Padova trova slancio con il turismo congressuale

A Padova il mondo alberghiero ritrova slancio, dopo un luglio e agosto sotto le attese, con il turismo congressuale.

Da settembre infatti le presenze in città sono spinte anche dai congressi, con migliaia di partecipanti arrivati da fuori provincia e dall’estero.

«Settembre si sta rivelando molto meglio di ciò che potevamo pensare», conferma infatti Monica Soranzo, presidente di Padova Hotels Federalberghi Confcommercio. Secondo gli albergatori, alla ripresa del turismo culturale dopo il caldo estivo “si è aggiunto soprattutto il movimento generato dagli appuntamenti del Padova Congress”.

Uno degli appuntamenti più importanti è stato ERUS 2026, il congresso medico europeo dedicato all’urologia robotica, organizzato dal 9 all’11 settembre al Padova Congress.

Dai dati forniti dall’Università di Padova, oltre mille i partecipanti provenienti da tutto il mondo, insieme a un gruppo internazionale di circa 150 esperti.

L’evento ha portato in città specialisti, ricercatori e professionisti per tre giornate di lavori, con oltre 50 interventi di chirurgia robotica trasmessi in diretta e sessioni di telechirurgia internazionale.

A luglio era arrivato un altro migliaio di persone per il congresso della Uil. E il calendario continua con una 50ina di  eventi previsti al Padova Congress entro la fine del 2026, secondo i dati di Padova Hotels.

Il peso del turismo congressuale va ben oltre le camere occupate negli alberghi. Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Padova, sottolinea come la spesa dei partecipanti possa distribuirsi tra ristoranti, trasporti, negozi e attività del tempo libero, arrivando anche all’area termale euganea.

Soranzo aggiunge che un altro elemento interessante è il bleisure, ossia la possibilità che chi arriva per lavoro prolunghi il soggiorno per turismo. Anche in questo caso, però, il dato disponibile è nazionale: oltre il 20% dei partecipanti, secondo il documento citato da Confcommercio, estende la permanenza di due o tre giorni.

Per Padova la sfida sarà quindi “trasformare il calendario congressuale in presenze che coinvolgano il più possibile l’intera città”. È anche per questo che Bertin richiama la necessità di un coordinamento tra le diverse realtà del territorio.







Pubblicato il 28/09/2026