Viterbo, non c’è il boom previsto anche se il turismo regge

Per il turismo nella Tuscia, anche con la spinta dal Giubileo, il 2025 doveva essere l’anno del rilancio.  

Però i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Viterbo sono solo parzialmente positivi: gli arrivi sono stabili (+0,02%), ma le presenze sono in netto calo (-17,3%), “segno di soggiorni più brevi e di un potere d’acquisto ancora fragile, con campeggi e strutture extralberghiere a soffrire maggiormente”.

Ma nelle strutture alberghiere il bilancio è diverso, come spiega il presidente di Federalberghi Viterbo e proprietario del Balletti Park Hotel Pier Luca Balletti. “Parlo per il comparto alberghiero, perché i dati dell’extralberghiero – campeggi, B&B – sono un altro discorso. Per quanto riguarda la città di Viterbo, siamo soddisfatti: già nei ponti primaverili e all’inizio della stagione estiva abbiamo registrato un incremento delle presenze, che si sta confermando anche ora”.

Più cauta la situazione sulle sponde del lago di Bolsena e sul litorale, “dove il lavoro si concentra soprattutto nei weekend - osserva Balletti - Qui si sente ancora una certa lentezza e tutto si gioca sul last minute, un’abitudine che il Covid ci ha lasciato in eredità: le persone prenotano sempre più a ridosso del soggiorno, aspettano magari di vedere il meteo o le offerte, e questo complica le previsioni”. Il Giubileo, annunciato dalla politica come volano eccezionale, ha avuto un effetto più sfumato: “Non c’è stata una grossa affluenza diretta di gruppi venuti qui esclusivamente per poi spostarsi a Roma. Piuttosto, si è trattato di un’influenza indiretta: il movimento generato dagli eventi giubilari ha portato più turismo anche fuori dalla Capitale, e questo lo stiamo vedendo, anche se non nei numeri trionfalistici che qualcuno prospettava”, la conclusione di Balletti.







Pubblicato il 07/23/25