Destagionalizzare nelle Marche, per gli operatori occorrono offerta integrata e un’unica regia

Destagionalizzare oltre i classici tre mesi estivi. È la sfida da vincere per permettere alle Marche “di fare quel salto di qualità capace di catapultarla tra le regioni top destination in Italia”.

“La destagionalizzazione del turismo passa da due leve: tariffe più competitive fuori dall’alta stagione e un’offerta di attività ed eventi capace di attirare visitatori anche prima e dopo l’estate.

Per raggiungere questo obiettivo, però, serve fare squadra tra tutti gli operatori: devono lavorare insieme per costruire un’offerta integrata. Fino a oggi è mancata una regia, una governance che metta tutti a sistema.

La Regione adesso sta lavorando alle Destination Management Organization (Dmo), che possono rappresentare una possibile svolta. Dovrebbero coordinare gli operatori per territorio o tipologia di turismo e costruire proposte più strutturate”, dichiara il presidente di Federalberghi Marche Luca Giustozzi.

Ma vanno organizzate secondo un cambio di paradigma perché “troppo spesso, fino ad oggi, i vari sistemi turistici locali sono stati dei poltronifici dove dare presidenze ed elargire contributi per piccole attività che erano più delle mance elettorali che non delle attività vere e proprie finalizzate a portare risultati in termini presenze turistiche”, osserva Giustozzi.

E sulla mancanza di una regia unica ribatte anche Augusto Cancellieri, presidente di Terranostre Marche, l’associazione di Coldiretti che promuove gli agriturismi. “La destagionalizzazione passa innanzitutto dalla collaborazione tra Pro Loco, enti pubblici e operatori turistici. Il turismo nasce dove c’è qualcosa che attrae: eventi sportivi, iniziative enogastronomiche, natura, concerti”.

“Manca una regia seria che organizzi già all'inizio dell'anno un calendario evitando sovrapposizioni tra eventi e permettendo ai turisti di programmare i propri viaggi con largo anticipo. Ho amici in Germania che mi raccontano che il piano ferie lo devono fare a novembre-dicembre”, dice Cancellieri, che pensa che bisognerebbe anche semplificare il messaggio promozionale.

“Let’s Marche non è ben definito, è un messaggio che non restituisce l’idea di un territorio. Non bisogna complicare quello che è semplice. E sai cosa ti fa star male? Quando arrivano clienti in agriturismo e mi dicono: “Che belle le Marche, un peccato non averle conosciute prima”.

Anche per lo chef stellato Moreno Cedroni gli eventi possono essere una soluzione: “Se guardiamo più a sud o più a nord non è che vada tanto meglio, tranne che per Rimini che da anni ha fiere di rilevanza mondiale. Per i mesi invernali mi è difficile pensare qualcosa di così attraente al punto da attirare turisti italiani e stranieri, in altri mesi tipo ottobre, aprile, maggio sicuramente eventi culturali e concerti possono fare da traino”.

Stesso pensiero anche nel settore del  turismo en plein. “Dal 20 giugno le strutture hanno registrato il tutto esaurito senza il consueto calo della cosiddetta “Black Week” tra luglio e agosto. Un risultato superiore al 2025, accompagnato da ottimi riscontri anche sugli eventi di Ferragosto e dalla crescente propensione dei turisti a scoprire il territorio. L’obiettivo è rafforzare soprattutto maggio, le prime settimane di giugno e settembre.

Ma per destagionalizzare bisogna superare due criticità annose. Innanzitutto, è necessario che le strutture rimangano aperte almeno fino alla seconda o terza settimana di settembre E poi servono eventi mirati e una promozione specifica.  E in generale bisogna offrire servizi al top”, l’osservazione del presidente di Villaggi Marche Daniele Gatti.







Pubblicato il 08/19/26