Intesa Sanpaolo rafforza ulteriormente il proprio impegno a favore del settore turistico, puntando con Federalberghi sul rilancio e sullo sviluppo delle strutture ricettive, con particolare attenzione agli aspetti di sostenibilità e innovazione.
Cybersecurity, priorità per le imprese italiane
Cybersecurity, priorità per le imprese italiane
Tra i principali investimenti attesi per il 2026, la sicurezza informatica è tra le priorità, insieme all’intelligenza artificiale
di Serena Fumagalli e Martina Mannino*
Pochi dati sono sufficienti a mostrare quanto la sicurezza informatica sia oggi una priorità strategica per il Paese. Infatti, secondo il Rapporto Clusit 2025, nel primo semestre 2025 non è aumentato solo il numero degli incidenti cyber, ma anche la loro gravità media, confermando una tendenza ormai strutturale.
Già nel 2024, il 77% degli incidenti registrati aveva un impatto “critico” o “alto”, in forte crescita rispetto al 50% del 2020.
Nei primi sei mesi del 2025 la situazione è ulteriormente peggiorata: a livello globale, l’82% degli attacchi ha avuto un impatto “grave” o “critico”.
Il processo di digitalizzazione che sta caratterizzando il sistema economico, con una crescente pervasività di soluzioni ICT applicate in molteplici settori, dall’energia ai trasporti, dalla manifattura ai servizi, rende i processi più efficienti, ma allo stesso tempo anche più esposti agli attacchi informatici. Le organizzazioni si dovranno sempre più attrezzare per gestire eventuali attacchi, attraverso l’adozione di strategie diverse, tra cui ad esempio la separazione delle reti informatiche, l’aggiornamento continuo di tutti i dispositivi e software utilizzati, così come quello di programmi e sistemi. Sarà inoltre sempre più necessario progettare sistemi già pensati per resistere agli attacchi (resilienza “by design”), integrando la sicurezza fin dall’inizio e non solo come intervento successivo, con un ruolo crescente dell’intelligenza artificiale (IA).
Le statistiche Istat consentono di fare ulteriore luce sul fenomeno, distinguendo anche per dimensione aziendale ed evidenziando così significative differenze tra grandi e piccole imprese.
Nel 2024, il 15,8% delle imprese con almeno 10 addetti (considerando il totale delle attività economiche) ha avuto incidenti di sicurezza ICT con riflessi negativi sull’operatività delle stesse, come ad esempio l’indisponibilità dei servizi ICT, distruzione o danneggiamento dei dati o divulgazione di quelli riservati. Si tratta di una percentuale significativa, che sale addirittura al 22,6% tra le imprese con 100-249 addetti e al 29,9% tra quelle con almeno 250 addetti.
L’incidenza del fenomeno è quindi maggiore tra le imprese più grandi, anche perché è tra queste che gli investimenti in tecnologia sono più rilevanti. In queste realtà è inoltre più rilevante il tema della valutazione del rischio ICT: oltre l’80% delle imprese indicano infatti che viene effettuata questa particolare attività, quasi il doppio rispetto al totale delle attività, che conferma come i soggetti più colpiti siano anche quelli più attenti alla valutazione dei rischi stessi.
La complessità dello scenario dei rischi informatici e la gravità delle conseguenze degli attacchi impongono una sempre maggiore sensibilizzazione sul tema anche all’interno delle imprese stesse.
Negli ultimi anni è aumentata la quota di aziende che rende i propri addetti consapevoli dei loro obblighi in materia di sicurezza ICT tramite formazione obbligatoria (dal 22 al 26% tra il 2022 e il 2024).Tra queste, è cresciuta la quota di imprese prevede tale formazione per contratto (dal 23,5% al 37,4%), rendendo la consapevolezza degli obblighi in materia di sicurezza informatica un dovere contrattuale specifico.
Le imprese stanno affrontando la sfida imposta dagli attacchi cyber con un mix articolato di strategie, che coinvolge sia le imprese più grandi, che stanno rafforzando ulteriormente i loro meccanismi di autenticazione e le loro politiche di contrasto a questi rischi, che quelle più piccole che stanno provando a colmare i ritardi che le caratterizzano.
Tra il 2022 e il 2024, la quota di imprese che utilizza una combinazione di almeno due meccanismi di autenticazione è passata dal 27,1% al 37,4%, con un aumento che ha riguardato sia le grandi aziende che le PMI. In particolare, per le imprese con più di 250 addetti si è passati dal 58% al 73,2%, mentre per le altre si è osservato in media un aumento di circa 12 punti percentuali, dal 32% al 44%. Anche la quota di imprese che utilizza almeno 7 misure di sicurezza ICT, quindi con un’attenzione importante al tema cybersecurity, ha mostrato un incremento, passando dal 28% al 32,2%. Le grandi imprese hanno raggiunto l’85%, ma sono soprattutto le imprese con 50-99 dipendenti a mostrare l’incremento più significativo, passando dal 47,5% al 57,1%. Anche le piccole comunque mostrano marginali progressi.
La consapevolezza dell’importanza di aumentare la sicurezza informatica emerge anche dai risultati dell’indagine che Intesa Sanpaolo ha realizzato tra novembre e dicembre 2025, coinvolgendo un campione di colleghi Gestori imprese, che restituisce il sentiment del sistema produttivo su molteplici tematiche. È infatti emerso come tra i principali investimenti attesi per il 2026 la cybersecurity sia tra le priorità, insieme all’intelligenza artificiale.
IA e cybersecurity sono tecnologie che sempre più risultano interconnesse e sinergiche. L’IA è ormai utilizzata sia in chiave offensiva sia difensiva. I cybercriminali la impiegano infatti per rendere più sofisticati phishing e malware e per automatizzare gli attacchi, mentre le imprese la sfruttano per migliorare il rilevamento delle minacce, velocizzare la risposta agli incidenti e ottimizzare le attività di sicurezza. L’IA si configura, quindi, come un potente acceleratore, capace di potenziare tanto le strategie di attacco quanto quelle di difesa.
