Federalberghi Terme Abano Montegrotto si è riunita nella nuova sede, inaugurata lo scorso 8 luglio, per discutere sul futuro del settore. L’incontro ha riunito figure chiave come il direttore Gottardo, il direttore del Centro Studi Termali Pietro d’Abano Caldara, e il presidente del Consorzio Terme Colli Marketing Tezzon.
Nel corso dell’incontro, il presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto Walter Poli ha sottolineato come la regione Veneto stia cambiando approccio, stanziando 1,5 milioni di euro per il 2026 per puntare sulla salute preventiva.
Ed ha spiegato che le istituzioni e le associazioni “stanno finalmente lavorando congiuntamente, superando quelle divisioni che per troppo tempo hanno frenato la crescita del territorio”. Nonostante i dati sui flussi turistici attuali non siano entusiastici, emerge una nuova fiducia basata sul senso di responsabilità di chi deve gestire questo patrimonio. Il termalismo euganeo cerca ora una nuova direzione per non restare ai margini dell’attenzione istituzionale.
Naturalmente non ci si nasconde dal fatto che ci siano criticità da risolvere. Poli, infatti, ha messo in evidenza “la necessità di intervenire con urgenza sulle situazioni di degrado che danneggiano l’attrattività del territorio. Il primo punto critico riguarda l’ex hotel Kursaal ad Abano Terme, un simbolo che richiede un confronto immediato tra la provincia di Padova e il Comune per essere recuperato”.
Riguardo invece Montegrotto, il focus si sposta sul Palaturismo, per la cui struttura “è fondamentale trovare una soluzione rapida che la riporti a essere un elemento di valore per la comunità locale”.
La questione degli alberghi dismessi rappresenta, poi, un altro problema da risolvere: dove il recupero per scopi ricettivi non sia più possibile, Poli suggerisce di "agire con pragmatismo". La strategia prevede la valutazione di percorsi per la riconversione della destinazione d’uso di questi edifici, evitando che restino vuoti e abbandonati.
Il quadro, dicono da Federalberghi, è molto chiaro: “la salute delle strutture ricettive è indissolubilmente legata alla bellezza e all’ordine delle nostre città. Non basta investire nelle cure o nelle infrastrutture sanitarie se poi il visitatore si trova davanti a edifici abbandonati o a zone degradate. Il passaggio da una gestione frammentata a una collaborazione tra istituzioni e operatori, come evidenziato durante l’assemblea, è il presupposto necessario per trasformare i 1,5 milioni di euro stanziati dalla Regione in un reale volano economico”.
La sfida della riconversione degli alberghi che non possono più ospitare turisti “è un tema che tocca la gestione del territorio in senso lato. Se si riuscirà a trasformare questi spazi inutilizzati in nuove funzioni, si eviterà che il degrado si estenda. La rigenerazione urbana non è quindi solo un tema estetico, ma una necessità economica per garantire che il bacino della salute preventiva continui a essere competitivo e accogliente sceglie le Terme Euganee”.