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A Riccione il 9 marzo Sorsi di Mare, promuovere il territorio attraverso il vino
Il 9 marzo, al palazzo del Turismo di Riccione, si svolgerà la prima edizione di Sorsi di Mare, appuntamento professionale ideato dal Consorzio Vini di Romagna.
L’evento è organizzato dal Consorzio Vini di Romagna con il sostegno del comune di Riccione, in collaborazione con Federalberghi Riccione, Fipe Confcommercio Rimini, LegaCoop Romagna, Agenzia Prima pagina e Ais Romagna.
La manifestazione vuole mettere in contatto gli operatori della ristorazione e dell’accoglienza con l’eccellenza enologica del territorio. Il salone, infatti, è pensato per valorizzare i grandi bianchi, i rossi e i rosati Dop e Igp della Romagna, facendoli diventare protagonisti ideali anche della stagione estiva.
I vini possono essere un importante veicolo per far conoscere il territorio ai turisti.
Il salone sarà un’occasione di incontro diretto tra produttori e operatori del settore dagli hotel a ristoranti, enoteche, wine bar, catering e distributori che potranno scoprire le nuove annate e approfondire le potenzialità dei vitigni territoriali.
Dal 1962 il Consorzio Vini di Romagna tutela e promuove le produzioni Dop e Igp del territorio, riunendo aziende vitivinicole, cantine cooperative ed imbottigliatori.
Il brunch in hotel
Il brunch in hotel
Un focus sull’opportunità del “piatto unico”, per rilanciare anche il ristorante
di Giacomo Pini
La ristorazione alberghiera ha subìto in questi ultimi anni un profondo mutamento, diventando sempre più strategica e gourmet. Sì, perché i tempi sono cambiati e il ristorante in hotel, per creare profitto, deve rispondere alle richieste di una clientela sempre più informata ed esigente.
Sono lontani i tempi della classica “pensione completa” o della “mezza pensione”, parte integrante del successo di migliaia di alberghi di mare o di montagna della nostra penisola. Le cose adesso sono molto diverse e la ristorazione in hotel non è più sinonimo di servizio accessorio. L’ospite di ieri era solito trascorrere gran parte del suo soggiorno all’interno dell’albergo e usufruiva anche del servizio ristorante interno. Anche perché, fino a non molto tempo fa, i ristoranti a disposizione nei dintorni degli hotel non sempre erano all’altezza in termini di servizio e di qualità.
Oggi, chi viaggia, sia per piacere sia per lavoro, opta sempre più spesso per soggiorni di breve durata, dove quasi mai è contemplata l’intenzione di usufruire del servizio ormai obsoleto di pensione completa. I turisti sono diventati molto più esigenti. Che dire poi dell’assunto, tuttora dilagante, secondo cui in hotel si mangia male? Un ristorante in hotel che funziona (e che fa guadagnare l’albergatore) deve puntare su materie prime fresche, con un occhio di riguardo al territorio e alla stagionalità dei prodotti. La parola chiave è “qualità”. È necessario, quindi, valorizzare gli ingredienti locali. Senza dimenticare il servizio. In sintesi, il ristorante deve attirare i clienti, non respingerli.
E, soprattutto, deve essere in grado di attrarre anche una clientela extra hotel, con una proposta ristorativa pensata, quindi, non solo per gli ospiti dell’albergo, ma che si allarga a tutti i turisti interessati alla destinazione.
Una rivoluzione, quella della ristorazione in hotel, se vogliamo silenziosa, ma anche inarrestabile, che va di pari passo con i mutamenti degli stili di vita e delle abitudini di chi viaggia sempre più alla ricerca di qualità, di ricette gourmet e di una food experience unica e indimenticabile, anche in hotel.
Del resto, il cibo non va più inteso esclusivamente nella sua accezione primaria legata al nutrirsi. Il cibo ha ceduto il passo al food: un concetto che si apre a un universo ben più ampio e variegato, legato all’esperienza, alla creatività e non ultimo alle tendenze più innovative.
