A Roma le nuove norme tecniche di attuazione del Piano Regolatore Generale eliminano il limite delle 60 camere negli alberghi che insistono nella città storica e danno la possibilità di ampliare unità edilizie adiacenti.
Sono normative attese da anni e ricevono il plauso del mondo alberghiero, che qualche giorno fa ha accolto in un convegno l’assessore capitolino all’Urbanistica Maurizio Veloccia.
“Aspettavamo da tanto queste modifiche. In questo modo si qualificherà maggiormente il centro, visto che potranno nascere delle strutture con un numero maggiore di camere che offriranno più servizi alla propria clientela”, ha dichiarato il presidente di Federalberghi Roma Giuseppe Roscioli, per il quale il nuovo piano regolatore aiuterà anche a bloccare il diffondersi di strutture irregolari.
Le norme non riguardano l’extralberghiero, che non potrà fare nulla di tutto questo e che ritiene non veri i numeri che certificherebbero un affollamento in centro città di ricettività alternativa.
Ora il Campidoglio dovrà comunque tradurre in un regolamento comunale vero e proprio sulle locazioni quanto previsto dalle norme di attuazione.
L’obiettivo dichiarato dal Campidoglio è creare delle “zone rosse” dove l’extralberghiero non potrà più aprire (come ad esempio Trastevere, la città storica, Monti, Esquilino e Prati) e stabilire un tetto di giorni all’anno durante i quali le strutture dovranno comunque essere chiuse e quindi non potranno operare.
Con le attuali norme, inoltre, si blocca la possibilità di frazionare un’unità abitativa per aprire un b&b e di accorpare più unità adiacenti per lo stesso motivo, mentre fino ad oggi era permesso se si occupava il 70% della superficie utile lorda.