Abruzzo, analisi Federalberghi e Confesercenti, la stagione turistica tiene ma la spesa frena

In Abruzzo gli arrivi continuano a mantenersi sui livelli dello scorso anno, ma la capacità di spesa dei turisti diminuisce.

È quanto rilevato dal presidente di Federalberghi Abruzzo e Confcommercio Abruzzo Giammarco Giovannelli e da Gianluca Grimi, presidente provinciale di Confesercenti Teramo e presidente regionale di Assoturismo Confesercenti Abruzzo.

Le due analisi convergono, soprattutto, sul fatto che il turismo continua ad essere il motore economico di gran parte della costa abruzzese, ma le imprese devono fare i conti con un mercato profondamente cambiato, caratterizzato da soggiorni più brevi, consumi ridotti e nuove esigenze da parte dei visitatori.

Per Giovannelli, “il comparto alberghiero balneare sta vivendo una stagione sostanzialmente in linea con quella del 2025, ma continua a scontrarsi con un problema strutturale che da anni limita la redditività delle imprese”.

“Dal punto di vista alberghiero possiamo dire che la stagione riconferma, più o meno, i dati dell'anno precedente. Il problema resta sempre lo stesso: è una stagione troppo corta. Servono programmazioni territoriali capaci di allungare l'estate, sia all'inizio sia alla fine, creando eventi e occasioni che permettano alle aziende di lavorare per un periodo più lungo e di rendere sostenibili le proprie gestioni”.

Per Giovannelli l'Abruzzo continua invece a crescere in tutti quei segmenti turistici legati all'entroterra, all'ambiente e alle esperienze.

“Il turismo dei borghi, dell'enogastronomia, delle attività all'aria aperta e quello legato alla montagna sono prodotti che continuano a registrare un interesse crescente. Sono settori che dimostrano quanto il nostro territorio abbia ancora enormi margini di crescita, ma occorre migliorare l'accoglienza pubblica, i servizi e la programmazione, soprattutto per rispondere alle esigenze di chi sceglie l'Abruzzo anche all'ultimo momento”.

Un ruolo sempre più importante, secondo il presidente di Federalberghi, lo sta assumendo anche l'aeroporto d'Abruzzo, che continua ad aumentare il numero di visitatori stranieri.

“L'aeroporto sta producendo risultati eccezionali. Crescono gli arrivi internazionali e questa è una grande opportunità per tutta la regione. Ora dobbiamo essere in grado di offrire servizi e standard qualitativi all'altezza delle principali destinazioni europee, perché il turismo straniero rappresenta una risorsa strategica per il futuro”.

Per quanto riguarda invece la costa, “Il prodotto mare deve essere ripensato. Le abitudini sono cambiate: oggi si fanno vacanze più brevi, distribuite durante l'anno, e i giovani hanno modelli di consumo completamente diversi rispetto a qualche anno fa. Per questo è necessario aggiornare l'offerta e renderla più moderna e competitiva”.

Tra i temi affrontati anche quello dei prezzi, spesso al centro delle discussioni durante la stagione estiva.

“Noi invitiamo costantemente gli operatori ad avere la massima attenzione nei confronti del consumatore. Non possiamo entrare nelle singole scelte imprenditoriali, ma non difendiamo l'indifendibile. Prezzi eccessivi rischiano di produrre un passaparola negativo che finisce per danneggiare non solo l'attività che li pratica, ma anche l'immagine dell'intero territorio”.

Il presidente di Federalberghi richiama anche l'attenzione sulle difficoltà che stanno vivendo molte attività commerciali e della ristorazione.

“Molti ristoranti lavorano quasi esclusivamente nei fine settimana. Una stagione turistica non può reggersi soltanto sul weekend. A questo si aggiungono problemi ormai cronici come la sicurezza urbana, un tema che continuiamo a sottoporre ai sindaci, ai prefetti e ai questori affinché venga mantenuto alto il livello di attenzione”.

Per il turismo montano, si rileva una crescita costante.

“La montagna abruzzese continua a crescere perché offre un'alternativa al caldo delle città e della costa. Anche il comprensorio teramano, tra Pietracamela e Prati di Tivo, registra un buon movimento, ma è indispensabile risolvere definitivamente le criticità che ancora impediscono di sfruttarne appieno le potenzialità durante tutto l'anno”.

Anche Gianluca Grimi conferma che il problema principale non riguarda il numero delle persone che arrivano in Abruzzo, bensì il loro contributo all'economia locale.

“Le presenze complessivamente tengono. Non registriamo quell'aumento eccezionale di cui spesso si parla, ma gli arrivi sono sostanzialmente gli stessi. Il vero problema è che il turista oggi spende molto meno. Rimane negli alberghi, utilizza i servizi interni delle strutture ricettive e frequenta meno ristoranti, bar e attività commerciali. È questa la vera differenza rispetto al passato”.

Per Grimi, a incidere sono soprattutto le difficoltà economiche delle famiglie.

“L'aumento dei costi, a partire dal carburante, pesa inevitabilmente sui bilanci familiari. Le persone arrivano in vacanza con maggiore prudenza e limitano le spese accessorie. È un comportamento che interessa gran parte del turismo nazionale e che inevitabilmente si riflette sulle attività economiche della costa”.

“Le temperature elevate modificano le abitudini dei turisti. Nelle ore più calde le spiagge e i lungomari tendono a svuotarsi, mentre cresce l'utilizzo delle piscine all'interno di alberghi e villaggi turistici. Per questo motivo le amministrazioni devono iniziare a progettare città più vivibili, con aree verdi, alberature e spazi ombreggiati. È una sfida che riguarda il turismo del presente, non soltanto quello del futuro”.

Sulla costa teramana, Grimi parla di una situazione sostanzialmente stabile.

“Parliamo di una destinazione che mantiene, anno dopo anno, circa tre milioni e mezzo di presenze. Gli incrementi percentuali registrati negli ultimi anni sono dovuti anche alla nuova modalità di rilevazione dell'Istat che, dal 2025, comprende nel conteggio anche molte strutture extralberghiere e gli affitti brevi che prima non venivano contabilizzati”.

Giudizio positivo anche per la Costa dei Trabocchi e per il turismo montano.

“La Costa dei Trabocchi continua ad essere molto attrattiva, pur disponendo di una capacità ricettiva limitata. Anche la montagna sta vivendo una buona stagione, sostenuta soprattutto dal turismo di prossimità proveniente da Lazio e Campania e favorita dalle alte temperature registrate lungo la costa”.

Entrambi i professionisti concordano infine sulla necessità di guardare oltre la stagione estiva e destagionalizzare, in modo da aumentare la permanenza media dei visitatori e costruire un'offerta turistica sempre più moderna, integrata e competitiva. Solo così, osservano, “sarà possibile trasformare gli attuali flussi turistici in una reale opportunità di crescita economica per tutto il territorio abruzzese”.







Pubblicato il 08/06/26