IL Paese che conta, il saggio di Linda Laura Sabbadini

Troppo spesso si pensa ai numeri come a qualcosa di freddo, astratto e alieno. Quando si parla di statistiche, in tanti reagiscono dicendo: “Per carità, non fanno per me”.

Un bel saggio di Linda Laura Sabbadini, pioniera nella statistica sociale e di genere, ribalta questo pregiudizio e ci porta dentro il mondo affascinante dei dati, svelandone il ruolo cruciale nella nostra società.

I numeri possono brillare, irradiare luce su aspetti rilevanti e oscuri della nostra vita e di quella del nostro Paese.

Eppure, quando si parla di statistiche, molti si ritraggono impauriti, immaginando tabelle sterili e grafici indecifrabili.

Inoltre, la scienza dei numeri è di importanza vitale per le decisioni politiche e istituzionali.
I numeri non sono mai neutrali: possono rendere visibile l’invisibile, rivelare ingiustizie, smascherare luoghi comuni.

Il decisore pubblico ha bisogno di dati per poter basare le proprie scelte su elementi concreti. E chi intende perorare una causa deve a sua volta fornire dati a supporto delle proprie istanze.

“Misurare significa riconoscere – scrive Sabbadini – e ciò che non si misura, spesso non esiste nel dibattito pubblico. Non entra nelle agende politiche. Non viene visto, non viene ascoltato. Ho creduto, ogni giorno, che la statistica dovesse essere uno strumento di giustizia, cittadinanza e democrazia”.

Con scrittura brillante e coinvolgente, l’autrice – che è stata direttrice dell’Istituto Nazionale di Statistica – ricostruisce la storia recente dell’Italia da una prospettiva unica, restituendoci il ritratto di un Paese per molti aspetti diverso da quello che immaginavamo di conoscere: dove gli uomini si dilettano nel ricamo e le donne preferiscono l’enigmistica, ma anche dove più di sei milioni di italiane hanno subito violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita.

Percentuali alla mano, ci mostra come la statistica non sia affatto una fredda disciplina, ma una bussola per orientarsi nel presente, un’arma per tutelare i diritti dei più deboli, il pilastro di una democrazia da difendere contro chi utilizza “fake numbers” per piegare la verità ai propri interessi.

è il racconto, visto dall’interno, di una delle più autorevoli istituzioni del Paese, l’ISTAT; è la testimonianza di una vita dedicata a dare voce alla realtà che si scopre con i dati; è un invito a superare le diffidenze e a comprendere che dietro ogni numero c’è una storia che merita di essere conosciuta. Perché i numeri sono il riflesso di chi siamo e di chi possiamo diventare.

Tra le tante storie raccontate ce n’è anche una che ci riguarda da vicino, iniziata negli anni Sessanta: quella delle grandi trasformazioni nel campo delle vacanze, inizialmente un lusso riservato ai ricchi, poi diventato accessibile anche al ceto medio, con una crescita continua del numero di italiani che hanno avuto accesso al mercato del turismo e una progressiva riduzione dei divari tra il Nord e il Sud del Paese.







Pubblicato il 06/01/26