Il barometro del Turismo. Analisi dei dati provvisori ISTAT del 2025

Il barometro del Turismo. Analisi dei dati provvisori dell’ISTAT per il 2025

di Anna Chiara Olini

Secondo le rilevazioni provvisorie dell’ISTAT, nel 2025 ci sono state 476,9 milioni di presenze, con un aumento del 2,3% rispetto al 2024. Tale variazione costituisce la risultante di una stabilità (0,0%) dei turisti italiani e di un incremento del 4,3% di quelli stranieri.

Nel complesso, i dati provvisori evidenziano una prevalenza delle presenze dei turisti stranieri, che rappresentano il 55,5% del totale delle presenze.

Allo stesso tempo, gli arrivi sono stati 138,4 milioni, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente (-0,9%). Quanto alla provenienza, gli arrivi degli stranieri sono aumentati dell’1,4%, mentre quelli dei connazionali sono diminuiti del 3,5%.

La combinazione tra l’aumento delle presenze e la diminuzione degli arrivi ha portato a un leggero allungamento della permanenza media, passata da 3,3 a 3,4 giorni (3,5 giorni per gli stranieri e 3,3 per gli italiani).

Andando a vedere cos’è successo nei diversi comparti, nel 2025 negli esercizi alberghieri ci sono stati 288 milioni di pernottamenti (l’1,4% in più rispetto al 2024) e invece l’extralberghiero è aumentato del 3,6% che, in termini assoluti, equivale a oltre 6,5 milioni di pernottamenti aggiuntivi.

Non si tratta solo di un cambio di preferenze nella scelta dell’alloggio. A cambiare, nel 2025, è stata la legislazione: è stato introdotto il codice identificativo nazionale (CIN) per le strutture ricettive e questo ha favorito l’emersione di attività che prima operavano nell’ombra.

Stiamo parlando, quindi, non di nuovi strabilianti risultati, ma del conteggio di ciò che c’era anche prima. Basti pensare che già nel “Quattordicesimo rapporto sul turismo italiano” venivano stimate, per il 2003, oltre 729 milioni di presenze in case di proprietà e in affitto, che si andavano ad aggiungere alle 344,4 milioni nelle strutture ufficiali.

Andando ancora più indietro nel tempo, se si analizzano le statistiche Istat sulle presenze extralberghiere si vede che, tra il 1986 e il 1987, queste sono diminuite di 99 milioni, tra l’altro quasi tutte tra gli italiani (86,7 milioni). Non si tratta di un’annata particolarmente negativa, ma di un semplice e netto taglio nelle strutture censite dall’Istituto Nazionale di Statistica: dal 1987, dalla voce di struttura extralberghiera “alloggi in affitto” vengono esclusi gli “alloggi privati in affitto non iscritti al Rec” (Registro degli esercenti il commercio), ossia non gestiti in forma imprenditoriale. Ciò non vuol dire che il fenomeno sia scomparso, ma che semplicemente non è stato più rilevato.

Dal 1987 a oggi la storia è la stessa: ciò che è cambiato è stata la riemersione di un fenomeno apparentemente sparito da tutti i radar e che il CIN ha permesso di ricominciare a rilevare.







Pubblicato il 04/20/26