Nel decennio 2014-2024 negli alberghi delle Liguria i lavoratori dipendenti sono aumentati del 35,9%, passando da 5.968 a 8.110 unità. Nel frattempo, però, i posti letto disponibili sono diminuiti del 7,8% passando da 124.169 a 114.520.
Sono i dati emersi al convegno 'Legalità e Innovazione: le fondamenta per il futuro del turismo in Liguria' organizzato al palazzo della Borsa di Genova da Federalberghi e Confcommercio.
“Negli ultimi dieci anni gli hotel liguri hanno aumentato l'occupazione del 35,9% nonostante il calo dei posti letto, mentre negli appartamenti a uso turistico, a fronte di un boom di offerta del 45%, i lavoratori sono diminuiti del 10%”, ha dichiarato il direttore generale di Federalberghi nazionale Alessandro Nucara.
Oggi un punto di svolta per la trasparenza del mercato turistico è rappresentato dall'introduzione della banca dati nazionale, Bdsr.
I numeri più recenti, appena aggiornati al 22 febbraio 2026, mostrano una Liguria estremamente dinamica, con ben 44.477 strutture registrate. Di queste, la grande maggioranza, 38.559 pari all'86,7%, si è già messa in regola ottenendo il codice identificativo nazionale.
“La registrazione nella nuova banca dati ministeriale è solo il primo passo. Ora gli organi di vigilanza devono usare queste informazioni per colpire l'abusivismo”, ha osservato Nucara.
Si tratta di un problema che a Genova ha le criticità più alte nel centro storico, dove a inizio 2025, secondo Confcommercio, era possibile stimare la presenza di circa 4mila appartamenti destinati alla locazione breve, tra regolari e non. Tra questi ultimi, si stima una forbice tra il 20% e il 38% di strutture non ancora in regola con le nuove normative, come la mancanza di codice CIN o la mancata comunicazione alla questura.
“Gli alberghi operano con obblighi molto stringenti - ricordano il presidente di Federalberghi Liguria Aldo Werdin e il presidente di Federalberghi Confcommercio Genova Carlo Tixe -: sicurezza, personale assunto con Ccnl, controlli continui, adempimenti fiscali e amministrativi. Quando una parte del mercato non rispetta gli stessi standard si crea un evidente squilibrio competitivo”.
“Il dumping contrattuale altera il mercato e penalizza le imprese che rispettano le regole – ha evidenziato il presidente di Confcommercio Liguria Alessandro Cavo -. Applicare contratti meno rappresentativi con salari fino al 30% inferiori significa comprimere il costo del lavoro e scaricare il vantaggio competitivo sulla riduzione dei diritti. Non è questa la strada per un turismo solido”.