Sono ormai numerosi gli alberghi che hanno riportato in auge il concetto di qualità in tema di ristorazione d’hotel.
A partire dal breakfast, che da servizio accessorio è diventato ormai una parte integrante e irrinunciabile per la costruzione della brand reputation di un albergo. Chi viaggia considera quello della colazione un momento clou del soggiorno, non a caso il più recensito online (il 76% delle recensioni di un hotel riguarda la prima colazione). Un elemento capace di influenzare profondamente l’opinione dell’ospite sull’intera struttura.
Breakfast: la chiave del successo
La colazione può diventare una chiave strategica per la soddisfazione della propria clientela riguardo a tutti i comparti dell’hotel. Ma quali sono i punti di forza su cui un albergatore deve fare leva per regalare alla propria clientela una breakfast experience indimenticabile?
In primis è importante proporre un buffet variegato, con un occhio di riguardo alla disposizione dei prodotti, che devono essere tutti rigorosamente a portata di mano e perfettamente raggiungibili.
Bando, quindi, alle brioche decongelate o alle classiche marmellatine monoporzione (o meglio, evitare di puntare solo su quelle): il momento del breakfast è diventato un vero e proprio rito gourmet e dunque un valore aggiunto per l’hotel.
La qualità si vede dal mattino
La colazione si evolve e sposa nuove soluzioni, a partire dagli ingredienti base. Il latte diventa: fresco, di soia, di riso, di mandorla; il pane è comune, integrale, ai cereali, nero. E così via: ogni prodotto finisce per avere più declinazioni. Il croissant si fa più piccolo e diventa midi, le confetture meglio se bio e locali, le centrifughe e gli estratti rubano il posto alla frutta. Sì agli ingredienti di qualità e a km zero, agli abbinamenti speciali tra i vari piatti e bevande, alle ricette fusion che combinano i sapori più diversi e non solo per provenienza, al buffet wellness, ma con gusto. Via libera anche ai sapori tipici del luogo: un trend che piace in continua crescita, magari pensando a un corner dedicato con tutte le specialità locali.
Flessibilità e opportunità del brunch
Ma l’evoluzione del breakfast va di pari passo con un nuovo concept che coinvolge tutti i servizi della ristorazione. Anche per il ristorante, infatti, nascono formule e menù di nuova generazione, costruiti a tavolino, perché preceduti da un pensiero che sta alla loro base: dare una identità e una personalità alla cucina. I concetti ormai superati di “pensione completa” e “mezza pensione” vanno, quindi, rivisitati e reinterpretati, da intendersi non più in modo rigido come un tempo. La parola d’ordine è flessibilità: soluzioni aperte, offerte composte di degustazioni, aperitivi e brunch, non più basate sui tre pasti canonici del soggiorno. Piatti gustosi, legati alla tradizione culinaria del luogo, che siano essi veloci o meno, serviti in un ambiente confortevole e gradevole, con l’aggiunta di un pizzico di informalità che sdogana una spolverata di innovazione. Questa la ricetta di successo per la moderna ristorazione in hotel.
Un focus particolare lo merita il brunch, che ha dato nuova vita a tanti spazi inutilizzati per gli hotel, in particolare le strutture business, che normalmente nei week end subiscono contrazioni di occupazione. Il brunch in Italia, come lo abbiamo sempre conosciuto, è già da tempo una moda; almeno dieci anni or sono Nestlè, con la mitica tazza rossa, segnalava locali e creava una guida. Tuttavia, ciò si rivolgeva unicamente a locali su strada, mentre all’estero gli hotel già sperimentavano questa tendenza. Poi, finalmente, anche da noi gli hotel hanno preso posizionamento e sfruttato a pieno questa opportunità.