Gli investimenti in tecnologia saranno fondamentali in tutti i settori dell’economia, anche in quello del turismo dove i processi sono sempre più digitalizzati. Non è un caso che, nell’ambito dell’ampia strategia complessiva a sostegno del settore, la banca ha rinnovato nell’estate del 2024 il proprio impegno per il turismo con 10 miliardi di euro di nuovo credito, che si sono andati ad aggiungere ai circa 9 miliardi di liquidità erogati al comparto nel triennio precedente. Un plafond volto a incentivare nuovi investimenti in competitività tecnologica, efficientamento energetico e sostenibilità lungo tre assi: digitalizzazione del modello di servizio, riqualificazione e aumento degli standard qualitativi delle strutture, sostenibilità ambientale dell’offerta.
*Intesa Sanpaolo Research Department
Torino si riscopre globale. Il tennis come leva di sviluppo
Torino si riscopre globale:il tennis come leva di sviluppo
di Roberto Anino*
Le Nitto ATP Finals, di cui Intesa Sanpaolo è Host Partner, hanno restituito a Torino il respiro di una capitale. Non più soltanto storica e industriale, ma globale, sportiva e contemporanea. La capacità organizzativa che il mondo aveva scoperto nel 2006, con le Olimpiadi invernali, è stata riattivata e affinata a partire dalla prima edizione nel 2021.
Torino ha saputo evolvere quella vocazione all’accoglienza e alla cura del dettaglio, dimostrando di meritare l’assegnazione delle Finals e migliorando, anno dopo anno, l’esperienza offerta agli appassionati.
I numeri parlano chiaro: nel 2025 l’impatto economico diretto e indiretto è stato stimato in 591,1 milioni di euro, con un aumento del 17,5% rispetto al 2024, mentre la partecipazione del pubblico ha raggiunto i 230mila biglietti rispetto ai 203mila tagliandi del 2024. Una passione crescente, che ha reso necessario ampliare la capienza dell’Inalpi Arena: 684 posti in più quest’anno, che diventeranno 1.100 nel 2026. Chi sceglie Torino per assistere alle ATP Finals resta in città per una media di 3,4 giorni, con una spesa individuale che si aggira attorno ai 300 euro. Il comparto turistico-ricettivo ha registrato un incremento del 20-25% del fatturato, segno tangibile di un sistema che funziona e che sa cogliere le opportunità. Nella settimana di ATP quest’anno il tasso di saturazione delle strutture ricettive è stato del 61,7% con punte dell’81,8% nel weekend della finale (fonte: FITP e Regione Piemonte).
Torino ha, però, saputo offrire qualcosa di più. Durante le ATP Finals, l’intera città indossa “l’abito della festa”: non solo la venue, ma piazze, musei, ristoranti, vetrine e percorsi urbani si animano, amplificando l’esperienza del visitatore. Il turista-appassionato respira tennis anche al di fuori dell’Arena, scoprendo al contempo il patrimonio storico, artistico, culturale ed enogastronomico che rende Torino una destinazione unica.
“Torino, a partire dal 2006, ha intrapreso un percorso di crescita dei flussi turistici che oggi la vede stabilmente presente tra le principali destinazioni turistiche in Italia, visitata ogni anno da italiani e da un numero crescente di stranieri – dichiara Fabio Borio, presidente di Federalberghi Torino – ed eventi come le Nitto ATP Finals rappresentano un ulteriore volano di sviluppo, consentono al tessuto economico di misurarsi con nuove sfide, di migliorarsi continuamente e di avere a che fare con una clientela eterogenea, portatrice di interessi ed esigenze diverse”.
La città non si è limitata a essere “sede ospitante”: è cresciuta insieme all’evento, ne ha affinato le dinamiche, ha elevato il proprio stile di accoglienza e i livelli di servizio; crediamo abbia migliorato anche l’evento in sé. Ha offerto tutte le garanzie per ottenere l’assegnazione delle Finals fino al 2030: un match che si gioca ora sui tavoli politici.
“Abbiamo dimostrato, come città e come sistema, di sapere accogliere tutti nel migliore dei modi, offrendo un’esperienza indimenticabile e impeccabile – prosegue Borio – pertanto, il rinnovo dell’assegnazione a Torino fino al 2030 non sarebbe soltanto un premio meritato, ma il riconoscimento di una sinergia e di una strategia vincenti”.
*Direttore Federalberghi Torino
L’impegno di Intesa Sanpaolo come motore dei territori, condividendo i valori universali dello sport
L’impegno di Intesa Sanpaolo come “motore dei territori, condividendo i valori universali dello sport”
Sport e turismo: un binomio vincente fatto di piccoli e grandi eventi che dalle grandi città alla provincia italiana accendono l’entusiasmo degli appassionati e il motore dell’accoglienza turistica e del business.
Se la quinta edizione delle Nitto ATP Finals di Torino, di cui Intesa Sanpaolo è stata Host Partner (partner ospitante), ha fatto segnare un successo di pubblico e di indotto per la città, attenzione e aspettative si concentrano ora sui prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano-Cortina, sostenuti dal Gruppo guidato da Carlo Messina in qualità di Banking Premium Partner, nell’ambito dell’impegno che unisce i valori etici e sociali al sostegno all’economia reale e alla crescita dei territori.
