoltasi al Palazzo della Borsa di Genova il 23 febbraio 2026.

Al convegno, intitolato “Dalla scuola al lavoro: promuoviamo la filiera dell’istruzione turistica”, erano presenti oltre 200 persone in rappresentanza delle organizzazioni aderenti al Tavolo, nonché le scolaresche degli istituti professionali e dell’ITS della Regione.

Sulla positiva scia tracciata in Liguria, sono da segnalare gli appuntamenti istitutivi dei Tavoli delle seguenti Regioni: Toscana, con un’iniziativa all’interno della Fiera Didacta, svoltasi il 12 marzo a Firenze; per la Sicilia, oltre quella svoltasi il 25 marzo a Palermo, ve ne sarà in programma un’altra il prossimo 26 maggio a Siracusa.

Sono in fase di programmazione anche iniziative per i Tavoli di Emilia-Romagna, Marche, Veneto, Piemonte e Campania.



9 April 2026
La sfida della parità

La sfida della parità

La certificazione della parità di genere nella propria azienda può essere un potente driver per promuovere processi organizzativi sostenibili e resilienti

Le aziende sono attori sociali complessi, la cui influenza travalica i confini dell’organizzazione interna per estendersi al tessuto territoriale e sociale in cui operano.

Ogni scelta strategica e ogni politica adottata contribuisce alla creazione di uno “spazio condiviso”, che suggerisce una gestione responsabile ed eticamente orientata verso il futuro, anche con riferimento alle scelte di genere.

Questo nuovo percorso, nel suo svolgimento, intreccia una serie di fattori, quali i cambiamenti culturali e sociali nel mercato del lavoro, i processi e i metodi di gestione delle nuove tecnologie e la consapevolezza che l’etica aziendale non è neutrale rispetto al genere, tutti necessari per una trasformazione nella gestione delle policy aziendali.

Le strategie radicate nei valori della sostenibilità e resilienza, enucleati nei loro numerosi aspetti e nella cultura aziendale, diventano così elementi fondanti di un nuovo modello di sviluppo in vista delle future strategie di finanziamento delle imprese, che modificheranno i sistemi di richiesta di informazione e gestione da parte di banche e di investitori.

Si tratta di sfide che possono tradursi in elementi di performance per l’azienda e rafforzare la sua capacità competitiva.

In questo quadro, la certificazione della parità di genere, introdotta con la Legge 5 novembre 2021 n. 162 e regolata secondo la prassi di riferimento UNI 125:2022, s’inserisce come strumento cardine per orientare l’impresa verso una trasformazione profonda e strutturata, necessaria per tracciare un cambiamento sistemico nelle organizzazioni e per generare quella crescita economica di cui il nostro
Paese ha bisogno.

La sua struttura si articola in due parti: una prima identifica i requisiti normativi e le politiche attraverso l’elaborazione di piani strategici; una seconda che comprende la valutazione dei dati statistici raccolti in sei aree attinenti alle differenti variabili che possono contraddistinguere un’organizzazione, ossia: Cultura e strategia, Governance, Processi HR, Opportunità di crescita in azienda neutrali per genere, Equità remunerativa di genere, Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

Per attivare policy efficaci, la prassi di riferimento prevede una serie di indicatori percorribili, pertinenti, confrontabili e misurabili, in grado di rappresentare le suddette aree di valutazione con un metodo di natura qualitativa e quantitativa, identificando strumenti e meccanismi aziendali che traducano gli indici in risultati desiderati.

A ciò si aggiunga che il nuovo corso di agevolazioni finanziarie previsto dagli investitori, in ordine a richieste di reporting, è in linea con le previsioni della certificazione di parità, che traduce i suoi indicatori numerici in facilitazioni all’accesso al credito, all’ottenimento di un punteggio premiale nelle gare d’appalto e, non ultimo, ai vantaggi reputazionali che oggi rappresentano un asset strategico essenziale.

Quest’ultimo aspetto, unito all’importanza di un mix di genere più omogeneo nella composizione della forza lavoro interna alle aziende, permette a una società di capire e attrarre la popolazione diversificata, potenzialmente cliente e può determinare l’apertura a nuovi mercati, tenendo altresì conto che le donne solitamente sono la componente che maggiormente influenza le scelte/acquisti in quanto parte determinante dei consumatori.

La certificazione di parità, dunque, è uno strumento con una considerevole forza trainante e ciò, del resto, è ravvisabile nei numeri delle organizzazioni che l’hanno adottata (a oggi oltre 8.900), e che hanno comportato una fiducia nello strumento che va oltre i vantaggi previsti dalla legge stessa, influendo, come effetto indotto, sulla riorganizzazione aziendale rendendola virtuosa.

Tale forza non è da attribuire, come detto, ai soli benefici normati, ma ai molti effetti competitivi, quali sviluppo e produzione, riduzione di polizze assicurative e di fideiussione, accesso al credito, oltre agli sgravi contributivi e alle gare d’appalto.

Le aziende certificate possono, infatti, avvalersi di un esonero dal versamento dei contributi previdenziali dei lavoratori – nella misura dell’1% e nel limite massimo di 50mila euro annui – previsto dall’articolo 5, comma 2 della Legge n. 162 del 2021.

Lo stesso articolo 5 prevede, inoltre, un punteggio premiale per la valutazione di progetti ai fini della concessione di aiuti di Stato a cofinanziamento degli investimenti sostenuti, da parte di autorità titolari di fondi europei nazionali e regionali.