In questo momento, le tendenze del brunch nel nostro Paese si concentrano sull’espansione del format, con offerte che includono opzioni “all-day brunch” e la creazione di esperienze personalizzate (Build Your Brunch).
Si osservano anche abbinamenti innovativi, come l’integrazione di cucina fusion orientale e l’uso di spezie, oltre a un focus su piatti a base di uova, proposte vegetariane e vegane, e cocktail tematici. La tendenza è anche quella di trasformare il brunch in un evento sociale e in un’esperienza estetica, magari abbinandolo alla musica o a una vista speciale se la location lo permette.
Alberghiero di Sassari, nuovo corso di turismo enogastronomico
L’Istituto Alberghiero di Sassari promuove il nuovo percorso quadriennale proposto dal ministero della Pubblica istruzione e del Merito, dedicato alla professionalità del Tecnico superiore del Turismo enogastronomico.
Lunedì 9 febbraio, allo short Open Day in via Cedrino, i rappresentanti di Invitalia, Confcommercio e Its hanno partecipato a un incontro dedicato al ponte tra scuola e mondo delle imprese, per il futuro professionale degli studenti.
“L’iter permette di ottenere il diploma in quattro anni, garantendo l’accesso anticipato al mondo del lavoro, senza precludere la possibilità di iscrizione all’Università”, hanno spiegato i docenti.
Durante i saluti istituzionali, la dirigente Antonietta Piras ha ribadito “l’opportunità di attivare un percorso di studi quadriennale in risposta alle nuove impellenti esigenze dell’offerta lavorativa. Tutto questo, senza nulla togliere ai tradizionali percorsi quinquennali, che resteranno invariati tra quelli già presenti nell’istituto, non si tratta di un “parcheggio”, come recentemente riportato su alcuni organi di informazione”.
Il modello 4+2, dopo il diploma, permette di iscriversi direttamente agli ITS Academy, rappresentati all’open day dal presidente della Fondazione Its Pasquale Tanda e dal direttore regionale dell’Its Academy Tags, Ottavio Sanna, che hanno ricordato il doppio obiettivo: “Da un lato quello dell’istruzione e della formazione, naturalmente collegato alla specializzazione e, dall’altro, soprattutto creare nuovi tecnici immediatamente spendibili nel mercato locale”.
Marco Taula in rappresentanza di Invitalia, l’azienda nazionale per lo sviluppo e la cultura d’impresa, ha rimarcato che “La nostra vocazione è proprio qui, cercare ragazzi giovani che provengano da un percorso come può essere il 4+2, per fare nuova formazione e magari anche per promuovere una loro idea di impresa, e trasformarla in realtà".
Per Confcommercio hanno parlato il presidente di Fipe, Alberto Fois e il presidente di Terservizi, Gianluca Bianco: “Non abbiamo dubbi nel voler consolidare il rapporto con l’Alberghiero di Sassari, e il percorso formativo del 4+2 ci dà la possibilità di mostrare che noi ci siamo.
Le aziende del settore, bar e ristoranti, ma anche Federalberghi con i suoi alberghi sono vicini a questo istituto per creare un percorso formativo che possa portare i ragazzi a trovare una strada dopo il diploma ma, soprattutto, vogliamo far capire a questi giovani che il turismo in Sardegna è una componente fondamentale, e che il lavoro c’è, ma bisogna specializzarsi.
Mancano soprattutto le figure professionali. In tal senso c’è un mondo che li aspetta e i posti di lavoro ci sono, e il nostro ruolo di associazione di categoria vicino all’Alberghiero lo vuole testimoniare”.
Bellaria Igea Marina alla fiera Festivitas di Mulhouse tra cibo, vini e viaggi
Bellaria Igea Marina, come ormai da tradizione, rinnova il proprio legame con il mercato francese partecipando, tra i padiglioni del Parc Expo, alla fiera Festivitas di Mulhouse, in programma fino a domenica 8 febbraio.
