Viaggia in treno il brand dell’italianità

Viaggia in treno il brand dell’italianità

Dal mondo del Turismo all’universo del trasporto ferroviario: la visione del nuovo presidente di Ferrovie dello Stato Italiane, Tommaso Tanzilli. L’amore per il Belpaese, i progetti, l’obiettivo di facilitare la raggiungibilità del Sud Italia

di Barbara Bonura

Il comparto del Turismo è stato “pane quotidiano” per gran parte della sua carriera professionale: Tommaso Tanzilli, insediatosi lo scorso giugno alla presidenza delle Ferrovie dello Stato Italiane, si dice pronto a una sfida che viaggia su un binario, è proprio il caso di dire, molto collegato a quello del settore da cui proviene. Ha alle spalle un’esperienza professionale di lunga data nel mondo delle associazioni di categoria, ha ricoperto la carica di Direttore di Federalberghi Roma fino al 2022, per poi diventare, fino al 2024, anno della nomina in Ferrovie, Direttore Generale di Federalberghi Lazio. È anche presidente dell’Ente Bilaterale del Turismo del Lazio.

 Presidente lei viene dal mondo del Turismo, il tema delle infrastrutture è centrale per il comparto: si è trovato avvantaggiato conoscendo già le criticità del sistema?

Sì, mi sono trovato avvantaggiato. Ma non per la conoscenza specifica di questo mondo che ovviamente non avevo, quanto piuttosto per la visione che mi porto dentro, proprio perché, provenendo dal settore turistico, so quanto siano importanti le infrastrutture e i trasporti per il raggiungimento delle destinazioni turistiche.

 Avete già immaginato delle iniziative del gruppo a supporto del turismo?

Già il fatto che Ferrovie dello Stato Italiane – e quindi l’Italia – sia tra i primi Paesi al mondo ad aver messo in campo l’Alta Velocità, va considerato di per sé un’implementazione straordinaria. Aggiungo una novità importante: la nascita di Treni Turistici Italiani, che è una società ad hoc creata all’interno del Gruppo proprio per dare risposte al turismo, in particolare al turismo “lento”. Quando è stato presentato il progetto ho dichiarato: non toglieremo mai né un americano né un giapponese dall’alta velocità perché sono viaggiatori che scelgono di raggiungere più destinazioni, come Roma, Firenze e Venezia, in poco tempo.

L’iniziativa “Treni Turistici” nasce per rispondere a una crescente domanda di slow tourism. Un esempio recente sono i due itinerari proposti: il Roma-Assisi, pensato per il Giubileo, e il Roma-Langhe Monferrato, dedicato agli amanti dell’enogastronomia. Questi viaggi si differenziano dalle classiche visite alle città d’arte, offrendo un’esperienza su treni vintage che attraversano territori meno conosciuti, permettendo ai passeggeri di scoprire angoli d’Italia fuori dai circuiti tradizionali. Parliamo forse solo di una nicchia rispetto al grande movimento turistico, ma è importante, e peraltro si incoraggia la destagionalizzazione e la crescita dei territori.

 Vi sono luoghi, sebbene meno noti, che possono fare destinazione, viene in mente il museo di Pietrarsa. Come facilitare la raggiungibilità di località turistiche meno usuali?

Il museo di Pietrarsa fa già destinazione di per sé, è un attrattore turistico straordinario, ma ci sono molti luoghi raggiungibili dalla “strada ferrata” e sono fuori dai circuiti tradizionali. Treni Turistici ha proprio l’obiettivo di aprire le porte a questi gioielli nascosti e anche di rendere il mondo delle Ferrovie vicino a quel settore economico che nel Paese produce il 13% del PIL.

Quanto conta e che peso ha per il gruppo il tema delle scelte enogastronomiche a bordo?

Torno su Treni Turistici: a bordo non c’è il preconfezionato o il panino “sotto vuoto”, ma c’è invece la cucina degna di questo nome, con un’attenzione particolare all’utilizzo di prodotti enogastronomici tipici del territorio che viene percorso dal treno. Questa attenzione si può sperimentare quando si è nel contesto di un turismo lento; sull’alta velocità è necessaria una ristorazione che potremmo definire “instant”. Comunque, una ricerca in questo senso è sempre coltivata, ma soprattutto si sperimenta un’attenzione alla italianità: siamo un’azienda tricolore, e restiamo tale anche nelle scelte che facciamo.

 Avete studiato una pianificazione ad hoc per l’evento Giubileo, che è ormai alle porte?

