Il ministro Abodi, Milano Cortina più di un evento, è un progetto Paese

“Milano Cortina più di un evento: è un progetto-Paese”

Il ministro Andrea Abodi traccia la via per il modello sportivo italiano

di Barbara Bonura

In carica dal 2022 nel governo Meloni quale ministro per lo Sport e i Giovani, dotato di capacità manageriali che gli derivano dall’esperienza di dirigente d’azienda, uomo di stile dal carattere determinato, Andrea Abodi si racconta in questa intervista: è lui la figura più in vista nel panorama italiano e non solo, avendo ricevuto una delega specifica dalla premier per i XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026.

Ministro, a oggi che bilancio si sente di fare sulla sua esperienza di governo per lo sport?

Sono dell’avviso che i bilanci si fanno alla fine, ma quello che posso dire è che dal 22 ottobre 2022 stiamo lavorando con impegno e passione, cercando di coniugare la visione di lungo periodo con la concretezza dell’azione quotidiana. Le politiche pubbliche devono generare valore duraturo per le persone, le comunità e l’intera Nazione, perché governare significa tracciare la rotta su ogni tema, interagire, analizzare, progettare e proporre soluzioni che contribuiscano al benessere sociale e individuale, rafforzando le radici dell’identità nazionale e, al tempo stesso, offrendo nuove opportunità. Abbiamo dato un’impronta visibile e concreta al modello sportivo italiano, capace di coniugare l’eccellenza agonistica dei nostri atleti e atlete, e delle nostre squadre, rafforzata dall’eccellenza organizzativa di grandi avvenimenti internazionali che si proiettano fino al 2032, con lo sport sociale che si occupa delle attività sportive a scuola, all’università, nelle periferie urbane e sociali, sostenendo anche le famiglie a basso reddito per far fare sport ai propri figli. Il percorso è lungo perché i problemi da risolvere sono molti e, purtroppo, consolidati, ma la strada è tracciata.

Quali passi in avanti ritiene che si siano fatti in ambito sportivo nel nostro Paese?

In questi tre anni abbiamo stanziato 2,6 miliardi di euro per lo sport, dei quali 1,6 solo per l’impiantistica sportiva. Ci siamo impegnati a rendere l’attività sportiva in tutte le sue forme un diritto per un numero crescente di persone, puntando allo sport per tutti. Abbiamo decisamente bisogno del linguaggio universale dello sport, capace di unire, educare e promuovere salute, sostenibilità, inclusione e coesione. Perché lo sport è anche e soprattutto educazione, cultura, relazioni umane e rispetto. Come detto, siamo consapevoli che davanti a noi abbiamo ancora molta strada da fare.

Crede che il settore del Turismo possa avere delle forti e produttive connessioni con il mondo dello Sport?

Assolutamente sì, le ha e con il ministro Santanchè lavoriamo dal primo giorno di questo Governo per migliorarle. La relazione tra lo sport e il turismo è naturale e sinergica, considerando la possibilità di mettere a disposizione opportunità (dagli eventi di tutte le dimensioni alle vacanze a base sportiva) del nostro patrimonio unico al mondo: dalle bellezze naturali, alle prelibatezze della cucina e alle meraviglie artistico-culturali. Sempre più persone scelgono le destinazioni in base alle possibilità di fare esperienze sportive, generando flussi turistici organizzati, destagionalizzati, ben distribuiti e, in diversi casi, ad alta capacità di spesa, animando territori, anche delle aree interne, e creando un indotto importante a beneficio di strutture ricettive, ristorazione e servizi. Il nostro obiettivo è rafforzare ulteriormente questa alleanza valorizzando le infrastrutture e gli eventi sportivi, quali strumenti di ulteriore promozione internazionale dell’immagine dell’Italia. A questo proposito stiamo anche valutando, con il MEF e il Ministero del Turismo, la possibilità di costituire un fondo immobiliare dedicato allo sviluppo di resort golfistici a vocazione turistica, partendo dal Sud Italia.

Le Olimpiadi invernali sono alle porte. Come si sente?

È una responsabilità, avendo ricevuto dal presidente Meloni una delega specifica, che vivo con entusiasmo e grande senso del dovere. Milano Cortina 2026 rappresenta molto più di un evento sportivo. È un progetto-Paese, un’occasione straordinaria per confermare che l’Italia sa organizzare al meglio, realizzare opere, rispettare impegni internazionali, costruire valore a beneficio dei territori che ospitano questo evento universale. C’è emozione, certo, ma soprattutto la consapevolezza che stiamo lavorando per un risultato che va oltre le quattro settimane dei Giochi Olimpici e Paralimpici, con investimenti sulle infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie, digitali ed elettriche superiori a 3,6 miliardi di euro, che miglioreranno la qualità della vita di chi abita e passa per lavoro o per turismo in Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige.

Che tipo di riscontro pensa che si possa avere sul comparto turistico in riferimento a un evento come quello di Milano Cortina 2026?

Con i Giochi arriveranno in Italia due milioni di persone da tutto il mondo e si stimano almeno un miliardo e mezzo di telespettatori. Questo patrimonio rappresenterà anche per il comparto turistico una grandissima opportunità da valorizzare, molto oltre il periodo interessato dall’evento. Una campagna di promozione e comunicazione come quella che genererà l’appuntamento olimpico ha un valore inestimabile e avrà un impatto formidabile a beneficio del sistema-nazione. Eppure, a volte ho la sensazione che una parte non marginale degli operatori del settore che offrono servizi nei territori che ospiteranno le Olimpiadi e le Paralimpiadi non siano ancora riusciti ad apprezzare pienamente il valore aggiunto generato dall’avvenimento, che sono certo si manifesterà ancor più chiaramente nei prossimi anni, nei numeri e anche nella loro qualità.

I giovani e le Olimpiadi. Come vengono percepiti i Giochi olimpici dalle nuove generazioni?

I ragazzi, come gli adolescenti, vivono lo sport in modo diverso rispetto al passato: anche in modo digitale e lo vedremo dalle interazioni e dalle comunicazioni sui social, ma resta importante la presenza nei luoghi degli eventi legata all’esperienza e alla condivisione dal vivo. Per molti di loro le Olimpiadi, l’avvenimento universale per eccellenza, sono non solo un evento sportivo, ma un simbolo di valori comuni come la pace, l’inclusione, il rispetto e la sostenibilità. Anche per queste ragioni abbiamo voluto fortemente e ottenuto dal Comitato Olimpico Internazionale la quinta edizione dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali 2028, che, sono certo, ispireranno le giovani generazioni, promuovendo i valori dello sport, capace di unire culture e nazioni e di favorire la diplomazia della quale abbiamo tanto bisogno.

 Qual è il prossimo progetto che sogna di poter realizzare, da ministro per lo Sport e i Giovani?

Non ho abbastanza spazio per poterveli elencare tutti (il Ministro sorride, ndr), ma per lo sport vorrei consolidare il “modello italiano per lo sport”, basato su più sport a scuola, anche grazie ai Giochi della Gioventù, nelle università, nelle periferie, diffusamente, per contrastare la sedentarietà e la solitudine, per promuovere stili di vita più sani e attivi, a tutte le età. Per i giovani vorrei rafforzare ulteriormente il Servizio civile universale e collaborare con quei colleghi di Governo con i quali creare nuove condizioni per generare opportunità di lavoro e occasioni di contrasto al disagio giovanile, facendo crescere i progetti Rete, Spazi civici per la Gioventù e Rigenerazioni.







Pubblicato il 01/15/26