La fiera, che è dedicata ai cibi, ai vini e ai viaggi, rappresenta uno degli appuntamenti turistici più importanti della regione francese e richiama ogni anno migliaia di visitatori provenienti ovviamente dalla Francia ma anche da Svizzera e Germania.
La presenza continuativa di Bellaria a Festivitas “è frutto dell’impegno e della costanza degli albergatori del territorio, che anche quest’anno si presentano con una proposta ancora più ricca e coinvolgente.
Un’occasione strategica per incontrare un pubblico da sempre affezionato alla Riviera, oggi ancora più vicino grazie ai collegamenti diretti tra l’aeroporto di Basilea-Mulhouse e quello di Rimini, nati da un lavoro di relazioni avviato negli anni”.
La grande novità dell’edizione 2026 è “il potenziamento dell’offerta esperienziale all’interno dello stand, coordinato da fondazione Verdeblu”.
Accanto alla promozione istituzionale, infatti, trova spazio un’area di animazione dinamica con un punto bar dedicato, dove i visitatori possono assaporare i simboli della tradizione romagnola: la piadina in primis, preparata secondo ricetta autentica, il gelato artigianale e momenti di convivialità. Tutti gli spazi espositivi sono fatti in modo da capire subito l’identità della località.
La partecipazione e l’offerta del territorio sono rese possibili dalla sinergia, quindi dalla volontà di lavorare insieme nella promozione turistica, tra amministrazione, fondazione Verdeblu, Federalberghi Bellaria e Turismhotels.
Cervia, Cesenatico e Gatteo uniscono il buon cibo come strategia turistica
La Casa delle Aie, tempio della tradizione culinaria cervese, ha ospitato l’incontro che ha segnato formalmente la partenza operativa del progetto "La ristorazione del futuro per un nuovo modello turistico", spiegato nel dettaglio a ristoratori, albergatori, bagnini e operatori turistici ,che saranno i veri protagonisti dell’iniziativa.
Gli operatori riceveranno a breve un questionario che, insieme a un’analisi di mercato, servirà a fornire una fotografia aggiornata del comparto per evidenziarne peculiarità e criticità, al fine di sviluppare la strategia utile al buon esito del progetto.
Promossa da Confcommercio Cervia e Confcommercio Cesenate, l’iniziativa coinvolge i comuni di Cervia, Cesenatico e Gatteo e si propone di unire le tre località in un lavoro sinergico per promuovere unitariamente un territorio in cui il buon cibo fungerà da leva per attirare nuovi flussi di mercato e dare così nuova linfa all’espansione turistica.
L’idea è quella di “sviluppare un modello condiviso capace di valorizzare le differenze, trasformandole in punti di forza all’interno di una visione unitaria della Romagna. Il progetto sperimentale si articolerà in più fasi progressive e in un arco di tempo a media scadenza di almeno tre anni.”
La prima fase, dedicata all’analisi del mercato, costituirà la base conoscitiva per la progettazione delle fasi successive come possibili percorsi di formazione interterritoriale e intersettoriale, attività di animazione territoriale, azioni di benchmarking con altri territori, viaggi studio in contesti internazionali ad alta vocazione turistica e seminari tematici con esperti, con l’obiettivo di intercettare i trend emergenti e supportare le imprese nell’innovazione organizzativa e gestionale.
Insieme ai presidenti di Confcommercio Cervia Nazario Fantini e Confcommercio Cesenate Augusto Patrignani, hanno partecipato all’incontro anche il vice sindaco di Cesenatico Lorena Fantozzi e il sindaco di Gatteo Roberto Pari, unanimi nel sottolineare “quanto la cucina italiana sia un grande valore aggiunto e oggi rappresenti uno degli indicatori più evidenti della trasformazione in atto nel turismo”.
"Mettere insieme territori in concorrenza non significa annullare le differenze, ma una sfida per cercare di vincere tutti insieme", il commento dei presenti.
