Il volo dell’Aquila

L’Aquila è la Capitale italiana della Cultura 2026. E non si tratta solo di una delle magnifiche città che, ogni anno, vengono elevate a rappresentare il territorio nazionale.

Qui si va oltre, perché L’Aquila rappresenta una scommessa vinta non solo dal punto di vista della ricostruzione delle case crollate, ma anche sotto il profilo della completa rinascita sociale, storica, ambientale, economica e anche psicologica, dopo il devastante terremoto del 2009, ancora vivo nella memoria collettiva. Ed è un simbolo, di speranza e voglia di farcela, anche per altri luoghi colpiti da sismi e non ancora ricostruiti del tutto.

Il centro storico è tornato vivibile, pieno di attività e di turisti che si godono un gelato seduti ai tavoli fuori di un bar o di bambini che danno qualche calcio a un pallone, mentre stanno riaprendo anche i musei danneggiati dalle scosse. E, naturalmente, non è solo la città, ma sono L’Aquila e il suo territorio a essere interessati dai numerosi eventi preparati ad hoc, territorio inteso non solo come provincia ma, in senso più ampio, come un continuum ambientale e fisico con l’area appenninica.

“Essere designata Capitale italiana della Cultura 2026 è un riconoscimento molto importante per questo luogo – commenta la presidente di Federalberghi L’Aquila Mariadora Santacroce – che ha affrontato un percorso di rinascita. è una città che si è saputa ricostruire e chi la visita oggi la trova rinnovata anche dal punto di vista culturale, turistico e urbanistico.

Poi, dal punto di vista alberghiero, i primi mesi sono stati un po’ di consolidamento, ma adesso, nella seconda parte dell’anno, ci aspettiamo sicuramente un ottimo recupero delle presenze, complici anche gli eventi in calendario, che stanno aumentando in vista dell’estate.

E credo sia un’opportunità anche per il nostro settore – aggiunge Santacroce – perché il messaggio che dobbiamo far passare è che dall’Aquila si può partire per visitare il resto del territorio abruzzese, che ha mille sfaccettature. Noi abbiamo il Parco nazionale d’Abruzzo, il Parco nazionale della Maiella, un entroterra fantastico che ha moltissimo da offrire. Lo scopo è quello di far soggiornare i viaggiatori e prolungare la permanenza media degli ospiti, perché le nostre zone meritano di essere conosciute. Da Sulmona a Pescasseroli, fino a Castel di Sangro, il territorio è molto eterogeneo: ce n’è per tutti i gusti, dalla cultura agli itinerari di fede, fino ai trekking immersi nella natura. E non dimentichiamo gli impianti sciistici, alcuni con le piste tra le più lunghe del Centro-Sud Italia come Roccaraso-Aremogna, oltre a quelli del Gran Sasso”.

Gli eventi in cartellone sono molti e vari, alcuni creati per l’occasione e altri già consolidati e che ogni anno, in estate, richiamano molti turisti. Dai Cantieri dell’Immaginario, la cui edizione 2026 partirà il 4 luglio con l’étoile Roberto Bolle, alla Perdonanza, il primo Giubileo della storia, istituito da Papa Celestino V nel 1294 e che da sempre, il 28 e 29 agosto, concede l’indulgenza plenaria a chi attraversa la Porta Santa della basilica di Santa Maria di Collemaggio, un altro grande simbolo di rinascita.

“Il fatto che L’Aquila, oggi, possa fregiarsi di questo importante riconoscimento – osserva il presidente di Federalberghi Abruzzo Gianmarco Giovannelli – è un elemento importante sia come immagine che come comunicazione verso i turisti che hanno visitato la città, che risplende nel post-terremoto, grazie anche all’impegno di tutti coloro che hanno investito risorse e tempo per arrivare a questo punto.

Gli operatori e le attività produttive sono molto sensibili a questo appuntamento di L’Aquila Capitale della Cultura 2026. Certamente c’è un interesse crescente anche verso gli eventi e le manifestazioni che questo grande evento riserva ai turisti, ai cittadini ma anche alle attività produttive che, informate in tempo, possono inserire nei nuovi progetti comunicativi queste opportunità, rappresentando sicuramente un ulteriore plus per i soggiorni non solo dei visitatori provenienti da fuori Abruzzo, ma anche per il turismo di prossimità.

È una realtà che è molto sviluppata come servizi integrati all’offerta di accoglienza turistica, che permette esperienze come i cammini, ma anche in tutte le attività legate ad alcune opportunità, come ad esempio l’agricoltura, l’artigianato e anche l’osservazione e la contemplazione dei panorami”.

Del resto, l’Abruzzo offre tanto, tra cultura e natura. Si tratta di un percorso che parte da lontano, da quando, nel 2019, proprio nella città abruzzese è stata firmata la “Carta dell’Aquila”, ossia il “Manifesto delle città delle aree interne italiane”, che chiede a Governo e Istituzioni di valorizzare questi luoghi del territorio italiano e che, tra le strategie di rilancio, vede anche condivisioni di esperienze.

È anche in questo senso che L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 va oltre i confini regionali e collabora con Rieti, nel Lazio, per una “capitale diffusa” o, se si preferisce, con un’impostazione di macroregione che promuove lo sviluppo sostenibile e mette al centro le comunità.  L’obiettivo è anche quello di vivere il rapporto con il centro storico e, da lì, espandersi verso i borghi più o meno vicini e le aree interne. È così che L’Aquila diventa una “Città Multiverso”, un’intensa realtà di appartenenza capace, però, di coinvolgere altri luoghi.

“Sul territorio, certamente, si può lavorare in modi diversi, anche con interventi di macroregione come in questo caso. Noi auspichiamo, come categoria, la possibilità di poter partecipare sempre più a queste iniziative. E, soprattutto – conclude Giovannelli – potendo conoscerle in tempo utile, si può organizzare al meglio una campagna di promozione e marketing del territorio, in modo che, chi sceglierà l’Abruzzo e, in particolar modo, L’Aquila, possa essere stimolato ulteriormente da integrazioni e offerte che, sicuramente, ne rappresentano il valore aggiunto”. Gi.Fe.







Pubblicato il 08/20/26