“Intesa Sanpaolo – spiegano dalla prima banca italiana – sente la responsabilità di contribuire al successo di un evento internazionale, seguito da milioni di spettatori, che si presenta come un’imperdibile occasione di crescita e di valorizzazione di tutte le eccellenze e potenzialità presenti nel nostro Paese. I prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici invernali sono una manifestazione sportiva di rilevanza mondiale, con un valore economico complessivo stimato tra 1,45 e 1,55 miliardi di euro, con oltre 2 milioni di potenziali visitatori durante le Olimpiadi e 450mila durante le Paralimpiadi”.
Per il Gruppo “è più che partecipare e sostenere un grande evento sportivo, è promuovere la bellezza e la forza dell’Italia. Milano-Cortina 2026 rappresenta un momento storico che unisce sport, cultura e innovazione. È una scelta che sottolinea l’orgoglio nell’essere motore dei territori, condividendo i valori universali dei Giochi”.
Mentre viviamo il conto alla rovescia per l’inizio dei Giochi del 6 febbraio, l’entusiasmo e le previsioni sono, infatti, lanciati in discesa libera. Secondo un’analisi stilata a cento giorni dall’avvio della manifestazione da parte della Visa Consulting e Analytics – che con Intesa Sanpaolo e altri partner ha realizzato un braccialetto che integra carta di pagamento e skipass – i dati mostravano già per il febbraio 2026 un aumento del 160% delle prenotazioni di viaggio verso il Nord Italia rispetto allo stesso periodo del 2025, con gli aeroporti delle aree olimpiche che si preparano per un afflusso di traffico record e un’alta percentuale di turisti che prevedono di estendere il proprio soggiorno oltre le gare, visitando anche il comprensorio fuori dalle località che ospiteranno le gare.
“Come banca di riferimento dei principali settori del Paese – spiega Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo – siamo attenti a rinnovare e innovare costantemente il nostro sostegno all’industria turistica, la cui crescita è determinante per rafforzare strutturalmente l’economia italiana. Il percorso intrapreso in questi ultimi anni dalle imprese del comparto verso sostenibilità, digitalizzazione e innalzamento degli standard qualitativi delle strutture mostra risultati incoraggianti e deve proseguire con maggior intensità e diffusione. Il nostro obiettivo è accelerare i processi di transizione per agevolare una proposta di ospitalità più efficiente per i bilanci delle imprese e di maggiore salvaguardia per il turismo e per l’ambiente”.
Non è un caso che, nell’ambito dell’ampia strategia complessiva a sostegno del settore, la banca ha rinnovato nell’estate del 2024 il proprio impegno per il turismo con 10 miliardi di euro di nuovo credito, che si sono andati ad aggiungere ai circa 9 miliardi di liquidità erogati al comparto nel triennio precedente. Un plafond volto a incentivare nuovi investimenti in competitività sostenibile ed efficientamento energetico lungo tre assi: riqualificazione e aumento degli standard qualitativi delle strutture, sostenibilità ambientale dell’offerta e digitalizzazione del modello di servizio.
Imprese Vincenti, dal 2019 vetrina e volano delle eccellenze
“Imprese Vincenti”: dal 2019 vetrina e volano delle eccellenze
Dal suo lancio a oggi, il programma che la Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo dedica alle eccellenze imprenditoriali del nostro Paese ha accompagnato e accelerato la crescita e la riconoscibilità sui mercati di oltre 650 PMI, in tutta Italia e di tutti i comparti
Valorizzare le piccole e medie imprese italiane attraverso programmi di accompagnamento alla crescita e alla notorietà delle tante aziende che in tutta Italia rappresentano un esempio di eccellenza imprenditoriale e del Made in Italy. è con queste finalità che nel febbraio del 2019 Intesa Sanpaolo ha lanciato la prima edizione di Imprese Vincenti, il programma di supporto alla crescita delle PMI eccellenti del nostro Paese di cui dal prossimo autunno, e sino alla primavera 2026, si terrà la sesta edizione.
Un progetto che prevede anche una serie di partnership per mettere a disposizione delle aziende selezionate strumenti di supporto alla crescita come advisory dedicati alla comprensione del posizionamento strategico sui mercati di riferimento, all’identificazione di linee guida per lo sviluppo, al confronto con le best practice internazionali, alla partecipazione a corsi di formazione, workshop o sessioni dedicate su tematiche di carattere strategico.
Fin dalla prima edizione, Stefano Barrese, Responsabile di Banca dei Territori Intesa Sanpaolo, ha chiarito le finalità del programma: “Le aziende hanno bisogno di credito, di consulenza, di finanza strutturata, di analisi di mercato, di strategie di crescita: Intesa Sanpaolo è il loro partner ideale nei percorsi di sviluppo sia domestico che internazionale, nella ricerca e innovazione, nella formazione. Con Imprese Vincenti vogliamo sostenere le migliori PMI a fare conoscere se stesse e le loro storie di eccellenza, che contribuiscono allo sviluppo del Paese e diffondono con successo il Made in Italy”.
Anno dopo anno, si è così sviluppato un percorso di accompagnamento, evoluto a ogni edizione di pari passo con le mutate esigenze delle imprese italiane. Partito nel 2019 come programma per mettere in risalto il valore delle PMI, campioni del Made in Italy ma poco conosciute, con l’emergenza Covid è emersa la necessità di un cambio di passo digitale. Poi, via via, stante anche il contesto nazionale e internazionale, il programma ha posto il proprio focus su transizione sostenibile, evoluzione dei modelli di business, innovazione, progettualità legate al PNRR e a Transizione 5.0, internazionalizzazione, export, valorizzazione delle risorse umane. Il tutto sempre tenendo presente, prioritariamente, l’impatto che le PMI generano e possono generare sui territori in cui operano.
Dal 2019 a oggi, “Imprese Vincenti” di Intesa Sanpaolo ha visto oltre 14mila aziende candidarsi e oltre 650 meritevoli, con attenzione a tutti i comparti e a tutte le regioni, che hanno ricevuto il riconoscimento di “impresa vincente” e accelerato il proprio percorso di crescita attraverso il supporto del Gruppo.