Sì, ci sono molte iniziative in essere, impossibile elencarle tutte. Siamo costantemente in contatto con la cabina di regia e con il Commissario Straordinario per il Giubileo, con l’obiettivo primario di affrontare il possibile sovraffollamento delle linee ordinarie. Non si tratta di un’emergenza, poiché il Giubileo è sempre stato un’opportunità, non una crisi. Dal punto di vista dell’impatto sulle infrastrutture potrebbe certamente presentare delle sfide, ma siamo pronti ad affrontarle.

 Siamo nell’era dell’ecosostenibilità. Il treno che potenziale ha come mezzo di sviluppo ecologico?

C’è da tener presente che l’Italia è una delle nazioni al mondo con la percentuale più alta di rete ferroviaria elettrificata: siamo al 75%. Altre nazioni, anche importanti, fanno muovere i loro treni con il combustibile fossile. Quindi la mia risposta è sì, in Italia e poche altre nazioni, altrove meno. Con questo mio mandato, iniziato in giugno, nel nostro CdA abbiamo costituito il Comitato Sostenibilità che prima non esisteva. C’è un indirizzo specifico che intendiamo portare avanti.

Il cicloturismo sta prendendo sempre più piede anche nel nostro Paese. Molti treni locali consentono di salire a bordo con le biciclette. È una modalità che si potrebbe estendere?

Sicuramente è una modalità in espansione. Basti sapere che nella maggior parte delle tratte gestite da Treni Turistici Italiani, questa Newco che abbiamo costituito un anno e mezzo fa, i treni sono dotati di un vagone dedicato, attrezzato per il trasporto delle biciclette. È chiaro che chi sceglie di viaggiare con Treni Turistici abbraccia il concetto di slow tourism, dove l’esperienza del viaggio stesso diventa parte integrante della vacanza, senza l’urgenza di raggiungere rapidamente la destinazione.

Che percezione si ha in Italia del traffico ferroviario e quanto è aumentato il numero dei viaggiatori che ne fa uso?

Sì, c’è stato un aumento, a dire il vero da riferire in particolare al mondo del turismo. Questa è decisamente una dinamica post Covid. C’è stata un’esplosione dell’utilizzo del treno. Nei bilanci che facciamo si è notato che la curva in assoluto più in crescita è quella del turismo. E devo dire che mi fa piacere che un uomo che proviene da questo mondo, sia arrivato proprio nel momento in cui il turismo contribuisce così tanto alle Ferrovie dello Stato Italiane e al benessere del Paese.

Su RaiDue c'è stata una trasmissione molto seguita, Binario 2 e ha collocato lo studio proprio alla stazione di Roma Tiburtina. E' un bene far entrare il tema delle Ferrovie anche nell’intrattenimento?

A mio avviso sì. Intanto partiamo dal presupposto che le Ferrovie sono un’entità molto presente nella società italiana, e questo può aver contribuito al successo della trasmissione. Ma c’è anche da dire che si tratta di un’azienda dello Stato, e quindi appartiene a tutti. È un bene comune e il fatto che sia presente anche in programmi televisivi funziona. Le stazioni peraltro sono diventate degli spazi polifunzionali: ci si va per pranzare, per fare shopping, per ritrovarsi. Certo ci vuole molta più attenzione, ora rispetto al passato, alla sicurezza nelle stazioni. È uno di quei temi riguardo i quali non possiamo lavorare da soli, ma in sinergia con le autorità locali e con le autorità di pubblica sicurezza. Ma anche il nostro sistema di security interno è stato fortemente implementato.

 L’Alta Velocità resta l’orgoglio del sistema di trasporti italiano?

Sì, senza dubbio. È un vero fiore all’occhiello, non solo perché siamo stati i primi in Europa, ma anche perché il nostro modello ha fatto scuola. La stessa Cina, nonostante la sua enorme espansione, ha iniziato a sviluppare la propria rete di alta velocità partendo dal nostro know how.

 Qual è l’obiettivo che più ha a cuore in questo nuovo incarico?

La vera sfida è portare l’alta velocità nelle aree ancora non servite, in particolare nel Sud Italia, che risulta svantaggiato. Se saremo bravi, utilizzando le nostre risorse e i fondi del PNRR, realizzeremo due importanti direttrici: la Napoli-Bari e la Salerno-Reggio Calabria, che collegheranno le linee  Tirrenica e Adriatica, completando così la rete dell’Alta Velocità nel Paese. Mi impegnerò, inoltre, affinché si favorisca un dialogo più stretto tra due settori chiave: il turismo e il trasporto ferroviario







Pubblicato il 01/12/25