Anche il nuovo Codice Appalti riconosce la Certificazione della parità di genere come elemento premiale nella valutazione delle offerte, incidendo sull’attribuzione dei punteggi e sulle garanzie richieste per la partecipazione alle procedure di gara. Pur non configurandosi come requisito di ammissione, la certificazione contribuisce a orientare le scelte delle stazioni appaltanti, rafforzando la qualità dell’offerta tecnica e la competitività delle imprese.

In questo senso, la parità di genere si configura sempre più come una leva trasversale delle politiche pubbliche, industriali e finanziarie, in linea con i principi ESG e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. L’integrazione sistematica delle politiche di genere nei modelli organizzativi consente alle imprese di rafforzare la propria capacità di governo dei rischi, di migliorare la qualità dei processi decisionali e di generare valore nel medio-lungo periodo.

È un percorso complesso che richiede pluralità di competenze e passione per le sfide da affrontare, nella consapevolezza che le politiche di genere, e la partecipazione femminile al mercato del lavoro, non devono essere considerate solo come fonte di sostentamento e di benessere familiare, ma come fattore di crescita per l’intero Paese.       

 

di Brunella Caiazza*

 

* Auditor UNI PdR 125:2022

e consulente per la certificazione

di parità di genere



9 April 2026
Quartu S. Elena adotta la carta etica del Turismo

Nella Sala dell’Affresco dell’ex Convento dei Cappuccini, la città di Quartu Sant’Elena ha firmato il protocollo d’intesa per l’adozione della Carta etica del Turismo, con la quale l’amministrazione comunale ribadisce il suo impegno contro ogni forma di discriminazione, promuovendo un modello di ospitalità fondato sulla parità, il rispetto e l’inclusione totale. Il documento è un patto operativo tra istituzioni e operatori privati.

L’atto ufficiale ha visto l’adesione del sindaco Graziano Milia e del professor Massimo Arcangeli, accademico e fondatore del movimento Omofobi del mio Stivale.

Al loro fianco, a testimoniare la compattezza del settore ricettivo, hanno siglato l’accordo Fausto Mura, presidente di Federalberghi sud Sardegna e  Maurizio Battelli, presidente dell’associazione Extra.

Per Graziano Milia, “l’adozione della Carta è la naturale prosecuzione di un lavoro iniziato anni fa. Questo è un altro passo avanti per rendere Quartu una città sempre più vivibile e più accogliente. Collaborare con il professor Arcangeli ci permette di sottolineare l’importanza dell’inclusione, intesa come rispetto di tutte le sensibilità e di tutti i modi di essere”. Il sindaco ha poi evidenziato come l’iniziativa si inserisca perfettamente nelle politiche turistiche della città: “Non vogliamo limitarci alla quantità dei flussi, ma puntiamo alla qualità. Combattere l’esclusione e l’emarginazione è un valore aggiunto che dimostra concretamente la nostra idea di turismo, dove i diritti delle persone restano la priorità assoluta”.

Il professor Massimo Arcangeli ha ricordato come Quartu sia stata “pioniera a livello nazionale già nella firma della Carta Etica generale e come questo nuovo documento specifico per il turismo sia un tassello necessario per affrontare le sfide della globalizzazione. Chi lavora nel settore deve avere la sensibilità giusta per accogliere persone che possono essere molto distanti da noi per percezione culturale o provenienza geografica. Sensibilizzare i gestori significa sviluppare modalità di accoglienza migliori anche attraverso piccoli gesti quotidiani”.

L’intesa, inoltre, si integra perfettamente nel Piano strategico per il turismo recentemente approvato. Quartu intende sviluppare un’offerta turistica diversificata che spazi dal patrimonio naturale e ambientale a quello agroalimentare e culturale.

 



21 March 2026
Roma solidale, anche Federalberghi nel protocollo per il recupero delle eccedenze alimentari

Lunedì 23 marzo , presso la Centrale Montemartini di Roma, è in programma la firma del protocollo d’intesa tra Roma Capitale – tramite l’assessorato ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda e l’assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti –, le Acli di Roma e provincia e le associazioni di categoria per il recupero delle eccedenze alimentari nelle strutture alberghiere di Roma, da destinare a finalità sociali.

Si inizia alle 11, con gli incontri moderati dalla giornalista Isabella Di Chio.

Interverranno Alessandro Onorato, assessore Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Sabrina Alfonsi, assessora Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, Lidia Borzì, vicepresidente delegata Acli di Roma e rappresentanti di Federalberghi Roma, Unindustria Roma e Lazio, Confcommercio Roma e Lazio, Assohotel, Cna Roma e Lazio Turismo, Confesercenti, Assoturismo Roma e Lazio.

Nella stessa mattinata verrà presentata anche la campagna di sensibilizzazione “The Art of Saving Food”, un’iniziativa di comunicazione sociale promossa e realizzata dalle Acli di Roma e Bbdo Italy che prevede, tra l’altro, “la messa in onda di uno spot tv su reti nazionali, una campagna social, un podcast e la pubblicazione di un volume che propone la rilettura di 10 opere d’arte in chiave contemporanea legandole al tema del cibo e dello spreco alimentare”.  

Interverranno anche Massimo Ciampa, segretario generale Mediafriends, Vittorio Maria De Bonis, critico d’arte e Monia D’Ottavi, responsabile comunicazione Acli Roma.