Una cartina tornasole dell’imprenditoria d’eccellenza del Paese, presentata al grande pubblico in ogni edizione attraverso una serie di iniziative ad hoc presso le principali città italiane, cui si sono aggiunti nel tempo eventi dedicati a comparti peculiari come l’Agribusiness e il Terzo Settore.
Un parterre nel quale non potevano mancare i rappresentanti del mondo alberghiero e dell’accoglienza. Due le realtà protagoniste a Torino nell’ottobre del 2022, la Delphina di Palau, in Sardegna, e il Grand Hotel Bristol di Stresa, in Piemonte.
Nelle motivazioni della selezione di queste aziende, si coglie il senso dell’eccellenza e del percorso di valorizzazione: “Delphina, catena che gestisce hotel cinque e quattro stelle, residence e ville nella costa nord della Sardegna, tra la Costa Smeralda, l’Arcipelago di La Maddalena e il Golfo dell’Asinara, si contraddistingue per una ospitalità autentica vicina al territorio e per l’approccio rispettoso verso l’ambiente. Un modo di fare turismo riscontrabile sin dal suo primo anno di fondazione, nel 1992, dall’architettura a basso impatto ambientale diffusa in ampi parchi verdi. Il modello di gestione privilegia le risorse locali, l’artigianato, il comparto agroalimentare locale”.
Il Grand Hotel Bristol, parte integrante della Zacchera Hotels, “nasce da una tradizione familiare iniziata nel 1873 e che da quattro generazioni si è focalizzata nell’ospitalità e nella cultura dell’accoglienza, promuovendo il Lago Maggiore come meta d’appeal internazionale”.
Riconoscimenti cui sono seguiti a distanza di pochi mesi, a Venezia e Napoli, quelli al Panorama di Pericolo Alessandro, di San Michele al Tagliamento, che “gestisce Costa Rica Bibione, un complesso turistico, con aparthotel diffuso e resort, completamente inclusivo, dove tecnologia e digitalizzazione sono alla base del progetto” e a Le Garrubbe di Lamezia Terme, che “si occupa della gestione di un prestigioso complesso alberghiero localizzato al centro della Calabria”.
Sempre a Torino, nel 2024, a salire sul palco sono stati i rappresentanti del Bellevue Hotel & Spa di Cogne: “Affacciato sui Prati di Sant’Orso, di fronte al Gran Paradiso, non è solo un hotel, bensì una grande Casa che abbraccia la storia, la cultura e la natura delle Alpi. La famiglia Jeantet Roullet porta avanti dal 1925 una cultura dell’ospitalità unica, che ha saputo innovare nel tempo, mantenendo però inalterate personalità e autenticità della location”.
La VI edizione del focus su innovazione e valore delle persone
Al via la VI edizione: focus su innovazione e valore delle persone
Anna Roscio (Intesa Sanpaolo): “Accompagniamo le imprese in una crescita stabile e inclusiva, facendo leva sul network e sugli investimenti in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione”
Forte delle migliaia di candidature delle scorse edizioni e, soprattutto, delle oltre 650 aziende accompagnate lungo il loro percorso di crescita, Intesa Sanpaolo ha lanciato a inizio agosto la sesta edizione di “Imprese Vincenti”, il programma che la Divisione Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese, dedica alle eccellenze imprenditoriali del Paese.
In autunno partirà il tour nazionale in 15 tappe che toccherà tutto il territorio. Tra le principali novità una particolare attenzione all’innovazione dei processi produttivi, un forte impulso all’internazionalizzazione e, grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo Assicurazioni, al valore della protezione delle persone e dei processi: non più solo strumento difensivo, ma scelta strategica aziendale e asset competitivo indispensabile per la resilienza e la continuità operativa.
Confermata la collaborazione con la Divisione International Banks di Intesa Sanpaolo, grazie alla quale le aziende estere selezionate verranno invitate a partecipare a una tappa loro dedicata. Spazio anche alle imprese sociali e del terzo settore e alle PMI del comparto agroalimentare.
“L’Italia – spiega Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo – esprime un tessuto di PMI che sono un vero e proprio motore economico per i territori in cui operano, oltre a rappresentare il Made in Italy all’estero. Con Imprese Vincenti ne abbiamo scoperte e valorizzate oltre 650, eleggendole ad esempio per l’intero tessuto produttivo grazie alle loro caratteristiche di qualità, innovazione, velocità e adattamento al cambiamento come pochi altri sistemi industriali possono vantare. Il nostro impegno è di accompagnarle nel cogliere ulteriori opportunità per conquistare una crescita stabile e inclusiva, facendo leva sul network e investendo in digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione”.
Nel periodo 2019-2024, rispetto alla media del Paese, le Imprese Vincenti hanno registrato un aumento del 7% del fatturato e dell’8% degli investimenti. Tra i loro fattori di successo risaltano l’innovazione e la ricerca per favorire la crescita della competitività, l’attenzione al digitale e a obiettivi di sostenibilità, la focalizzazione su mercati esteri e l’investimento sulle persone.
Per la sesta edizione saranno selezionate 140 aziende (oltre a 10 PMI straniere) che avranno raggiunto risultati positivi nella contribuzione al Pil e all’impatto sociale, in innovazione e ricerca, nella transizione digitale ed ecologica, in percorsi di internazionalizzazione, nel passaggio generazionale e in investimenti per la continuità aziendale in caso di crisi.
Il team di partner della sesta edizione di Imprese Vincenti è composto da: Bain & Company, ELITE-Gruppo Euronext e Gambero Rosso, Cerved e Microsoft Italia, Coldiretti, NATIVA e Circularity, insieme a Digit’Ed, Tinexta e AICCON. Coinvolte anche le funzioni specialistiche di Intesa Sanpaolo, International Banks Division, Intesa Sanpaolo Innovation Center e Intesa Sanpaolo Assicurazioni.