Ad affiancare Confcommercio Cervia e Confcommercio Cesenate Federalberghi Cervia, Adac Federalberghi Cesenatico, Federalberghi Gatteo, i ristoratori di Cervia e Cesenatico, i sindacati balneari di Cervia e Cesenatico.
Il progetto sarà attuato da Iscom e dall’Accademia dell’Ospitalità di Cervia, con Orogel Soc. Coop. Agricola come sponsor.
Perugia, torna Eurochocolate 2025, dal 14 al 23 novembre
Dal 14 al 23 novembre il centro storico di Perugia si trasformerà nella capitale del cioccolato e non solo, ospitando la 31ª edizione di Eurochocolate.
L’evento 2025, dal titolo “La festa tra le nuvole”, vuole essere un’esperienza immersiva che va ben oltre la semplice degustazione di cioccolato, “promettendo un impatto significativo sul turismo e sull’economia locale”.
Questa edizione si distingue per il connubio con la neonata “Città del Cioccolato”, un’innovativa struttura inaugurata presso l’ex mercato coperto che amplifica l’offerta di attività e prodotti.
Questa sinergia vuole consolidare Perugia come destinazione privilegiata per gli amanti del cioccolato, attirando un pubblico sempre più diversificato.
Il fulcro dell’evento sarà lo “Spazio Nuvola”, “un’installazione artistica suggestiva allestita in piazza Matteotti, che incarna lo spirito ludico e creativo della manifestazione”.
Parallelamente, al “Nuvolab”, nell’ex Borsa Merci, ci saranno laboratori interattivi e attività didattiche, pensate per coinvolgere bambini e famiglie nella scoperta dei segreti della lavorazione del cioccolato.
L’area “Eurochocolate World”, promossa da Sviluppumbria, accoglierà invece produttori di cacao provenienti da tutto il mondo, offrendo un’occasione unica per conoscere le diverse tradizioni e le varietà di cacao utilizzate in ogni angolo del pianeta.
L’attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio si rifletterà anche negli spazi espositivi in piazza Italia, dedicati a programmi europei che vedono l’Umbria protagonista, sottolineando l’impegno regionale verso un turismo responsabile e consapevole.
Oltre alla gola, Eurochocolate 2024 offrirà anche incontri di approfondimento.
Le istituzioni locali esprimono grande entusiasmo per l’evento, sottolineando l’impegno per la gestione dei flussi turistici attratti in città dall’evento.
E Simone Fittuccia, presidente di Federalberghi Umbria, sottolinea come “l’importanza di eventi di grande richiamo possano stimolare il settore alberghiero e promuovere il territorio perugino a livello internazionale”.
Bologna si racconta in Gourmettoria, ristoranti raccontati da chi c’è stato davvero
Bologna raccontata attraverso una mappa dei suoi ristoranti, le loro storie e tradizioni.
Il nuovo progetto, Gourmettoria, realizzato da Confcommercio Ascom e Fipe Bologna, grazie al supporto di Emil Banca, Federalberghi provinciale e Fondazione Bologna Welcome, è stato presentato in conferenza stampa.
Sul portale www.gourmettoria.it è già possibile trovare 130 locali che hanno aderito all'iniziativa, tutti con l’intento di far conoscere la gastronomia bolognese nelle sue varie sfaccettature.
Gourmettoria è l’evoluzione del portale sulla ristorazione bolognese nato nel 2016 da un'idea di Marco Salicini, “che oggi diventa una vera e propria mappa aggiornata con molti contributi suddivisi per zone della città e in categorie: cucina tradizionale, fine dining, oltre la cena, etnici, street food, pizzerie”.
Gourmettoria è per tutti, bolognesi e turisti.
