“Bene i controlli, che devono continuare. Ma servono anche politiche per governare il mercato degli affitti”.
Il presidente di Federalberghi Riccione Claudio Montanari commenta l’operazione della Polizia locale che ha individuato cinque alloggi irregolari, su venti controllati, affittati ai turisti.
“La media è alta e il rischio è che ci si trovi davanti alla punta di un iceberg”.
Secondo i dati presenti sul sito del ministero del Turismo, gli alloggi affittati ai turisti, per i quali è stato chiesto il Codice identificativo nazionale, Cin, a Riccione sono 539, ai quali se ne aggiungono 57 dove, oltre all’appartamento, viene compresa anche la prima colazione.
Ad oggi il fenomeno degli alloggi brevi si aggira sulle 600 strutture censite, ma il timore, più volte espresso da Federalberghi, è che i numeri reali siano maggiori. "Controllare queste strutture è importante anche per la sicurezza in città. Chiaramente, in strutture censite anche gli occupanti sono schedati, come accade negli hotel. Dunque è evidente l’importanza di avere tracciabilità e trasparenza sulle persone che giungono in città”, continua Montanari.
“Sul numero di strutture censite, il processo di regolarizzazione penso sia ancora in atto. Ritengo vi siano ancora dei margini rispetto al fenomeno nel suo complesso”.
Federalberghi, però, non vuole fare la agli alloggi dati per affitti brevi. “Stiamo parlando di una tipologia di offerta turistica che viene richiesta, dunque va considerata come tale in un sistema più ampio. Chiaramente servono regole chiare per far convivere l’attuale sistema focalizzato sulla ricettività alberghiera con quello degli affitti brevi.
In questo caso tocchiamo un tema sociale. Penso sia evidente a tutti che come città non ci possiamo permettere la desertificazione della zona mare con alloggi destinati solo a turisti, mentre i residenti sono costretti a cercarsi casa in affitto fuori Riccione”.
In altre destinazioni, c’è chi ha chiesto un limite al numero di alloggi affittati a turisti. “Non penso che possa essere questa la soluzione, ma penso che l’amministrazione comunale debba prendere in considerazione l’opportunità di avviare politiche per la casa che considerino incentivi fiscali per i proprietari, così da riequilibrare il mercato e consentire ai cittadini di vivere a Riccione”, la conclusione di Montanari.