A Reggio Calabria, presso la sala Giuditta Levato del consiglio regionale, il presidente di Federalberghi Calabria Fabrizio D’Agostino è intervenuto nell’ambito della seconda sessione plenaria della Consulta regionale dei Calabresi nel mondo, durante il panel “La Calabria globale: turismo delle radici, identità e rappresentanza internazionale”.
D’Agostino ha partecipato insieme al prof. Tullio Romita (università della Calabria), all’on. Orlandino Greco, presidente delegato della Consulta, e a Giuseppe Varacalli, presidente di Aicotur.
Nel suo intervento, il presidente di Federalberghi ha portato al tavolo istituzionale “il punto di vista degli albergatori calabresi, richiamando l’attenzione sulla scala del fenomeno: secondo le stime di Aicotur, tra gli 80 e i 120 milioni di italo-discendenti vivono nel mondo, mentre la Calabria calcola in oltre otto milioni i calabresi nel mondo legati alla propria terra d’origine”.
Si tratta di un segmento di domanda, ha sottolineato D’Agostino, “caratterizzato da soggiorni più lunghi, viaggi destagionalizzati e una spesa nei piccoli comuni superiore a quella del turista balneare medio”.
Il presidente di Federalberghi Calabria ha inoltre richiamato i dati dello studio Teha Group, che stima per il turismo calabrese un impatto economico di 5,8 miliardi di euro nel triennio 2023-2025, pari al 14,1% del PIL regionale.
Pur riconoscendo la crescita del settore, D’Agostino ha invitato “a leggere con attenzione la componente legata alla diaspora, che ha un comportamento di spesa diverso da quello del turismo in concorrenza con altre destinazioni”.
“È un turismo identitario prezioso ma se lo confondiamo con il turismo competitivo rischiamo di non accorgerci che buona parte di quel valore, oggi, non passa ancora dalle strutture ricettive”, ha osservato.
“Il cuore della proposta di Federalberghi riguarda il passaggio dal rientro spontaneo — chi torna in Calabria alloggiando presso i familiari — a un vero e proprio incoming organizzato: raduni di famiglie allargate, percorsi genealogici e pacchetti che uniscano il soggiorno alla ricerca delle proprie origini”.
D’Agostino ha anche annunciato la volontà di Federalberghi di costruire un dialogo stabile con il settore Relazioni internazionali e comunità dei Calabresi nel mondo della regione, individuando tre priorità operative per la categoria: personale formato a un’accoglienza capace di raccontare il territorio; un collegamento strutturato tra strutture ricettive e archivi/anagrafi comunali; pacchetti che integrino soggiorno, ricerca genealogica ed esperienza nei borghi.
Con l’aeroporto di Lamezia Terme che può essere una porta d’ingresso della regione, visto il potenziamento dei collegamenti aerei con i Paesi delle comunità calabresi nel mondo, con gli gli alberghi dell’area, secondo D’Agostino, che possono diventare la prima accoglienza per chi rientra, facendo da cerniera tra lo sbarco in aeroporto e l’esperienza nei borghi d’origine.
Il presidente di Federalberghi Calabria ha infine collegato il tema turistico a una prospettiva più ampia, condivisa nel corso dei lavori anche dall’assessore Filippo Calabrese, ossia l’obiettivo della Consulta, che non è soltanto favorire il ritorno dei calabresi nel mondo come turisti, ma creare le condizioni perché scelgano di vivere o investire in Calabria.
“Prima di investire, prima di trasferirsi, c’è sempre un momento in cui una persona torna e ha bisogno di sentirsi accolta come a casa propria. È in quel momento che l’ospitalità alberghiera smette di essere un dettaglio logistico e diventa una leva strategica per tutto il sistema Calabria”, la conclusione di Fabrizio D’Agostino.