Dalla relazione presentata da Federalberghi Terme durante l’Assemblea annuale dell’associazione, emerge che “il turismo della salute deve diventare un sistema Paese, capace di integrare sanità, ospitalità e territorio e di generare sviluppo sostenibile”.
Federalberghi Terme ha rafforzato il confronto con Parlamento, Governo e Conferenza Stato-regioni lavorando, tra gli altri, alla definizione di una proposta di riforma organica, oltre che a un disegno di legge sui distretti termali.
Molto importante è stata la presentazione della Dichiarazione di Napoli, sviluppata con l’Università degli Studi di Napoli Federico II nell’ambito della cattedra Unesco, che definisce il turismo della salute come una filiera organizzata e riconosciuta.
Da analisi di Isnart e studi di Pambianco, in Italia il comparto termale e del benessere genera un indotto di diversi miliardi di euro, con importanti prospettive di crescita legate all’integrazione tra sanità, turismo e qualità della vita.
“Non abbiamo semplicemente partecipato al dibattito, ma abbiamo lavorato per affermare una visione: il turismo della salute come sistema integrato e leva strategica per il Paese. Ora è necessario tradurre questo percorso in strumenti concreti, riconoscimento istituzionale e risorse.
Il futuro non è nel turismo di massa, ma in un modello capace di generare benessere e valore per i territori. Il turismo della salute è questo modello, e oggi abbiamo iniziato a costruirlo”, ha affermato il presidente di Federalberghi Terme Emanuele Boaretto.