Il vincitore della maratona di Parigi 2026 Yeman Crippa, il campione olimpico ed europeo di marcia Massimo Stano, la medaglia d’argento della mezza maratona di marcia degli europei di Birmingham Alexandrina Mihai e la velocista Delia Kaddari sono stati protagonisti, la mattina del 2 ottobre a Montegrotto Terme presso l’hotel Antoniano, di un dialogo ricco di stimoli con il telecronista sportivo Franco Bragagna, occasione anche per tracciare un bilancio della settimana di raduno del Centro Sportivo Nazionale Fiamme Oro – Atletica Leggera alle Terme Euganee.
Un appuntamento che ha visto la partecipazione di Riccardo Mortandello, sindaco di Montegrotto Terme, di Fabrizio Caldara, Direttore del Centro Studi Termali Pietro d’Abano e di Alfio Giomi, Presidente della Federazione Italiana Sport Orientamento.
Al centro della settimana di raduno, una ricerca scientifica nata dalla collaborazione fra Centro Studi Termali Pietro D’Abano, Centro Nazionale Fiamme Oro – Atletica Leggera e Università di Padova, nell’ambito di un protocollo d’intesa che vede come capofila Federalberghi Terme Abano Montegrotto e coinvolge i comuni di Abano Terme e Montegrotto Terme insieme a una rete di attori del territorio.
“Una settimana intensa, occasione per ritrovarsi insieme. Ora mi attende la maratona di New York il primo novembre: mi sento pronto, sia fisicamente che mentalmente”, ha dichiarato Crippa.
“Abbiamo vissuto insieme tante attività, dalla fangoterapia al team building, un passaggio che, sono sicuro, ci aiuterà anche a performare nelle nostre future gare. Guardo già alle Olimpiadi di Los Angeles 2028 dove ci sarà solo la mezza maratona, che è la specialità che preferisco”, ha aggiunto Stano.
“Così come questi atleti sono abituati alle sfide sportive, noi ci occupiamo di sfide scientifiche. Quello che cerchiamo di dimostrare, con questo studio preliminare, è se il termalismo e più in particolare la fangoterapia hanno un’efficacia nel recupero psicofisico degli atleti”, ha spiegato Caldara.
Il coordinamento dell’attività scientifica è stato affidato a Fabrizio Caldara, direttore del Centro Studi Termali Pietro D’Abano e Irene Leo, professoressa del dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione (DPSS) dell’Università degli Studi di Padova.
La fase pilota, realizzata nel 2025, ha già fornito alcune prime indicazioni interessanti: dopo il periodo di trattamenti termali i ricercatori hanno osservato negli atleti una riduzione dello stress percepito, un aumento del benessere generale e un miglioramento dello stato emotivo. Si tratta di risultati preliminari, ottenuti su un piccolo campione, ma che hanno permesso di formulare nuove domande e di progettare una seconda fase di ricerca più strutturata.
Quest’anno è stato ampliato il numero degli atleti coinvolti e nel nuovo protocollo sono stati integrati questionari validati e biomarcatori utili a descrivere diverse componenti della risposta allo stress e del recupero, mettendo in relazione dati psicologici, fisiologici, cognitivi e psicofisiologici.
La sfida è stata passare da una fotografia del recupero – fase fondamentale anche per la prevenzione degli infortuni – a una sua lettura più dinamica e multidimensionale, per comprendere meglio che cosa accade all’atleta durante un periodo dedicato alla rigenerazione attraverso i trattamenti termali.
La prospettiva futura è costruire, attraverso questa collaborazione, una linea di ricerca sempre più solida sul rapporto tra termalismo e recupero, partendo dallo sport di alto livello – con atleti che in genere durante le competizioni vengono sottoposti a forti stress fisici ma anche emotivi – come contesto privilegiato di osservazione, per ampliare progressivamente lo sguardo e comprendere quale ruolo le risorse termali possano avere nei processi di recupero e, più in generale, nella promozione del benessere.
Durante la settimana di raduno gli atleti sono stati coinvolti in diverse attività nel territorio, dall’escape room al Castello del Catajo, alla visita con degustazione di olio in un frantoio dei Colli Euganei, alla sfida di pallanuoto e alla gara di dragon boat fino alla competizione di orienteering organizzata dalla FISO – Federazione nazionale sport orientamento, attraversando il territorio facendo tappa in alcuni luoghi “iconici”.