Arma dei Carabinieri e Intesa Sanpaolo insieme per la prevenzione e il contrasto delle truffe finanziarie
Il 14 luglio è stato firmato il Protocollo d’Intesa tra l’Arma dei Carabinieri e Intesa Sanpaolo, sottoscritto dal Comandante generale gen. c.a. Salvatore Luongo e dal gen. Antonio De Vita, Chief Security Officer di Intesa Sanpaolo, con lo scopo di favorire la prevenzione ed il contrasto delle truffe finanziarie.
La collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e Intesa Sanpaolo si pone come obiettivo la realizzazione di iniziative volte ad aumentare la sicurezza degli operatori in filiale, oltre che a prevenire e contrastare il fenomeno delle truffe finanziarie a danno degli anziani e delle persone in condizione di disagio, fragilità e vulnerabilità e ad organizzare mirate attività formative e informative (conferenze, convegni, seminari, interviste, podcast, video, locandine ed eventi promozionali).
L’accordo rientra nel complesso di azioni dell’Arma dei Carabinieri finalizzate alla:
- diffusione della “cultura della legalità e della sicurezza” attraverso interventi formativi ed educativi idonei ad accrescere la sensibilità e l’attenzione verso temi e fenomeni socio-criminali che inibiscono la crescita sociale, economica e democratica del Paese;
- promozione di strategie di prevenzione e contrasto ai reati a danno degli anziani e delle altre vittime vulnerabili, con particolare riguardo alle “truffe” di tipo finanziario.
La sinergia con l’Arma rafforza ulteriormente l’impegno di Intesa Sanpaolo per la sicurezza della propria clientela nei canali on-line e in quelli fisici, presenti in modo diffuso sul territorio italiano, garantita con l’implementazione di soluzioni tecnologiche innovative e tramite costante formazione del proprio personale.
Il Protocollo si inserisce nella consolidata collaborazione tra Istituzioni e Banche, sancita, tra l’altro, dal “Protocollo d’intesa tra l’Associazione Bancaria Italiana e il ministero dell’Interno” per la prevenzione delle truffe, in particolare di natura finanziaria, a danno degli anziani e dei soggetti più deboli e dal “Protocollo d’Intesa per la prevenzione della criminalità ai danni della clientela e delle banche”, promosso dall’Associazione bancaria italiana (ABI) presso tutte le prefetture.
Il sito internet dell’Arma dei Carabinieri - da sempre impegnata nel contrasto al fenomeno delle truffe a danno dei soggetti più vulnerabili - ospita una sezione dedicata ai consigli utili a prevenirle e riconoscerle, raggiungibile al link:
https://www.carabinieri.it/in-vostro-aiuto/consigli/contro-le-truffe
Mance e tecnologia: anche il “grazie” è digitale
Le soluzioni di Intesa Sanpaolo per la gestione delle mance cashless: semplicità per gli esercenti e vantaggio per gli addetti
In un mondo che cambia, vince chi si adatta. Lo sanno bene, senza scomodare Darwin, gli imprenditori italiani del turismo, da sempre impegnati a offrire servizi completi e all’avanguardia, senza perdere di vista le innovazioni in arrivo e i cambiamenti in atto nelle preferenze degli utenti. Un’attenzione al nuovo necessaria riguardo alle grandi trasformazioni quanto agli apparentemente minori mutamenti delle abitudini, come la crescente digitalizzazione dei sistemi di pagamento che portano sempre più clienti a lasciare anche la mancia in modalità cashless, innestando una serie di nuove necessità sia per i titolari delle attività sia per i lavoratori cui quegli encomi sono destinati.
A guidare la nuova massiccia tendenza sono i turisti anglosassoni, che abbinano una consolidata abitudine alla mancia a un utilizzo quasi esclusivo della moneta elettronica, la cui importanza per il settore è palese sin dai principali numeri di arrivi e presenze. Secondo le rilevazioni di SRM (Centro Studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) su dati Istat, nel solo 2024 in Italia i turisti provenienti da USA, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda sono stati 13,8 milioni, il 20,3% del totale dei turisti nel nostro Paese, per un totale di oltre 42 milioni presenze. Un trend in forte crescita sia rispetto al 2023 (+39,2% per gli arrivi e +36,1% per le presenze), sia rispetto al pre-pandemia (+15,6% per gli arrivi, +17,2% per le presenze). Turisti dal Commonwealth che sono verosimilmente in buona compagnia di una fitta schiera di viaggiatori con abitudini di pagamento egualmente digitalizzate, provenienti da ogni latitudine.
Ecco allora che ci si è attivati, con Intesa Sanpaolo in testa quale prima banca del Paese, che ha fatto dell’attenzione al turismo uno dei suoi benchmark di successo, per far sì che le mance cashless possano essere incassate in maniera efficace e semplificata (più del 90% dei terminali POS ISP-Nexi in dotazione presso esercenti del settore turistico-alberghiero è abilitato alla funzionalità mance).
Da un lato, il legislatore ha introdotto nuove normative inerenti alla fiscalità delle mance, che per i lavoratori sono un elemento prezioso del reddito netto.
E, dall’altro, l’ecosistema bancario ha attivato soluzioni tecnologiche che permettono agli esercenti di gestire in maniera immediata e semplice questa tipologia di pagamenti, valorizzando l’apporto dei propri collaboratori.
Grazie a istituti di credito come Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Nexi, sono stati messi a disposizione strumenti digitali che permettono ai clienti di lasciare la mancia anche non in contanti, rendendo semplice e immediato ricevere e gestire l’operazione da parte degli esercenti, grazie a terminali POS evoluti (es. SmartPOS) e abilitati a incassare l’importo destinato come mancia, anche con la possibilità d’inviare la transazione direttamente dal registratore di cassa al POS, senza ulteriori operazioni manuali.