“Vogliamo sfatare il falso mito negativo di Bologna come “città dei taglieri”, rimarcando invece come qua ci sia tanta qualità, sia nei ristoranti storici della tradizione, sia in attività giovani e innovative. Bologna è ancora capitale della cucina e della qualità della vita; è un messaggio che vogliamo valorizzare”, osserva il presidente di Confcommercio Ascom Enrico Postacchini,
“Non è una guida, ma una mappa senza giudizi, all'interno non si trovano locali recensiti, ma raccontiamo la loro storia dopo esserci andati di persona - aggiunge il presidente Fipe ristoranti e trattorie Confcommercio Ascom Bologna Roberto Melloni - Raccontiamo la storia dei locali, dei loro piatti, delle persone che vivono queste attività. Tra gli obiettivi, insieme alla valorizzazione del territorio bolognese attraverso il suo cibo, c'è quello di andare oltre il fenomeno "delle false recensioni, perché spesso dietro i commenti lasciati su quei portali a cui si affidano molti utenti ci sono organizzazioni che a pagamento possono decretare il successo o l'insuccesso di un'attività e non lo troviamo corretto”.
Alghero si prepara all’Oktoberfest Sardegna
Dal 25 settembre al 5 ottobre Alghero, con 8 serate, 1400 posti a sedere e una tensostruttura capace di contenere migliaia di persone, accoglierà l’Oktoberfest Sardegna, la manifestazione organizzata dalla Moments Sardinia con il patrocinio di comune di Alghero, Fondazione Alghero, Federalberghi, Confcommercio e Fipe.
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L’Oktoberfest è, tradizionalmente, nato nel 1810 a Monaco di Baviera, ma è ormai un brand a sé ed è quindi replicato in tante parti del mondo e ora anche ad Alghero nell’anfiteatro “Ivan Graziani”. La Sardegna propone l’evento dopo Calabria, Piemonte e Liguria, dove ha avuto grande successo.
Un luogo di convivialità, cibo e musica in stile bavarese e con la birra Paulaner, marchio ufficiale dell’Oktoberfest Monaco di Baviera che ha dato l’esclusiva per l’evento.
Sono previsti anche spazi dedicati ai bambini e un servizio bus navetta che per Alghero partirà dal piazzale della Pace mentre da Sassari da via Tavolara, per poter raggiungere l’anfiteatro con corse in diversi orari.
“E’ un evento nel quale riponiamo grandi aspettative, c’è tanto lavoro per l’organizzazione di una manifestazione come questa e tanto impegno da parte della nostra associazione che vuole portare ad Alghero e nella Riviera del Corallo il primo grande evento d’autunno”, il commento del presidente di Moments Sardinia Daniele Pesapane
È possibile visionare il programma della manifestazione e prenotare il proprio tavolo on line, tramite il sito www.oktoberfestsardegna.com
Ingresso direttamente in Anfiteatro. Si potrà entrare anche senza prenotazione acquistando un ticket direttamente nella biglietteria dell’anfiteatro al costo di 15 euro, di cui 12 per le consumazioni.
Accordo tra Federalberghi e Associazione Strada dell’’olio evo Umbria
Presso l’Abbazia di San Pietro della Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia, alla presenza dell’assessore al Turismo Simona Meloni, è stato siglato l’accordo tra l’Associazione Strada dell’Olio evo dop Umbria e Federalberghi regionale. L’intento è quello di mettere l’olio al centro dell’offerta turistica
L’olio, dunque, come marchio identitario e motore di sviluppo del turismo sostenibile.
Dietro a questo progetto turistico c’è l’idea che l’olio non venga più considerato un alimento da condimento, ma un vero e proprio testimone della vita di un territorio. L’Umbria di apre a un turismo esperienziale che unisce attività di outdoor come cammini e cicloturismo, accoglienza e produzioni locali.
Bacoli, la dolce vita antica del turismo archeogastronomico
Turismo archeoenogastronomico nel futuro prossimo nel territorio flegreo. Con questa chiave di lettura a Bacoli gli imprenditori Alessandro Laringe e Francesca Cozzolino hanno presentato le speciali degustazioni in grotta "the cave food experience" di Punta Castello.
