Il 4 ottobre diventa festa: tutti pazzi per Francesco. Per gli italiani giusto solennizzare il poverello di Assisi.
Forte il legame con il santo. Ma c’è chi guarda al giorno di vacanza.
Bocca: una figura oltre il tempo che pervade di sé i nostri territori
“Una figura oltre il tempo, che continua ad operare nel cuore degli italiani e che pervade di sé i nostri territori. Fuori dagli schemi, estremamente contemporaneo, ci ha lasciato una testimonianza di straordinaria umanità e attenzione al creato, dunque al rispetto della natura e dell’ambiente.
Un valore che, anche dal punto di vista laico, offre un beneficio alle nostre comunità. Forse per questo è sempre stato così amato dai nostri connazionali, che hanno apprezzato l’istituzione di una festa nazionale dedicata al 4 ottobre, giorno della morte di San Francesco”
Sono le parole del presidente di Federalberghi. Bernabò Bocca, a commento dell’indagine realizzata da Tecnè in merito alla nuova festività nazionale istituita per solennizzare il giorno della morte di San Francesco, e alla risposta che gli italiani hanno mostrato di fronte ad un’iniziativa che prenderà il via proprio quest’anno.
“La prima festa nazionale dedicata a Francesco, secondo il calendario del 2026, cadrà nella giornata di domenica – ha aggiunto Bocca – Per questo motivo, ritengo che l’evento sarà percepito in modo più incisivo a partire dal prossimo 2027, anno in cui la festività capiterà di lunedì”.
“Secondo la nostra indagine, vi è una percentuale di individui che considererà questa solennità soprattutto un’occasione nuova per fare vacanza. Va da sé che, dal punto di vista turistico-ricettivo, si tratta effettivamente di una nuova possibilità che potrà giovare in modo indiretto al progetto di viaggio e al comparto stesso”.
"I numeri ci dicono che, per quest’anno, la maggior parte degli intervistati vivrà il 4 ottobre coma una giornata di riposo casalingo. In parte invece si vorrà partecipare all’evento dal punto di vista religioso o, ancora, la giornata diventerà l’occasione ideale per stare in famiglia”.
“Ma l’istituzione della festa nazionale dedicata a San Francesco – ha concluso Bocca – festa che peraltro si realizza proprio nell’ottavo centenario della sua morte, porta con sé un messaggio molto più potente, viaggia oltre i confini del tempo e onora la vita e le opere di un Santo universale tra più amati al mondo”.
I RISULTATI DELL’INDAGINE
QUANDO SI FESTEGGIA – Sette italiani su dieci non hanno dubbi e riconoscono il 4 ottobre come giornata dedicata a San Francesco. Una percentuale più bassa (il 52,7%) è a conoscenza del fatto che da quest’anno è stata reintrodotta la festività nazionale in onore del Santo di Assisi.
UN PROFONDO LEGAME – Quasi l’80% degli italiani si sente personalmente legato alla figura del Poverello di Assisi: il 18,7% lo è molto, il 59% abbastanza. Solo lo 0,4% degli italiani non ritrova alcun legame con tale figura.
I VALORI CHE TRASMETTE – I valori che gli italiani associano al Santo sono: per il 56,3% fraternità e solidarietà, per il 45,6% povertà e semplicità e per il 43,1% pace. Più di un italiano su quattro (26%) vi riconosce il rispetto per la natura e per l’ambiente. Oltretutto, l’86,4% trova che questi siano ancora oggi valori importanti (il 14,9% molto e il 71,5% abbastanza). Per tale ragione, oltre l’80% degli italiani ritiene importante che lo Stato promuova festività legate a figure religiose dal forte valore simbolico, proprio come S. Francesco.
COME CELEBRARE - Il 71,3% degli italiani ancora non ha programmato nulla di particolare per celebrare l’ottocentesimo anniversario della morte di S. Francesco. Il 22,1% visiterà un luogo legato al suo culto e il 4,7% percorrerà la via di Francesco.
IL NUOVO GIORNO FESTIVO – L’introduzione del nuovo giorno di festa per il 4 ottobre è visto positivamente dagli italiani: il 16,5% lo giudica molto positivamente e il 68,8% abbastanza positivamente. C’è un 10% che lo giudica sfavorevolmente. Il 61,7%, poi, ritiene giusto dedicare a S. Francesco e a ciò che rappresenta una festività. Il 23% apprezza il fatto di avere un giorno festivo in più a prescindere dal significato che rappresenta e, infine, il 12,1% ritiene che non ci fosse il bisogno di un’ulteriore festività. Riguardo alle conseguenze che questo giorno di festa in più avrà sull’economia italiana ci sono opinioni contrastanti: la metà non pensa che ciò genererà effetti rilevanti, il 26,7% ritiene che sarà d’aiuto e l’8,4% che danneggerà l’economia italiana.
COME VIVERE QUESTA NUOVA FESTA – Il 71,4% degli italiani pensa che questa nuova festività vada vissuta in tutto il suo significato simbolico e civile, mentre il 25,5% la vede alla stregua di un semplice giorno di riposo.
IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA – Per il primo anno in cui il 4 ottobre torna giorno festivo, la coincidenza con la domenica porta quasi un italiano su tre (32,5%) a dedicare questa giornata al riposo casalingo, un quarto (24,8%) svolgerà attività religiose o spirituali e un altro quarto (24,4%) attività familiari e sociali. Il 5,4% dei rispondenti dovrà comunque lavorare.
L’indagine è stata effettuata da Tecnè s.r.l. nel periodo compreso tra il 17 e il 21 settembre intervistando con il sistema mixed mode di cui c.a.t.i. (22%), c.a.m.i (64%) e c.a.w.i (14%) un campione di 1.000 italiani maggiorenni. Campione probabilistico, rappresentativo della popolazione maggiorenne residente in Italia, stratificato per regione e classe di ampiezza demografica dei comuni. Variabili di controllo: classe d’età, titolo di studio, occupazione.