“Come prima banca del Paese siamo fortemente impegnati nel sostegno alle imprese del turismo – spiega Anna Roscio, Responsabile Sales & Marketing Imprese di Intesa Sanpaolo – grazie al costante dialogo con gli imprenditori e con le associazioni di categoria del settore, sia attivando misure volte a dare slancio agli investimenti strategici, sia mettendo a disposizione quelle soluzioni innovative che sono sempre più centrali per essere al passo con le abitudini dei consumatori e le opportunità del mercato internazionale.
Il nostro modello, inoltre, prevede uno specifico Desk Turismo dedicato alla consulenza specialistica, per sostenere e agevolare al meglio una nuova proposta di ospitalità sempre più attrattiva, più efficiente per i bilanci delle imprese e rispondente alle rinnovate richieste degli utenti”.
Audiovisivo, accordo con APE
Il settore audiovisivo italiano è stato protagonista a Las Vegas dell’American Film Market, grazie alla partecipazione dell’Associazione Produttori Esecutivi italiani (APE) a un incontro volto a presentare agli operatori del settore le agevolazioni fiscali attualmente in vigore in Italia e le opportunità offerte dagli Studios di Cinecittà.
Durante l’evento, APE ha presentato l’accordo siglato con Intesa Sanpaolo a sostegno delle produzioni esecutive estere sul territorio nazionale. Un impegno concreto per l’industria cinematografica e per l’intero settore audiovisivo, comparto con importanti impatti economici, culturali e sociali capace di favorire al contempo la promozione dell’immagine dell’Italia nel mondo, grazie anche alle produzioni internazionali che realizzano i propri film nel nostro Paese.
Attraverso l’accordo, Intesa Sanpaolo mette a disposizione delle imprese associate APE il supporto specialistico del proprio Desk Media & Cultura per operazioni di finanza ordinaria e straordinaria – come finanziamenti, smobilizzo credito d’imposta, anticipo credito IVA – oltre a soluzioni specifiche per le produzioni estere e quelle esecutive italiane.
Negli ultimi anni, lo sviluppo delle produzioni nazionali e internazionali ha sollecitato nuovi investimenti per la valorizzazione delle location, diventando così un importante driver per la promozione turistica, oltre che a farsi leva occupazionale per la filiera degli operatori del settore a cui si sono affiancati gli interventi di riqualificazione di strutture e studi, primo fra tutti Cinecittà che, grazie anche ai fondi del PNRR, è tornata ad attrarre le migliori progettualità cinematografiche internazionali.
Secondo un’analisi di APE, negli ultimi cinque anni 395 produzioni estere hanno beneficiato delle misure italiane sul tax credit, il credito concesso è stato pari a un valore complessivo di 380 milioni di euro e gli investimenti sono stati pari a un valore totale di 950 milioni di euro. Numeri importanti che posizionano l’Italia tra le destinazioni più convenienti al mondo da un punto di vista fiscale dove realizzare film, serie tv e in generale produzioni audiovisive di qualità.
In questo contesto, il supporto di Intesa Sanpaolo si è tradotto, a oggi, in circa 3 miliardi di euro di erogazioni al comparto, a cui si è recentemente aggiunta la disponibilità di ulteriori 5 miliardi di euro fino al 2026 per finanziare le produzioni audiovisive nel solco dei 410 miliardi complessivi previsti dal Gruppo bancario a favore della realizzazione degli obiettivi del PNRR, tra cui Cultura 4.0.
Dal 2009 a oggi, Intesa Sanpaolo ha supportato le produzioni di circa 670 opere tra film e serie tv nazionali e internazionali, oltre a 190 tra spot pubblicitari, factual e format tv, diventando un interlocutore bancario fondamentale per gli operatori nazionali e internazionali, capace anche di un approccio specialistico sia in fase di strutturazione del progetto – con un servizio consulenziale sui diversi aspetti finanziari – che in fase realizzativa.
“Facendo leva sui modelli operativi sinergici del nostro Gruppo – ha commentato Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo – da anni ci stiamo posizionando come banca di riferimento per il settore e sviluppiamo collaborazioni a sostegno del comparto audiovisivo. L’accordo con APE punta ad attrarre produzioni straniere nel nostro Paese, favorendo il ruolo del cinema quale catalizzatore economico per numerosi settori produttivi, con benefici sull’intero indotto sia in termini occupazionali che di promozione dell’Italia e del Made in Italy”.
“Grazie al tax credit internazionale e all’accordo appena siglato con Intesa Sanpaolo – ha spiegato Marco Valerio Pugini, Presidente APE – il settore prosegue il suo cammino e la sua evoluzione, passando dalla realizzazione di prodotti di “location” a quelli che fanno “base” in Italia. Ciò equivale a una crescita esponenziale del nostro settore industriale, che ha triplicato i fatturati negli ultimi tre anni, con ricadute importanti sul nostro Paese”.
A Ostuni Intesa Sanpaolo ha confermato l’impulso allo sviluppo del Sud finanziando processi di riqualificazione delle strutture alberghiere e agricole.
Sud chiama Nord. Intesa Sanpaolo “è scesa in campo” per attivare interventi mirati sul territorio pugliese allo scopo di incentivare e accompagnare lo sviluppo integrato delle filiere agroalimentari e del turismo: due aspetti che in Puglia esprimono peculiarità, capaci di tradursi in un esempio di successo e a essere considerati replicabili, almeno in parte, su scala nazionale.
