Federalberghi Firenze, la città si conferma meta gettonata durante le festività natalizie

Firenze si conferma una delle mete più amate durante le festività natalizie.

I primi dati diffusi da Federalberghi Firenze parlano di una città capace di attrarre visitatori italiani e stranieri in un periodo, quello di Natale e Capodanno, sempre più orientato verso le città d’arte, complici anche le numerose aperture straordinarie di musei e siti culturali.

Secondo il sondaggio tra le strutture alberghiere associate di città e provincia, le presenze durante il periodo natalizio sono cresciute del 5% rispetto allo scorso anno, mentre per il Capodanno si stima un aumento del 10%.

“Un risultato che conferma un trend in atto già da alcune stagioni: i turisti, soprattutto europei e italiani, scelgono con sempre maggior frequenza mete culturali, preferendo l’atmosfera suggestiva dei centri storici e la possibilità di visitare musei e mostre anche nei giorni festivi”. Lo stesso vale per gli affitti brevi, sui quali il sindaco Sara Funaro, in un’intervista a Toscana Tv, ha annunciato nuovi limiti fuori dal centro, anche grazie alla nuova legge regionale che dà ai sindaci poteri regolatori.

"Firenze si dimostra attrattiva anche grazie a un’offerta culturale che non si ferma, nemmeno durante le festività. I musei aperti, gli eventi organizzati dal comune, le iniziative culturali e il patrimonio storico-artistico costituiscono un richiamo fortissimo per chi desidera trascorrere le vacanze in una cornice ricca di stimoli" ", ha dichiarato il presidente di Federalberghi Firenze Francesco Bechi.

I dati sull’occupazione alberghiera confermano che a Natale il tasso di riempimento ha toccato il 70%, con prenotazioni last minute. Per Capodanno, invece, si è già raggiunta una media tra il 75% e l’80%, con alcune strutture che segnalano punte fino al 90%. “Le richieste continuano ad arrivare e non è escluso che nei prossimi giorni si possa arrivare a sfiorare il 95%, un record assoluto rispetto agli ultimi anni”. Accanto al turismo nazionale, anche europei ed americani sono tornati numerosi.

Le tariffe, rispetto al 2024, sono rimaste stabili, perché se è pur vero che la domanda è buona, non è tale da spingere verso rincari.

"Un segnale anche della cautela del turismo italiano, che resta attento ai costi e sceglie con criterio, cercando mete dove l’esperienza culturale possa bilanciare il budget", la conclusione di Bechi.







Pubblicato il 12/27/25