Da Padova parte un progetto pilota nazionale di integrazione.
È stato infatti siglato, presso il ministero dell’Interno, un protocollo d’intesa che punta a inserire i migranti vulnerabili nel settore turistico.
E Padova è stata scelta come primo territorio pilota a livello nazionale.
Il progetto “nasce da una sinergia di alto livello che vede coinvolti il Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, i ministeri del Lavoro e del Turismo e l’Ente bilaterale nazionale del Turismo (EBNT).
L’obiettivo, è trasformare l’accoglienza in opportunità, mettendo in contatto diretto i titolari di protezione internazionale inseriti nel sistema SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) con le imprese del comparto turistico".
La sperimentazione padovana poggerà sulla vasta rete dell’Ente Bilaterale, che riunisce operatori di categoria e sigle sindacali: Federalberghi, Appe, Fiavet, Faita e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.
Grazie a questa struttura, “i migranti potranno accedere a corsi che spaziano dall'area food all'innovazione tecnologica, garantendo un inserimento lavorativo che sia, come auspicato dai promotori, stabile e di alto valore sociale".
Grande soddisfazione è stata espressa dai vertici dell'Ente Bilaterale Turismo Padova Terme Euganee. “Siamo orgogliosi e onorati che il nostro territorio sia stato scelto come capofila a livello nazionale. Lavorare a stretto contatto con il SAI ci permette di avviare un percorso concreto di inserimento nel comparto turistico padovano, attraverso formazione mirata e opportunità lavorative reali.
L’iniziativa risponde a una doppia urgenza: la necessità di dare dignità e autonomia ai cittadini stranieri in condizioni di vulnerabilità e la cronica difficoltà delle imprese turistiche nel reperire personale qualificato", ha dichiarato il presidente Matteo Breda.
Il piano prevede percorsi formativi definiti a livello locale, sulle esigenze specifiche delle imprese di Padova e delle Terme Euganee.
“Il progetto mette in relazione due esigenze oggi centrali. Da un lato, la difficoltà strutturale di reperire personale, dall’altro la necessità di favorire l’inclusione.
Abbiamo aderito per dare un'opportunità di rimettersi in gioco a persone vulnerabili e rispondere alla domanda delle imprese con lavoratori adeguatamente formati”, hanno chiarito, in una nota congiunta, Breda e il vicepresidente Filippo Segato.