Dai depositi all’hotel. Torna visibile, a Roma, la Venere Vincitrice di Thorvaldsen

Torna visibile, a Roma, la Venere Vincitrice di Bertel Thorvaldsen (Copenaghen, 1770 – 1844), dopo un intervento di restauro.

Però non torna in un museo ma, dal 1 ottobre 2026 al 22 luglio 2027 ,il modello in gesso della scultura sarà esposto e quindi visibile nel foyer dell’Hotel Nord Nuova Roma, nei pressi della stazione Termini.

Il modello in gesso è alto 162 centimetri e fu realizzato da Thorvaldsen intorno al 1813. È “una testimonianza dell’attività del grande scultore danese, protagonista del Neoclassicismo europeo, e appartiene alle raccolte dell’Accademia Nazionale di San Luca”.

L’opera è ora visibile anche per l'intervento di restauro, eseguito  da Cecilia Balzi e Rebecca Picca Orlandi, con la supervisione di Fabio Porzio e sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.

L’intervento è stato reso possibile anche grazie al contributo delle famiglie Bettoja e Baglione, che lo hanno sostenuto.

Ora, per vari mesi, la statua di Thorvaldsen sarà ospitato nel foyer di uno storico albergo romano, ossia in un luogo frequentato tutti i giorni da persone che possono incontrarla anche senza aver programmato una visita a una mostra o a un museo.

È questo il principio alla base di “Arte Fuori dal Museo”, progetto promosso dalla Direzione Generale Musei del ministero della Cultura, LoveItaly ETS e Federalberghi Lazio.

L’iniziativa è arrivata alla sua decima tappa e nasce con l’obiettivo di portare il patrimonio artistico oltre i tradizionali spazi museali, avvicinandolo a pubblici diversi. Nel caso della Venere Vincitrice, l’Hotel Nord Nuova Roma.

Il progetto, come è noto,  nasce dall’idea di trasformare luoghi dell’ospitalità in occasioni di incontro con il patrimonio culturale. Nel caso della Venere Vincitrice, questa impostazione “assume un significato particolare perché l’opera arriva in quello spazio dopo essere rimasta nei depositi. Il passaggio dalla conservazione alla visibilità diventa quindi parte integrante della storia raccontata dall’esposizione”.

 







Pubblicato il 02/10/2026