Nel corso di un incontro a Ostuni con gli imprenditori locali, sono state presentate le peculiarità del “modello Puglia”, basato proprio sull’integrazione di un’offerta turistica rinnovata e sostenibile con le numerose realtà enogastronomiche, culturali e naturalistiche di un territorio che, in pochi anni, è stato protagonista di una crescita intensa e consistente dell’attrattività nazionale e internazionale, passando da un approccio esclusivamente balneare a quello di meta turistica a tutto tondo.
Proprio la connessione con il comparto turistico ha permesso al settore agroalimentare di cogliere nuove opportunità di business legate a prodotti identitari e facilmente coniugabili con la proposta ricettiva. In Puglia, infatti – prima Regione italiana del settore in termini di numero di addetti – per le circa 190mila piccole e medie imprese del comparto che impiegano 148mila dipendenti, si stima una crescita del fatturato nettamente superiore alla media italiana, con un aumento delle esportazioni del 130% nel periodo 2008-2023, trainato dalle filiere di eccellenza del territorio (ovvero olio, vino e prodotti a base di grano).
La Puglia è la quarta meta italiana per turismo enogastronomico e ciò ha consentito la realizzazione di un nuovo anno da record in termini di presenze turistiche, meglio della media italiana e dell’intero Mezzogiorno, con un dato ancora superiore rispetto a quello registrato nel 2023.
Intesa Sanpaolo ha sostenuto questa crescita, finanziando gli investimenti regionali ai settori agroalimentare e turistico per quasi 2 miliardi di euro nel periodo 2020-giugno 2024.
Per valorizzare ulteriormente le sinergie tra turismo e agricoltura in Puglia, la banca ha predisposto un plafond di un miliardo di euro per incentivare processi di riqualificazione delle strutture alberghiere e agricole, per la digitalizzazione, per lo sviluppo delle filiere e l’indipendenza energetica.
Si tratta di un intervento che rientra nell’ambito del programma “Il tuo futuro è la nostra impresa”, che destina 120 miliardi di euro fino al 2026 per investimenti, e che conferma l’impegno preso dal Gruppo nel mese di luglio a Taormina, in occasione del lancio di strumenti ad hoc per il turismo, tra cui 10 miliardi di euro di nuovo credito, di cui 3 miliardi destinati alle aziende meridionali.
Le misure introdotte dalla banca sono state illustrate nello straordinario contesto della Masseria Santa Lucia in occasione di un convegno in cui, per Intesa Sanpaolo,
sono intervenuti Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori; Gregorio De Felice, chief economist; Massimo Deandreis, direttore generale di SRM; Massimiliano Cattozzi, direttore Agribusiness, e Alessandra Modenese, direttrice regionale Basilicata, Puglia e Molise, che ha aperto l’incontro.
Le testimonianze dei rappresentanti locali del mondo agroalimentare e di quello turistico-ricettivo hanno animato la tavola rotonda, a cui hanno partecipato Pasquale Casillo, presidente di Casillo Partecipazioni; Marisa Lisi Melpignano, socio e manager Gruppo Melpignano; Savino Muraglia, managing director Frantoio Muraglia, e Fioravante Totisco, ceo CDS Hotels.
“Grazie all’interazione tra turismo e agricoltura, la Puglia esprime un modello che può avere un impatto positivo per altri territori e favorire lo sviluppo socio economico in termini anche occupazionali”, ha affermato Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo. “Con un miliardo di nuovo credito Intesa Sanpaolo potrà incentivare gli investimenti delle imprese orientati allo sviluppo sostenibile, l’attrazione della domanda di beni e servizi, nuovi accordi di filiera fra i settori produttivi interconnessi. Ci rivolgiamo alle oltre 216mila aziende che operano nel settore agricolo, di trasformazione alimentare e turistico-ricettivo, con l’obiettivo, in linea con le direttrici del Pnrr, di supportare i processi di crescita imprenditoriale legati a transizioni digitale e ambientale, assistendone i passaggi generazionali e favorendone così anche in futuro la crescita sostenibile”.
Rivoluzione digitale
Intesa Sanpaolo accelera sulla digitalizzazione, anche nel settore dei pagamenti, un ambito in cui è già leader in Italia con oltre 16 milioni di carte e circa 800mila POS diretti e indiretti.
Il Piano d’Impresa 2022-2025 prevede un’ulteriore crescita del 50%, portando i pagamenti digitali dai 51 milioni del 2021, ai 75 milioni nel 2025.
Il Gruppo si distingue per la più ampia offerta a livello europeo di wallet digitali e soluzioni dedicate a buyer e merchant, anche per gli incassi in mobilità. Le innovazioni sono funzionali a estendere rete e modalità di accettazione, rendendo il mobile uno dei canali chiave nelle interazioni con i clienti, consentendo all’Italia di recuperare il gap tuttora esistente con gli altri Paesi.
«Grazie al digitale stiamo immaginando un futuro finanziario più accessibile, conveniente e tecnologicamente evoluto per i nostri clienti, senza dimenticare l’imprescindibile tocco umano che valorizza la relazione. La nostra visione è quella di continuare a guidare il cambiamento», spiega Claudia Vassena, Executive Director Sales and Marketing Digital Retail di Intesa Sanpaolo. Capacità di innovazione, tecnologie all’avanguardia e centralità del cliente sono gli elementi su cui si fondano strategie e modello di servizio, sostenuti da una metodologia di progettazione solida che ha portato il Gruppo a innovare i propri sistemi di core banking e a lanciare, nel 2023, Isybank, la banca digitale diventata in un solo anno di attività tra le fintech più complete e competitive.
Pagamenti digitali,
uno scenario in crescita
Anche in Italia, il settore dei pagamenti digitali attraversa un periodo di grande fermento. Gli innovative payments, come i wallet e i wearable, registrano tassi di sviluppo esponenziali, come pure i terminali POS con soluzioni di accettazione “green”, senza hardware.
