In un comunicato congiunto il presidente di Federalberghi Isole Eolie Christian Del Bono e il presidente Associazione Ristoratori Isole Eolie (ARIE) Angelo Paino lanciano un grido d’allarme di fronte alla grave e sistematica carenza di approvvigionamento idrico che sta colpendo l’isola di Lipari.
Federalberghi Isole Eolie e l’Associazione Ristoratori Isole Eolie denunciano criticità strutturali che mettono a rischio la regolare operatività delle attività produttive, la sicurezza alimentare e l’immagine dell’intero arcipelago.
I dati tecnici evidenziano un grande deficit: l’impianto di dissalazione, a fronte di una potenzialità teorica di 9.000 mc/giorno, produce mediamente solo 4.100-4.200 mc. A causa di recenti guasti, la produzione è crollata a soli 2.100 mc/giorno tra dicembre e gennaio, attestandosi oggi su circa 3.700 mc, volumi ampiamente insufficienti a coprire i fabbisogni minimi.
A peggiorare la situazione, c’è “una programmazione regionale definita “miope”, che prevede zero integrazioni via nave per i mesi di aprile e novembre e integrazioni inadeguate per quelli di maggio e ottobre. Tale piano ignora la realtà dei flussi turistici che iniziano a marzo per consolidarsi già da aprile, mettendo in crisi le strutture ricettive e i ristoranti”.
Oltre al danno economico, si configura un’emergenza di ordine pubblico e salute pubblica: come già segnalato dal Garante per i disabili, la carenza sta privando d’acqua persino le fasce più fragili della popolazione.
Federalberghi e ARIE, nella loro nota, sollecitano un intervento immediato del ministro dell’Ambiente, del prefetto di Messina e della regione Sicilia per superare lo stallo burocratico tra gli enti.
Le due associazioni chiedono con urgenza “l’invio immediato di navi cisterna integrative per i mesi di maggio, ottobre e novembre, una revisione strutturale della programmazione, parametrata sull’effettivo carico antropico stagionale e la convocazione di un tavolo tecnico urgente per definire i fabbisogni reali ed evitare un imminente disastro sanitario ed economico”.
“Senza una fornitura idrica minima garantita, ogni sforzo di promozione turistica e ogni campagna di sensibilizzazione al risparmio risultano vani”.