All'incontro, come anticipato da Ansa, hanno partecipato il direttore del Parco archeologico dei Campi Flegrei Fabio Pagano e il presidente di Federalberghi Campi Flegrei Roberto Laringe.
"Qui si costruiva il modello di una dolce vita antica, in un luogo che al mondo non esiste. Qui si può degustare un vino flegreo - eccellenza agroalimentare di allora e contemporanea - dentro appunto il sito dove si animava la dolce vita romana. Siamo all'interno di un Parco archeologico che sicuramente si visita, ma che soprattutto si vive perché ci si dorme dentro, si beve e si mangia. Per questi motivi la vera scommessa è la permanenza.
Il mordi e fuggi interessa poco, per i Campi Flegrei tre giorni sono pochi, se un turista vuole fare escursioni in barca nel Parco sommerso, immersioni, conoscere Cuma, Pozzuoli, il Rione Terra, il Castello. Questo vuol dire proprio viverci dentro, incontrare le persone, fare un'esperienza di vita dentro un Parco archeologico e questo non succede quasi in nessuna parte del mondo. L'importante è garantire esperienze perché l'esperienza diventa memoria, si racconta al di là dei Social, anche con il passaparola", l’osservazione di Pagano.
A Bacoli, nel balneum imperatoris di Punta Castello, quindi, si cena sul mare a lume di candela. In quello che anticamente era un bagno termale dell'epoca romana, si organizzano particolari cene nelle gallerie romane "the cave food experience", ideate da Alessandro Laringe, che ha restaurato il sito legato al culto di Apollo e Diana. Le date in programma sono il 22 e il 29 maggio alle 21.
Una guida racconterà la storia di questi luoghi e dei prodotti del territorio. “Immersi in queste antiche grotte - spiega Alessandro Laringe - qui si può vivere una vera esperienza 'archeoenogastronomica', cenando in un ambiente intriso di storia e di fascino, a picco sul mare, con vista mozzafiato.
Situato lungo il litorale tra Tritoli e Punta dell'Epitaffio, Punta Castello costituiva anticamente il primo impianto termale che i bagnanti incontravano lungo la costa”.
I piatti del menù a base di pesce e di prodotti flegrei, come cicerchia, erbe, pomodoro cannellino, con abbinamento dei vini, sono a cura degli chef Cristian Ascenzi e Pasquale Schiano e variano per ogni cena del mese. Ascenzi, 38 anni, vanta esperienze nelle cucine di tutta Europa, sopratutto in Francia, Grecia e Belgio, di qui il suo approccio alla cucina creativa, che fonde le tecniche acquisite in giro per il mondo.
Per gli ospiti delle grotte antiche: aperitivo di benvenuto con pasticceria salata. Amouse bouche: sashimi di branzino con timo limone, zucchine arrosto e caviale alla menta. Antipasto: cannolo di merluzzo con cuor di provola, crosta di patate, carciofo in doppia consistenza e pan fritto alle olive. Primo: linguine con scampo reale cotto al carbone, dressing di peperoncino di fiume e polvere di limone.
Secondo: pescatrice in crosta con crema di patata viola al rosmarino, datterino giallo e clorofilla al prezzemolo. Dessert: tartelletta con mousse al cocco pan di spagna, variegato ai lamponi e mousse di cioccolato bianco.
“I siti archeologici attirano turisti da tutto il mondo. Esperienze come quelle delle cene in grotta antiche sono davvero uniche. Ora c'è un turismo in grande crescita, grazie anche al lavoro dell'aeroporto di Capodichino. Se da un lato assistiamo a un notevole calo del turismo italiano, contrastato dall'estero, per noi il turismo straniero continua a crescere”, il commento di Roberto Laringe”.