Nel 2023, secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, il volume d’affari dei pagamenti digitali in Italia ha raggiunto i 444 miliardi di euro, +12% rispetto al 2022. Quasi l’80% delle transazioni digitali in negozio è effettuato con carte fisiche contactless o dispositivi con tecnologia NFC.
La crescita si riflette anche nell’utilizzo sempre più comune dei wallet come Apple Pay, Google Pay, Samsung Pay. Da sfatare, poi, alcuni “miti” relativi alla fedeltà degli italiani al contante: il report Cashless Society - The European House Ambrosetti rivela che tre italiani su cinque hanno aumentato l’utilizzo dei pagamenti cashless rispetto all’anno precedente, uno su due intende ridurre l’uso del contante. Quattro italiani su cinque ritengono che i pagamenti cashless siano anche più sicuri del contante, oltre che più comodi e veloci.
Per gli esercenti, il costo medio delle commissioni è inferiore a quello del contante e, grazie al credito di imposta del 30%, anche i piccoli negozi possono accedere alle soluzioni digitali con costi più sostenibili.
«Diminuire la circolazione del contante è importante – aggiunge Claudia Vassena – anche al fine di un futuro più green. Nelle nostre giornate, un gesto semplice come il pagamento digitale può abbattere in modo significativo le emissioni di CO2. Secondo il case study della Community Cashless Society, il 21% in meno per singola transazione: questo vuol dire che se in Italia tutte le transazioni in contante venissero sostituite da transazioni cashless, si potrebbe abilitare un risparmio di emissioni pari a 28 milioni di kg di CO2».
Pagare con stile:
l’anello Tapster
La soluzione di pagamento digitale più recente e dirompente è il payment ring, che Intesa Sanpaolo ha lanciato per prima in Italia. Sviluppato dalla svedese Tapster, è un vero e proprio anello indossabile al quale il cliente può collegare la propria carta Intesa Sanpaolo sul circuito Mastercard per effettuare pagamenti contactless.
Oltre a essere un oggetto di design unico e originale, l’anello è realizzato in materiali resistenti, impermeabili e a prova d’urto. Non richiede ricarica della batteria o connessione internet per funzionare, sfruttando un chip NFC integrato. «L’anello rappresenta un’innovazione straordinaria – commenta Claudia Vassena – un’idea innovativa che sta facendo tendenza e che combina sicurezza e comodità in un unico accessorio. Anche grazie a strumenti come questo, che offrono un’esperienza di utilizzo semplice e distintiva con in più quel tocco di stile, il pagamento digitale sarà sempre più un’abitudine quotidiana».
“no hardware” anche
per l’accettazione
Insieme a Nexi, Intesa Sanpaolo ha introdotto in Italia SoftPOS, un’app che l’esercente può associare al proprio smartphone (Android e iOS) o tablet in pochi passaggi nella massima semplicità e sicurezza: una soluzione innovativa, ideale per attività in mobilità, liberi professionisti, esercizi commerciali con consegne a domicilio, che porta vantaggi e benefici anche in termini di esperienza dei clienti, migliorando la percezione della qualità del servizio. «La nostra intenzione è eliminare la complessità a favore di un utilizzo della tecnologia sempre più semplice e sicura – spiega Vassena – crediamo molto nel valore che la nuova soluzione “no hardware” può offrire ai nostri clienti, non richiedendo terminali aggiuntivi e offrendo un processo di pagamento rapido e digitale con il proprio device. È uno strumento di accettazione flessibile e dinamico, che può essere usato come POS principale o aggiuntivo, ideale in termini di facilità di accesso e sicurezza».
Nel catalogo di Intesa Sanpaolo anche soluzioni di ultima generazione come Nexi SmartPOS, con schermo touch e connessione wifi e SIM 4G.
Per incentivare il canale e-commerce, per i clienti è attiva la nuova campagna sconto con canone zero “per sempre”, per le nuove sottoscrizioni del pos virtuale XPay Web effettuate entro l’anno. Per tutto il 2024, inoltre, per supportare i pagamenti POS, la Banca rimborsa ai piccoli esercenti le commissioni sull’incasso dei micropagamenti con importo fino a 10 euro.
Open banking, partnership
e formazione finanziaria
L’open banking è un’opportunità senza precedenti, che Intesa Sanpaolo ha fatto propria per proporre soluzioni flessibili e su misura per la clientela, in particolare nei settori Smart Cities, Mobility e Smart Data. Attenzione puntata anche su nuove funzionalità integrate all’interno dell’app di mobile banking: ne è un esempio Switcho, che supporta le famiglie italiane a contrastare il caro bollette, semplificando il confronto delle offerte e gli aspetti burocratici legati al cambio utenze.
Nel panorama delle partnership, una valenza strategica particolare spetta a quelle con i circuiti, in particolare con il circuito domestico BANCOMAT per la proposizione di BANCOMAT Pay®: utilizzando il proprio numero di cellulare, il servizio consente di scambiare denaro in sicurezza e in tempo reale tra privati, pagare nei negozi convenzionati online e fisici con QR code, effettuare pagamenti verso enti pubblici tramite PagoPA.
Nel solo 2023, l’incremento delle transazioni è stato di oltre il 65% rispetto all’anno precedente. Lo sviluppo di soluzioni digitali è particolarmente apprezzato dalle nuove generazioni, più orientate all’utilizzo di app e smartphone. «Il nostro obiettivo è instaurare con i giovani un dialogo che favorisca la diffusione della cultura finanziaria, offrendo un supporto educativo e accompagnandoli nel loro percorso di crescita e maturazione – conclude Claudia Vassena – oggi, i pagamenti si configurano come il servizio d’”ingresso” per i più giovani nel mondo dei servizi finanziari. Le nostre soluzioni sono coerenti con le loro esigenze quotidiane di spesa e di risparmio».