80 anni ASAT. Casa, lavoro e clima decisivi per tenere vive le valli

Ottant’anni di storia alle spalle, ma con uno sguardo rivolto alle sfide che determineranno il futuro del territorio: dalla crisi climatica a quella demografica, fino all’emergenza casa e alla necessità di rendere il Trentino sempre più attrattivo per lavoratori, famiglie e nuove competenze. È questo il messaggio emerso dall’assemblea annuale per gli 80 anni di ASAT - Federalberghi Trentino.

Di particolare rilievo è stata la partecipazione del Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, che ha portato all’Assemblea un segnale importante di attenzione. La presenza del Governo, insieme a quella di Bernabò Bocca, presidente nazionale di Federalberghi, ha dato ulteriore spessore istituzionale al confronto, rafforzando il collegamento tra le esigenze del Trentino e le dinamiche più ampie del sistema turistico italiano.

Nel corso della sua relazione, il presidente di ASAT Gianni Battaiola ha ribadito il ruolo storico svolto dall’Associazione e dagli imprenditori turistici nello sviluppo del Trentino. Nato nel secondo dopoguerra come scommessa sulla capacità delle comunità montane di costruire benessere attraverso l’ospitalità, il turismo – ha sottolineato – ha contribuito in maniera determinante a contrastare marginalità e spopolamento, generando lavoro, servizi e infrastrutture nelle vallate. Ottant’anni fa – è stato ricordato – il turismo era soprattutto una visione di futuro del territorio. Oggi quella responsabilità continua, ma in un contesto profondamente cambiato.

Al centro dell’intervento la necessità di affrontare le grandi trasformazioni in atto. In particolare, il cambiamento climatico viene indicato come una delle principali sfide strategiche per il comparto, soprattutto per le località montane e sciistiche. Da qui la necessità di rafforzare la resilienza del sistema turistico attraverso investimenti infrastrutturali, nuovi modelli organizzativi e una maggiore capacità di rendere attrattive tutte le stagioni dell’anno. In quest’ottica, è stata rilanciata la prospettiva di un turismo “quattro stagioni”, valorizzando maggiormente primavera e autunno per distribuire meglio i flussi, ridurre le pressioni nei picchi di affluenza e garantire maggiore stabilità occupazionale.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della produttività e del lavoro nel turismo. Battaiola ha evidenziato la necessità di leggere il comparto attraverso indicatori più aderenti alle sue specificità, sottolineando come il valore generato dall’ospitalità non possa essere misurato esclusivamente con parametri industriali tradizionali. Contestualmente, è stata ribadita l’importanza del recente rinnovo del contratto integrativo provinciale, del welfare territoriale e delle misure di sostegno alla formazione e alla stabilità occupazionale dei lavoratori stagionali.

Tra i temi considerati prioritari emerge anche quello abitativo: la difficoltà di accesso alla casa, è stato evidenziato, rischia di compromettere la capacità del territorio di attrarre e trattenere professionalità, giovani e famiglie. Per questo, sarà necessario rafforzare le politiche per la residenzialità stabile e individuare un equilibrio sostenibile nella gestione degli alloggi destinati all’affitto turistico.

Guardando ai cambiamenti demografici europei, il presidente ha sottolineato come il turismo dovrà confrontarsi con una crescente carenza di forza lavoro, aprendo alla necessità di sviluppare percorsi strutturati di attrazione, formazione e integrazione di lavoratori stranieri, superando logiche emergenziali e puntando su progettualità di lungo periodo.

Importante la riflessione sul rapporto tra turismo, agricoltura, cultura ed eventi, considerati elementi di un’unica strategia territoriale. Valorizzare prodotti locali, tradizioni, festival e iniziative culturali  può contribuire a rafforzare l’identità del Trentino e ad ampliare l’attrattività anche nei periodi di minore affluenza turistica.







Pubblicato il 26/10/2026