Un pilastro per il futuro
Il Fondo per il credito ai giovani rappresenta, per i più meritevoli, un’opportunità per accedere al credito bancario, così da affrontare autonomamente il percorso formativo e, successivamente, entrare nel mondo del lavoro
Il fondo per il credito ai giovani, nato nel 2010 per iniziativa dell’allora Ministro per le politiche giovanili, Giorgia Meloni, ha l’obiettivo di abbattere le barriere economiche all’accesso e alla prosecuzione degli studi, offrendo ai più meritevoli un’opportunità per accedere al credito, così da affrontare autonomamente il percorso formativo e, successivamente, entrare nel mondo del lavoro.
Il funzionamento è relativamente semplice: gli studenti o le loro famiglie possono richiedere un prestito a istituti bancari che hanno aderito alla convenzione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il soggetto gestore del Fondo, la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici.
Nei mesi scorsi è stato approvato un nuovo decreto del Ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, che è in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Il decreto ha potenziato le caratteristiche dell’istituto, prevedendo, tra l’altro, che gli impegni assunti dal Fondo siano assistiti da una garanzia di ultima istanza dello Stato.
L’importo del finanziamento potrà arrivare sino a 50mila euro per i percorsi di studio da effettuare in Italia e sino a 70mila euro per i percorsi di studio da effettuare all’estero. Grazie alla garanzia pubblica, i tassi d’interesse sono più bassi rispetto ai prestiti personali standard. Inoltre, i piani di rimborso sono strutturati per iniziare solo dopo il completamento degli studi e l’ingresso nel mondo del lavoro.
L’erogazione delle rate di finanziamento successive alla prima avviene previa presentazione al finanziatore dell’iscrizione alle annualità successive e a seguito del superamento di almeno la metà degli esami previsti dal piano di studi relativo agli anni precedenti.
Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha manifestato grande apprezzamento per il nuovo impulso conferito al fondo: “Si tratta di un sostegno molto interessante per le nuove leve che lavorano nelle imprese turistico-ricettive, in cui il 49% degli occupati ha meno di quarant’anni. Possono accedere al prestito d’onore – ricorda Bocca – anche i lavoratori autonomi e quindi potranno beneficiarne anche i giovani albergatori che desiderino perfezionare le proprie competenze”.
Il Fondo può sostenere la partecipazione a una vasta gamma di percorsi formativi, inclusi corsi di laurea (triennale, magistrale, a ciclo unico), master universitari di primo e secondo livello, scuole di specializzazione e dottorati di ricerca. Tra i beneficiari rientrano per la prima volta anche gli studenti degli Istituti Tecnologici Superiori (ITS).
Alessandro Mele, referente istituzionale della rete delle fondazioni ITS Turismo, saluta con favore la decisione di sostenere “percorsi che rispondono con efficacia alle esigenze dei giovani e delle imprese, in quanto favoriscono l’apprendimento concreto, lavorando su casi e situazioni reali, in cui si fanno esperienze pratiche, si incontrano professionisti del settore e viene dedicato grande spazio ai tirocini. L’educazione ha bisogno di ripartire dal rapporto con la realtà per salvare il nostro patrimonio culturale”. A.G.
